Curva Ospiti | I tifosi del… Torino

Curva Ospiti | I tifosi del… Torino

Fonte: Claudio “Freccia” . [caption id="attachment_292987" align="alignleft" width="253"] Una coreografia della curva del Torino[/caption] Gruppi esistenti in Curva “Maratona” (Nord): Ultras Granata, Maratona Club Torino, Gruppo Stendardi, C.a.s.t. 1983, Geneticamente Granata, Tipi Piola, Mbri

Fonte: Claudio “Freccia”

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Coreografia tifosi Torino scacchi
Una coreografia della curva del Torino

Gruppi esistenti in Curva “Maratona” (Nord): Ultras Granata, Maratona Club Torino, Gruppo Stendardi, C.a.s.t. 1983, Geneticamente Granata, Tipi Piola, Mbriachi Narni, Viterbo Granata 1988 Cuori Impavidi, Maremma Granata, Solo Toro, Bogia Nen, The Van-m.c.t. Marche, Sensa Biòca, Bassa Valle.

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Gruppi esistenti in Curva “Primavera” (Sud): Estranei, Piazza Statuto Mods (sono i mod originali di Piazza Statuto, sfegatati granata), Cintura Sud Torino, Briganti Granata, Banda Bayer, Sempre Tesi, Cockney, Cedrata, Eroi, Filadelfia Supporters, I Picciotti del Toro-Gruppo Sicilia, Sensa Cognission Collegno, Scalenghe.

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Siti Internet: http://forum.torinonews.itwww.gruppostendardi.itwww.maratonaclubtorino.com

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Politica: A maggioranza di sinistra, ma in passato non sono mancati gruppi di destra.

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Amicizie: Fiorentina: solido gemellaggio che si basa prevalentemente sul comune odio viscerale verso la Juventus, ma che ha radici ancora più profonde e lontane: quando perì il Grande Torino a Superga nel ’49, una sola squadra italiana, la Fiorentina, contribuì prestando giovani atleti fino alla fine del campionato alla squadra granata, stringendosi intorno al Toro ferito. Parte da lì il legame sanguigno, profondo, inscindibile, tra due squadre, due città, due tifoserie che hanno gli stessi cromosomi, e spesso destini uguali. La storia dei due clubs e della loro gente si unisce, si interseca, si sdoppia in maniera inquietante. “Lo scudetto vola e atterra in casa viola” l’auspicio dei granata ai fiorentini, impegnati contro i gobbi nella corsa al tricolore. Quando la Fiorentina è in trasferta a Torino contro la Juve, il tifoso viola ha sempre il supporto dei sostenitori granata, anche perché negli anni ’70 andare in trasferta a Torino, sia per distanza che per costi economici, era un privilegio di poche centinaia di persone. Un significativo contributo per questo gemellaggio, negli anni ’70, venne dato da un ragazzo di Prato, trapiantato a Torino per lavoro, soprannominato nell’ambiente viola “Cucciolo” (vedi sezione “Personaggi storici della curva…”), rappresentò il collante tra i colori viola e granata. Un gemellaggio concretizzatosi nel 1978, mai entrato in crisi, nella maniera più assoluta. Continue le visite reciproche nel corso degli anni e tuttora. Ad esempio striscioncino del Collettivo presente in Toro-Ancona 09/10. Alessandria: buon rapporto di vicinato, striscione “Mods” torinista esposto in Alessandria-VeneziaMestre 87/88. Ancona: buoni rapporti, vista la loro amicizia coi genoani, fino a tre anni fa saldamente gemellati coi granata. Nocerina: dopo la bella accoglienza ricevuta ai granata all’andata da parte molossa, a Torino, l’11 febbraio 2012, i granata  contraccambiato con striscioni quali “Benvenuti amici molossi”, “La Torino Granata…saluta Nocera” e ”La storia vi dà il benvenuto molossi!!”, seguiti da cori di ringraziamento dei nocerini. Ascoli: rapporto ora non più tanto sentito tra ex-Granata Korps e i “vecchi” di Ascoli. In  curva ascolana, in Juve-Ascoli 05/06, c’era una bandiera dei G.K.

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Amicizie/buoni rapporti internazionali: River Plate, Penarol, Corinthians, Millwall, Manchester City (in una derby 90/91 in curva c’era una loro bandiera), Liverpool, Celtic Glasgow, Benfica, Nizza, Raith Rovers, Salisburgo, Lione.

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Coreografia tifosi Torino
Coreografia curva Torino

Rivalità: Juventus: odio viscerale, la stracittadina è quasi sempre accompagnata da scontri, particolarmente pesanti quelli del 2000, fuori dal “Delle Alpi”, prima e dopo la gara. Torino è una delle poche città dove permane un aperto conflitto tra due tifoserie. A Novara, diversi anni fa, in un derby amichevole del “Torneo Calleri”, se la videro brutta i pochi e impreparati granata, di fronte ai gobbi, lì dal pomeriggio, armati fino ai denti: nel dopogara un torinista prese una lamata. I Korps, in un derby al Delle Alpi, esposero lo striscione rubato “Fighters” e l’accompagnarono con la scritta “E per questo quanto ci date?”, riferendosi alla perdita, in un’amichevole precampionato a Catania, nel 02/03, del suddetto striscione, ad opera dei catanesi; si dice che, per riaverlo, pagassero la Mafia catanese o la tifoseria. Lo striscione “Fronte”, rubato, fu esposto in Toro-Juve 99/00, insieme a “Juve club Asti”, “Drughi Bianconeri Ponte Tresa” e bandiere bianconere, accompagnate dallo striscione “La nostra coreografia? con gli striscioni che vi abbiamo portato via”, oltre a un “Né Filadelfia, né Scirea, siete solo diarrea”. Lo striscione “Fighters”, esposto in un derby 83/84, fu rubato dai pisani in un Pisa-Juve, primi anni ’80, e, visto il gemellaggio Pisa-Torino d’allora, fu dato poi ai granata, che lo esposero nel derby di ritorno 82/83 e d’andata 83/84. Un paio, di cui uno mai esposto, li hanno persi però anche prima dell’82. I derby degli anni 70 avevano un sapore particolare, genuino, in cui ci si giocava lo Scudetto; caratteristiche erano le croci e le bare bianconere, con tante sciarpe sopra. Ad esempio, nel derby di ritorno 78/79, la Maratona srotola striscioni offensivi che, dopo lo scavalcamento delle recinzioni da parte di alcuni ultrà, vengono appesi nei Distinti in bella evidenza. Nasce un piccolo parapiglia tra i bianconeri dei Distinti, che non gradiscono, e alcuni ragazzi della curva. Dalla Maratona piovono oggetti verso le forze dell’ordine che sparano razzi ad altezza d’uomo. Ancora provocazioni: viene esposto il paio di “corna” con la scritta “goba”, che in dialetto piemontese significa “fortunato”: gli juventini non a caso vengono chiamati “gobbi”. I “Leoni della Maratona”, gruppo in auge a quei tempi, si travestono da clown in balconata e appare la scritta “Bianconeri pagliacci”. Dall’alto scende una zebra malconcia, frutto di un’idea del “Pittore”, ultrà scenografo e artista di professione. I tamburi in balconata all’epoca erano più di cento. Sottratti poi altri striscioni, tra cui “Potere Bianconero”, esposto in Toro-Atalanta 77/78; “Panthers”, rubato e fatto a pezzi nel 76/77; “Canavese Fighters”, più due bandieroni omonimi, esposti in Juve-Toro 02/03; “Irriducibili Juve”, esposto in Juve-Toro 88/89; “Warriors Prato” e “Gioventù”, esposti in Juve-Toro 85/86; “Fighters vinceremo”, con la celtica nel mezzo, esposto in Juve-Toro 87/88, rubato in circostanze poco chiare; “Drughi sez. Caselle”, esposto in Juve-Toro 93/94 insieme a ”Trap: come i Drughi fai ridere l’Italia”; “Juve club Filadelfia” e “Gioventù Bianconera sez. Mirafiori”, esposti rispettivamente in Toro-Vicenza 78/79 e in un Toro-Juve dell’epoca. Inoltre, in Juve-Toro 2007/08 esposto lo striscione “Drughi Marche”, che gli juventini si fecero ridare dagli steward (anche se qui ci sono due versioni contrastanti) e che esposero poi in curva. Più varie bandiere e innumerevoli furti a “Juve Club”, ad esempio: nel 92/93 bruciato in Maratona lo striscione “Juve Club Miagliano”; esposto in un derby 75/76 “Juve Club Sanremo”, con le croci bianconere; lo striscione “Juventus club Este” fu esposto nei due derby dell’83/84 e poi bruciato. In un Toro-Juve 85/86, sventolato in curva molto materiale bianconero sottratto, tra cui un bandierone. Per non parlare poi dei tanti furti di striscioni e bandiere, operati nel tempo dall’altra sponda della città, quella bianconera. Sampdoria: diversi scontri hanno caratterizzato in passato le sfide coi genovesi; particolarmente violenti quelli del 2001, specie nel pregara, con bandiera della Samp rubata negli incidenti e subito esposta. Si parlò all’epoca di circa mille diffidati per questi incidenti, un numero esorbitante, poi ridimensionato. Altre bandiere della Samp, rubate e poi esposte, nell’85/86, nell’87/88, nell’88/89 e un’altra in Coppa Italia, nel 2004/05. Rubato loro anche uno striscione di club, esposto in Torino-Samp dell’86/87. In Samp-Toro 85/86 sottratto uno striscione doriano con scritto “per favore non scappate”. Ad un autogrill vicino Alessandria, diversi anni fa, i due schieramenti si incrociarono: i doriani andavano al Nord, i torinisti a Pisa, e furono i torinisti a soccombere; i doriani erano tanti e aggressivi ma i granata non persero nessuno striscione o bandiera, grazie anche all’intervento della polizia. Verona: un tempo c’era un bel il gemellaggio, risalente a metà degli anni 80, in seguito rotto;. Dopo, non se la sono mandata certo a dire, con striscioni offensivi e incidenti anche piuttosto gravi e cruenti. Atalanta: odio vecchio, risalente agli anni 70: scontri a Torino in più occasioni, gravissimi incidenti nel ’78 a Bergamo sugli spalti, con razzi sparati dai granata verso la gente bergamasca occupante la Sud, e con questi che rispondevano, e scontri per le vie cittadine con diversi feriti; nell’84 scontri tra le due fazioni, sfasciata una stazione. Rubato dai bergamaschi lo striscione degli “Ultras Granata sez. Ivrea”, esposto in Atalanta-Torino 83/84. Roma: vecchia e accesa rivalità, incidenti e scontri fin dagli anni ’70. In Torino-Roma 73/74 i granata strappano dalle mani dei fans romanisti i loro striscioni, venuti poi bruciati, tra cui “Roma club Milano”, “Appio Latino”, “Eur” e quello di “Primavalle”, dedicato a Giuliano Taccola, giocatore scomparso nel ’69 dopo aver giocato un biennio nella Capitale. Gli scontri proseguono fuori a fine partita, con vari focolai. Sottratto loro lo striscione “Ultrà Roma”, esposto in Toro-Roma 84/85 insieme ad una bandiera. In Torino-Roma 80/81 incidenti seri tra ultras, rubati alcuni striscioni. Sferrata una coltellata, col preciso intento di far male, a un granata dopo Roma-Torino 83/84; i romanisti presero una bandiera granata. Nell’85/86 esposto in Torino-Roma lo striscione “Romani parassiti”, di marca juventina, esposto da loro nel settembre ’85 e dai granata nel febbraio ’86. Bologna: forte rivalità fin dagli anni 70. Lo striscione “Forever Ultras”, riverniciato e riutilizzato, esposto poi a San Siro con l’Inter nell’81/82, secondo fonti attendibili fu preso in un Toro-Bologna del febbraio ’77, con un assalto torinista alla curva bolognese, con rapporto di 3 a 1, i bolognesi erano una 40ina e poco organizzati. Da allora (ma si parla anche di incidenti provocati dai bolognesi in stazione a Bologna l’anno prima) sono stati spesso casini; “seri” quelli del 2001/02 a Torino. A metà anni 2000, lo striscione “Socmel”, caduto dalla balaustra, quindi preso senza scontri, è stato esposto in Toro-Bologna 05/06. Lecce: i granata nell’88/89 rubarono lo striscione “Lecce club Tuglie”. Per l’occasione i leccesi, formando una sorta di piramide umana, dal settore adiacente a quello granata erano riusciti ad agganciare lo striscione “Ragazzi della Maratona”, che fu letteralmente salvato grazie all’intervento tempestivo e determinato di due ultras del Toro, che piombarono addosso ai leccesi facendoli scappare. Nel 99/00 sottratto, con un’incursione nel settore leccese, ed esposto uno striscione di un “Lecce Club”. Milan: sottratto loro “Brn sez. Roma”, preso insieme ai genoani a Torino nel 93/94. Rivalità comunque non tanto sentita. Inter: da un amicizia, negli anni 80, ad una fiera rivalità. Una volta si incrociarono a un autogrill vicino Novara: si scatenò il putiferio, dentro il fast-food e dal lato degli interisti, dove entrò un nutrito gruppo di granata. Tante botte e tante cose rotte, con ovviamente qualcuno che ne approfittò per prendere provviste per un mese. Arrivati al casello di Torino furono fermati, perquisiti e, in buona parte, schedati dalle forze dell’ordine. Monza: nell’invasione festosa di campo dei granata a Monza, nel giugno ‘90, furono staccati dalla curva monzese “Libertà Korps” e “Gioventù Biancorossa”, striscioni né esposti, né portati a Torino, ma bruciati e fatti a pezzi in campo. Rubati e esposti, invece, “Teste Matte”, “Fossa” e, pare, anche un “Monza Club”. Inoltre, auto e negozi danneggiati, parecchi contusi tra le fila brianzole e fra gli atalantini mescolati a loro, che avevano fatto telefonate intimidatorie nei giorni precedenti l’incontro. Vicenza: i primi incidenti nel ’73, a Vicenza, quando un gruppo di tifosi del Toro, al grido di “E’ lui, è lui, è Gianni Bui” (giocatore torinista dal ’70 al ’74), entrarono nella locale curva Sud: ne scaturì un’accesa zuffa, risolta solo quando i granata uscirono dalla curva. Nel campionato 77/78, in Verona-Lanerossi, c’era la presenza dello striscione torinista “Sag” in curva veronese, e fu, quindi, inevitabile che, dopo 2-3 domeniche, in occasione di Vicenza-Toro, succedesse qualcosa, con due pullman di ultras granata presenti (e una 20ina di veronesi, allora gemellati, aggiunti), che si sistemarono al primo piano, in curva ospiti, dove però, di fatto, venivano sistemati tifosi abitualmente di entrambe le squadre. Dal parterre, settore sottostante, alcuni vicentini si aggrapparono agli striscioni granata, strappandoli. Da qui la reazione granata con una violenta zuffa. Fece scalpore il fotogramma, mostrato al Tg della sera, di un noto tifoso granata che brandiva un arma impropria. Uno dei due striscioni strappati era “Ultras”. L’anno dopo i granata, memori del fattaccio, non si sistemarono al primo piano, come facevano tutte le altre tifoserie (e loro stessi negli anni precedenti), ma nel parterre. Anche in questa partita, dei tifosi del Toro sbagliarono curva e non se la cavarono bene. Ci fu una sassaiola all’interno dello stadio, e incidenti, stile cariche e controcariche, fuori, coi granata che misero a ferro e fuoco tutta la zona stazione-stadio, con focolai un po’ dappertutto. Bilancio degli incidenti: due giovani torinesi arrestati, sequestro di tre pistole lanciarazzi con numerose munizioni e nove spranghe di ferro, identificazione di un pullman intero. Per questa partita doveva essere inaugurato un bandierone biancorosso, con la “morte” nel mezzo, ma il ragazzo che lo stava portando allo stadio fu intercettato da un gruppetto di ultras granata e derubato, quindi poi, lo stesso bandierone, venne utilizzato per anni e anni in Maratona, fino a morir di vecchiaia. Poi, tanti anni di C vicentina, la rottura del gemellaggio tra veronesi e torinisti e la crescente antijuventinità vicentina, ha contribuito a far affievolire molto la rivalità. Incidenti anche in un Vicenza-Toro, amichevole estiva del 2009, quando tre tifosi del Toro entrarono in maniera arrogante nel bar dei Vigilantes, e, invitati ad andarsene, ritornarono poi in forze, cercando e trovando lo scontro. Qualche anno fa, una 15ina di tifosi del Toro entrarono a Vicenza nel solito bar, ma non ci fu particolare tensione, a parte quando arrivarono i “blu” per scortarli in curva ospite. Piacenza: rivalità in chiave antijuventina, essendo i piacentini gemellati fino a non molti anni fa coi bianconeri, inoltre il Piacenza condannò il Torino alla retrocessione in B nel ’96. Violenti scontri a Piacenza nel 2000, bloccati e denunciati 17 esagitati granata, con l’accusa di lesioni, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e d’aver sparato razzi ad altezza d’uomo. Per un quarto d’ora una 50ina di torinisti fecero quello che gli pareva, indisturbati. Mantova: alimentata dall’avvincente finale Playoff di B del 2005/06. Bandiera mantovana esposta in curva in quell’occasione. Pescara: eterni rivali. Invasione di granata in Filadelfia, dov’erano sistemati i pescaresi, nel 7-0 dell’88/89; si sentì il boato della Maratona, mai sazia di quelle infiltrazioni, però uno striscione dei pescaresi (forse “Rangers”), portato dalla buonanima “Sogliola”, impiegò troppo per percorrere la strada da una curva all’altra e venne intercettato dai carabinieri che lo restituirono ai pescaresi. Si parla anche di bandiere biancazzurre strappate nel primo incontro in assoluto avuto con loro, a Torino, nel 1977: da lì l’astio dei pescaresi verso i piemontesi, ingigantito dal gemellaggio tra torinisti e laziali, dall’amicizia/gemellaggio tra abruzzesi e juventini e dal “biscotto” del Toro coi reggini che fece perdere una promozione quasi certa ai pescaresi nel ‘90. Napoli: da una timida amicizia si è passati ad una rivalità, comunque non forte, anche perché i campani sono gemellati coi genoani, “fratelli” dei granata per tantissimo tempo. Brescia: vecchia rivalità, sin dagli anni ‘80, comunque non troppo sentita, alimentata dalla Finale Playoff di B del 2010. Cesena: non forte, ma in alcune occasioni ci sono stati incidenti. Perugia: perlopiù sportiva; perdura dalla sconfitta patita dal Toro ai rigori sul neutro di Reggio Emilia, nello spareggio per la A del 97/98. Venezia: invasione di campo torinista e scontri a fine gara a Venezia nel 2002; sottratto lo striscione “Vamos”. Panathinaikos: bandierone rubato ai greci in Coppa Uefa, esposto in Toro-Sampdoria 85/86. Ternana: parapiglia a Torino nel 2000/01.

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Coreografia Torino delle alpi
Una coreografia della curva del Torino ai tempi del “Delle Alpi”

Ex-gemellaggi, ora rapporti piuttosto distesi: Genoa: gemellaggio rotto dopo il famoso 2-3 del maggio 2009 all’Olimpico, che qualificò il Genoa in Europa e spedì, in pratica, il Torino in B, coi genoani che esultarono un po’ troppo per i dirimpettai granata; tra l’altro la partita si prestava a un clamoroso “biscotto”, visto che il pari faceva comodo ad entrambe le squadre, e invece le cose andarono diversamente, così che, a fine gara, scoppiò una violenta rissa tra i giocatori. Nella partita di andata di quella stagione i genoani esposero lo striscione “Gli anni passano le tradizioni restano…amici per sempre”. In Torino-Genoa del maggio 2013, esposto dai granata l’eloquente striscione “Genoa-Toro: l’amicizia oltre gli episodi”. Fino ad una dozzina di anni fa, tra le due tifoserie c’era un gemellaggio saldo, basato sulla storicità dei due clubs e sui destini che spesso li hanno accomunati. Con l’arrivo di Walter Novellino sulla panchina del Toro, all’epoca fresco ex blucerchiato, qualcosa si incrinò e i tifosi rossoblù cominciarono a manifestare una serie di comportamenti non proprio ortodossi, fischiandolo e insultandolo costantemente durante le partite al “Ferraris”, arrivando anche a prendersela con dei tifosi granata che, in risposta, gli avevano dedicato un coro. Poi la già citata rottura del 2009. Ora i rapporti sono sicuramente più distesi, infatti già il 30 novembre 2013, in Genoa-Torino, i genoani esposero la scritta “Genoa Toro rispetto per la storia”. Inoltre, i tifosi del Torino han firmato la pace, in Torino-Genoa, nell’aprile 2014, srotolando lo striscione “La storia non si tocca, genoano amico vero” e, dal settore rossoblù, i supporters del Grifone hanno partecipato al coro “chi non salta è bianconero”. In passato sbandierate in campo coi genoani, sia nel 2003/04 che nel 04/05; striscione “Grifoni Ovunque” presente in Inter-Torino 88/89. Circa 8mila genoani erano a Torino per Juve-Genoa 89/90, con tanti torinisti in curva che saltarono la trasferta di Barletta, apposta per stare vicino ai genoani (a parti invertite, la stessa cosa è successa per Sampdoria-Toro del 2000/01), che esposero lo striscione “Avete scherzato sul Grande Toro di Superga finché non è crollato quel muretto di merda”, di discutibile gusto, che metteva in relazione la tragedia di Superga del ’49, con la strage di Bruxelles dell’85, in cui persero la vita 39 juventini, ammassati al muro del settore Z dell’Heysel.. Nel 03/04 striscione a Torino “La Nord saluta la Maratona”.

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Ex-gemellaggi: Bari: l’amicizia coi baresi comincia ad inizio anni ’80 e viene rafforzata nel campionato di A 85/86 con lo storico giro di campo a bandiere spiegate a Torino. Poi, a Bari, al ritorno, una dozzina di granata vennero ospitati in curva Nord, addirittura con lo striscione “Ultras Granata”. Per un periodo la semplice amicizia si trasformò in vero e proprio gemellaggio, favorito dall’amicizia comune coi laziali e con gli interisti, a quei tempi gemellati coi granata e grandi amici dei laziali. Il rapporto Torino-Bari si raffreddò per svariati motivi: l’uscita di scena di un leader barese, principale artefice di questa amicizia, dagli U.c.n.; la mancanza di volontà del direttivo dell’epoca di mandare avanti questo legame, a causa di una moda d’allora; la differenza di categoria in cui, per diversi anni, giocarono le due squadre, che si incontrarono nuovamente solo nel 90/91 (all’epoca non c’erano Internet e le modernità di oggi). La parola fine fu messa in Bari-Torino 91/92, quando venne rubato a fine partita, con lo stadio ormai vuoto, lo striscione “Bari Club Matarrese”, esposto poi al ritorno. Verona: c’era un bel rapporto, poi tutto è andato in malora; i veneti erano presenti nel derby di ritorno 78/79 con gli striscioni “Ultras” e “Verona antibianconera”; sbandierata in campo in Verona-Torino 85/86. Reggina: bel gemellaggio fino ad alcuni anni fa, che ebbe il suo momento più alto al termine della stagione 1997-98, quando, alla fine di Torino-Reggina, al Delle Alpi, 20000 cuori amaranto festeggiarono la Serie A, insieme ai “fratelli” granata rimasti in B; è stato sciolto per il furto dello striscione “Ragazzi della Maratona” Torino, da parte di ultras bianconeri, in un Juve-Reggina 02/03 (il gruppo “Ragazzi” si sciolse, coerente al codice ultras, a seguito del furto). Lazio: bel gemellaggio negli anni ’80, bellissimo lo striscione dei laziali ai torinisti “Forza Radice vinci lo scudetto della vita”, quando il mister del Toro scudettato degli anni 70 fu protagonista di un drammatico incidente, che diede forza al gemellaggio. Napoli: sorta d’amicizia negli anni ’80. Pisa: negli anni 80 c’era davvero un bel rapporto, che si deteriorò per la forte rivalità tra pisani e fiorentini, grandi gemellati dei granata. Inter: risalente agli anni 80. Milan: una breve parentesi a fine anni 80. Striscione “Sag” Torino presente in quel periodo nella curva Sud di Milano. Triestina.

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Coreografia Torino stadio Olimpico
Una coreografia dei tifosi del Torino nel nuovo Olimpico

Gruppi scomparsi, dai più ai meno importanti, in ordine sparso: Fedelissimi (il “gruppo ultrà” più vecchio, base varia, di tutte le generazioni), Commandos Fedelissimi, Viking, Granata Korps, V^ Colonna (costola degli U.G., gruppo polivalente, impegnato socialmente, aveva una squadra di calcetto), Ragazzi della Maratona (nati nel settembre 1985), Ultras Liguria (distaccamento con direttivo autonomo; erano granata della Liguria), Leoni della Maratona (sciolti e poi ricomposti anni dopo, ma ultimamente se ne sono perse le tracce), Eagles (anni ‘80, sciolti nel ‘93), Fossa della Morte, Gioventù Granata, Collettivo Paolo Pulici (in onore del grande goleador dell’ultimo scudetto), Desperados (anni ‘80), Fedayn (anni ‘80), Giants Granata, Erotic Group (anni ‘80), Sambuy Group, Bassa Crew, Leumann Dandies, Rot Adler (anni ‘80), Korps Skins, 3×5 Crew, Tremendisti, Etarras (sottogruppo degli U.G., militanti del Centro Sociale Askatasuna), Kids (anni ‘80), Banditi, Vecchia Maniera (veterani degli U.G., over 35, rappresentavano la memoria storica del gruppo, al “Delle Alpi” occupavano il 1° anello), Cani Sciolti, Gruppo Tnt, Convinti, Rebels, Army, Damned, Cinghiali Lanzo, Lega Granata, Wild Boars, Boys Sud, Batman, Torcida Granata, Brigata Vallette, Rude Boys, Clan, S.a.g., Bulls, Chiambretti Group, Superstars Granata, Alcool, Zona VII, Roots, Doors, Sbufasa, Riders, Pitones, Zingari, Legionari della Maratona, Hell’s Angels Granata (anni ‘80), Krikka, Twin Peaks (primissimi anni ‘90), Purgatorio, The Dog, Absolut Toro.

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Cenni storici del tifo granata: Il primo gruppo organizzato nasce a Torino (e più in generale, in Italia) nel 1951, col nome di “Fedelissimi Granata”. Nella seconda metà degli anni ’60, coi Fedelissimi ancora colonna portante del tifo, in un periodo di grande fermento giovanile, i membri più giovani realizzano lo striscione “Commandos Fedelissimi” (tra i primi ad usare un nome da guerriglia), pur restando nell’ambito dello stesso organismo. I nomi si susseguivano rapidamente e, da una settimana all’altra, ci si chiamava “Panthers”, “Tupamaros”, “Fedayn”, a seconda di chi appariva sulla ribalta della cronaca internazionale in quel preciso periodo, anche se la denominazione di Commandos era quella generalmente adoperata, infatti lo striscione campeggiava a centro curva. Nel ’70, in un Torino-Vicenza arbitrato da Rosario Lo Bello, succede di tutto: espulsioni, due rigori contro negli ultimi cinque minuti, che portano il risultato da 2-1 a 2-3; la gente insegue l’arbitro fino all’aeroporto con una carovana di macchine, facendo un indescrivibile casino e, il giorno dopo, sui giornali, questi vengono definiti, degli “ultras”, termine che piace subito alla gente, tanto da diventare il nome del club. Si fecero quindi vari striscioni, con e senza teschio al centro, e comunque il gruppo rimaneva parte integrante del Club Fedelissimi. Fin quando, nel ’73, mister Giagnoni viene esonerato dalla società contro il parere dei tifosi, portandoli alla contestazione ad oltranza. I Fedelissimi, pur pensandola come i più giovani, sono però per una linea più morbida, così scoppia una lite, coi più giovani che strappano le tessere uscendo dalla sede del club. Per farsi riconoscere, il gruppo fuoriuscito aveva bisogno di una sede autonoma, uno statuto sociale e un nome ufficialmente accettato, e così viene scelto “Maratona club Torino Ultras Granata”, ancora in uso. Si può dire che come club ultrà sono nati nel ’73, come movimento nel ’69. Nell’anno dell’unico scudetto vinto, 1975/76, dopo la tragedia di Superga del 4 maggio 1949, in cui perì il Grande Torino di ritorno da un’amichevole disputata a Lisbona, nascono i “Leoni della Maratona”, un gruppo che sarà sempre in prima linea nel tifo, pioniere nell’ideazione di coreografie d’impatto straordinario e del primo bandierone copricurva di notevoli dimensioni. Si occupano principalmente dell’aspetto folkloristico e sono essenzialmente fuoriusciti dai Fedelissimi. Nel ’78 nascono le “S.A.G.”, Squadre d’Azione Granata, la “Fossa della Morte”, che in seguito al giro di vite attuato dalla repressione per la scomparsa, nel derby romano, del laziale Vincenzo Paparelli, cambia la propria denominazione in “V^ Colonna”, e la “Gioventù Granata”. Il movimento ultras granata, specie negli anni ’70-’80, era preso da modello un po’ da tutti. Una consuetudine piuttosto diffusa era infatti quella di recarsi nelle grandi curve come quella granata per vedere da vicino “come si faceva” il tifo. Nell’80 si formano gli “Eagles” e, un anno dopo, da una scissione per motivi politici degli Ultras Granata, nascono i “Granata Korps”, di idee destroidi, opposte agli Ultras, vicini a posizioni di sinistra. I Granata Korps diventeranno uno dei gruppi più in vista della curva granata, al punto che la convivenza tra tale gruppo e gli Ultras Granata, nel corso degli anni, si fa difficile e, in alcuni casi, si viene anche alle mani. La leadership degli U.G. non è mai stata messa realmente in discussione, col tempo le divergenze si sono allentate anche se ogni tanto riaffioravano. Un altro gruppo che si mette in evidenza in curva è quello dei “Ragazzi della Maratona”, fondati nel 1985, anno in cui nascono anche i “Viking”, gruppo prima di destra, poi, in seguito al cambio “dirigenziale”, spostatosi di sinistra. Fra i gruppi minori ricordiamo “Mods”, “Giants” e “TNT”. Con lo scioglimento dei Leoni della Maratona, negli anni ’90 gli Ultras Granata diventeranno il gruppo “faro” della curva, affiancati da Ragazzi della Maratona, Korps, Viking, V^ Colonna e Fedelissimi. Interessanti anche alcuni sottogruppi come “Brigata Vallette”, “Leumann Dandies” ed “Etarras”, gruppo quest’ultimo che, intorno al 2000, riaccende negli Ultras Granata l’impegno politico: bandiere cubane e basche, presenza di molti squatters torinesi nelle fila del gruppo, appoggio ai cortei degli autonomi e della Pantera studentesca. In seguito a gravi incidenti a Cagliari con le forze dell’ordine, e, soprattutto, all’ondata repressiva seguita alla morte dell’Ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania, avvenuta il 2 febbraio 2007, i gruppi diciamo così “storici”, quali Ultras, Korps, Fedelissimi, Viking, ecc. chiudono i battenti. In seguito, alcune vecchie facce molto discusse danno vita al “Maratona Club Torino”, che voleva far sì che si ripartisse da zero, ma dopo poco il gruppo si scioglie, per ignoti motivi, e i ragazzi più giovani danno vita al gruppo “Torino Senza Scorta”. Nel corso della stagione 2011/12 il Maratona Club Torino, come per magia, torna alla ribalta, e nascono ulteriori frizioni in curva, che portano i Torino Senza Scorta allo scioglimento del gruppo, nel febbraio 2012, anche se in realtà proseguono, eccome, a presenziare in Maratona, ma senza più una vera organizzazione alle spalle. Un gruppo di ragazzi volenterosi che, dal 2009 al 2012 hanno cercato, in qualche modo, di mantenere viva la Maratona, proseguendo sul solco lasciato dagli U.G. Nel luglio 2012 nasce il “Gruppo Stendardi” (esordio in campionato domenica 26 agosto ’12 a Siena), gruppo totalmente apolitico e senza nessun rapporto con forze dell’ordine e società, che colora la balconata del primo anello, nella zona destra guardando la curva, con numerosi stendardi (da qui il nome), lasciando libertà a tutti di portare la propria pezza. Il gruppo è composto da ex appartenenti di molti gruppi organizzati della Maratona: parte degli Ultras Granata, Granata Korps, Ragazzi della Maratona, Fedelissimi, Vecchia Maniera, Girls e Torino Senza Scorta.  I Viking, sciolti definitivamente dopo le leggi post-Raciti, hanno usato il loro nome per scopi benefici. All’inizio della stagione 2013/14, alla prima giornata, è apparso lo striscione “Estranei”, a fianco di quello del “Maratona Club Torino”. Il loro nome sa un po’ di distacco, significa estranei alla massa, al sistema, e sono ex M.c.t., ex V^ Colonna, ex Ultras Granata, ma ben distaccati sia dagli “M.c.t.” che dal “Gruppo Stendardi”. Il resto è storia d’oggi.

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Curva Primavera Torino
Una particolare coreografia dei tifosi del Torino

Curiosità: -La situazione attuale all’interno della tifoseria granata è piuttosto confusa e delicata. Due grosse novità hanno comunque caratterizzato l’ultimo periodo: lo spostamento in curva “Primavera” degli “Estranei”, dalla partita Torino-Sassuolo del novembre 2014, e la rinascita degli “Ultras Granata”, che hanno ritirato fuori il mitico striscione col teschio, più o meno nel solito periodo. -Nella parte bassa della curva Primavera, al confine col settore ospiti, dalla fine dello scorso campionato 13/14 (Toro-Parma), si è radunata una consistente fetta di ultras, che sono un po’ i “secessionisti” del tifo granata, in contrasto con il “Maratona Club Torino” e altri gruppi della curva Nord.  -Vergognoso episodio da parte di alcuni ultras granata alla fine di una partita di Coppa Italia Primavera tra Torino e Juve, sabato 20 dicembre ’14, con alcuni di loro che hanno inveito contro il responsabile organizzativo delle giovanili della Juventus, Gianluca Pessotto, che, cercando di calmare i tifosi del Torino che urlavano verso i giocatori, viene apostrofato da parole e urla deplorevoli quali “Suicidati, ammazzati, buttati”, lui che, ex giocatore della Juve, il 27 giugno 2006, all’indomani dello scoppio dello scandalo di Calciopoli che investì i colori bianconeri, tentò il suicidio gettandosi da una finestra della sede della Juventus. -In Torino-Palermo del 7 dicembre ’14, è stato esposto in curva Maratona lo striscione “Il gobbo nano non lo vogliamo”, riferito alla paventata ipotesi che il giocatore juventino Giovinco vesta da gennaio (o da giugno) la maglia granata. -Rinnovato come sempre anche quest’anno, in Toro-Fiorentina del settembre ’14, lo storico gemellaggio tra le tifoserie granata e viola, con un giro di campo coi bandieroni e i vessilli delle due tifoserie. -Il match Torino-Parma, penultima giornata del campionato 2013/14, disputata lo scorso maggio, ha un po’ il sapore dello spareggio per l’Europa League. La partita termina con un pareggio (1-1) che rimanda la sentenza all’ultima giornata, ma il Torino dopo 20 anni riassaporerà l’Europa (quella vera, non l’Intertoto dell’era Cimminelli), pur arrivando dietro il Parma, che sarà estromesso dall’Europa League, a vantaggio appunto dei granata, a causa del mancato ottenimento della licenza Uefa per motivi economici. -I ragazzi dei “Torino Senza Scorta” avevano dimostrato, combattendo la tessera in qualunque maniera e rifiutando qualsiasi compromesso con Questura e società, di avere le palle quadre”. -Al triplice fischio della Semifinale Playoff per la A tra Torino e Padova (0-2), del 29 maggio ’11, che estromise il Toro dalla promozione, un 100aio di tifosi granata della Maratona superò le recinzioni e invase il terreno di gioco, fermato dal servizio d’ordine dietro i cartelloni pubblicitari a bordo campo. Contestato il bomber Rolando Bianchi, che, uscito dagli spogliatoi per salutare i tifosi, fu apostrofato dagli ultras. La contestazione proseguì con un incessante sequenza di cori e insulti contro l’inviso patron Urbano Cairo e i giocatori, fuori dall’Olimpico, dove, a due ore dalla fine della partita, c’erano ancora 200 persone. -Nei confronti dei tifosi torinisti sono stati emessi, durante la stagione 2012/13, 94 provvedimenti di Daspo, di cui una 50ina solo del Gruppo Stendardi. Tanto per capire che vento di repressione tira a Torino, due anni fa, furono comminati 40 Daspo, perché dentro i pulmini furono trovate aste di bandiera nella trasferta di Pescara. C’è da dire che all’Olimpico di Torino, tra l’ultimo gradino e il campo, esiste una specie di corridoio che finisce con una transenna alta mezzo metro, non ci sono barriere: ebbene, un bambino di tredici anni, in Torino-Siena 12/13, è stato minacciato dalla Digos di Daspo solo perché stava a cavalcioni su questa specie di barriera, col padre, sceso a litigare, che è stato poi raggiunto da Daspo, senza che l’uomo abbia in qualche modo alzato le mani. -Durante il minuto di silenzio per la morte a 95 anni dell’onorevole Giulio Andreotti, avvenuta il 6 maggio 2013, in Torino-Genoa di due giorni dopo la curva Maratona ha esposto le gigantografie dei giudici Falcone e Borsellino, assassinati dalla Mafia: bella iniziativa. -Nel 1997 la curva, trasferitasi nel più freddo “Delle Alpi”, venne premiata dal noto settimanale sportivo francese “Onze”, come miglior tifoseria organizzata d’Europa, riconoscimento che seguiva quello ricevuto a metà anni 80, quando un sondaggio tra tifosi di tutta Italia, promosso dalla popolare trasmissione televisiva “La Domenica Sportiva”, incoronò la Maratona come curva più bella del campionato. -In Torino-Albinoleffe 2010/11 venne esposto in Maratona, prima della malattia dalla quale si è per fortuna brillantemente ripreso, verso il mister di tante battaglie Emiliano Mondonico, allora tecnico dei seriani, lo striscione “La sedia al cielo vale 1000 coppe…grazie Mondo”, con chiaro riferimento al famoso gesto della “sedia alzata” nella notte di Amsterdam, per la finale di ritorno di Coppa Uefa ’92. -Tra le tante contestazioni del passato, alle varie dirigenze e presidenti, merita di essere ricordata quella del 2002/03 col Milan, a partita in corso (data poi vinta 0-3 a tavolino al Milan) al “Delle Alpi”. -I “Ragazzi della Maratona”, scioltosi alcuni anni fa (vedi sezione “Ex-gemellaggi”), avevano conosciuto una crescita esponenziale intorno al 2001, con l’aggregazione delle realtà di Borgo Vittoria, San Mauro e Rivarolo. Il logo era un Lupin III che vestiva granata. -Lo striscione “Leumann Dandies”, sempre esposto in curva Maratona, secondo anello, negli anni ’90 e in parte dei 2000, prendeva il nome da “Leumann”, un paesino vicino Torino, e “dandies”, il plurale di “dandy”, un filone culturale ed estetico, l’elegantismo, dell’Inghilterra di Oscar Wilde e Lord Byron. -Dei Granata Korps faceva parte lo “Yeti”, uno dei leader del gruppo, condannato a ventidue anni di carcere per avere ucciso un marocchino ai Murazzi di Torino diversi anni fa. -Luoghi di culto del tifo granata sono: il vecchio campo Filadelfia dove è nato il mito del Grande Torino, la Basilica di Superga, la vecchia sede di via Alfieri 6, e il “Bar Sweet”, ritrovo degli Ultras granata. -Giocatori di culto: tutti i giocatori del Grande Torino, dai più noti, come Valentino Mazzola, Loik, Gabetto, Menti, Bacigalupo, Ballarin, ai meno noti; Gigi Meroni, ala vecchio stampo soprannominato “la farfalla granata”, fuoriclasse che ha vestito la maglia del Toro dal 1964 al 1967, anno in cui è deceduto a soli 24 anni, investito da una macchina guidata dall’allora 19enne Attilio Romero, che sarà curiosamente presidente del Torino dal 2000 al 2005; Giorgio Ferrini, capitano-bandiera del Toro, che ha vestito il granata dal ’59 al ’75, con 566 presenze al primo posto della classifica dei giocatori più presenti in maglia granata, soprannominato “La Diga”, morto a soli 37 anni l’8 novembre 1976 per un aneurisma, pochi mesi dopo il suo ritiro. -In Italia generalmente si ha la convinzione che il torinese autentico tifi Toro, mentre la Juve sia la squadra degli immigrati, ma questo è piuttosto un luogo comune. Non sempre è così: diciamo che il Toro è la squadra del popolo in generale e la Juve quella dei nobili e dei diseredati; il tifo del Torino è più omogeneo. -La componente femminile, in curva Maratona, è sempre stata piuttosto alta: negli anni ’80 toccava punte del 35%, con molte variazioni a seconda del momento. -Sempre esposti gli striscioni “Torino è stata e resterà granata” (Maratona, 2° anello), “La storia ci appartiene” (Maratona 2° anello), “Forza Vecchio Cuore Granata” (Maratona 3° anello), “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate” (curva Primavera, 3° anello), “Tonino sempre con noi” (Maratona 1° anello), “Non ci vedete ma ci siamo” (pezza, Maratona 1° anello), “Cuore Grinta Omertà” (pezza, Maratona 1° anello), “Ultimo Ribelle” (pezza, Maratona 1° anello). -I Granata Korps avevano amicizia col Settembre Bianconero Ascoli, Mods Arezzo, Ultras Trieste, Vecchia Guardia Milan.

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Coreografia tifosi Torino cuore granata
Coreografia tifosi del Torino: cuore granata

Personaggi storici della curva con annessi aneddoti: Salvatore “Joe” Genova: uno dei leader, se non il leader massimo, della Maratona degli anni ’70-’80, che ha contribuito a rendere grande la curva di quei tempi. Figura dal grandissimo carisma, la Torino granata ha pianto per la sua scomparsa, avvenuta nell’agosto 2013 a soli 56 anni. Era il più “interessante” dei “Ragazzi di stadio”, intervistati nel 1979 sugli spalti del mitico stadio Filadelfia, dal regista Daniele Segre, nel suo documentario sulla passione calcistica, diventato poi anche un libro, sui riti e miti dei pionieri del tifo ultrà: le collette, le coreografie, gli scontri, le alleanze coi tifosi delle altre squadre. Joe era un punto di riferimento anche nella fabbrica dove lavorava: leader per vocazione. Gli dicevano “guarda che qua non siamo allo stadio”, dove si scimmiottava la malapolitica di allora, tra gesti della P38, pugni chiusi e saluti romani. Joe era un idealista, un nostalgico, un romantico. Aveva una grande cultura e un’ottima dialettica. Ha assistito al malinconico slow del Torino, dallo scudetto del ’76 alla troppa B, al fallimento del 2005. Lui era sempre allo stadio, nei pressi della balconata, con gli amici di sempre: battuta pronta, capello azzurro e la vista che man mano si abbassava. Negli ultimi tempi, complice la malattia, il diabete che l’ha consumato, brontolava più che mai: ce l’aveva un po’ con tutti, specie coi giornalisti, e con quegli ultras d’antan, che lui chiamava “soloni” o “dinosauri”, che pontificano narrando grandi imprese di tempi ormai andati, ma lui onestamente ammetteva “E tra questi ci sono anch’io”. Molte curve, anche storicamente avversarie dei granata, hanno voluto rendere omaggio a “Joe”, ad esempio gli atalantini, con “Addio Joe guerriero granata d’altri tempi”; gli juventini, con “Oltre i colori ciao Joe” e i tarantini con “Ciao Joe ultras granata”. La sua gigantografia, per molte partite, si è stagliata al terzo anello della Maratona. Vincenzo “Cucciolo”: orchestratore della Maratona, si guardava lui per capire quando era l’ora della partita. Mitiche le sberle con Souness, giocatore della Sampdoria, in un Toro-Doria 84/85, dopo che lo scozzese aveva scalciato il toro nero che stazionava a quei tempi sulla pista; una volta andò a riprenderselo da solo il toro, che i gobbi avevano rubato, nel derby d’andata 84/85: ricevette insulti e oggetti, ma lo riportò integro e nessuno scese per affrontarlo, con la curva torinista che lo acclamava. Un’altra volta, in treno, trasferta di Bologna, c’erano anche dei bambini granata e, a un certo punto, viene acceso un petardo, che stava per scoppiare in volto a una bambina che si mise a guardarlo curiosa; lui, per salvare la bambina mise una sua manona sopra il petardo che gli scoppiò sfracellandogli la mano, col treno che si fermò apposta per consentirgli di essere soccorso di corsa in ospedale; per molto tempo dovette tenere la mano fasciata, e non le tornò mai più come prima. Aveva sempre la maglia “n° 6” di Caporale, uno degli eroi dello scudetto 75/76. Lo tradirono i reni; è morto quasi da solo oltre dieci anni fa e al funerale non c’era moltissima gente. Fu malmenato da 3 agenti nel ’79, durante un Torino-Milan dall’arbitraggio scandaloso, ma lui in poco tempo si liberò di uno di loro, scagliandolo diversi metri più in là, per poi dedicarsi agli altri due “cravattandoli”. Oggi chissà cosa gli avrebbero fatto…Giovanni C. “Margaro”: ha fatto la storia degli Ultras Granata, uomo di grande personalità, carisma, lealtà, simpatia. Uno dei leader più famosi d’Italia, e anche tra i più temuti, nel suo periodo, insieme al “Pompa” di Firenze. Si narra che in un derby entrasse da solo in Filadelfia e tutta la curva si aprisse per farlo passare, a prendersi lo striscione “Margaro somaro”. Nella trasferta di Zurigo, col Grasshoppers, uscì da una orologeria con un orologio a pendolo, ovviamente non pagato; arrivato sul pullman gli fecero notare che non aveva la chiavetta per caricarlo, così tornò indietro, se la fece dare e glielo impacchettarono pure…Anni fa mise su una palestra, il suo soprannome deriva dal lavoro che faceva il padre, ma non ha mai amato che lo chiamassero così. Ha famiglia con figli, non frequenta più la curva non riconoscendosi più in essa. Fu intervistato da Segre, come Joe, in “Ragazzi di stadio”. Luca “il Rosso”: si sposò di sabato e la domenica, invece di partire per il viaggio di nozze, andò in trasferta ad Udine. Fu arrestato a Zurigo insieme ad altri, prima di Grasshoppers-Torino, per aver distrutto un bar dove c’era il cartello “vietato l’ingresso agli italiani”. Tipo enorme, capelli lunghi rossi, conosciutissimo ai tempi. Volò dalla balaustra in un derby, con conseguente operazione alla gamba mal fatta. Sogliola: fu trovato morto alla porta di casa per overdose, la sua passione per il Toro lo spingeva a partire da Principe-Genova ogni domenica, insieme ad un amico. Una volta in autostrada al ragazzo accanto descrisse le condizioni di vita del carcere che c’era in ogni città che passava; in un Toro-Parma ’92 volò giù dal secondo anello, tornando come se niente fosse, accoppando una ragazza al primo anello, che si ruppe il bacino rimanendo paralizzata, e lui ci soffrì molto. Un anno, a Marassi con la Samp, coi torinisti scortati fino allo stadio, da una via che costeggia il Bisagno, all’altezza di Piazzetta Firpo, compare lui, diffidato, che dalla piazza applaude il corteo granata, dal quale parte tra gli applausi il coretto “Sogliola, Sogliola”, che, venuto lì solo per poterli guardare e salutare, se avesse potuto si sarebbe unito volentieri. “Fracchia”: un mito anche lui; una volta mostrò il sedere, durante un Toro-Udinese, fotografato dal Guerin Sportivo, che gli fece il titolo “L’altra faccia del tifo”. Mise anni fa un negozio alla moda in Piazza Castello a Torino. Pino “Strega”: il capo ultrà dello scudetto, temutissimo da tutti. Da una sua idea, nata nel ’74, partì la tradizione, in Maratona, che prima dell’inizio della partita un “frate” comunicasse l’estrema unzione alla Juve. Una volta, per scrivere su un muro “Gobbi bastardi per voi non c’è futuro il Toro è forte e gli Ultras picchian duro”, lui e un suo amico ci misero due ore e furono beccati. Al bar dei Fedelissimi tutti bevevano l’amaro San Simone, ma Pino, con ironia, beveva il liquore Strega, per calcare la mano e rinforzare il concetto. Ciro: lanciacori al Comunale, sparito al Delle Alpi; caratteristico il suo coro “la gente vuol sapere”; nacque da lì “Oh Ciro facci la gente”. Non si sa bene che fine abbia fatto. Serafino Genigetti “Il Pittore”: creatore di moltissime coreografie della Maratona, divenute storiche. Una persona dalle mille idee, che c’è sempre stato, era semplicemente il Toro. Un flash riporta a Torino-Como del gennaio 1985, 3-1 per il Toro, un freddo polare; lui come sempre con la camicia aperta. Un uomo, un distinto signore si piazzò a fianco a lui: era Sergio Rossi il presidente del Toro. Il Pittore, prima di morire, diceva che non l’avrebbe ricordato nessuno, che in fondo non aveva realizzato nulla nella sua vita. Ma non tutti l’hanno dimenticato, anche se al suo funerale c’era poca gente. Il “Panettiere”: Pianetti era il suo cognome, arrivava sempre sul pullman per la trasferta con teglie di pizza per tutti. Famoso anche il Gallo dei Leoni della Maratona che interpretò una telenovela piemontese. Ginetto: uno dei più grandi personaggi della curva, molto stimato e rispettato. Poi ci sarebbero tanti altri leader, come Trabaldo, (sempre presente in curva Maratona lo striscione “Ciao Fè”), l’Ancillotto, detto anche “lo sdentato”, ognuno con i suoi aneddoti, la sua storia da raccontare, personaggi di una curva da leggenda, come era un tempo la “Maratona”, oggi dilaniata da faide interne, negli anni dell’epopea del movimento ultras italiano. Gente vera, sana, genuina, di altri tempi, di una volta, interpreti di periodo d’oro che purtroppo non ritornerà più. Le S.L.A.S.: dalle iniziali dei loro nomi: Susanna, Luisa Anna e Silvia, facente parti della sezione “Girls”.

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Aneddoti su coreografie: la Curva Maratona, che aveva alle spalle la sgraziata torre omonima, stile anni ’30, era il polmone, il cervello, il carnevale del tifo granata, sempre piena di grida e di colore. Alle spalle delle 17mila gole granata, tale era la capienza delle curve del vecchio “Comunale”, c’è sempre stato un lavoro di equipe di coreografi del calcio. Nel ’73 si pensò di sensibilizzare la tifoseria valorizzando rapporti di solidarietà umana: venne proposto al Club Grande Torino di organizzare un’asta di quadri firmati dal Pittore, Serafino Geninetti, devolvendone il ricavato a “Specchio dei Tempi”, che aveva lanciato un appello ai lettori de “La Stampa” per recepire fondi, allo scopo di acquistare un polmone d’acciaio. L’iniziativa ebbe molto successo e il ricavato (2 milioni di lire) venne interamente versato al quotidiano torinese “La Stampa”. Dopo quella sera si trovarono impegnati nell’organizzare qualcosa di speciale nel derby. Fu deciso di circondare metà recinto del “Comunale” con festoni di carta crespa granata, legati tra loro. La domenica successiva, nonostante qualcuno avesse storto il naso, l’esperimento fu ripetuto, allargato a tutto il perimetro di gioco, aggiungendo all’iniziativa il primo sacco di coriandoli che, all’annuncio delle formazioni, veniva gettato sugli spettatori della Maratona. Era il 1973: tutto è cominciato con festoni di cartapesta e coriandoli. Durante la stagione 75/76 dello scudetto, ogni domenica aumentava il quantitativo di coriandoli e mazzetti: la domenica del derby furono gettati addirittura dal tetto della Tribuna centrale. Le iniziative si moltiplicavano e diventarono più articolate e goliardiche: per la vittoria dello scudetto la città venne tappezzata da 5000 scudetti; nel ‘76/77 venne disegnato per un derby un enorme water di 3 metri x 3, con attorno gambe e mani di un giocatore juventino, che ci si aggrappavano per non caderci dentro. La scritta che l’accompagnava era “Questa è la vostra sede naturale”. Seguirono 3mila croci bianconere, 12 finocchi di polistirolo alti 3 metri ciascuno, 3 quintali di finocchi veri lanciati in campo. Per Toro-Juve 82/83 apparve il primo toro su telo, alto 9 metri, ma la grande sorpresa fu per il derby 83/84: un lenzuolone di 100×14, progettato per essere mosso da un complicato congegno di corde; ma sfortuna volle che la mattina del derby si mettesse a piovere ed il congegno non poteva funzionare. Per alzarlo, in quelle condizioni, ci volevano almeno 150 ragazzi che lo tenessero sollevato da terra nei 10 minuti di esposizione. Così fu: venne issato lo striscione, tutto lo stadio ammutolì, quindi esplose in un applauso generale da parte dei granata presenti. Più avanti lo striscione diventa di 160×28 mt., con al centro un toro rampante di 20×28 e sopra la scritta “Alè Toro” di 5×4 mt., che campeggia al centro della curva. Gli anni ’70 segnarono l’epopea del derby torinese: croci, bare, barattoli di fumo, sciarponi di lana; erano anni molto politicizzati, era un po’ tutto legato assieme dalle proteste studentesche, il post ’68, la musica rock e lo stadio faceva parte di queste cose, gli slogan venivano mutuati dalla politica e le canzoni dalla discoteca, la maggior parte della curva del Toro aveva idee di sinistra, ma non mancava un piccolo manipolo con idee destroidi, che manifestavano in maniera più vistosa. Negli anni ’70 i primi fumogeni si andavano a prendere a Genova, nei negozi di nautica, inizialmente solo arancioni; una volta ne portarono tanti gli ex amici laziali. Nel ’74 c’erano già i tamburi.

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Sbandierata curva Torino
Coreografia della curva del Torino

Liberi pensieri: “Roma in coma” (fine anni ’70), “Che paura…” (Atalanta-To, primi anni ’80), “Gobbi carogne” (Torino-Juve 80/81), “Gobbo coniglione mangia il carotone” (Juve-To 82/83), “Ladri e imbroglioni: Zeffirelli l’Italia è con te” (To-Juve 82/83), “Grazie Nerone!” (To-Roma 83/84), “Dio si è incazzato e razza bastarda vi ha creato”, con la ‘o’ fatta a croce celtica, “Forza ragazzi non vi lasceremo mai: Torino vi ama ancor!”, “Schachner gol la Maratona è con te” (To-Juve 83/84); “Dio stramaledica la Juve”, striscione dei fiorentini (Juve-To 83/84); “Minime al Nord: Juventus -4”, “Siete ridicoli”, “Indians falsi camerati”, “Cugini restate in A sennò come si fa?!” (Juve-To 84/85); “Meglio negro che juventino!” (To-Juve 84/85), “Siete nati correndo, siete morti scappando”, “Animali, con voi Bruxelles è stata troppo onesta”, macabri striscioni riferiti alla strage dell’Heysel, “Serena puttana l’hai fatto per la grana!”, riferito ad Aldo Serena, ex-Toro trasferitosi quell’anno alla Juve (Juve-To 85/86); “Gesù bambino tra i tuoi doni hai una coppa per quei coglioni?” (To-Fiorentina 86/87), “Piemont liber” (To-Napoli 88/89), “Vergognatevi!!! avete tradito 40 anni di mito” (To-Lazio 88/89), “Solo per voi 96.958 km. d’amore…Ultras!” (Monza-To 88/89), “Torino: una città, una squadra un solo cuore” (To-Juve 90/91), “Baggio ve l’ha insegnato il cuore non va comprato”, “Il nome di una morto per una curva di cadaveri”, riferito alla juventina “Curva Scirea”, che prende il nome da Gaetano Scirea, bandiera della Juve tragicamente scomparso in un incidente stradale in Polonia nell’89 (Juve-To 90/91), “Da Madrid a Licata sempre fieri di essere granata” (91/92), “Borsano vattene!!!”, presidente di allora (Pescara-To 92/93), “A voi il ricordo a noi il ‘Mondo’” (Atalanta-To 92/93), “Divisi dalle idee, uniti dalle ingiustizie” (Atalanta-To 93/94), “Sotto la curva salta Ravanelli e sua moglie sopra i nostri uccelli” (To-Juve 94/’95), “Fortunato leucemico fulminato”, striscione davvero di pessimo gusto, cattivo, mostrato per pochi minuti del giocatore della Juve Andrea Fortunato, promessa della Juve, portato via dalla leucemia a soli 24 anni (94/95); “Sono anni che lottiamo e gridiamo per voi, forse è ora che facciate qualcosa per noi. Non vogliamo la B” (fine anni ’90). “Morti di fame” (Piacenza-To 99/00), “C.u.c.n.-Ragazzi: fratelli d’Italia” (erano ancora lontani i tempi della fine del gemellaggio fra torinisti e reggini…, To-Reggina 99/00); “Acquirenti, venditori, basta sparlare il futuro del Toro è ancora da inventare…vogliamo i fatti!”, “Pavarese profugo infame avellinese”, direttore sportivo d’allora (To-Parma 99/00); “O tirate fuori i coglioni…o tiriamo fuori i bastoni”, “Noi siamo il 12° uomo, e gli altri 11?” (due striscioni di contestazione del 99/00, anno finito con la seconda retrocessione in Serie B nel giro di 4 anni); “Noi stiamo comodi, voi?”, “2 curve? solo a Palermo”, in relazione al tentativo degli “Irriducibili Vallette Juventus” di occupare anche la curva Maratona, reclamando spazio, anche nel derby, in curva Nord (Juve-To 99/00); “Gaucci e il perugino hanno paura dei tifosi del Torino”, “Ravanelli gobbo perugino non è il Toro il tuo destino!!” (To-Perugia 99/00. Gaucci era l’eccentrico presidente del Perugia di allora; Ravanelli, di origini perugine, ha giocato nella Juve dal ’92 al ’96); “Questa è la vostra unica bandiera”, con disegnato in un lenzuolo il simbolo dei soldi (To-Siena 00/01), “L’interista? poverino! picchia solo il motorino…!” (To-Cagliari 00/01), “Lippi come le mosche…torna sempre sulla merda!” (Juve-Toro 01/02), “Allenatore, squadra, società, ci state facendo perdere la dignità”, “Un esempio per tutti…Gigi Meroni per sempre” (To-Chievo 02/03); “Del Piero e gli uccelli: quello di Uliveto per parlare quello di Davids da succhiare” (Juve-To 02/03), “Berlusconi servo di Bush in guerra vacci tu” (To-Milan 02/03), “Qui solo per la maglia!!” (Milan-To 02/03); “Siete neri neri neri, siete scarafaggi siete come i carabinieri”, “Il 4 maggio a Superga non vi vogliamo”, “Rossi sì! ma di vergogna!”, riferito all’allora mister Ezio Rossi, “Ci continuate a umiliare…a Superga cosa andate a fare?”, “Con Cimmi e Romero non avremo mai un faro vero”, rispettivamente vice-presidente e presidente di allora (To-Verona 03/04); “15 minuti di silenzio contro il calcio moderno” (To-Genoa 03/04, esterno stadio), “Ti odio sempre più bastardo gialloblù!” (To-Verona 04/05), “Cimmi e Tilli: se non vendete il Torino fate la fine dell’ovino”, in una Maratona praticamente deserta (900 spettatori, To-Treviso 03/04); “Da 35 anni ne facciamo di tutti i colori!”, fumogenata multicolore per l’anniversario degli Ultras Granata (To-Catanzaro 04/05); “Lottate fino all’ultima goccia di sudore!!” (To-Mantova 05/06); “Il calcio è malato…non per colpa degli ultras!!”, “Lapo è geloso perché tutti vogliono incularsi Moggi!!”, “La Triade non si tocca…a noi fa schifo solo guardarla”, “Moggi, Tanzi e Cragnotti, ecco la nuova Banda Bassotti!!”, all’indomani dello scandalo-Calciopoli (To-Rimini 05/06); “Comunque vada, grazie Camola!”, nei confronti del mister Camolese, “Napoli: grazie ai presenti nati per non mollare!” (To-Genoa 08/09); “Giustizia per Gabriele Sandri” (To-Lazio 08/09), “Società inesistente, gestione improvvisata, la nostra pazienza è terminata” (To-Crotone 09/10), “Solo un brusio sarà permesso, nessun colore nessun calore né gioia né dolore, né noia né stupore…il brusio diventerà voce, la nostra voce grido e il grido boato” (To-Empoli 09/10), “15 anni senza di te, ciao Spagna” (To-Brescia 09/10), “Riposa in pace piccola Yara” (To-Atalanta 10/11), “Spaccarotella muori in cella” (To-Siena 10/11), “Forza Mondo siamo con te!”, “Cairo riposa in pace” (To-Sassuolo 10/11); “Omar sempre con noi” (Varese-To 10/11), “Ecco la moneta con cui ci ripagate: Daspo, luci spente e coreografie negate”, “…Ma non resisto lontano da te” (To-Crotone 10/11); “Ricordatevi chi eravamo” (To-Empoli 11/12), “Torino piange un fratello…sempre con noi…ciao Bayer!!!” (Torino-Cittadella 11/12), “Onore a coloro che hanno messo la faccia per il Grifone!!” (To-Padova 11/12), “Dai cazzooo!!!” (To-Modena 11/12), “Gobbo passa a Wind: 500 sms, 1 coreografia gratis”, “Ieri Fighters oggi Tradizione, quanto vale la tua passione?” (To-Juve  12/13); “Continui torti arbitrali?? in campo 11 animali!!” (To-Palermo 12/13), “Giustizia x Paolo Scaroni!”, d’incoraggiamento al tifoso bresciano massacrato dai celerini nel 2005 alla stazione di Verona (To-Sampdoria 12/13), “106 anni di gioie e dolori, passano gli anni cambiano i giocatori ma non i nostri valori” (To-Milan 12/13), “I veri Mods siamo noi” (To-Bologna 12/13), “Joe per sempre!!!”, “Insultate negri e gay ma le merde siete voi butei” (To-Verona 13/14); “Discriminazione territoriale legge da maiale”, “Ama il tuo sogno seppur ti tormenta”, “Ultras da tv allo stadio non ci andare più”, “La vostra mentalità? Dopo la pubblicità” (To-Inter 13/14); “La Vecchia Signora 30 sul campo e…50 a casa! Troia”, “Benvenuti a Torino”, “Milano siete voi”, “La vostra ‘Tradizione’…libricini e pubblicità” (To-Juve 13/14); “Comunque vada grazie ragazzi, grazie al nostro allenatore”, “Il politico con la maglietta non è reato, lo fa un ultras viene arrestato” (To-Parma 13/14); “E adesso fateci godere” (Juve-Toro 13/14), “Cairo risparmia su Crozza, il buffone sei tu”, “Rispetto x Nocera e i suoi ultrà” (To-Catania 13/14); “1906-2013…auguri Toro”, “Solidali coi laziali” (To-Lazio 13/14), “Tira fuori i milioni Cairo” (To-Genoa 14/15).

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Clubs principali: Toro Club Fedelissimi Pesaro, Toro Club Fedelissimi Roma, Amici del Filadelfia, Tori Seduti, Atomi Granata, Toro Club La Gru.

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