Ascoli: Ricomincio da tre

Ascoli: Ricomincio da tre

di Nico Raffi Tre vittorie consecutive per sperare in un nuovo miracolo. Soltanto poche settimane fa l’Ascoli, pesantemente penalizzato in classifica e minato nel morale, sembrava ormai essersi arreso a un destino inesorabile, a un’amara retrocessione che si sviluppava, inevitabilmente, nelle stanz

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di Nico Raffi

Tre vittorie consecutive per sperare in un nuovo miracolo. Soltanto poche settimane fa l’Ascoli, pesantemente penalizzato in classifica e minato nel morale, sembrava ormai essersi arreso a un destino inesorabile, a un’amara retrocessione che si sviluppava, inevitabilmente, nelle stanze della dirigenza prima ancora che sul campo di gioco. Poi accade l’impensabile. Dopo due mesi e mezzo senza vittorie, sei sconfitte una dietro l’altra, un cambio di allenatore e una nuova penalizzazione per inadempienze finanziarie della società, arrivano due vittorie esterne di fila sui campi di Brescia e Livorno e la prima affermazione casalinga con il Bari che permette finalmente ai marchigiani di sfatare il tabù “Del Duca”. Nove punti in tre gare che restituiscono entusiasmo al “Picchio” e trasmettono autostima a un gruppo di giocatori che sembrava aver alzato definitivamente bandiera bianca. Adesso anche il presidente Benigni si mostra ottimista in chiave salvezza e aspetta il verdetto del Tribunale del Coni che arriverà nei prossimi giorni e che potrebbe applicare uno sconto sulla penalizzazione inflitta all’Ascoli per lo scandalo legato al calcio scommesse e dare il via a un nuovo campionato. La parola d’ordine, in casa bianconera, è non guardare mai la classifica.

Nel frattempo, ci ha pensato il nuovo allenatore Massimo Silva a restituire credibilità tecnica e tattica ad una squadra che si trovava in piena agonia. Il tecnico di Pavia, che aveva già guidato l’Ascoli in coppia con Marco Giampaolo nel bienno 2004-2006 che significò promozione dei bianconeri in A e conseguente salvezza nel massimo campionato, è riuscito a far leva sulle proprie doti di equilibrio e saggezza per ricostruire il rapporto con i giocatori e tenere unito lo spogliatoio. Il suo predecessore Fabrizio Castori, tecnico dalla forte personalità e grande motivatore, autore di un’impresa eroica lo scorso anno quando aveva condotto i marchigiani alla salvezza senza passare dai playout nonostante un handicap di 6 punti e una stagione compromessa da numerose vicende extracalcistiche, in questo torneo non è riuscito a riconfermarsi e si è trovato di fronte ad enormi difficoltà nel trasmettere le sue idee tattiche a un organico in larga parte rinnovato. Silva, dal canto suo, è riuscito a dare una scossa sul piano emotivo a Di Donato e soci e, sul campo, ha apportato alcuni accorgimenti che hanno prodotto risultati positivi immediati quali il passaggio alla difesa a tre, l’utilizzo di un centrocampo a cinque molto fisico e muscolare, una maggiore spinta sulle corsie laterali e l’avanzamento di Soncin a ruolo di prima punta.

Nell’inedito 3-5-2 ascolano vengono impiegati gli esperti Ciofani, Peccarisi e il portoghese Faisca a presidio della porta difesa dall’ottimo Guarna, ormai maturo e pronto al salto di categoria. Sulle fasce Gazzola e il giovane Pasqualini offrono dinamismo e copertura in fase difensiva. In mediana agiscono capitan Di Donato, che ha da poco tagliato il traguardo delle 150 presenze in maglia bianconera, il regista Alex Pederzoli, in grande crescita nelle recenti apparizioni, e il classe ’90 Sbaffo, mezzala di sicuro avvenire proveniente dal Chievo che, con le sue eleganti movenze e le sue capacità d’inserimento e di tiro dalla distanza, è stato da alcuni addetti ai lavori paragonato a Hamsik. In attacco il 33enne Soncin, tornato in terra marchigiana dopo la grigia esperienza di Grosseto, e il senegalese Papa Waigo, autore di 6 reti stagionali e apparso pienamente recuperato dopo l’anonima parentesi viola, insieme ai rincalzi Romeo e Falconieri, devono offrire quel contributo in termini di marcature per alimentare le speranze di una salvezza che, ad Ascoli, appare ancora assai difficile ma non più una chimera irraggiungibile come poche settimane fa.

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