Curva Ospiti | La tifoseria del Livorno…

Curva Ospiti | La tifoseria del Livorno…

A cura di ClAlf . Gruppi esistenti: Livorno 1915, Exarchia Club, Boia Dè . Politica: Nettamente di sinistra            . Settore: Curva Nord . Gemellaggi: Marsiglia: legame forte, essenzialmente con il “Commando Ultrà Marseille”. E’ nato quando la Nord, ai tempi delle B.a.l. andav

A cura di ClAlf

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Gruppi esistenti: Livorno 1915, Exarchia Club, Boia Dè

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Politica: Nettamente di sinistra           

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Settore: Curva Nord

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Una coreografia della curva del LivornoGemellaggi: Marsiglia: legame forte, essenzialmente con il “Commando Ultrà Marseille”. E’ nato quando la Nord, ai tempi delle B.a.l. andava forte e di moda, e un ragazzo tifoso del Marsiglia che sta in Lussemburgo, chiese se poteva venire a vedere una partita in mezzo ai livornesi, ed avrebbe portato uno del Commando. La risposta ovviamente fu positiva. Quella partita, Pisa-Livorno del 1999 fu folgorante e da lì nacque la forte amicizia coi francesi. Aek Atene: legame molto forte e solido. In Sturm Graz-Aek Atene di Europa League, del 14 dicembre 2011, i tifosi greci hanno esposto la scritta, in italiano, “Pisa merda”, e uno stendardo livornese. Grazie ai marsigliesi, che erano in contatto coi greci, in occasione di un Monaco-Aek Atene di Coppa invitarono i livornesi ad andare con loro perché gemellati. Da lì nacque il rapporto e, qualche mese dopo, circa 11 anni fa, i toscani andarono a vedere Olimpiakos-Aek Atene, rimasero impressionati e fu così ufficializzata l’amicizia. Gli stendardi dell’Aek Atene sono spesso presenti all’Ardenza. Virtus Vecomp Verona: presenti spesso in curva Nord i “Virtus Fans”, ad esempio contro il Verona sia quest’anno che l’anno scorso, e nel recente Livorno-Juve Stabia, tifosi della Virtus Vecomp Verona, compagine che partecipa al Girone D della Serie D, occupando le primissime posizioni: l’altra faccia di Verona, antirazzista e antifascista. I Virtus Fans sono nati nel2006 in un piccolo borgo popolare di Verona Est (il “Ciodo”). Difficile capire come possano convivere i due estremi a Verona, facile invece capire perché quasi subito sia scattato il feeling con la tifoseria amaranto: al campo dove giocala Virtus Vecomp c’è sempre una bandiera con la scritta “Livorno presente”.

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Buoni rapporti: Pescara: vedi sotto. Ternana: i primi anni erano scontri pesanti, poi era nata un’amicizia. Bisogna dire che l’astio era nato per sutpidaggini, soprattutto per l’immaturità dei livornesi, nel primo incontro, di capire che erano molto simili a loro e che l’amicizia ci poteva stare. Poi soggetti “strani” nella curva ternana opposta a quella dei “Freak Brothers” presero la palla al balzo per creare astio. Si arrivò a una rivalità accesa ma quasi insensata. Vi furono scontri anche duri, sia in campionato che in Coppa Italia, ma anche in quei momenti ci si rispettava reciprocamente. Quando gli umbri invitarono i livornesi al primo Raduno Antirazzista, qeusti erano titubanti, per il passato, ma attratti dalla bella iniziativa, a pochi giorni dal G8 di Genova, per cui un concetto di relazionarsi tra compagni fece finalmente breccia. I livornesi andarono con due furgoni molto “seri”, a scanso di equivoci, addirittura con le aste, ma rimasero folgorati, scoprirono quanto erano simili, passando presto dal guardarsi in cagnesco a bere insieme e scoprire di avete tante cose in comune. Nacque un certo feeling, nonostante esponenti di entrambe le tifoserie fossero stati diffidati proprio per Livorno-Ternana. Siccome il messaggio lanciato da Resistenza Ultras doveva partire da un esempio, fu portato da quel feeling nato al Rai. A Livorno comunque a tanti la cosa non piacque, ma si resero poi conto, quando tra le due tifoserie si riuscì a stare insieme, nel bene e nel male, dai raduni ai match contro, ai funerali di amici, che si sbagliavano. Dalle scazzottate si passò quindi, come spesso accade, a una bella amicizia. Adesso i rapporti sono quasi d’indifferenza. Chi dei ternani aderì al progetto di Resistenza Ultras, promosso dalle B.a.l., non era a Bergamo ai funerali di Morosini l’anno scorso, quindi non è stato rinnovato il rapporto, ma comunque resta il rispetto. Atalanta: rapporto di reciproca stima, rinsaldato quando una delegazione di livornesi andò l’anno scorso a Bergamo per i funerali di Morosini, ricevendo una buona accoglienza. Genoa: si conoscevano e si rispettavano già dal raduno di Terni e, anche in altre occasioni, tipo manifestazioni, si sono aiutati e coadiuvati. Una volta si trovarono a cena insieme e nacque rispetto e amicizia personale coi genoani più vecchi. Successe poi che i pisani, loro gemellati, si presentarono a Livorno per far casino, ma loro non ne volevano fare, quindi ruppero il rapporto. Cosenza: buon rapporto grazie a uguali vedute politiche e al fatto che sono amici dei ternani. St.Pauli: ai tifosi di questa seconda squadra di Amburgo, militante nella Serie B tedesca, li legano affinità soprattutto politiche.

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Ex-gemellaggi: Fiorentina: l’amicizia coi viola nasce prima delle B.a.l., sul finire degli anni ’90. Molti livornesi erano amici di quelli della curva Marione (es. Viola Korps) e col Settebello. In una partita di Coppa Italia addirittura lo striscione “Fedayn” livornese andò in Fiesole. Tante amicizie rimangono ancora oggi. Poi, con la nascita delle B.a.l., il tutto venne ufficializzato quando furono invitati a cena dal Collettivo. La rottura non è arrivata, come molti pensano, per il gemellaggio viola-veronesi, ma per altri motivi che entrano nel personale. In un Fiorentina-Milan loro fecero “servizio d’ordine”, con 70 livornesi e 30 veronesi circa. I fiorentini andarono a Livorno, all’incirca a metà anni 2000 proponendo di rinsaldare il gemellaggio dopo alcuni problemi e un anno e mezzo di silenzio, ma i labronici decisero di non continuare il rapporto, che sarebbe ripartito dalla semplice amicizia, che con tanti di loro era sincera e con altri no. I livornesi sapevano già che una frangia avrebbe voluto rompere il rapporto, ma tanti viola, compresa tanta gente “normale”, che, ignara, venne “sciolta” e convinta di essere in una città amica, ma si trovò in difficoltà. Alcuni erano in curva Nord pacificamente e scoprirono così dal nulla che si rompeva il gemellaggio, per cui, per coerenza si decise di lasciare in pace gli ignari della situazione. Dai capi fu chiesto di rispettare tutti, famiglie in primis. Quando fu presa la decisione dai labronici di non proseguire il gemellaggio, a seguito di problemi “extra-stadio” mal gestiti, fu messo in conto anche dei cori e di alcune cose che non piacevano. Pescara: gemellaggio durato per molto tempo, rotto circa 11 anni fa, anche perché a Pescara non si fa politica in curva, ma il modo di essere apolitici dei pescaresi spesso non si presentava non esponendo nessun simbolo, ma attaccando simboli sia di sinistra che di destra, e quando accadeva ai livornesi di vedere, ad esempio, una celtica a pochi metri, gli dava fastidio. Per questo, per non mettere in difficoltà nessuno, si scelse di essere “amici” senza troppi vincoli. Capi storici, quali il pescarese Bubù, garantirono amicizia, contatto e rispetto. A Pescara c’è sempre stata una tradizione politica molto eterogenea.Ancora una coreografia dei livornesi in Curva Nord

Poi, quando è successa la tragedia di “Moro”, i pescaresi si sono dimostrati ancora una volta amici. Non solo a Pescara, ma anche in altri posti, i livornesi fungevano da spartiacque, essendo molto ideoligizzati. Non fosse stata per la forte ideologia della curva labronica, il gemellaggio non sarebbe stato mai rotto. Spezia: agli inizi degli anni ’80, da un rapporto burrascoso si passa a una bella amicizia. La data del gemellaggio viene fatta risalire all’11 dicembre 1983, quando i livornesi si presentano al “Picco” accolti senza grossi problemi, coi cori livornesi contro Pisa che trovano il favore degli avversari. Un coro, un applauso, una reciproca simpatia, il gioco è fatto e il gemellaggio pure, rafforzato e rinsaldato al ritorno al “Picchi”. Le due tifoserie si perdono per qualche anno di vista ma si ritrovano nell’86, quando il “Picco” è squalificato e lo Spezia gioca proprio a Livorno con la Lucchese: i livornesi spalleggiano i gemellati contro l’avversario comune (gli spezzini odiano anch’essi lucchesi e pisani). Poi ci si perde nuovamente di vista per qualche anno, fino a incrociarsi di nuovo nella stagione 1987/88: il gemellaggio resiste anche se il cammino delle due squadre, e quindi delle tifoserie, prende poi strade diverse. La spallata decisiva al gemellaggio la dette l’entrata delle “Brigate Autonome Livornesi” in curva. La rottura si ha in un Livorno-Cittadella giocato al “Picco” di La Spezia: i livornesi si presentano in buon numero e accanto a loro c’è anche qualche spezzino, in onore della vecchia amicizia. Una parte vorrebbe proseguire il rapporto, ma le Brigate Autonome spezzano gli indugi e fanno capire a colpi di cori che il gemellaggio è finito. Gli spezzini erano inoltre gemellati coi fasci varesini, e, addirittura, il gruppo “Fronte del Porto”, andò con loro a Livorno nel settore ospiti a fare i saluti romani verso i padroni di casa. Da qui lo striscione “A Livorno per tifare Varese, ecco una delle tue imprese!” (Li-Varese 00/01). Un rapporto di amicizia ha così generato una sana rivalità. Sampdoria: coi liguri il gemellaggio era piuttosto tiepido, il classico “io sono amico del nemico del mio nemico” (i pisani erano gemellati coi genoani, quindi i livornesi si gemellarono coi doriani), ma c’era poca stima e l’amicizia non era vera, anzi, a volte c’erano problemi, specie con gli U.t.c.

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Rivalità: Pisa: storica rivalità campanilista, scontri e risse si perdono nella notte dei tempi. Grazie però alle rosse affinità politiche, non c’è il fortissimo odio che ci può essere verso laziali e veronesi. La rivalità è perlopiù calcistica, con cori, striscioni e scazzottate. I pisani sono però meno politicizzati e spesso hanno trattato da politicanti i livornesi, che anche per questo l’hanno infamati e caricati. Una volta un corteo a Pisa sfasciò mezza città. I labronici hanno rubato in passato ai pisani: lo striscione “Rangers sez. Vecchiano”, esposto in Livorno-Pontedera 93/94; “E.P.” (Eagles Pisa), esposto in un Livorno-Pisa 2001-02, in cui i pisani, a loro volta risposero con un “Ma quali stalinisti, solo bagnini e surfisti”, e “Pisa Club San Giorgio”, esposto in un Li-Pisa del ’78. I Pisani hanno a loro volta grattato: gli stendardi “Hasta la victoria”, “Livorno” e lo striscione “Bronx”, esposti in Pisa-Livorno 97/98 di Coppa Italia; lo striscione “Ultras Livorno 1976”, esposto in un Pisa-Juve 90/91 e in un Pisa-Livorno 00/01; lo striscione “Supporters”, esposto in Pisa-Pescara 1986/87; gli striscioncini “100% Livornesi” e “Forza Livorno”, esposti rispettivamente in Pisa-Verona 93/94 e Pisa-Juventus 90/91, e altri striscioni minori. Lo striscione “Rangers Vecchiano” venne preso in un Pisa-Verona, quando alcuni ragazzi, appartenenti ai North Kaos, 15-20 minuti prima della fine della partita, a cancelli aperti, entrarono nella Nord pisana e, dopo un giro per cercare di intravedere “100% livornesi”, decisero di prendere “R.P. sez. Vecchiano”. Poi, dopo varie peripezie, ripreso lo striscione che avevano nascosto dentro un portone, decisero di tornare in taxi (erano andati in treno) dopo aver visto un po’ di bordello. “100% livornesi” venne astutamente rubato dai pisani, che, invece di andare incontro ai tanti livornesi che facevano casino per le strade di Pontedera, puntarono le auto di chi aveva lo striscione e glielo levarono con la forza, anche se solo uno di loro si picchiò davvero. Verona: rivalità antica, forte, anche e soprattutto per le divergenze ideologie politiche, acuita quest’anno dai vergognosi cori anti-Morosini dei veronesi a Livorno. Lo scorso anno i veneti arrivarono all’Ardenza praticamente indisturbati (scarsa la presenza di ultras livornesi, al di là di qualche coro non si è andati), scortati dalle forze dell’ordine, le stesse f.d.o. che nel 2002/03 bloccarono 10 pullman di tifosi veronesi a una decina di chilometri da Livorno, in aperta campagna, perpretando loro un sequestro di persona di massa, bello e buono. Di fatto gli venne impedito di proseguire il viaggio, accampando la scusa della mancanza dei biglietti per la gara. Tra rabbia e incredulità, qualcuno tentò di raggiungere la città a piedi, ma la distanza, seppur non abissale, non lo consentiva. A Verona, sempre nel 02/03, non mancarono momenti di tensione, coi due gruppi che si fronteggiarono all’interno del “Bentegodi” a colpi di cori a sfondo politico, mentre fuori le forze dell’Ordine usarono le maniere forti. Lazio: esasperata, recente rivalità a sfondo politico: chi si scorda il laziale “Roma è fascista” di Lazio-Livorno del 2004/05, a corollario di un pomeriggio da cani? E il saluto fascista di Di Canio a Livorno? L’ultima volta che le due squadre si sono incontrate, nel 2010, i livornesi sospesero apposta lo sciopero del tifo, che perdurava da mesi, in vista della partita. Milan: basti pensare che il presidente del Milan è Silvio Berlusconi, primo oppositore e grande rivale della sinistra in Italia. Negli anni di Serie A i cori anti-Berlusconi all’Ardenza sono stati tra i più gettonati. Marchio di fabbrica il solito “Berlusconi pezzo di merda”. Ascoli: rivalità perlopiù politica. Nel 2003/04 gli ascolani esposero in casa loro la scritta “Rilassatevi: anche quest’anno vi picchiamo a casa vostra”. Fiorentina: da un gemellaggio, forse mai tanto sentito, nel periodo delle B.A.L., si è passati a una forte rivalità, anche per il gemellaggio che hanno i viola coi veronesi. Triestina: posizione politica diametralmente opposta; una volta i livornesi, in 20-30, uscirono molto tardi dal “N.Rocco” di Trieste, con 7 arresti da parte giuliana. Como: gravi scontri per i Playoff del 2001, ma già in precedenza vi erano stati alcuni “incontri ravvicinati”; in uno di questi era stato rubato lo stendardo “Lungon Dapertutt” ai comaschi, esposto in Como-Livorno 97/98, oltre ad una bandiera, esposta l’anno dopo. Brescia: rivalità alimentata dai Playoff per la A del 08/09, ma delle schermaglie vi erano state già in precedenza. Catania: rivalità non storica, alimentata nei recenti anni di Serie A, sentita politicamente. Juve: stesso discorso; agli juventini è stato derubato lo stendardo “Arditi”, esposto in Juve-Livorno 2005/06, coi piemontesi che risposero con la scritta “Livornesi tutti appesi”. Rubata all’Ardenza a un gruppo di juventini in Livorno-Juve di alcuni anni fa la pezza “Viking Certaldo”, esposta poi in curva Nord nella stessa circostanza. Inter: vale più o meno il solito discorso ma non si ricordano furti consistenti. Roma: rivalità piuttosto recente, alimentata in Serie A, soprattutto per l’opposta identità politica, che ha fatto registrare anche incidenti gravi. Ricordiamo poi gli striscioni romanisti “Lazio-Livorno: stessa iniziale stesso forno” e “Onore al tricolore simbolo della nostra nazione”, esposti all’Olimpico nel 2005/06, e il beffardo “Souvenir from Athens…”, esposto in Livorno-Roma dello stesso anno, che accompagnava lo striscione “Orgoglio Capitolino”, gentilmente offerto ai livornesi dai gemellati dell’Aek Atene, che l’avevano sottratto in alcuni scontri ai romanisti in un Aek Atene-Roma di Champions League 02/03, causando lo scioglimento dell’omonimo gruppo della Sud. Spezia: da gemellaggio a rivalità in poco tempo (vedi sezione “ex-gemellaggi”), dopo che a San Rossore, nel 2001, se le dettero di santa ragione, coi livornesi di ritorno da Carrara e gli spezzini da Pisa. La stazione di San Rossore fu teatro di cruenti scontri per diversi minuti. Siena: uno dei tanti derby che hanno ripreso forza ultimamente. Modena: gravi scontri con la polizia e risse tra tifosi nel 2001 a Livorno. Padova, Varese: vecchie rivalità prettamente politiche. Lucchese, Arezzo: vecchie ruggini, altri sentitissimi derby. Pistoiese: idem; inoltre ai pistoiesi anni fa venne rubato uno striscione, esposto poi in Livorno-Pistoiese 97/98. Massese: venne rubato uno striscione dai massesi perché appoggiato sul cofano di una macchina per fare a “puntate” con loro appena fuori dalla curva. Pontedera: rivalità che va vista soprattutto in chiave anti-Pisa, visto il gemellaggio tra pisani e pontederesi, a cui sono stati rubati in passato gli striscioni “Boys Pontedera ‘79” e “Supporters Granata”, esposti in Li-Pontedera 95/96. Nel dicembre ’93 violenti scontri livornesi-polizia, guerriglia per le strade di Pontedera e sul treno che li riportava a Livorno, decine di feriti, un arresto, due minorenni denunciati e altri 15 tifosi identificati, danni alle auto e un treno devastato. Bologna: rubato ai bolognesi in passato lo striscione “La nostra medicina”, esposto in Bologna-Livorno 04/05. Treviso: rivalità perlopiù politica; rubato ai veneti lo stendardo “Supporters Onigo”, esposto in Li-Treviso 01/02. Sampdoria: nel giro di poco tempo siamo passati, da un rapporto di buona amicizia, a rivalità. Nell’agosto 2011 incidenti al termine di Li-Sampdoria, col ferimento di una ragazza livornese alla testa, trasportata in ospedale. Salernitana: vecchie ruggini. Una volta negli anni ‘80 a Livorno uscirono bellicosi dal settore lanciando una bomba carta, prendendo però le botte con due pullman di loro attaccati, dimostrando comunque mentalità per quello che fecero, visti i tempi, non rendendosi conto di avere una città contro, che non era solo ultras, ma aveva una tribuna e una gradinata composta dai livornesi veri. Si veniva da una famosa domenica con la Cavese, in cui la notizia degli scontri ancora in corso la dette il telegiornale di Rai1 delle 20, quando il Livorno perse 2-1 in maniera alquanto dubbia e volevano tirare all’arbitro, che come di consueto se la voleva svignare da una porticina, ma era tutto bloccato ed intervenne la celere. Tanti quel pomeriggio ringiovanirono, con cassonetti messi a mo di barricata e casino fino a tardi. A quei tempi si usava dire che finchè facevano casino gli ultras anche anche, ma se si muovevano gli uomini di gradinata e tribuna erano casini pesi. Lecce: una volta in Coppa Italia ci sono state sassate e anche tentativi di contatto e ancor prima c’era stato un durissimo scontro tra un pullman di Ultrà Lecce, diretto a Genova, e tre pullman di livornesi, diretti a Varese. Nocerina: il rapporto, negli anni 80, era piuttosto turbolento e non sono mancati scontri. Adesso il tutto è molto più ridimensionato, quest’anno non ci sono stati problemi.

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La curva dei livornesi imbandierataGruppi scomparsi, più o meno importanti, in ordine sparso: B.A.L. (Brigate Autonome Livornesi), Ultras Fossa, Commandos, North Kaos, Gruppo Autonomo, Fossa della Morte (fine anni 70), Hell’s Angels, Fossa Labronica, Armata Stalinista, Boys, Nobiltà Amaranto, Fedayn (’83), Gioventù Amaranto, Sbandati, Fedeli alla Linea, Warriors, Supporters, Brigata Labronica, Irriducibili, Red Fox, Ultras Livorno 1976, Vecchia Fossa, Killers, Brigate Amaranto (fine anni 70), Trips, Magenta, Vitulano, Sez. 22 Aprile, Ragazzi della Nord, Alcool, Compagni Livornesi, Collettivo Amaranto, Potere Amaranto, Terrore Amaranto, Hooligans Livorno, Tribù Alcolica, Kannibali, Zoratti, Noi Oltre, Estranei alla Massa, Bronx Curva Nord, Brigate Rozze, Ottavo Padiglione, Estamos Contico, Peones, Sorgenti, Legione, Muretto Group, Boia Dhe’, Rude Boys, Arkolizzati, Leghorn, Dannati, Eternamente, Balordi, Nucleo, Arrapati, XI Force, Pirati del Tirreno, Avanturritzu Group, Visitors 1312, Vecchie Origini Livornesi 1915.

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Cenni storici: Il movimento ultras livornese ha inizio nel ’76 con la nascita degli Ultras Livorno, a cui fanno seguito, nel ’77, gli Ultras Fossa. Negli anni successivi nascono numerosi gruppi, soprattutto di quartiere, anche se molti più che gruppi erano “striscioni”, buoni a “tappezzare” la curva di amaranto. Tra questi si distinguono soprattutto Magenta, Fedayn, Sbandati e Gruppo Autonomo. Questi gruppi, nei primi mesi del 1999, finiranno per unirsi sotto il nome di Brigate Autonome Livornesi. Lo scopo della fusione è da ricercare nella maggiore centralità del tifo. Dall’ideologia fortemente comunista, sono tra i promotori dell’iniziativa “Fronte di Resistenza Ultras” con altre tifoserie di sinistra italiane come ternani e anconetani. Il gruppo è stato colpito negli anni da numerosissimi “Daspo”, fino ad arrivare a circa400 in un’unica stagione calcistica, che hanno portato allo scioglimento ufficiale nella stagione ‘03-‘04. Le Brigate sono state affiancate in quegli anni dai North Kaos, che, al contrario di quanto in molti pensano, non erano un gruppo di destra, anche se erano differenti dalle Brigate nel modo di concepire il tifo e nel rapporto politica/stadio, nonostante diversi di loro andassero alle manifestazioni con le Bal. L’unica infiltrazione fascista a Livorno è stata quella della Legione, debellata, nel ’93-’94, poco dopo la sua nascita. Dal 2007 le Bal non esistono più neanche in maniera “non ufficiale”, infatti “Fino all’ultimo bandito” era lo striscione usato dalle stesse dopo l’autoscioglimento, un esperienza comunque positiva, anche se ha dovuto fare i conti con una repressione dura e indiscriminata. La curva si è spaccata poi in due gruppi principali, “Vecchie Origini Livornesi1915” e “Visitors1312”, che hanno deciso di dare un taglio piuttosto netto alla politica in curva.La finale Playoff perla A, di tre anni fa, col Brescia, vide il ritorno dei Fedayn. Il resto è storia dei nostri giorni, con lo scioglimento di tutti i gruppi della Nord, causa l’introduzione della famosa Tessera e la ripresa di una certa forma di tifo quest’anno.

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La nascita delle B.A.L. e vari aneddoti: Livorno e calcio, un binomio che storicamente si associa a momenti caldissimi, dalle risse con tanto di sparatorie negli anni ’30, all’Ardenza fortino inespugnabile negli anni ’60. Un almanacco del ’68, anno successivo alla violenta invasione di campo di Livorno-Monza (19 novembre 1967), scrisse “Se si continua di questo passo gli archeologi del Tremila troveranno all’Ardenza le ossa di arbitri e guardalinee”. Sul finire degli anni ‘70 e negli ‘80 a Livorno ci si identificava coi Fedayn e gli Ultras, in trasferta non si andava spesso, se non per motivi di vicinanza o importanza. Molti preferivano seguire il Basket (all’epoca c’erano due squadre di Livorno in A1) per finali varie e, visti i risultati del Livorno,la Pallacanestro imperversava. A seconda della classifica o dell’avversario la curva non veniva neanche abbellita, di solito veniva “fatta” la mattina cercando di recuperare il più possibile per tappare ogni buco. Per molti ragazzi non c’era l’abitudine di andare allo stadio. Poi arrivarono gli anni “depressi”, della C2 e dei fallimenti. Gli anni ‘90 invece hanno portato dei picchi sportivi, che partendo dal basso più profondo hanno accesola miccia. Anni che hanno portato grandi soddisfazioni e un discreto tifo, anche se poi la curva era diventata un fatto d’interesse e di moda per qualcuno. Quando la generazione delle Bal è entrata in curva (’90-’91), vi era una totale anarchia: 30 anni di C e tre fallimenti avevano generato una situazione grottesca, priva di punti di riferimento, i più “vecchi” erano stufi. Non c’era la minima organizzazione: i vari gruppetti facevano il loro pullman per le trasferte e stop, chi rimaneva fuori s’arrangiava, salvo poi essere rincorso e supplicato per le trasferte più lunghe, dove il pullman faticava a riempirsi e non ci si rientrava coi costi. C’erano brutte abitudini, come quelle di non far montare i “bimbetti” sul pullman, di non pagarlo, gente che mancava profondamente di coerenza e mascherava questa lacuna col discorso di essere anarchici. I “vecchi” contavano e non pagavano, ma non facevano niente, nemmeno il tifo, delegato ai giovani che erano trattati male. I meglio della vecchia generazione si erano, per un motivo o per l’altro, allontanati, ma ricomparvero poi e parteciparono alla nascita delle B.a.l., che furono fondate col chiaro intento di ricompattare il tifo, dando una possibilità a tutti di essere ultras, e non semplici tifosi occasionali o teppistelli. Le riunioni che portarono alla riorganizzazione della curva erano lunghe e concitate. Gli Ultras ’76, per ovvi motivi d’interesse, non ci stavano, ma avevano sulle spalle un nome logorato. Furono mandati in Sud a pedate, per poi esser cacciati pure da lì.La Fossa, che aveva gli stessi problemi, si sciolse per tornare dopo poco tempo e risparire in gradinata. I North Kaos, rispettati, non vennero esclusi perché avevano un loro modo di stare in curva e in un certo senso avrebbero fornito anche un banco di prova come alternativa, che poi è finita da sé per la pesantezza di ciò che era stato creato dalle Bal. I Fedayn dapprima rifiutarono, poi, soprattutto grazie a due elementi di spicco, ci ripensarono, e il patto per reintegrarli nel progetto fu di rivotare il nome. Altri formarono “Armata Amaranto”, che si ritrovava al pubbino “El Pueblo”. Prima ogni gruppo stava dietro il suo striscione e il tifo era dispersivo e poco organizzato. L’idea del nome composto da 3 parole serviva difatti a riempire i 3 spazi principali della curva e, in un certo senso, racchiudeva lo spirito dei tanti gruppi: da qui il nome “Brigate”, “Autonome” per la composizione politica antagonista e per l’autonomia dal resto dell’ambiente del Livorno Calcio, e “Livornesi” per ovvie ragioni geografiche. Il debutto avvenne in un Livorno-Carrarese. Di lì a poco, risse grosse con chi si lamentava di stare in piedi e per lo sventolìo dei bandieroni. Il resto è venuto pian piano, insieme alla crescita della squadra, questo sì, ma non dimentichiamo che il primo anno soprattutto, il Livorno per poco non retrocede. Il segnale era arrivato: a Padova, una delle più belle trasferte d’allora, in100 in piedi, uniti a cantare 90 minuti. Prima coreografia: cartoncini con mezza curva amaranto e mezza bianca, con al centro un bandierone conla “L”. Primo striscione: Brigate Autonome da trasferta, che adesso chissà dov’è. Primo materiale: cappellini da pescatore, resi al mittente perché per un “tragico” errore fatti con la bandiera tricolore; 400 sciarpe in raso fatte, per errore, non con la stella, ma con la stella cerchiata, a rischio galera (mancava solo la foto di Aldo Moro). Prima “azione”: 8 pulmini da 9, senza scorta, a Varese, alle 11 di mattina, poi la questione fu chiarita anni dopo. Da “film” un ritorno da Carrara in quegli anni e la trasferta di Palermo in nave in 150, col capitano della nave che all’arrivo prese un ragazzo da parte e gli supplicò di far levare la bandiera sovietica dal pennacchio, chiedendogli per favore di aiutarlo perché padre di famiglia, per fare rimettere quella italiana perché se entrava nel porto in quel modo l’avrebbero licenziato. Le Bal sono quelle che hanno saputo sintetizzare organizzazione, passione, idea politica e identità labronica. La ribellione, la lotta, con le sue canzoni (mai copiate) e i suoi motti (mai copiati), per quello che hanno rappresentato, sono state cose importanti per la curva, perla città. Si sciolsero perché c’erano troppi problemi, buchi nel ricambio che non c’è stato, e per la drastica situazione a livello legale. Comunque alcune centinaia di persone hanno avuto l’avvocato gratis o con contributo, gente finita dentro ha avuto aiuti. Erano state messe alla berlina, sotto l’occhio penale come il più pericoloso dei mafiosi, con anche l’addebito del reato di associazione a delinquere. Gente che la società tende ad emarginare senza un perché, si sentiva protagonista e coinvolta in un progetto, orgogliosa di esserlo, a cui veniva insegnato a comportarsi e sentirsi importanti, sia come singolo che come appartenente, cose che una società che si ritiene democratica e civile non fa.

Gli “Ultras Fossa”, originale nome nato da una fusione, si divisero agli albori dei ’90, per questioni economiche. Si tornò quindi a Fossa e Ultras, con questi ultimi che poi misero il ’76 per rivendicare l’antichità di uno striscione, che aveva al centro un teschio disegnato. Simboli dei vecchi gruppi: Ultras e Estamos Contigo avevano il “Che”, la Brigata Labronica“Fidel Castro”, l’Armata Stalinista aveva “Stalin”, le Brigate avevano “Lenin”, i Fedayn avevano la Palestina.

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Curiosità: -Nel recente Livorno-Pro Vercelli di sabato 2 febbraio, ricordata la scomparsa prematura di un bambino di Livorno, con lo striscione “Uniti nel dolore a fianco della famiglia di Alessandro, ciao piccolo angelo”. -Per molti anni a Livorno si sono vissuti momenti magici, con Protti che si legava la sciarpa della curva al collo, o Lucarelli che si metteva la maglia “99”, anno di nascita delle Bal, o Spinelli che, nei pochi momenti di gloria che ha avuto, andava sotto la curva con la maglietta “diffidati”. Tre fallimenti alle spalle (’73, ’82, ’91), ma il Livorno è sempre risorto, ripartendo dal basso, insieme alla sua gente, che nel ’93 accorse in ventimila a festeggiare il ritorno in C2 all’Ardenza. Bene, tutto questo a Livorno per molto tempo non è più esistito, se l’era portato via il calcio moderno con tutti i suoi mali, e stringeva il cuore vederela curva Nord semivuota, era un pugno allo stomaco anche per i non livornesi. Livorno è una piazza particolare: la gente non vuole campioni ma uomini veri, disposti a sposare la causa, come lo sono stati in un recente passato Cristiano Lucarelli, Igor Protti, David Balleri e altri. Da quest’anno però la curva si è riorganizzata e ricompattata, dandosi un nuovo assetto, rivitalizzandosi e svegliandosi dal torpore in cui era sprofondata. La nascita di un nuovo gruppo, i “Livorno1915”, e il grande campionato che sta facendo la compagine labronica, stanno risvegliando sopiti entusiasmi, portando nuova linfa, più colore e calore. Il rinnovato entusiasmo fa tutt’uno col gioco spumeggiante interpretato dagli uomini di mister Nicola. Già nella prima partita interna del campionato in corso, il posticipo di lunedì 3 settembre col Padova, si è rivista una curva in gran spolvero e finalmente, nonostante un acquazzone nelle ore immediatamente precedenti il match, l’”Armando Picchi” presentava un buon colpo d’occhio, numerosi i bandieroni sventolati, buon apporto vocale praticamente per tutta la gara e partecipazione davvero d’altri tempi. Sulla vetrata era esposto a tutta curva, come del resto sempre è stato quest’anno, il nuovo striscione dei ragazzi che gestiscono ora il tifo “In curva e nei quartieri dei nostri colori andiamo fieri”. Esposti inoltre, sempre col Padova, gli striscioni “C’è chi combatte e non si è piegato, onore a chi non si è ancora tesserato”, molto bello, e “Asturie-Sud Africa-Sardegna, solidarietà ai minatori in lotta”. Gli ultras del Livorno, a poche ore dal match col Padova, avevano effettuato un raid notturno in città, tappezzandola di striscioni e bandiere, tipo “L’amaranto è la nostra bandiera”, nel tentativo di risvegliare l’entusiasmo intorno alla squadra ed invitare i livornesi ad andare in massa allo stadio. Evidentemente la cosa a qualcosa è servita. -La partecipazione, anche numerica, della gente e l’intensità del tifo, trascinante e ben coordinato, hanno avuto il loro picco più alto con lo Spezia e col Verona, nell’ottobre scorso. Nel primo incontro, disputato di lunedì sera con 1300 spezzini al seguito, nonostante la pesante sconfitta (1-5)la curva Nord, sotto di quattro goal, inscena un bellissimo spettacolo, che riesce a coinvolgere per 15-20 minuti addirittura la gradinata e parte di tribuna. Presenti con tanto di stendardi i gemellati di Marsiglia e Aek Atene. Esposta la scritta “Solidarietà agli studenti in lotta”. Col Verona si registra il massimo afflusso di spettatori, almeno per la consistente parte di campionato già disputata. La curva nord è un gran bel vedere e anche gli scaligeri, scesi a Livorno in circa 700, offrono un tifo veramente ottimo. Purtroppo una piccola porzione di loro decide di rovinare la festa quando, sul finire del primo tempo, scandisce un vergognoso coro contro Piermario Morosini, giocatore del Livorno morto sul campo di Pescara per arresto cardiaco lo scorso aprile. Apriti cielo: i mass-media si scatenano, montando un caso nazionale, cavalcando com’era prevedibile l’onda emotiva, per una vicenda, quella di Morosini, che ha toccato tutta Italia. Il coro è stato sì becero, stupido e quanto mai scellerato e inopportuno, ma i benpensanti, moralisti e bacchettoni, in tv e sulla carta stampata, non si sono fatti scappare l’occasione di gettare badilate di merda e fango contro il mondo ultras, navigando in un mare di ipocrisia. Dal canto loro, purtroppo, i livornesi hanno in qualche modo risposto, intonando cori inneggianti alle foibe (fosse, cavità carsiche dove vennero uccisi dal regime jugoslavo del maresciallo Tito migliaia di cittadini italiani, durante e dopola Seconda Guerra Mondiale) ed esponendo lo striscione “Fascio tesserato servo dello Stato”. -Nel breve volgere di una settimana dal coro dei veronesi per Morosini, gli ultras amaranto, in Livorno-Cesena, hanno voltato le spalle al campo girandosi in segno di protesta durante il minuto di raccoglimento per la morte di Tiziano Chierotti, militare italiano di 24 anni ucciso in missione in Afghanistan, che ha lasciato i genitori nel dolore profondo, ed anche qui si sono scatenate le solite infinite polemiche dei moralisti, che hanno parlato di gesto inqualificabile, di una stupidità senza fine, ben sapendo che i soldati che vanno a fare la guerra sono ben pagati, scelgono loro di andarci, consci del pericolo cui vanno incontro. Tralasciando che si dovrebbe ricordare ogni morte sul lavoro o sulla strada, o per altro, il punto fermo è che la morte di un mercenario alla maggior parte della gente non gliene frega niente. Gli ultras amaranto hanno voluto esprimere il loro dissenso alla guerra, in una maniera che molti hanno giudicato offensiva per il singolo episodio di morte. Esposte inoltre le scritte “A Verona…l’infamità non è vergogna” e “El Alamein…né qui né altrove”, che esprime il pensiero della curva nei confronti della commemorazione della famosa battaglia. -La Nord non è nuova a dissensi come quello col Cesena. Infatti, anche il minuto di raccoglimento per la morte di Cossiga, in Livorno-Sassuolo del 22 agosto 2010, era stato fischiato, mentre, in Livorno-Sampdoria di fine 2009, erano partiti cori inneggianti a Massimo Tartaglia, l’aggressore di Silvio Berlusconi a Milano. Inoltre, un ultrà della Nord era stato arrestato con l’accusa di aver lanciato un fumogeno durante i minuti in cui la curva cantava “Spinelli compraci Tartaglia” e uno striscione con scritto “Silvio non parla: Tartaglia” era stato fatto rimuovere dagli agenti di polizia. -Nella partita casalinga col Bari (novembre ’12) la curva ha osservato un minuto esatto di raccoglimento fuori programma all’inizio della partita per ricordare Claudio Marsella, il 29enne operaio dell’Ilva di Taranto che la settimana avanti la gara aveva perso la vita in un incidente sul lavoro, dopo di che ha alzato un coro contro le morti bianche. Quella delle morti bianche è una piaga del nostro Paese e i minuti di silenzio andrebbero osservati anche in questi casi. I ragazzi piangono Marsella così come il militare Chierotti, per la cui tragedia c’è massimo rispetto. I cori si aprono con “Basta morti sul lavoro”, mentre non manca quello contro Spinelli e nemmeno un paio di pezze contro la Tessera del tifoso. -In Livorno-Varese (novembre scorso) la Nord osserva un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della Maremma, colpita da una tragica alluvione, esponendo lo striscione polemico “La morte è uguale per tutti, solidarietà al popolo maremmano. Il minuto di silenzio lo facciamo noi” nei confronti della Federazione, colpevole di non averlo proclamato ufficialmente e di non avere quella sensibilità che invece ha in occasione di tragici eventi di guerra o missioni umanitarie che dir si voglia. I ragazzi della nord commemorano il decennale dalla scomparsa di Luca Rondina, tifosissimo amaranto morto in un terribile incidente in sella al suo motorino, mentre stava salutando i tifosi in partenza per Lecce, con lo striscione “10 anni sono passati…sempre con noi Luca” e con diversi cori levati al cielo applauditi dell’intero stadio. Esposti inoltre “La casa è un diritto occupare una necessità”, che ricorda come spesso strutture abbandonate potrebbero invece dare un tetto a cittadini in difficoltà, e “Gaza resiste”, a favore della causa palestinese. -Il Livorno chiude il 2012 con la gara casalinga controla Juve Stabia, in una buona cornice di pubblico. Il “Picchi” mostra il colpo d’occhio delle grandi occasioni e la Nord si veste a festa: bandieroni sventolati in campo e bella fumogenata, che riportano indietro nel tempo, quando questo tipo di coreografie erano all’ordine del giorno. Iniziata la partita la Nord scalda i motori col coro “Insieme a te camminerem, ovunque andrai noi ci sarem…Livorno alè…”. Il tifo è di tutto rispetto, sostenendo a gran vocela squadra. A fine partita viene intonato il coro “E sai che chi non salta è di Verona…”, verso i nemici butei. Esposti gli striscioni “Ciccio presente 29-12-09 – 29-12-12”, ultrà ricordato a tre anni dalla sua prematura scomparsa, “29-11-12 ciao Agostino” e l’ironico “Siamo noi la fine del mondo”, che doveva avvenire il 21 dicembre 2012 secondo la profezia del popolo Maya. -Nell’anticipo della 19^ giornata del campionato in corso, Livorno-Ternana, la curva presente dei larghi vuoti causa la pioggia che cade incessantemente allontanando il grande pubblico. Lodevole iniziativa prima dell’avvio della gara da parte degli ultras che hanno donato tre defibrillatori ad altrettante società dilettantistiche di Livorno e dintorni (Livorno Nord Pontino, Colle Vicarello e Portuale Audace). Gli strumenti salvavita sono stati acquistati con i fondi che gli stessi ragazzi hanno raccolto nel nome di Piermario Morosini. Esposte le scritte “Ciao Otello…giocatore di un calcio vero”, che ricorda Otello Volani, giocatore amaranto degli anni ’40; “13-12-11 Samb-Diop, Livorno non dimentica”, dedicato ai due ragazzi senegalesi vittime lo scorso anno dell’aggressione razzista di un folle a Firenze; “Ciao Christaras”, dedicato a un tifoso dell’Aek Atene, e “Un saluto al compagno Rinaldo”. A fine gara la Nord fa partire il classico coro “Mille euro di multa perché no?!”, seguito da “Livorno saluta Terni antifascista” e “Bandiera rossa”, che non possono non trovare d’accordo i dirimpettai ternani. -In Livorno-Grosseto dell’1 dicembre scorso, esposta una lunga scritta in cirillico alla vetrata, con sopra la maglia n° 21 del Livorno con scritto “Panos”, insieme a una sciarpa dell’Aek Atene, quasi sicuramente per ricordare un ultrà greco scomparso, oltre a “Ilva: il lavoro è un diritto…salute e ambiente una priorità”. -Nel derby toscano con l’Empoli, del settembre scorso, la curva appare piuttosto piena, nonostante il caldo e la bella giornata consigliassero ai più un tuffo al mare. Esposta la scritta “Sempre al fianco di chi lotta, solidarietà agli operai Alcoa”. -Davvero commovente e toccante il ricordo di Morosini in occasione di Livorno-Cittadella dell’aprile scorso, partita casalinga successiva al tragico evento, con la Nord che, sull’onda emotiva, torna a riempirsi. Tanti i cori e, soprattutto, gli striscioni per il “Moro”, da “Prendiamoci il risultato”, issato in cima alla Nord, una sua frase, diventata ormai famosa, pronunciata prima di entrare in campo quel fatidico sabato, a “La verità vogliamo sapere se qualcuno ha sbagliato deve pagare”; da “Nella tua vita hai lottato…in campo l’hai dimostrato, ciao Moro”, con vicino una sua gigantografia, a “Hai combattuto per la nostra fede. Assenti per la legge, presenti con il cuore. Ciao Moro”, dei diffidati; da “Moro x sempre uno di noi” a “Hai lottato fino alla fine, ciao grande Moro”. Esposto poi lo striscione polemico “Le curve hanno dimostrato: non funzionano le leggi dello Stato”, contro leggi speciali e tessera, che i fatti di Genoa-Siena hanno impietosamente bocciato. Inoltre un altro striscione ricorda un tifoso basco ucciso dalla polizia con un proiettile di gomma, durante gli scontri per la partita di Europa League Atl.Bilbao-Schalke 04. -Nella successiva gara interna, col Torino, la curva è molto meno piena, ma non perde la sua vis polemica, esponendo lo striscione “Gli ultras hai infamato…della valigetta ti sei dimenticato? Preziosi infame”. Il suddetto presidente del Genoa si era infatti scagliato contro i propri tifosi, rei di aver provocato, invadendo i distinti per contestare la squadra, l’interruzione della partita Genoa-Siena, senza pensare a quando venne beccato con una valigetta contenente 250mila €., nel più che presunto tentativo di aggiustare il risultato di Genoa-Venezia (3-2), ultima giornata di B della stagione 2004/05, provocando così la retrocessione del Genoa in C1, annullando la promozione perseguita sul campo. -Molte le tematiche toccate dalla curva Nord per Livorno-Grosseto, ultima giornata del campionato 11/12, decisiva per le sorti della squadra, spronata dalla bella scritta sulla vetrata “Indossate la nostra maglia…oggi deve essere battaglia!!!”, mentre altre scritte riguardano la presidenza: “La nostra fede non ha categoria Spinelli è l’ora che tu vada via!”; la solidarietà: “Livorno è vicina al popolo di Brindisi e dell’Emilia”, alle prese, rispettivamente, col terrorismo (l’assassinio della 16enne studentessa Melissa) e col terremoto; il gemellaggio con l’Aek: “Da 30 anni padroni di Atene!!! Xronia Polla Original fratelli per sempre”; la vicenda degli scontri che videro protagonisti i livornesi a Grosseto nei Playoff Serie B 08/09, con l’ironico “7-6-09, volevamo solo prendere un caffè”, e l’ancor viva scomparsa di Morosini, con “Ci siamo presi questo risultato,la curva Nord non ti dimentica” e “Pescara hai conquistato quello per cui Domenico ha lottato”. La partita finisce 2-0, col Livorno salvo e le note di Ligabue, il cantante preferito dal “Moro”, coi giocatori in cerchio raggiunti dopo poco da una piccola rappresentanza della curva, che dona la gigantografia ai giocatori, in un applauso generale. -La partita del 2° turno di Coppa Italia Livorno-Benevento, dell’agosto scorso, si svolge tra pochi intimi data l’ora, le 18.00, e la calda domenica, che certo non convincono i più a lasciare in anticipo le spiagge. Per l’occasione restano aperte solo tribuna e gradinata, ma un manipolo di circa 100 ultras si posiziona ugualmente in curva Nord, dove in vetrata viene esposto lo striscione “Sulla nostra passione volevi risparmiarela curva Nord non la devi nominare”, in aperta polemica col presidente Spinelli, che recentemente si era lasciato andare ad alcune dichiarazioni-provocazioni, per fortuna rientrate, che lasciavano intendere la volontà di chiudere la Nord anche in campionato, per contenere i costi di gestione. Mentre lo striscione “Bentornati fratelli diffidati liberi” in balaustra è dedicato ai diffidati di Grosseto 2009, rientrati finalmente nei ranghi. -Al turno successivo di Coppa Italia, col Perugia, esposti in curva “Spinelli vattene” e “Zitto…e frugati”. -Un ultrà amaranto è stato diffidato per due anni (!), causa l’accensione di un lamperogeno in curva durantela gara Livorno-Cesena del 27 ottobre scorso. -Sabato 6 ottobre scorso è stata organizzata nel piazzale antistante la Nord una festa, ben riuscita, con musica dal vivo, birreria, paninoteca, mostra fotografica, ecc. Presenti tutti i giocatori della rosa del Livorno e gli ospiti d’onore Protti e Lucarelli. Esposti striscioni storici degli ultras. -In Livorno-Sassuolo del maggio dell’anno scorso, esposti gli striscioni “Grande compagno vero ultrà, ciao Domenico”, ultrà pescarese barbaramente ucciso in circostanze poco chiare, e “Cala del Leone libera”, un tratto di mare stupendo sulla costiera di Calafuria, da sempre presa d’assalto da livornesi e turisti, che deve rimanere accessibile a tutti, mentre un altro drappo, ai cui piedi vengono depositati dei fiori, ricorda Daniele, appassionato tifoso amaranto, stroncato in settimana da un malore mentre si trovava al lavoro. -Per Livorno-Albinoleffe dell’anno scorso,la curva Nord, oltre al solito striscione “Spinelli vattene”, aggiunge l’ancor più eloquente “Spinelli sempre più buffone”, lanciando più volte cori contro patron Aldo, ricevendo qualche fischio da tribuna e gradinata, dove molti clubs, a seguito del colloquio avvenuto la settimana prima con lo stesso, sembrano nuovamente disposti ad appoggiare il presidentissimo, che dopo i proclami di voler regalare il Livorno, torna sui suoi passi annunciando la volontà di andare avanti. Esposto inoltre lo striscione “Ciao omino” che ricorda un giovane tifoso livornese deceduto durante una vacanza in Costarica. -Sempre esposto in casa lo storico stendardo “Livorno e basta”, con la “morte” incappucciata e le pezze “Curva Nord”, “Since1915”, “17 febbraio”, “1921”; spesso anche “No Tav” e “Mecio vive”. -Espressione non ben definita di gruppo è lo striscione “Boia Dè-Old Fans sus Leghorn”, presente spesso sia quest’anno che l’anno scorso. -Un solo livornese era presente nel settore ospiti a Reggio Calabria quest’anno, con lo striscione “Club Amaranto ‘il Porto’”. -Sempre esposta da quest’anno in curva Nord la pezza “E’ Livorno la mia città”.

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Clubs più importanti: Club Amaranto “Il Porto” Corrado Nastasio, Club Amaranto “Luca Rondina”, Club Amaranto “M.Magnozzi” Livorno, Milano Amaranto, Club Amaranto Antignano.

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Pensieri in libertà: “Livorno il primo amore non si scorda mai” (Livorno-Pisa ‘78), “Sempre con voi-alè Livorno” (Li-Ternana 82/83), “Amaranto è già leggenda” (82/83), “Abbiamo perso il controllo!” (storico, anni ‘80-primi anni ‘90), “Livorno è una fede gli ultras i suoi profeti” (Li-Pisa anni ‘80), “Contro la polizia e le leggi omicide” (Li-Pontedera ’93), “Fedayn San Borgo, el pueblo unido jamas serà vencido” (Li-Siena 97/98 e altre gare), “B: prendiamola di forza” (coreografia Li-Alzano, Playoff 97/98), “Sorge l’alba di una nuova era dove il sole ha il colore della nostra bandiera” (Anni ‘90, in Sud), “Lucchesi infami” (Li-Lucchese 99/00), “Il libeccio corrode…e Pisa è distrutta!!!” (Li-Pisa 99/00), “Cuore impeto e rabbia…annientiamoli” (Li-Pisa 00/01), “Noi amici dei viola voi di tutto il resto d’Italia” (Li-Pisa primi anni 2000), “Sei la droga più forte che c’è” (primi anni ’00), “Noi dagli sbirri braccati, voi dalla vostra gente infamati”, “B.c.e.? salviamo i bovini, abbattiamo i pisani”, erano i tempi della mucca pazza, “Siete pisani vi si batte le mani ma nella ghigna”, parafrasando il libro pubblicato da loro “Siam pisani batteteci le mani” (Pisa-Li 00/01); “Reprimerci per voi sarà dura: le Brigate non hanno paura di passare una vita in questura” (Li-Como 00/01), “Una curva fiera della propria bandiera”, con una maglia n° 10 gigante con cartoncini, a fare da coreografia, in omaggio a Igor Protti, vero simbolo amaranto (Li-Spezia 01/02); “9-9-01 Varese: molto Blood poco Honour”, gioco di parole inglesi col principale gruppo varesino ‘Blood Honour’, in italiano “sangue e onore” (Varese-Li 01/02), “Noi come i Jalisse??…voi cugini di campagna” (Li-Pisa 01/02), “Black…out!” (Cesena-Li 01/02), “Una lunga notte sta per scomparire…all’orizzonte il nostro sol dell’avvenire” (Li-Alzano 01/02, nel giorno della promozione in B), “Tito ce l’ha insegnatola Foiba non è reato” (Li-Triestina 01/02), “Spinelli, dopo il sogno della promozione questa città merita il suo degno campione! Cristiano Lucarelli” (Li-Venezia 02/03), “Trasferta a prezzi scontati…? guardate in quanti siete arrivati!!”, “Potevamo stupirvi con striscioni speciali…vi stiamo solo prendendo per il culo!!”, “Onore alle vittime delle Fobìe”, “U.Ts.: Il confine non si smentisce, sventola il tricolore ma quando parla non si capisce” (Li-Triestina 02/03); “Ricordare l’olocausto per condannare Israele! Palestina libera” (Li-Sampdoria 02/03), “Messina: 42 ragazzi che meritano il rispetto della città, un giocatore col cuore da ultrà, tra opportunismo e incomprensione l’unica vera notizia salva la nostra amicizia”, “L’uliva all’ascolana: ce la coltiva il marito contadino ce la cucina la moglie puttana!!!”, “Noi rossi voi Rozzi”, gioco di parole con lo scomparso presidente Costantino Rozzi, dell’Ascoli anni ‘80 (Li-Ascoli 02/03); “Prevenire è curare? Diffidati per anni, guerrieri per tutta la vita, la ‘vera battaglia’ è appena iniziata” (Li-Verona 02/03), “Scusate le nostre lacrime sono in cassa integrazione” ( durante il minuto di silenzio per la morte del proprietario della Fiat, Giovanni Agnelli, avvenuta nel gennaio 2003); “Fuori dall’ipocrisia…a testa alta” (Verona-Li 03/04); “Livorno: tra opinionisti e allenatori mancati in trasferta solo i pochi non diffidati” (Messina-Li 03/04), “Tattica strategia abnegazione, forza fino all’ultimo bandito”, “Ke mentalità…Spagna e Sergio li infamate chi serve lo piangete”, “Brigate? Sui libri campate”, frecciatina sul libro “I guerrieri di Verona”, delle B.G., scioltesi ufficialmente nel 1991(Li-Verona 03/04); “Striscioni e fumogeni, risse, invasioni e furti inventati…per questi reati ci fate il massimo della pena!” (Li-Fiorentina 03/04), “Feroci coi passanti…assenti agli appuntamenti: banda di deficienti!” (Li-Avellino 03/04), “Lanci oggetti, carichi sul mare…di più non sai fare!?”, “Sbn: 20 anni di corsa” (Li-Ascoli 03/04); “Rispetto non è gemellaggio: il pisano non va oltre il suo ortaggio” (Genoa-Li 03/04), “Sotto effetto Daspo” (prima metà anni 2000), “$$ Lazio: ‘Ultra$’ a pagamento”, “Coi passanti tanto veleno…ma al ritorno non scendi dal treno”, “Ieri per Fini, oggi perla Mussolini…ma il tuo vero ideale sono solo i quattrini!”, “Si scrive onore e fedeltà…si legge Irriducibili S.p.a.” (Li-Lazio 04/05); “Samp e Verona: cadono danneggiamenti e lesioni, Trieste: furti, minacce e danneggiamenti, Li-Tv: diffide immotivate. Centinaia di ‘errori’ da non dimenticare…se ‘chi sbaglia deve pagare’ prefetto e questore se ne devono andare!” (Li-Siena 04/05); “10-04-05 spogliati picchiati umiliati: quale reato? Essere livornesi, vergogna!”, con la scritta “vergogna” in più punti dello stadio, “10-04-05: c’hanno impedito di commemorare ma noi non vogliamo dimenticare: Moby…e i responsabili?” (Li-Fiorentina 04/05, i morti del naufragio di quella nave al largo di Livorno aspettano ancora giustizia); “90 anni di storia da ricordare, 250 diffidati da non dimenticare” (Li-Sampdoria 04/05, nel giorno del 90° del Livorno fa festa tutto lo stadio trannela Nord); “12-12-69 – 12-12-05: la memoria non si cancella”, “Laziale disoccupato Lotito non ti ha più pagato”, “Irriducibili-anche…S.p.a.cciatori” (Li-Lazio 05/06); “21-12-05 auguri Stalin”, “37 anni non si dimenticano…onore alla Fossa”, a poco tempo dallo scioglimento della mitica Fossa dei Leoni del Milan (Li-Milan 05/06); “Avanti capitano facci sognare, il resto può anche aspettare”, “Questa èla tua Nazionale, l’Europa il nostro Mondiale” (Li-Juve 05/06, striscioni dedicati a Cristiano Lucarelli, che un po’ tutti volevano ai Mondiali tedeschi del 2006, bella coreografia); “Ieri rossa oggi nera…ecco il tuo voltabandiera”, “C’è solo Aek-Livorno” (Li-Fiorentina 05/06); “Le sole canne che tollerate sono quelle delle pistole, far-west e repressione la vostra soluzione” (Li-Messina 05/06), “Un abbraccio fraterno ad un guerriero eterno: ciao Marco”, in memoria dello scomparso Bubù, leader della curva pescarese (Li-Siena 05/06); “Il grande raccordo anale di tù mà” (Li-Roma 05/06); “Lupacchiotto per Tradizione infame per Distinzione”, parafrasando il nome del gruppo “Tradizione Distinzione”, allora ancora attivo, “Solo discorsi…” (Roma-Li 05/06); “Il nostro tricolore è con la stella rossa” (06/07), “L’unica cosa irriducibile è la mì fava”, “Inquisiti, arrestati e condannati: in questo sporco mondo andiamo fieri dei nostri ‘reati’” (Li-Lazio 06/07); “Voi cor-vino, noi cor-ponce“ (Fiorentina-Li 06/07, gioco di parole col d.s. della Fiorentina e la classica bevanda livornese); “Fuori dalla Coppa e a gennaio nessun acquisto, con queste premesse uno stadio pieno non si è mai visto” (Li-Arezzo, C.Italia 06/07); “Dopo tanti anni non ci siamo arresi, siamo tutti palestinesi” (Li-Maccabi Haifa, C.Uefa 06/07, con in Nord un bandierone copricurva della Palestina), “Un altro bandito se ne va, ciao Spik”, ultrà ternano scomparso prematuramente (Li-Fiorentina 06/07); “5 minuti per pensare, non si può morire per lavorare”, “Per sempre con noi ciao Francesco” (Li-Roma 07/08); “10-04-1991 Moby Prince, 10-04-2008: senza verità…senza giustizia” (Li-Cagliari 07/08), “Solidarietà al popolo abruzzese”, “Nessuno vi abbandonerà Livorno è con voi”, riferiti al terribile sisma che colpì l’Abruzzo il 6 aprile 2009 (Li-Parma 08/09); “Dopo la vostra prestazione la nostra delusione” (Li-Bari 08/09), “Ultras carcerati pedofili tutelati”, “Ai pedofili e stupratori solo le iniziali…agli ultras nome e cognome, non siamo criminali” (Li-Grosseto, ritorno Playoff  di B 08/09, in merito alla 40ina di diffidati per gli scontri di Grosseto avvenuti all’andata); “Il 25 aprile è nostro e guai a chi ce lo tocca”, “La memoria non si cancella onore ai partigiani”, “Ogni regime ha il suo 25 aprile”, “Quando scendi in campo sputa il sangue per gli ultrà” (Li-Modena 08/09); “Tessera del tifoso, ma ti levi di ‘ulo!!”, “Stasera pubblico delle grandi occasioni…tocchiamoci i coglioni” (Li-Triestina 08/09); “Potta e vaini chi ce l’ha son sua: bentornato Galante” (Li-Brescia 08/09), “10-3-08 il vuoto che hai lasciato in tutti noi è incancellabile come il tuo sorriso. Gli amici più cari”, “Con il Mecio nel cuore”, a ricordo della prematura scomparsa di uno dei leader della curva (Li-Mantova 08/09); “Non piegare un istante giammai” (09/10), “Napoli 20 €, Juve 25 €, Bologna 21,5 €, Siena 25 €, la nostra passione non ha prezzo” (Siena-Li 09/10), “Giustizia per Stefano 22-10 A.c.a.b.”, chiesta giustizia per la morte in carcere, in circostanze poco chiare, del romano Stefano Cucchi,  (Li-Inter 09/10); “Chiudela Delphi, la raffineria, chiudete anche il porto e si va tutti via”, “10-06-09: noi non dimentichiamo…giornalisti bugiardi! Vergogna”, “Tirreno, Corriere, Nazione: le bugie sono in cassa integrazione”, “E ora invocate la censura…perché le idee fanno paura!…avanti Livorno”, “Papi ci stiamo incazzando…solidarietà ai lavoratori in cassa integrazione”, striscioni sulla crisi del lavoro, rivolti anche al premier Silvio Berlusconi (Li-Milan 09/10); “25 €, ladri in tutto”, “Il nostro rispetto solo agli operai morti sul lavoro” (Juve-Li 09/10); “Questa squadra e questa società sono senza dignità…non rispecchiano la nostra città!!!” (Li-Catania 09/10, ultima in casa, curva deserta con la squadra già retrocessa), “Siete inguardabili”, $PYN€££Y s’è smesso di fumà” (Li-Udinese 09/10), “Solo per amore della maglia” (Sampdoria-Li 09/10), “Con tutto l’odio possibile giustizia per M.Alberti”, tifoso pisano morto aLa Spezia nel ’99 anche per ritardo dei soccorsi, in circostanze poco chiare (Li-Bologna 09/10); “Il cuore rosso di Livorno è con chi lotta e soffre, ad Haiti come a L’Aquila solidarietà attiva dal basso” (Li-Napoli 09/10), “Fiero compagno d’innumerevoli battaglie, ciao Ciccio Fedayn per sempre” (Li-Parma 09/10), “A te che avevi l’amaranto scolpito nel cuore, giocatore simbolo e tifoso vero, puro esempio di lealtà e correttezza, indelebile sarà il tuo ricordo. Ciao Mario fieri di te”, in ricordo di Mario Bianchi, uno dei “miti” di Livorno, storico barista del ‘Bar Stadio’, situato sotto la tribuna e aperto tutti i giorni, diventato nel tempo ritrovo di tutti gli sportivi amaranto, vecchi e giovani (Li-Fiorentina 09/10);  “Solidarietà agli operai Fiat, no al licenziamento no al profitto”, (Li-Juve 09/10); “La gestione della ‘tua’ squadra è la vergogna della nostra città” (Li-Crotone 10/11), “Noi tifosi veri” (Li-Vicenza e altre gare 11/12), “Matteini esempio di appartenenza, la maglia non è solo convenienza”, l’attaccante livornese, ex Empoli, per l’esultanza dopo un gol aveva mostrato una maglia degli ultras del Livorno (Li-Modena 11/12); “Ciao Buricchio anima della Venezia”, “Claudio nei nostri cuori” (Li-Bari 12/13).

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