ataÈ stata l’ultima estate delle comproprietà. Con l’addio alle buste il calcio italiano fa un deciso passo avanti verso l’integrazione nell’Europa che conta. Ma è lecito attendersi anche altri mutamenti, alla luce delle norme varate dalla gestione-Tavecchio. Dalla stagione 2015-16 anche le società di serie A avranno un tetto alle loro rose, sulla falsariga di quanto già avviene nelle competizioni europee. Soprattutto i grandi club devono convivere con almeno una trentina di professionisti in prima squadra, ma d’ora in avanti ne potranno utilizzare al massimo 25. E comunque a disposizione dovranno esserci 4 calciatori cresciuti nel vivaio del club e altrettanti di formazione italiana.

 

Con questi presupposti le mosse in entrata e in uscita dovranno fare i conti con gli evidenti limiti prospettati dal nuovo corso. Anche perché all’orizzonte ci sono pure gli interessi dei calciatori in uscita. Se qualcuno di loro puntasse i piedi e rifiutasse un eventuale trasferimento? L’ipotesi va messa nel conto. L’evidente condizionamento dei piani societari porterebbe a delle fatali contrapposizioni. E in quel caso la società in questione continuando a pagare il proprio tesserato, come giustificherebbe l’esclusione tecnica? L’ombra degli esuberi s’allunga sulla serie A, considerando una limatura di almeno 300 posti di lavoro. Se non di più. E comunque è difficile prevedere il passaggio in serie minori. Con la riduzione dei campionati ormai in vista è dura che nascano opportunità alternative.

 

Intanto continuano ad arrivare sempre più stranieri. Un fenomeno che danneggia i nostri vivai, ma che permette di risparmiare un bel po’ di denari. I talenti di casa nostra, infatti, costano sempre tanto. Possibile ci siano anche altri motivi, ma il tema finanziario è sempre preminente. L’osservazione riguarda di riflesso le scommesse sui giovani extracomunitari. Anche su questo punto la Figc ha provato a battere nuove strade. Va ricordato che ogni club può far entrare due nuovi extra-Ue a patto che ne vadano via altrettanti: la novità è che uno dei due deve avere un curriculum certificato. Un modo per tenere aperti i mercati, provando a salvaguardare la bontà tecnica dei nuovi investimenti.

 

Redazione PE

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

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