Sulla falsa riga di quanto fatto questa mattina sulle pagine de “Il Tirreno” da David Biuzzi, andiamo a rivedere a livello statistico come siano andate le cose quando l’Empoli è stato costretto ad una “tripletta” sulla panchina.

 

E’ oramai cosa nota che da ieri Guido Carboni ha preso in mano le redini della squadra, nella speranza che questa esca da una situazione di classifica, pessima ed inaspettata ad inizio campionato, ma che soprattutto riesca a questa a dare quelle motivazioni importanti ed essenziali per poter arrivare ad una salvezza con il minimo patema possibile.

Carboni succede a Pillon (per lui 9 gare con 2 vittorie, 3 pari e 4 sconfitte) che era succeduto a sua volta ad Aglietti (7 gare con 2 vittorie e 5 sconfitte.), ed è il terzo allenatore della stagione.

 

Andando a guardare indietro, troviamo la prima tripletta nella stagione 88/89: Clagluna fu l’allenatore scelto per provare a risalire in massima serie dopo la retrocessione dello scorso anno, ma il tecnico pisano non riusci nemmeno ad iniziare la stagione per dei conflitti con la società e la squadra fu affidata a Gigi Simoni che la stagione precedente aveva discretamente fatto a Genova.  Gli scarsi risultati, proporzionati anche alle aspettative, fecero propendere la società verso la scelta del terzo tecnico, quel Ferdinando Donati che non riuscì però a salvare gli azzurri, portandoli al massimo allo sfortunato spareggio di Cesena contro il Brescia terminato ai rigori in favore delle rondinelle.

 

Nel campionato 1993/94 assistiamo alla seconda trilogia sulla panchina azzurra, la prima del Presidente Corsi. I primi due allenatori furono nell’ordine Ettore Donati e Lombardi, la squadra però non riusciva a togliersi dai bassifondi di quel campionato di C1 ed allora, il colpo di genio fu quello di affidare lo spogliatoio ad un giovanissimo ex calciatore azzurro, Luciano Spalletti. La squadra dette subito segnali positivi, si riusci ad arrivare al playout contro l’Alessandria che significò salvezza nella stagione. Da li iniziò un ciclo a dir poco magico.

 

Ciclo magico che terminò nella stagione 98/99, guarda caso una di quella con tre mister alla direzione dell’Empoli. Analogamente alla 88/89 il primo tecnico, un giovane Gigi Del Neri (veniva dalla bella esperienza alla Ternana), si limitò a guidare la squadra nel corso della prima parte del precampionato. Del Neri non iniziò il campionato e gli subentrò Mauro Sandreani. Al tecnico romano fu però fatale la sconfitta interna per 3-2 con la Salernitana e dalla gara successiva si andò a sedere in panchina Orrico. Il terzo cambio però non diede i frutti sperati e gli azzurri salutarono la serie A arrivando ultimi con 13 punti di distacco dal Vicenza penultimo.

 

L’ultima situazione a tre, anche se proprio a tre non è, risale alla stagione 2007/08. L’Empoli si era qualificato per giocare la sua prima Coppa Uefa, allestendo una squadra di tutto rispetto che non avrebbe dovuto aver grossi problemi a mantenere per la terza volta consecutiva la serie A. Il campionato, con alla guida Gigi Cagni, prese però una piega inaspettata e no soddisfacente, si decise quindi di cambiare e di affidare la squadra a Malesani. Dopo un promettente inizio, anche il tecnico veneto iniziò a riportare una serie di risultati non sufficienti, nel finale di stagione si pensò quindi di ricambiare ma di ritornare al passato, ovvero a Cagni. Alla fine l’Empoli retrocesse.

 

Come si evince, da un punto di vista statistico,  la triplette non hanno quasi mai portato bene, i dati sono fatti anche per essere cambiati, questa è e deve essere per forza la nostra speranza.

 

Al. Coc.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

11 Commenti

  1. “Nel campionato 1993/94 assistiamo alla seconda trilogia sulla panchina azzurra, la prima del Presidente Corsi. I primi due allenatori furono nell’ordine Ettore Donati e Lombardi, la squadra però non riusciva a togliersi dai bassifondi di quel campionato di C1 ed allora, il colpo di genio fu quello di affidare lo spogliatoio ad un giovanissimo ex calciatore azzurro, Luciano Spalletti. La squadra dette subito segnali positivi, si riusci ad arrivare al playout contro l’Alessandria che significò salvezza nella stagione. Da li iniziò un ciclo a dir poco magico.”

    La redazione può spiegarmi quali furono i segnali positivi che la squadra dette con Spalletti? La squadra non diede alcun segnale fino alle due partite di playoff.

    • Ciclo magico? Ma quale ciclo magico?
      Dopo quella salvezza sarebbe iniziato il ciclo magico?
      ragazzi state perdendo colpi…e non pochi

  2. La rosa del 94/95 , cioè l’anno successivo a quello della roccambolesca salvezza, era formata da gente che poi avrebbe preparato il futuro roseo. E’ un dato di fatto. Non mi sembra che la redazione abbia detto un eresia. Baldini, Esposito , Martusciello e Tricarico in particolare, furono i nuovi innesti che l’anno successivo (al 94/95), diedero quel “qualcosa in più” per la promozione in B , per poi arrivare ai livelli che sappiamo. E cioè 9 campionati in B e 7 in A (se non ricordo male). Mi scusi sig. Anonimo, non le sembra un ciclo magico questo ?

    • Ma voi dove eravate? L’anno successivo alla salvezza di Alessandria arrivò D’Arrigo poi sostituito da Nicoletti e ci salvammo facendo 0-0 a Siracusa all’ultima giornata. Chiamalo ciclo magico! Poerannoi!!!
      Joker ce l’hai te il ciclo magico. Mettiti un assorbente.

  3. Ricordo bene l’anno di D’arrigo e del mio amico Nicoletti. Se rileggi bene, ho detto che la rosa di quell’anno era formata da calciatori che l’anno successivo insieme ai nomi che ho fatto , avrebbero vinto e cominciato un ciclo positivo. Tutto quì. P.S. …è vero che l’ultima gara si giocò (?!?!) a Siracusa, ma è altrettanto vero che si conosceva già la fine di Siracusa e Barletta.

    • Angelo, capisco il tuo ragionamento ma quei nomi che dici te erano pochi e soprattutto non c’era alcun progetto alla base. A Spalletti fu affidata una squadra che aveva il compito di salvarsi…poi ne uscì un capolavoro. La redazione non può dire che dalla salvezza di Alessandria nacque un ciclo magico. E’ una palese forzatura. La società quell’anno pensava di costruire un nuovo ciclo con D’Arrigo e invece si rivelò un fallimento (e se non fosse stato per il mitico Walter Nicoletti il fallimento sarebbe stato totale).

  4. Oh gente tirare in ballo Spalletti con questo tizio che si chiama Carboni, è come dire che al Berlusca non gli piace la t**a.

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