Curva ospiti | Hellas Verona: la sua tifoseria

Curva ospiti | Hellas Verona: la sua tifoseria

Gruppi/crew esistenti: Hellas Army (primo nucleo formato negli anni ’70), Hellas Fans, Mastini Scaligeri, Hellas Alcool (primo nucleo formato negli anni ’80), Cani Blu 1988, Hellas Aliens, Villaggio (primo nucleo negli anni ’80), Vecchio Inferno, Golosine, Brigata Borghetti, 1° Febbraio, El G

Gruppi/crew esistenti: Hellas Army (primo nucleo formato negli anni ’70), Hellas Fans, Mastini Scaligeri, Hellas Alcool (primo nucleo formato negli anni ’80), Cani Blu 1988, Hellas Aliens, Villaggio (primo nucleo negli anni ’80), Vecchio Inferno, Golosine, Brigata Borghetti, 1° Febbraio, El Gruppo Campa, Butei Alti Livelli, Contea Gialloblù,La Piccionaia, 12 maggio 85, Butei dela Busa, Orgoglio Scaligero, Quartiere Roma, Movimento-Pescatina Gialloblù, Up Verona, Ala Avio, Primo Luglio, Hellas N.o.t., Ultimo Scalin 1991,La Barràs, Butei, Cani et Porci, Hell, Zona Lago, Hellas Sanguinetto, Work Team, I Lupi dell’Hellas, Viette Laterali, Orfani zona Stadio, Bondola Smarsa, Quei da Negrar, Vecchie Golosine, Vecchia Scuola, Settore Est, Zona Est, Periferia Sud, Sorry!, Tuti al Banco, Manipolo Gigi, Hellas Jugend, Superiore Doc, Veronetta-Vicoli Scaligeri, O.l.m. sez. S.Zeno, Gruppo Jean, Calabria H.V., Panzer, Sotto Scala, Dog from the pig, Hellas Firm, Ringhiera, Unica Fede, Seghellas, No Surrender, Quico Zone, Gloria et Fides Hellas Verona, Sustinenza, Centro Storico, Gruppo Senza Fondo, I Butei del Furgon.

.

Compagnie di paese/città esistenti: Malcesine, Bovolone, Rovereto, Piemonte, Bussolengo, Villafranca, Torri del Benaco, Salorno, Mozzecane, Isola,  Pescantina, Villafranca, Caselle Gialloblù, Palù, Nogara, Correzzo, Quinto, Angolo, Belfiore, Mestre, Montorlo Veronese, San Giorgio in Salici, San Giovanni Lupatoto, Soave, Vigasio, Borgo Trieste, Caprino, Borgo Ciodo, Albisano, Perzacco, Settimo, Hellas Milano, Cerea, Lavagno, Sirmione, Sulè, Peschiera, Carpi, Corgnan, San Michel, Locri, Legnago, Novaglie, Bardolino, Zevio, Villa Bartolomea, Sanguinetto, Castagnola, Pozzo, Praso, Parona, Basson, Merano, Grezzana, San Massimo, Pojan, Tregnago, Arcoriva, Badia Calavena, Trento, Basson, Siena, Trieste, Sommacampagna, Quepoa, San Bonifacio, Desenzano, Paretto, Pesina, Monteforte, Canaie, Casaleone.   

.

Siti Internet: www.hellastory.netwww.primoluglio2004.net

.

Settore: Curva Sud, tranne “1° Febbraio”, “El Gruppo Campa”, “Butei Alti Livelli”, “Movimento” e “Butei dela Busa” in Tribuna 4° anello (sopra tribuna Stampa) e gli “scissionisti” antitessera in Tribuna-Est, vicino al settore ospiti.

.

Coreografia tifosi Hellas VeronaGemellaggi/Amicizie: Fiorentina: rapporto bellissimo, uno dei primi gemellaggi della storia del calcio italiano, ultratrentennale, che va ben oltre la politica e sempre più solido. Quando si sciolsero le Brigate, il Collettivo fece una bellissima coreografia, in una Fiesole pavesata di cartoncini gialloblù, accogliendo i veronesi con le scritte “Venti anni di storia non si cancellano…onore alle B.G.” e “B.G.: muore il nome…ma la vostra stella brillerà per sempre nel nostro cielo”. Sbandierata in campo in Fiorentina-Verona 03/04. Alcuni anni fa i fiorentini a Verona esposero: “Onorati della vostra amicizia, orgogliosi del vostro rispetto!!! Un saluto ai fratelli gialloblù”. In Verona-Fiorentina 85/86 esposto lo striscione dei fiorentini “Gobbi, ci vediamo a Torino”. Innumerevoli le visite reciproche, ad esempio massicce visite dei fiorentini in Vr-Spezia Playout 06/07 e Empoli-Vr 04/05. Sampdoria: bel gemellaggio, che dura da oltre vent’anni (dopo essersele date di santa ragione), l’unico risalente agli anni ’70 ancora in piedi, fra quelli italiani, insieme a quello con la Fiorentina. A Genova gli Ultras Tito nell’85 accolsero i tifosi scaligeri con lo striscione “Benvenuti campioni d’Italia”. In Vr-Sampdoria 02/03 esposto lo striscione “PortAteci con voi”, visto che la Samp era vicina alla A e i veneti languivano in B. In Vr-Taranto 09/10, esterno stadio, esposero “U.t.c. siamo con voi”, di solidarietà per i guai che passavano i doriani in quel periodo. Trasferta inspiegabilmente vietata per i doriani nel 2011/12, visto lo storico gemellaggio: all’esterno del “Bentegodi” esposero scritte quali “I butei saranno sempre fratelli miei” e “Fieri del vostro legame orgogliosi della vostra amicizia”. I sampdoriani, in Samp-Verona 11/12 esposero belle scritte, come “Gemellati alla partita fratelli nella vita…bentornati butei” e “Bottiglia in mano e gomito all’insù: bentornati gialloblù”. Nell’amichevole estiva dell’agosto ’12 presenti gli striscioni doriani “Ultras Tito-vecchio stampo” e “Struppa”. Triestina: gemellaggio anch’esso piuttosto vecchio, molto sentito da entrambe le tifoserie, grazie soprattutto alle stesse vedute politiche. Spesso, sia a Trieste che a Verona, ci sono stati giri di campo coi bandieroni delle due tifoserie, ad esempio a Trieste nel 90/91 e 03/04, in un clima di festa con scambio di sciarpe. Sul caso-Furlan, Verona si è espressa con “Il vostro dolore solo ora riconosciuto…Verona da sempre lo ha onorato”. I Veronesi a Trieste anni fa: “Muli e butei, Hellas e Unione…onore e tradizione”. I triestini: “Trieste e Verona insieme marceremo ancora”. Alcuni anni fa esposero “Hellas-Unione per sempre”. Innumerevoli le visite reciproche, ad esempio gli Ultras Trieste sono stati presenti in Verona-Treviso 04/05 e nel 2002/03 a Vicenza, oltre a esporre lo stendardo “Trieste” in Vr-Spezia ritorno Playout 06/07. Lazio: buoni rapporti, ma non vi è un gemellaggio vero e proprio. Rinsaldato il rapporto l’anno scorso in Lazio-Verona di Coppa Italia, quando una delegazione di veronesi prima della gara depose un mazzo di fiori sotto l’effige di Gabriele Sandri in Nord; solo poche ore prima si erano recati al cimitero dove riposa lo sfortunato tifoso. Alcuni anni fa una scritta veronese esposta a Roma recitava “Veronese, laziale, stessa lotta stesso ideale”. Striscione “Veterani” Lazio in Ternana-Verona 03/04. In un Verona-Lazio, però, negli anni ’70 venne esposta la scritta “Lazio merda”. Chelsea: gemellaggio storico risalente al ’76. Numerose visite, ad esempio bandiere del Chelsea in Torino-Vr, Vicenza-Vr 05/06 e Vr-Vicenza 11/12. Real Madrid: pezza degli “Ultras Sur Madrid” in Vr-Gubbio 11/12, a Crotone 11/12, e in tante altre gare. Espanyol. Dinamo Bucarest: per la morte del “Campa” esposero, in Cluj-Dinamo B. di Coppa Romania lo striscione “Ciao Campa”. Kaiserslautern. Paris St.Germain. Aberdeen: bandiera “Ultras Aberdeen” in Verona-Genoa 04/05, pezza “Aberdeen Gialloblù” in Vr-Genoa 06/07 Sporting Lisbona.

.

Ex-gemellaggi: Inter, Cagliari, Lecce, Torino, Roma

.

Rivalità: Vicenza: più che altro di stampo campanilistico, aggravata dalla matrice politica contrapposta; il derby per eccellenza, partita particolarmente a rischio fin dagli anni ’70, in cui si registrano incidenti praticamente sempre. Subìto dai vicentini il furto dello striscione “Tartan Army”, esposto in Verona-Vicenza 93/94, rubato in un autogrill l’anno precedente, quando, al rientro da una trasferta, veronesi (circa 20 pullman più molte auto) e vicentini (un pullman) s’incontrarono. In netta minoranza i berici si videro costretti ad essere assediati nel mezzo. Un veronese aprì il bagagliaio dello stesso prendendo i due striscioni che c’erano, cioè “Tartan Army” e “Berici Ringhiosi”, mentre “Caneva Berica” era tenuto sul pullman; alla vista del furto uno di Vigilantes Vi. scese dal mezzo e, sfilando tra i veronesi increduli, fermò il veronese che aveva gli striscioni e riprese quello dei “Berici Ringhiosi”, e i veronesi, riconoscendone apertamente il coraggio, lo lasciarono rimontare sul mezzo con la pezza. Ad onor del vero, quando la situazione si stava calmando e molti veronesi erano già partiti, i vicentini tentarono la sortita di riprendere anche “Tartan Army”, ma era ormai troppo tardi. Milan: il 20 maggio ’73 le Bg si fanno un nuovo nemico, in un Bentegodi tinto di rossonero pronto a festeggiare lo scudetto “della stella” del Milan. Zigoni & C. umiliano il Milan 5-3 per quella che passerà alla storia come la “Fatal Verona”, con la Juve vincente a Roma con la Lazio, campione d’Italia al fotofinish. Inizia una storica rivalità, che raggiungerà l’apice negli anni ’80. Pesanti scontri nel giugno ’83, in semifinale di Coppa Italia. Rubato diversi anni fa lo striscione “Milan Club Venezia”, esposto in Verona-Milan 80/81. Esposto in Verona-Milan 86/87 lo striscione “Commandos: quando la fuga è spettacolo”. Quando il Milan venne retrocesso in Serie B, al termine della stagione 79/80, per coinvolgimento nel calcioscommesse, con delibera della C.a.f., insieme alla Lazio, i veronesi, l’anno dopo, in casa col Milan esposero “Grazie Trinca”, personaggio che, insieme a Cruciani, fece esplodere lo scandalo delle partite truccate. Juve: rivalità storica, sin dagli anni ’70, che si acuisce ancor di più a metà anni ’80, col famoso incontro a porte chiuse in Coppa Campioni, reso ridicolo dall’arbitraggio a senso unico dell’arbitro, e con la lotta per lo scudetto. Rubato agli juventini un bandierone esposto in Verona-Juve 85/86 di Coppa dei Campioni. In Verona-Juventus 87/88 esposto lo striscione “Una merda in bocca a tutti i bianconeri”. Torino: ottimi rapporti negli anni ’70, poi, nell’88 i torinisti rompono il gemellaggio più che decennale. In Verona-Torino 91/92 esposto lo striscione “Infami”, mentre nel 2003/04 i veronesi espongono lo striscione dei “Granata Korps” Torino, ma la cosa lascia dei dubbi, infatti pare che i granata l’abbiano regalato ai veronesi durante il gemellaggio intercorso. Roma: bello il rapporto nei ’70, ma finisce piuttosto presto. In Roma-Vr 01/02, i Boys romanisti espongono “Veronesi bastardi”, mentre a Verona, nei primi anni 2000, mostrano un “Voi odiate tutti: Lazio, Inter, Fiorentina, Samp, Cagliari, Lecce…”. Bologna: i primi scontri di rilievo a Verona sono coi bolognesi, nel ’73, allo stadio e alla stazione di Porta Nuova. La partita era solo un pretesto: parte dei bolognesi che giungono a Verona sono militanti di estrema sinistra, che cercano lo scontro con i veronesi esponenti del Fronte della Gioventù e di Ordine Nuovo. Negli anni ’90 la Scaligera Basket affronta una squadra bolognese seguita da centinaia di tifosi, quelli dell’Hellas accorrono in massa a sostenere i cestisti gialloblù tra lo stupore generale. In Bologna-Verona 88/89 esposto lo striscione “F.U. Emilia” (Forever Ultrà Bologna). Inter: scontri già alla prima giornata del campionato 82/83, poi, nell’85, viene stretto un patto di non belligeranza, inversione di tendenza alla regola non scritta che non voleva amicizie con le cosiddette “grandi”. Intorno al 2000 il gemellaggio viene sciolto. Nel febbraio 2002 botte, arresti e coltelli che girano, mettono definitivamente la parola fine al rapporto. Scontri anche recentemente (vedi sezione “curiosità”). Napoli: i partenopei sono stati sempre accolti male a Verona fin dagli anni ‘80, con striscioni come “Vesuvio lavali”, “Lavatevi”, “Benvenuti in Italia” (85/86), “Meglio austriaci che terroni” (88/89), “Napoli pus d’Italia” (Coppa Italia 92/93), classica rivalità nord-sud. I napoletani hanno subìto il furto dello striscione “CUCB Napoli” in una furiosa carica nel settore ospiti, diversi anni fa, e di “Forever Ultrà”, esposti poi in Verona-Napoli, rispettivamente dell’85/86 e dell’82/83. Nel 2006-07, in Napoli-Verona, i napoletani esposero la scritta “Cambiano i tempi cambia il pallone, il veronese più che mai ultras da pensione”. Varese: rivalità piuttosto recente, ma sentita. A Varese, nel giugno scorso, per i Playoff per la A, esposta dai padroni di casa la scritta “A Verona tiri sassi a club e bambini, a Varese ti nascondi dietro i celerini e da Tosi ti fai togliere dai casini” (il sindaco di Verona). Tafferugli durante e dopo la partita al “Bentegodi”, nel ritorno dei soliti Playoff: nel pregara arrestati due veronesi che avevano aggredito alcuni tifosi avversari, rubando loro lo zaino, con all’interno sciarpe e tessere del tifoso. I varesini sporero denuncia e quindi i veronesi vennero rintracciati, uno con l’accusa di rapina, l’altro denunciato a piede libero per lo stesso reato. Uno steward venne aggredito, colpito con un calcio al volto. Il peggio nel dopopartita con scontri tra frange ultras veronesi e polizia che in più di un occasione ha effettuato cariche di alleggerimento e quindi arrestato un 26enne, con l’accusa di resistenza pluriaggravata. Scontri anche lo scorso 15 dicembre in un pub di Varese (vedi sezione “curiosità”). Brescia: basti ricordare gli scontri epici dell’86, con la zona della stazione e il viale che porta allo stadio teatro di una vera devastazione (vedi anche sezione “storia del tifo veronese”). I bresciani hanno subìto il furto dello striscione “Commando Ultrà Curva nord”, esposto in Verona-Juve 91/92 e, in precedenza, dello striscione “Ultras”, esposto in Brescia-Verona 86/87. Anni fa lo striscione “Mazzone ‘core’ de Brescia” prendeva in giro il romano verace, allora mister del Brescia, Carletto Mazzone. Attimi di tensione nel recente (1 dicembre ’12) Brescia-Verona nel pregara. Un gruppo di bresciani tenta di sfondare le barriere divisorie per raggiungere i tifosi avversari arrivati coi pullman. L’intervento coi lacrimogeni della polizia evita lo scontro. Salernitana: rivalità esplosa negli ultimi anni, soprattutto in chiave rivalità nord-sud; gravi incidenti nella finale di andata dei Playoff per la B nel giugno 2011 a Verona, con 19 arrestati, di cui sei veronesi, in cui furono necessari i lacrimogeni. Nel febbraio 2012 la Digos perquisì le abitazioni di 23 veronesi ritenuti responsabili di gravi turbolenze nella stessa partita, quando circa 300 ultras gialloblù, a volto coperto, tentò di aggredire i tifosi ospiti (in tutto 2mila) che stavano uscendo dal loro settore. Per riportare, in qualche modo, l’ordine pubblico, alcuni agenti vennero feriti. I 23 ultras scaligeri, individuati dalle telecamere dopo ricerche della Digos, saranno poi “daspati”. In passato rubato un bandierone ai salernitani. Pescara: rivalità acuitasi soprattutto negli ultimi anni di C1. Nello spareggio per la B del 2010 incidenti piuttosto gravi nel dopopartita; le indagini portarono, a distanza di tempo, grazie alle indagini delle Digos di Verona e Pescara, all’individuazione e all’arresto di due tifosi a Verona e quattro a Pescara. Rubato ai pescaresi lo striscione “Sempre con voi”, esposto in Verona-Pescara 03/04. I pescaresi, in Pescara-Vr 10/11, dedicarono la scritta “Scendi dalla scala, scordati il Medioevo, ora sei solo provincia di Chievo” ai veronesi. In Pescara-Verona 11/12 lancio di oggetti tra il settore ospiti e i due settori di casa confinanti, sia durante la gara (specie al gol), che, soprattutto, nell’intervallo, dove è volata una torcia. Un’ora prima della partita scontri tra gruppi isolati di ultras, venuti a contatto in una zona vicina allo stadio, ma il pronto intervento delle f.d.o. riporta la calma.  Mantova: rivalità storica, perlopiù campanilistica, vista la vicinanza tra le due città. Per il campionato di C2 1986-87, al “Bottagisio”, vecchio stadio del Chiedo, i padroni di casa affrontano il Mantova e i veronesi colgono l’occasione per scontrarsi coi virgiliani. Bandiera del Mantova rubata e poi esposta in Verona-Mantova 05/06. Reggina: rivalità acuita dallo spareggio-salvezza in A del 2000-01 (scontri a Verona), ma c’era già astio prima, come testimonia il furto dello striscione “Solo Reggio”, esposto in Reggina-Verona, giocata a Catania nello stesso anno. Ascoli: rubato lo striscione “Settembre Bianconero”, in un Hellas Verona-Ascoli, ultima di campionato. Alcuni veronesi trovarono cinque ascolani ancora fuori dai cancelli nel prepartita: fuggirono subito dentro ma uno di loro, che portava un grosso zaino, venne acciuffato e colpito, prima che riuscisse a scappare all’interno dello stadio, ma senza lo zaino, che conteneva lo striscione del “Settembre”. Nell’aprile 2003, in Verona-Ascoli, dopo l’esposizione di tale striscione, si scatenò una rissa nel settore ascolano e vennero tolti tutti gli striscioni. Livorno: rivalità di carattere politico, essendo le due tifoserie di vedute diametralmente opposte. Nel 2002-03 undici pullman di ultras veronesi, arrivati a 10 Km. da Livorno, vennero bloccati in superstrada con una banale scusa: venne diffusa la notizia che un nutrito gruppo di rivali stava bellicosamente aspettando i 500 veronesi. Evidentemente qualcuno pensò bene di risolvere il problema drasticamente, negando l’elementare diritto di assistere alla partita a 500 persone, che, logicamente, andarono su tutte le furie, bloccando la superstrada, padroni per due ore delle strade della periferia di Livorno. La maggior parte decise di incamminarsi in direzione stadio, con un elicottero che monitorava l’assurda situazione, poi i veronesi, quasi tutti provvisti di regolare biglietto, vennero ingiustamente rispediti a casa. Udinese: il derby del Triveneto è sempre stato molto sentito, specie negli ’80; ad esempio una volta vennero accolti dal lancio di carote al coro di “Buon appetito conigli”. Rubati ai friulani gli striscioni “HTB Army” (Hooligans Teddy Boys), esposto in Udinese-Verona 85/86, e “L’amore è bianconero…Arthur Zico”, esposto in Verona-Juve 91/92. Nocerina: rivalità più che altro nord-sud. Gravi scontri tra le due tifoserie a Verona, nel match del 21 ottobre 2011. I nocerini fregarono nello stadio vuoto lo striscione “Butei dela Busa”. In Vr-Brescia, gara successiva casalinga ai gravi incidenti, esposto all’esterno dello stadio lo striscione “E’ un branco di fifoni, codardi, vili e idioti chi va a rubar striscioni dentro gli stadi vuoti”. Mentre i nocerini, al ritorno, esposero “Il mondo è fatto a scale…chi le scende e chi le assale!!!”. Cesena: Nel maggio ’99 a Cesena si registrarono violenti scontri, ai quali fece da prologo la partita dell’andata, quando i cesenati, due ore prima della gara, si produssero in un tostissimo raid sotto la Sud inasprendo quella che fino ad allora era, per così dire, una rivalità “normale”. Un inadeguato servizio d’ordine, ridicolo nel numero e nell’organizzazione, creò i presupposti per un autentico “far-west”. A Cesena è chiaro che i veronesi vogliono rispondere “adeguatamente”. Un pullman veronese pieno di tifosi passa dietro la curva Mare dei cesenati, ma questi assaltano subito il torpedone, i primi fans scaligeri scendono e vengono malmenati. Malgrado ciò scendono a terra tutti i veronesi e affrontano con coraggio e a viso aperto i cesenati. Ne nasce un parapiglia risolto con fatica dalla polizia. I veronesi, circa mille, si offendono coi bianconeri dei distinti, che gesticolano dopo il gol dell’1-0. I fans del Verona cominciano a scalciare i pannelli in plexiglass e li sfondano a forza di pedate, i vetri cedono. Arriva la celere che evita l’invasione nei Distinti, ma inizia un violento testa a testa cariche-controcariche tra veronesi e celere, che dura per diverso tempo. Dal secondo anello viene scaraventato un lavandino in testa ai tutori dell’ordine. Cesenati scatenati a fine gara. Giunti in massa dietro i distinti cominciano a premere sulle barriere d’acciaio che isolano il parcheggio degli ospiti. Cede in un punto un’inferriata e ci sono 5-6 minuti di scontri frontali, con cinghie, bastoni, segnali stradali, tra le due fazioni. Le f.d.o. ingrossano poi finalmente le fila e disperdono i romagnoli. Quando sembra tutto finito è la volta dei veronesi che, incredibilmente “fuggiti” dal loro parcheggio, sbucano in circa 300 vicino alla curva “Mare”, affrontati con coraggio da una 50ina di impavidi cesenati, dispersi poi con l’arrivo delle f.d.o. che riportano la calma. Le cifre ufficiali parlano di 34 feriti. I più gravi sono un poliziotto, ferito dal lancio del lavandino, e un cesenate che ha affrontato i veronesi nell’ultima rissa. Taranto: vecchia rivalità nord-sud; tentativo di furto nel 90/91 dello striscione “Brigate” da trasferta da parte dei tarantini che da sotto quasi riuscirono a sfilare lo striscione esposto sulle loro teste dai veronesi, dapprima un po’ sorpresi, che poi lo difesero a denti stretti. Scontri anche in Verona-Taranto 09/10. Crotone: rivalità nord-sud più che altro; incidenti nel 2004/05 a Crotone e anche quest’anno, di recente, ci sono stati dei focolai, sempre in Calabria, con sassi contro i mezzi degli scaligeri. Pisa: rubato lo striscione “Grazie Romeo: ragazzi ora tocca a Voi”, esposto in un Vr-Pisa 85/86. Ternana: uno striscione ai ternani, sequestrato dalla questura di Roma forse perché troppo politico, appare stranamente l’anno successivo, 01/02, in curva gialloblù. Tentativo di contatto anche nel recente Ternana-Verona del novembre scorso, “daspati” tre tifosi della Ternana e due del Verona, uno sorpreso a urinare sugli spalti, l’altro invece avrebbe assunto atteggiamenti violenti e d’istigazione nei confronti degli avversari. Chievo, rivalità stracittadina, immancabilmente sentita da ambo le parti, specie negli ultimi anni in cui il Chievo ha giocato sempre in A e il Verona in B o C. L’ultimo derby in Serie A è datato 2001/02: all’andata vinse il Verona 3-2, con 40mila spettatori che riempirono il “Bentegodi”; al ritorno vinse il Chievo 2-1. Il derby è più sentito di quanto si pensi, basti pensare infatti alla corsa gioiosa e irrefrenabile del mister del Verona Malesani sotto la curva Sud in delirio, al termine della partita dell’andata 01/02, e all’adesivo “C’è soltanto una squadra gialloblù”. Genoa: inimicizia risalente agli anni ’70, scontri gravi già nel ’77 a Verona. Ancona: rivalità soprattutto politica; rubato lo striscione “Red Animals”, esposto in Verona-Ancona 90/91. Catania: rubato lo striscione “Unica fede”, esposto in Catania-Verona 05/06. Palermo: nel prepartita del recente match di Coppa Italia del novembre scorso, i sostenitori scaligeri, circa 300, sono entrati in contatto coi rosanero. Nel tardo pomeriggio si è verificata una rissa tra tifosi veneti, senza scorta, e siciliani, che fortunatamente non ha fatto registrare feriti gravi. Un altro scontro si è verificato verso le 19 nei pressi della “Favorita”, coi palermitani in minoranza, ma niente di particolarmente grave.Hellas Verona Curva Sud

.

Storia del tifo veronese: La passione al “Bentegodi”, stadio da 40mila posti, inaugurato nel 1963, con un design da fare invidia a piazze ben più famose, esplode già nel ’68, con la seconda promozione in A e l’inizio di un decennio di grandi soddisfazioni. Prima c’era poco, ma qualcosa c’era. Cronache ed aneddoti percorrono un flebile confine tra storia e leggenda parlando di un forte interesse per la squadra cittadina addirittura già negli anni ’20, periodo dal quale spunta il nome di un certo “Tomaci”, che spicca per estrosità e passione, caratteristiche che 50 anni dopo, saranno tra i tratti distintivi delle Brigate. A partire dagli anni ’50 attorno al Verona si crea un pubblico di affezionati. Le prime bandiere gialloblù appaiono nel ’57, anno della prima promozione in Serie A. Dal ’68 al ’71, sulla spinta del buon rendimento della squadra e del fervore sociale d’allora, lo stadio si riempie di giovani che portano passione, calore, rumore. Un primo gruppo di giovanissimi si ritrova dietro lo striscione “I 4 fedelissimi”, un po’ l’embrione delle future B.G., al cui nucleo iniziale si aggregano tutti quelli che all’epoca volevano vivere la partita in modo attivo. Il tifo gialloblù, a partire dall’inizio degli anni ’70, è diventato un fenomeno sociale capace di aggregare migliaia di giovani e non, nella curva Sud del “Bentegodi”, che diventerà presto sinonimo di “Brigate Gialloblù”, nate ufficialmente il 30 novembre 1971, nome coniato dai due fondatori, Massimo e Franco, in quanto loro stessi militanti in aree della gioventù studentesca di sinistra di allora (le “Brigate Rosse” erano appena nate in Italia e loro pensarono di aggregare giovani tifosi in un club col nome “Brigate”), anche se dei leader della curva dicono il contrario. Inizialmente non erano più di 20 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, con sede situata in centro. Uno striscione blu, lunghissimo, con la scritta “Calcio Club Verona Brigate Gialloblù”, viene sempre esposto in casa, mentre in trasferta viene portato il semplice “Brigate”. Il gruppo si allarga a macchia d’olio, la trasferta diventa consuetudine, pur tra le mille difficoltà di allora per spostarsi. Mitica quella del ’74, in4 a Cagliari con l’auto “Fiat500”, due bandiere, una tromba da stadio e sciarpe d’ordinanza. I ‘brigatisti’ erano tutti, o quasi, di Verona e dintorni, in provincia c’erano i “Calcio club” e chi seguiva il Verona si affiliava a questi. Davvero poche sono negli anni ‘70 le donne che frequentano lo stadio. Più facile vederle in trasferta, quando la partita diventa una scusa per una gita con gli amici. Le B.G., nonostante il nome di ispirazione sinistroide nascono di fatto apolitiche, in netto contrasto con la tendenza di allora. Ben presto, comunque, già dal ’72, quando accanto allo striscione B.G. comincia ad apparire quello del gruppo “Ultras”, entrano in curva giovani facenti parte di organizzazioni di destra, che notoriamente hanno sempre avuto terreno fertile a Verona. Dietro allo striscione B.G., che funge in pratica da chioccia, iniziano a formarsi altri gruppi minori, che con gli anni diventeranno sempre più numerosi, tanto da essere, a metà degli ’80, un tratto caratterizzante della curva: come i già citati “Ultras”, nei primi anni ’70 nascono anche i “Marines Gialloblù”, seguiti a fine decennio da “Punk Brigade”, “Hellas Army”, ecc. Anche quando la curva sarà caratterizzata da decine di gruppi e sottogruppi, tutti si identificheranno nelle Brigate. Il tifo, i cori, sono caratterizzati da un impronta originale tipica veronese, basandosi magari su un particolare della gara, su qualche giocatore o  avvenimento, cori atti anche a denigrare l’avversario, sia nel senso di tifoso, che di squadra o singolo giocatore. I frequentatori assidui della curva hanno tutti un soprannome e alcuni diventano veri e propri personaggi, in stile perfettamente veronese. Ci si ispira apertamente ai colleghi d’oltremanica, tant’è che Verona, fin dagli anni ’60, era considerata, per certi aspetti, come la nascita di numerose bands musicali, la “Liverpool d’Italia”. Nel 1976 viene stretta un’amicizia storica coi fans del Chelsea, famosi per le loro intemperanze, e in curva cominciano ad apparire sciarpe della squadra londinese e bandiere dell’Union Jack (Regno Unito), le prime in Italia. Il giocatore simbolo dei ’70 è Gianfranco Zigoni: il suo mito a Verona continua ancora a vivere. Talento naturale, autore di grandi assist e gol, ma soprattutto egocentrico, estroso, col gusto dello spettacolo, incarna perfettamente lo spirito dei veronesi “tuti mati” e ottimi bevitori. Sembra impossibile, ma la curva, negli anni ’70, era aperta anche ai tifosi avversari, anche se quello di Verona fu il primo stadio in Italia, fin dalla metà dei ’70, a disporre le tifoserie ospiti nella curva opposta, a meno che non ci fossero buoni rapporti con le B.G. I tafferugli iniziano molto presto: risse, scazzottate, in curva inizia a entrare anche chi, col pretesto della partita, sfoga la propria aggressività. Il derby per eccellenza è quello coi vicentini, che però non vengono mai in massa a Verona. Tra il ’76 e ’77 i veronesi cominciano a entrare nelle pagine di cronaca nera: di domenica in domenica si registrano sempre incidenti e in più occasioni vengono trovate molotov, spranghe, catene, pugni di ferro e, addirittura, conla Juve, nel marzo ’77, viene trovata, sulla pista d’atletica del “Bentegodi”, una bomba a mano, per fortuna rimasta inesplosa, per intimorire il sistema-calcio. Le B.G. prendono le distanze dai teppisti che si infiltrano in Curva Sud. C’è da dire però che, in quegli anni, Verona non rappresentava certo un eccezione. Sono anni bui per Verona e provincia, non solo per le intemperanze di alcuni pseudo-tifosi, ma anche perchè Verona diventa uno dei crocevia europei della droga, che miete decine di vittime. Con il campionato 81-82, che porta la promozione in Serie A, ritorna l’entusiasmo e le trasferte oceaniche (5mila a Rimini nell’82), la curva si rianima di giovani e giovanissimi.  Ha inizio un ciclo straordinario, quello del Verona di Bagnoli, che porterà, di lì a pochi anni, addirittura alla conquista dello Scudetto. Un ricambio generazionale vero e proprio, negli anni post-Mondiali ’82 del trionfo degli azzurri, col calcio sempre più al centro dell’interesse collettivo e stadi pressoché ovunque gremiti, porterà, da una parte nuova linfa alla curva, dall’altra la caratterizzerà in modo inequivocabile: più aggressiva, divisa in tanti gruppi ma compatta nel tifo e sempre più schierata a destra, creandosi un immagine violenta e razzista ed esponendo simboli come croci celtiche e, talvolta, anche svastiche. Dal 1983 appare in curva lo striscione del “Verona Front”, gruppo creato da aderenti al Fronte della Gioventù. Questo nonostante la curva sia eterogenea e accolga comunque anche gruppi di sinistra, come i “Rude Boys”. Le B.G., però, predominano su tutto, la curva è compatta nonostante tali differenze, colorata da tante bandiere, mentre spariscono i tamburi. La composizione della curva negli “anni d’oro” registra l’inserimento di elementi molto giovani (13-14-15 anni), che sempre più spesso provengono dai paesi della provincia e non mancano “brigatisti” delle province limitrofe (zona trentina, bresciani, mantovani, rodigini) oltre a qualche cane sciolto ammaliato dal fascino delle B.G. La particolarità della Sud è l’approccio goliardico, quasi demenziale, a tratti feroce con cui vengono accolti tifosi e squadre avversarie, come, ad esempio, il trattamento riservato al peruviano Uribe del Cagliari, uno dei primi giocatori di colore, sommerso di banane al momento di calciare un angolo. C’è sempre la voglia di creare un ambiente ostile agli avversari, anche se, nel ’96, con l’”impiccagione” di un manichino nero, macabra rappresentazione del giocatore di colore Ferrer, che doveva arrivare al Verona (poi la trattativa saltò), si andrà ben oltre. Famosa la goliardia targata “BG”, come il presentarsi a Como con pinne e materassini balneari al grido di “Per quest’anno non cambiare, tutti a Como come al mare”. Il Verona entra nel ristretto novero delle “grandi” e i tifosi veronesi si spostano in massa con alcune trasferte che, soprattutto all’estero, si trasformano in veri e propri esodi (6mila a Udine nell’82, 5mila a Graz, Coppa Uefa, nel novembre ’83). Nel DNA della curva entrano giocatori come il “traditore” Dirceu, Fanna, e, soprattutto il danese Preben Larsen Elkjaer, per molti il successore di Zigoni, sia per le sue doti calcistiche che per la vena guascona che caratterizza il personaggio. I giovani vedono la fede gialloblù come una divisa da battaglia e un modo per combattere crisi d’identità e insicurezze adolescenziali, un modo per trovare stimoli e recuperare valori quali gruppo e aggregazione. La curva ha un impronta sempre più teppistica, quindi non solo risse, con decine di striscioni rubati e poi esposti in Sud, ma raid veri e propri. Frange di gialloblù lasciano il segno nel1986 a Como e, nell’agosto dello stesso anno, devastano la piccola Cavalese, località trentina scelta dal Verona per il ritiro precampionato. In curva alcuni gruppi non fanno mistero della loro natura bellicosa. E’ il caso degli “A.S.U.”, gruppo composto da tifosi non più giovani, ispirati dalle gesta dei colleghi inglesi, con la passione per l’alcool. I rapporti con la dirigenza si fanno sempre più difficili, gli attriti inevitabili ed esplodono nella trasferta di Brescia del dicembre ’86, dove gli ultras veronesi mettono “a ferro e fuoco” la città. La partita segna l’inizio dell’era più difficile delle Brigate. Nella settimana precedente l’incontro i bresciani distribuiscono in città volantini che invitano tutti a “spaccare le ossa ai veronesi”. Il clima si prospetta infuocato. Arrivano nella città lombarda 5000 gialloblù. La partenza del treno era fissata per le 10,30, ma 2000 ragazzi a quell’ora sono già a Brescia. Ad attenderli in città non c’e nessuno, il tentativo di passare indisturbati è perfettamente riuscito. La stazione viene messa a soqquadro, persino le cabine telefoniche vengono sradicate e portate a spasso dal corteo devastatore per alcune decine di mt. Lungo la strada che porta allo stadio (circa8 km.) la furia dei “tifosi”, armati di martelli e mazze, si abbatte su centinaia di auto e vetrine. Anche il sindaco di Verona, Gabriele Sboarina, la cui auto viene colpita da sassi, viene coinvolto negli incidenti finiti solo a tardo pomeriggio. Il numero dei tifosi coinvolti e l’entità dei danni arrecati alla città non può passare inosservato. Il lunedì successivo scoppiano le polemiche e viene organizzato un summit in prefettura per varare piani antiviolenza. Fino ai fatti di Brescia si pensava che la frangia estrema delle Brigate potesse contare 150-200 individui, che talvolta riuscivano a coinvolgere altrettanti colleghi più “tranquilli”. Il presidente del Verona Chiampan si infuria e minaccia addirittura di ritirare la squadra dal campionato oltre a proporre la schedatura sistematica dei violenti, mentre il sindaco medita di chiudere la curva o far giocare il Verona a porte chiuse.La Procura di Verona inizia a indagare su eventuali connessioni tra la curva veronese e gruppi locali di estrema destra. La polizia effettua centinaia di perquisizioni, rinvenendo mazze, caschi, attrezzi da arti marziali e materiale propagandistico di estrema destra. Il 1° Febbraio 1987 vengono arrestati 12 ultrà, con la pesante, gravissima accusa di “associazione a delinquere”. Per la prima volta in Italia i tifosi vengono trattati alla stregua di criminali veri e propri.La Sud si schiera in massa con gli arrestati e nella partita conla Roma effettua uno sciopero del tifo passato alla storia: nella zona centrale della curva, rimasta vuota, rimane solo la scritta “Non 12 ma 5000 colpevoli”. Un giornale dell’epoca titola “Verona: da Bangkok della droga a Beirut del calcio”. Risulta lampante come parte degli ultras che si riconoscono nelle B.G., sfugga al controllo dei “capi”. Si inasprisce purtroppo il braccio di ferro tra curva e dirigenza. Intanto, la squadra brillante dello Scudetto è solo un ricordo e, progressivamente  perde posizioni nel ranking nazionale, non è più tra le grandi, e le trasferte hanno conseguentemente numeri più risicati. Nella stagione 89-90 si avrà la debacle del Verona e la fine definitiva dell’era-Bagnoli, che accetta di allenare una squadra raffazzonata all’ultimo momento, dopo che Chiampan aveva svenduto tutta la squadra per far fronte ai problemi economici. All’ultima giornata il Verona a Cesena è seguito da migliaia di tifosi per quello che sarà il canto del cigno del Verona “che pensa in grande”. Nella serie cadetta gli ultras gialloblù, nonostante la “sorveglianza speciale”, imperversano un po’ in tutti gli stadi. Il pronto ritorno in A coincide con nuovi disordini e nuove diffide, la curva è costantemente al centro dell’attenzione e, il 14 dicembre 1991, dopo un dopopartita tumultuoso col Milan in Coppa Italia, pochi giorni prima del ventennale, le B.G. annunciano il loro autoscioglimento, in accordo con tutti i gruppi presenti nella Sud che si sciolgono insieme alle Brigate. Per Verona-Genoa le ringhiere della curva resteranno, dopo 20 anni, desolatamente vuote. Le Brigate, considerate all’unisono uno dei gruppi più intransigenti, turbolenti, originale e rispettati nella vasta galassia ultrà, non ci sono più. Cambia il “look” della Sud, ma non il suo contenuto ideologico, che, vestendo abiti anglosassoni, si presenta con un gigantesco e pittoresco mosaico di bandiere e stendardi gialloblù con le diciture più bizzarre, e con tanta voce in corpo, mettendo in pratica gli apprendimenti che si sono fatti andando spesso in giro all’estero. Negli anni ’90la Sud trova nuovi equilibri, tra Serie A e B la scena del tifo è altalenante, s’accentuano i contrasti, già in atto da anni, tra “veterani” e giovani, molto distanti culturalmente. Tuttavia la curva non muore, l’amore per i colori e per la storia stessa della tifoseria veronese continuano ad esercitare un grande fascino sui giovani. Nell’estate del ’96 la curva Sud torna incresciosamente alla ribalta per il già citato “caso Ferrer”. Dopo un lungo periodo di sbandamento, in cui l’Hellas non viene mai abbandonato ma sempre seguito, anche se in modo non totalmente organizzato, entra in scena, nei primi mesi del 1999, la “Banda Loma”, che rivoluziona il tifo veronese e rompe i gemellaggi con Lecce e Inter; in questo periodo si arriva anche alla spaccatura con le ex-Brigate. Dopo la retrocessione in Serie B del 2001 si risollevano a fatica, dopo una crisi interna. Nel 2007 arriva anche la retrocessione in C1, dopo aver perso i Playout con lo Spezia, e, l’anno dopo si rischia addirittura la retrocessione in C2, scongiurata nei Playout vinti conla Pro Patria. I dissidi interni rimangono ma la “Banda Loma”, che fa capo al leader Alberto Lo mastro, perde consistenza, e l’allestimento, nel 2008-09, di una squadra competitiva, dà il là alla rinascita della curva veronese, culminata con la promozione in B dell’anno scorso. In molti chiedono il ritorno delle B.G. al timone, intanto sono tornati esponenti di spicco e si continua ad usare quella famosa dicitura. L’originalità degli Hellas Fans non è più quella di una volta, ma c’è ancora la voglia di stupire, come fecero anni fa a Crotone, quando scesero dai pullman vestiti da sceicchi, lanciando alla popolazione locale rotoli di carta-moneta, ovviamente falsi. Oppure come nel corso della stagione 2008-09, quando, prima di Verona-Cremonese, organizzarono in curva un “funerale” con tanto di corteo dietro una croce cantando “Io risorgerò”. Col Foggia, sempre in quella stagione, contestazione al proprietario Arvedi, con il lancio da parte di tutto lo stadio di banconote false, in risposta alle “uscite” del presidente. A Foggia cori blasfemi contro Padre Pio.

.

Politica: estremamente destroidi, of course.

.

Gruppi scomparsi nati negli anni ‘70: Brigate Gialloblù, Hellas Army, Ultras (nati nel ’74, come simbolo il teschio con le ossa incrociate dietro; memorabili i cortei che partivano dal quartiere “Veronetta” per recarsi allo stadio distante 3-4 km., con lo striscione aperto che occupava tutta la strada e dietro centinaia di ragazzi che urlavano a squarciagola), The Deadly Sinners Club, Supporters, Marines Gialloblù, Punk Brigade, Donne Gialloblù.

.

Uno scorcio degli Ultras Hellas VeronaGruppi scomparsi nati negli anni ‘80: Boys, Warriors, Vecchia Guardia, Gioventù Scaligera, Inferno Gialloblù, Verona Front, Hellas Alcool, Hellas Girls, Hellas Angels, Vitelloni, Hellas Dynamite, Hellas Bulldogs, Commandos Gialloblù, Tigers, Sturm und Drang, Panthers, A.s.u. (Associazione Stalle Umane), Eagles, Cicciolini, Hass, Gog, G.f.u.t., Brigate Ultimo Scalin, Tartan Army, Rude Boys, Cubi, Brigate Angolo, Irish Clan, Verona Stressata, Villaggio Gialloblù, Verona New Line, Brigate Elkjaer, Brigate Zigoni, Brigate Osvaldo (’85), Cubi, Provos, I Gufi.

.

Gruppi scomparsi nati negli anni ‘90: Skiantos, Animals in Action, Sbeaccioni, G.p.n., Hellas Clan, Taca Banda,La Crema, I Butei, G.S., I Ruseni.

.

Gruppi scomparsi nati negli anni 2000: Piumati, Seguaci Scaligeri, Highlander Alcoholised, Gruppo Alex, Vald’illhellas, Gruppo Camporhellas 2002.

.

Curiosità: -Nel recente Inter-Verona di Coppa Italia del 19 dicembre, si è registrata a S.Siro un autentica invasione gialloblù, con ben 8.000 veronesi presenti, che hanno riempito tutto il terzo anello-Sud. Il match è stato interrotto per 3 minuti al 15°, a causa del fumo prodotto dai lacrimogeni sparati dalla polizia all’esterno dello stadio, che ha provocato fastidio ai giocatori e all’arbitro Rocchi, che si stropicciavano gli occhi. Verso le 20, circa 400 veronesi si sono staccati dal gruppo principale che era diretto allo stadio e all’altezza di Piazzale Lotto ha iniziato una sassaiola verso gli agenti che li scortavano. Dopo che i veronesi avevano lanciato qualsiasi oggetto gli capitava tra le mani, la polizia ha caricato e sparato alcuni lacrimogeni. Gli scontri sono durati, a fasi alterne, circa mezzora. Al termine degli scontri i tifosi si sono rimessi in marcia verso lo stadio. Le due tifoserie sono riuscite però ad entrare in contatto, prima di essere separate dalla polizia. Tuttavia, non si registrano feriti, mentre è stato invece distrutto l’impianto d’illuminazione della torre 9 di San Siro. Identificati successivamente ben 63 tifosi scaligeri. -In Livorno-Verona dello scorso ottobre ’12, i circa 700 supporters scaligeri si macchiano purtroppo di vergognosi cori contro l’ex giocatore del Livorno, Piermario Morosini, scomparso nell’aprile 2012 per un arresto cardiaco sul campo di Pescara. Il coro, scellerato e inopportuno, scandito verso la fine del primo tempo da un gruppetto di ultras veronesi, costato 50mila €. di multa alla società veneta, ha aperto tutti i tg e giornali in quei giorni, catalizzando l’attenzione dell’opinione pubblica.La Digos livornese ha emesso cinque anni di Daspo per quattro scaligeri. Fuori lo stadio si son registrati un paio di aggressioni ai pulmini gialloblù, con lievi danni alla carrozzeria, ma il grosso dei due gruppi non riesce ad arrivare a contatto. Già l’anno scorso i veneti non si comportarono bene, scandendo cori in favore di Benito Mussolini, per i quali furono denunciati quattro ultras. Nella susseguente partita con il Lanciano, dopo il gesto di Livorno, i veronesi scelgono la via del silenzio: nessun comunicato, nessun lamento, niente parole. Tutti in curva al loro posto a gestire la grana, cantando cori potenti per la squadra e per la maglia. La società organizza una sfilata con alcuni bambini prima della partita, che fanno il giro del campo con in mano lo striscione “Moro per sempre con noi”, controbilanciando i vergognosi cori di Livorno, applauditi dalla gente comune. -La tifoseria veronese è stata tra le poche a scegliere la strada di sottoscrivere la famosa Tessera del Tifoso, sicuramente una delle più importanti. La scelta è stata fatta soprattutto sulle ali dell’entusiasmo per la fantastica promozione in Serie B dell’anno scorso, per l’indole di andare controcorrente, di essere antagonisti e mai omologati alla massa dei veronesi, e per la voglia di provocare casini nelle trasferte, che senzala Tessera sono vietate. Precursori di tante mode, anticipatori del modo di tifare, prettamente anglofilo, e dei cori in dialetto, i veronesi possono aver avuto la vista lunga anche sulla questione Tessera, chissà…-Sabato 15 dicembre scorso in un pub del centro di Varese si sono affrontati una decina di ultras gialloblù, di ritorno dalla trasferta di Vercelli, con un gruppo di ultras locali. Sono volati calci, pugni e schiaffi, oltre a qualche bicchiere. A rivolgersi al pronto soccorso solo un fan veronese, guaribile in sette giorni. Il gruppo veneto si è poi allontanato dalla città senza sporgere denuncia. I fans biancorossi hanno saputo della presenza di tifosi del Verona da una voce circolata negli ambienti del tifo locale. -Nella Tribuna Est del “Bentegodi”, alla ringhiera vicina al settore ospiti, si schierano quest’anno gli “scissionisti”, rappresentanti di gruppi ultras che non si sono interamente tesserati, con tante di pezze quali “La Barràs”, “Settore Est”, “Ultimo Scalin”, “Sanguinetto”, “Quartiere Roma”, l’eloquente “Contro ogni droga”, che la dice lunga sulle visioni politiche dei veronesi, e la simpatica “Mai est-inti”. Si danno un gran da fare da quella posizione insultando sempre i rivali ospiti. -Per Verona-Reggina del settembre scorso, all’ingresso dello stadio alcuni ragazzi consegnano volantini sia in curva che in tribuna, dando voce e pensiero sul pericolo e rischio per la gente di ritrovarsi materiale che non li rappresenti, invitando tutti a conservare lo “stile Verona” che da sempre li contraddistingue. -Solito derby agitato quello giocato a Vicenza il settembre scorso. I veronesi espongono lo striscione “Non cantavate non caricavate…V.Vi o morti le cose non sono cambiate”, gioco di parole con la sigla dei “Vigilantes”, gruppo vicentino scioltosi nell’agosto scorso, e “Boia chi molla”, con disegnato, al posto della parola “boia”, lo stemma dei “Vigilantes”, che era appunto il boia. -A Parma, il 30 novembre ’11 in Coppa Italia, festeggiati i 40 anni delle ex-Brigate Gialloblù, con tantissimi veronesi al seguito che per l’occasione rispolverano lo striscione “Brigate” da trasferta. Sì, perché in realtà si può dire che le Brigate non hanno mai smesso di esistere, e la loro anima è vissuta ancora in tutti questi anni: le Brigate non sono mai morte. Ironia della sorte, la decisione di autosciogliersi le Brigate la presero proprio a Parma nel ’91, quando, alla fine del primo tempo, i membri più in vista si riunirono alla ringhiera in basso e in un batter di ciglio, esasperati dall’accusa di associazione a delinquere e dalla polizia, che li “marcava” stretti, decisero che le Brigate non esistessero più. -Ben 94 Daspo, variabili da1 a 3 anni, sono stati emessi l’anno scorso, in occasione di Varese-Verona, nei confronti di tifosi gialloblù che avrebbero fatto parte di un gruppo di persone che voleva entrare senza i tagliandi, andati esauriti per il grande afflusso. -I quattro tifosi dell’Hellas arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti, e uno per lesioni a un carabiniere, per i disordini di Verona-Nocerina dell’anno scorso, sono stati liberati ma non potranno ancora andare allo stadio. -In occasione della gara di ritorno dell’anno scorso, i veronesi espongono una bandiera rossonera, sottratta, a quanto pare, prima della gara, mentre i nocerini propongono “Butei della Busa”, preso all’andata, per il quale sono partiti verso gli autori del furto cinque Daspo. All’esterno dello stadio lancio di pietre e oggetti contro i mezzi ospiti e qualche tensione. -Il 2 giugno 2010 al “Bentegodi” si è festeggiato in grande stile il 25° anno dalla conquista dello scudetto, con un’amichevole tra Gialloblù Superstars e Rappr.iva Italiana Attori. Gli striscioni storici dei gruppi ultras di allora erano tutti al loro posto originale. In un atmosfera bellissima, pregevoli la fumogenata tricolore e lo striscione “Il trionfo più bello resterà nella storia e chi lo ha vissuto ricoperto di gloria”. L’unico storico scudetto il Verona lo vinse il 12 maggio 1985, quando i “butei” fecero l’atteso bagno nella fontana di Piazza Bra. -Il 13 settembre 2006 c’è stato il passaggio di proprietà della società da Pastorello a Piero Arvedi. Quel giorno è considerato dai veronesi il giorno della liberazione dal tiranno, contro il quale è stata fatta una battaglia senza esclusione di colpi (vedi anche sezione “Liberi pensieri”). Quando il conte Arvedi, considerato un eroe per aver liberato Verona da Pastorello, morì, il 20 marzo2009, in seguito alle ferite riportate per essere stato investito da un auto sull’autostrada del Brennero A-22, il capitano del Verona, nella susseguente gara casalinga contro il Portogruaro del 29 marzo, depose un mazzo di fiori sotto la curva Sud, che gli dedicò il coro “Per sempre voleremo in alto”, intonato ogni volta per tutti i butei della Sud scomparsi prematuramente. -Un grave lutto ha colpito la curva nell’aprile 2010: la scomparsa del Campa, “vecchio” leader della Sud, ricordato col Taranto con lo striscione “Fianco a fianco fino alla vittoria! Ciao Campa”. I fiorentini, in Fiorentina-Inter di Coppa Italia dell’aprile ’10, gli dedicarono lo striscione “Ciao Campa fratello gialloblù”, e i sampdoriani, in Samp-Milan del 18 aprile, “E quando i blu saranno in ciel ciao Campa”. Faceva parte di “El Gruppo since2001”, situato in Tribuna, dopo la sua morte ribattezzato “El Gruppo Campa”. Si va ad aggiungere a una purtroppo lunga lista di giovani scomparsi. Uno di questi è il Pacio, omaggiato in Verona-Teramo di C.Italia 05/06 con lo striscione “Onore Pacio! intramontabile guerriero gialloblù”. Uno striscione dei triestini per la morte del Pacio recitava “Il nostro ricordo durerà in eterno…ciao Pacio, amico fraterno”, mentre i doriani proposero “Pacio e Gian con noi”. In Su è sempre esposta la pezza “Dai Pacio…continua a caricare”. -Il primo bandierone coprisettore gialloblù è apparso alla fine degli anni ’70, nelle gradinate “Distinti centrali”. Venne fatto dai genitori di uno dei leader della Sud. Dalle informazioni raccolte, la prima torcia accesa nella Sud del “Bentegodi” risale a un Verona-Cesena dell’11 aprile ’76. -Caratteristici i cori “morte, morte”, col pollice verso, e “Chi non salta è veronese”, mentre rimangono fermi, come dire, siamo tutti veronesi e fieri di esserlo.

.

Clubs principali: “Club Cutty Sart”, “Bassa Estrema”, Razza Gialloblù-Calcio Club Roverchiara”.

.

Liberi pensieri: “Dio Zigoni pensaci tu” (Vicenza-Vr 75/76), “Torneremo in A” (Vr-Napoli 78/79), “Zigo sei sempre nei nostri cuori”, rivolti a Gianfranco Zigoni, giocatore del Brescia 79/80, a Verona dal ’72 al ‘78 (Brescia-Verona 79/80); “Gioventù Antibiancorossa” (Vicenza-Vr 80/81), “Dirceu ora non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero” (83/84), “Dirceu? No grazie”, giocatore del Napoli, che l’anno prima aveva giocato a Verona, considerato quindi un traditore (Vr-Napoli 83/84), “Osvaldo non ci lasciare” (Vr-Udinese 83/84, rivolto all’allenatore Bagnoli), “Soli contro tutti” (Vr-Ascoli 84/85), “Sampdoria-Verona: in Europa grandi insieme” (Vr-Sampdoria 85/86), “Grazie lo stesso ragazzi…ma contro la disonestà non basta la dignità”, verso la Juve accusata di avere rubato nel match fratricida di Coppa Campioni (Verona-Fiorentina 85/86; “A Sirmione regna la ns. sezione” (Brescia-Vr 89/90), “Ecco la vostra soluzione…chiuso per repressione”, con il terzo anello lasciato vuoto e la gente tutta negli altri anelli (circa primi anni ’90); “Guastafeste” (Milan-Vr 91/92, 33^ giorn. in uno stadio festoso per lo scudetto), “A.a.a. cercasi società per Serie A” (Perugia-Vr 94/95), “Sempre presente nei nostri cuori, nel tuo ricordo…Cristiano”, ultrà prematuramente scomparso, ricordato sempre in casa anche con lo striscione “Cristiano tra noi” (Cosenza-Vr 94/95); “Nessuna resa nessun pentimento, linea di condotta combattimento!”, “Non ci potrà fermare nessuno ci dovrete finire uno ad uno” (circa ultimi anni ’90); “Dio non salvi la Reggina” (Verona-Reggina 00/01, spareggio salvezza), “Nella storia nella città un secolo di fedeltà” (02/03), “Onore a Furlan”, ultrà triestino deceduto a seguito di violente percosse della Celere nell’84 (Treviso-Vr 03/04, dopo 20 anni esatti); “Dall’85 all’eternità”, nel giorno del ventennale dello scudetto (Vr-Perugia 04/05); “Fieri di essere veronesi” (Vicenza-Vr 04/05), “Pastorello vattene”, contestazione a oltranza contro il presidente (04/05-05/06-06/07); “Pastorello vattene, per noi il 1° luglio è già arrivato” (metà anni 2000); “Pastorello si ama”, “Pastorello resta”, “Pastorello santo subito”, “Arvedi-Pastorello società modello”, Pastorello t.v.b.”, “Sensibile-Arvedi-Pastorello anima cuore e cervello”, “Chiampan attento…Pastorello non si tocca”, “Ora e sempre Pastorello presidente”, “Pastorello i giocatori videocomprali!!!”, per quello che è passato alla storia come il “Pastorello-day”, una simpatica, ironica controcontestazione all’”odiato tiranno”, che dichiarò “Il 30 giugno 2004 venderò la società” (Vr-Rimini 05/06), “Un piccolo angelo è volato in cielo, ciao Tommy”, “Tommy you’ll never walk alone”, per il piccolo Tommaso Onofri, bimbo barbaramente assassinato a Parma (Vr-Vicenza 05/06), “1996-2006 Marti vive” (Vr-Brescia 06/07), “W il sorriso verticale” (Vr-Juve 06/07); “Dove casso è la Paganese?” (ritiro precamp. 07/08), “Buon Natale ai ragazzi in cella” (Vr-Cremonese 07/08), “Bentornato a casa, Nanu campione d’Italia”, al mister del Foggia Galderisi, giocatore scudettato a Verona nell’85 (Vr-Foggia 07/08); “Meglio atei in C2 che Pagani in C1”, abile gioco di parole “religiose” con la città campana (Vr-Novara 07/08); “Basta soldi a questa società…tutti fuori” (Vr-Sambonifacese, C.Italia Lega Pro 08/09, esterno stadio), “Nemmeno i soldi per un necrologio…pezzenti” (Sud Tirol-Vr, Coppa Italia Lega Pro 08/09), “Tante volte a lasciarci sono i tifosi più valorosi, ciao Seba!”, (Vr-Ternana 09/10), “Per sempre voleremo in alto…ciao Graz” (Vr-Andria 09/10), “Max per sempre gialloblù” (Vr-Rimini 09/10), “Da lassù tifa gialloblù, ciao Moreno”, (Vr-Reggiana 09/10), “Ciao Tommy piccolo grande tifoso gialloblù”, tutti ultrà purtroppo non più tra noi (Vr-Pescara 09/10); “Giochiam con voi…non traditeci” (Vr-Portogruaro 09/10, esterno stadio), “In trasferta con la curva Sud non con TeleArena” (Vr-Como 10/11, esterno stadio), “1° Febbraio 87 nessuna resa” (Vr-Gubbio 10/11, esterno stadio), “Butei liberi” (Vr-Crotone 11/12), “Soli contro tutti oggi come ieri” (Vr-Vicenza 11/12).

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy