Curva Ospiti | I tifosi del… Palermo

Curva Ospiti | I tifosi del… Palermo

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppi esistenti: Brigate Rosanero, Warriors Ultras, Borgo Vecchio Sisma, Ultras Curva Nord, Angeli della Nord, Supporters Filiciuzza Filippo Coppola, U.C.S. (Ultras Curva Sud, che però per ora si sono autosospesi), Nolp Ultras, Gruppo Arenella 1983 (storica sezione Warri

Fonte: Claudio “Freccia”

.

Gruppi esistenti: Brigate Rosanero, Warriors Ultras, Borgo Vecchio Sisma, Ultras Curva Nord, Angeli della Nord, Supporters Filiciuzza Filippo Coppola, U.C.S. (Ultras Curva Sud, che però per ora si sono autosospesi), Nolp Ultras, Gruppo Arenella 1983 (storica sezione Warriors), Boys Palermo, Fusi Rosanero, Rosanero Girls, Trabia c’è, Cuori Emigrati.

.

Settore: Curva Nord, tranne gli Ucs in Sud.

.

Tifosi del Palermo a Roma (Olimpico)Amicizie: Padova: legame fortissimo dal 1982, al motto di “Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione!”, rinnovato proprio quest’anno, alla prima giornata del campionato 13/14 in corso, con grandi mangiate e bevute. Le radici del rapporto risalgono a quando, nei primissimi anni ’80, cinque tifosi padovani, durante una vacanza in Sicilia, conoscono alcuni ultras rosanero del Commandos Aquile, con cui stringono amicizia. In un Padova-Palermo dell’83 nasce un rapporto di forte rispetto, proprio grazie a quei “contatti estivi”, anche se non si poteva ancora parlare di vero e proprio gemellaggio, col discorso che sarà ripreso quando, nel 91/92, i direttivi di ambedue le curve sono cambiati. Il rapporto in tutti questi anni si è consolidato e rinnovato, come nel 1996 a Padova con giri di campo coi bandieroni. Due ore prima dalla partita, grande accoglienza riservata alla stazione “Campo di Marte” dai padovani ai molti ultras del Palermo presenti, in segno di questa grande amicizia, senz’altro bella e inusuale se vogliamo, capace di superare le barriere tra Nord e Sud e impedimenti logistici come la distanza o la differenza di categoria. Tante le visite reciproche, ad esempio lo stendardo “Acp” Padova è presente in Chievo-Palermo 04/05, lo striscione “Ultras Pd” e un’altra pezza presenti a Vicenza nel 94/95. Lecce: gemellaggio ultraventennale, ormai storico, all’insegna dello slogan “Lecce e Palermo contro il calcio moderno”, che ha resistito, consolidandosi, anche a un decisivo scontro diretto per la A, nel giugno 2003, davanti ad oltre 35mila spettatori ufficiali in un “Via del Mare” di Lecce esaurito, vinto 3-0 dai padroni di casa. Nonostante l’amarezza, i tifosi siciliani rinnovarono la solida amicizia, nata grazie alle manifestazioni di solidarietà dei leccesi, dopo che, nel 1986, il Palermo venne radiato. Tra l’altro, l’allora presidente del Lecce, Franco Jurlano, fu l’unico a votare contro la radiazione, a sostegno del Palermo Calcio. In Palermo-Lecce 2005/06, esposti dai padroni di casa gli striscioni “Niente e nessuno ci fermerà, gemellaggio per l’eternità”, “Il risultato non ha importanza…rispetto ed amicizia ad oltranza” e “Colori diversi ideali gli stessi, bentornati!”. Siracusa: gemellaggio ultraventennale, al motto di “Mio fratello è siracusano”, negli anni ’80-’90 definito “patto di sangue”, un po’ raffreddatosi per la differenza di categoria in cui hanno militato le due compagini in tutti questi anni, in cui comunque ci sono state tante visite reciproche. Nell’87/88, in Siracusa-Palermo di Coppa Italia C2, i palermitani rinnovarono il gemellaggio coi siracusani presentandosi nella loro curva con bandiere e striscione, ed anche in campionato, nello stesso anno, erano mischiati, con gli ultras delle due squadre a stretto contatto. A Palermo, sempre nell’87/88, venne ricambiato il favore, con gli striscioni dei siracusani mischiati tra gli ultras rosanero. Il gruppo siracusano “Nun ci semu cà testa” è stato presente in Inter-Palermo 04/05 e Palermo-Sampdoria 08/09, una bandiera del Siracusa era nella Nord in Palermo-Catania 10/11, lo striscione “Blue Boys” Siracusa in Palermo-Verona 95/96. Cesena: bella amicizia Nord-Sud anche questa, un rapporto di profonda stima di vecchia data. Curioso e simpatico il siparietto verificatosi in Palermo-Cesena dell’aprile 2011, quando, ad un certo punto, sul 2-0 per il Cesena, gli ultras bianconeri hanno urlato “Palermo, Palermo”, in segno d’amicizia. Gli ultras del Palermo hanno contraccambiato scandendo un “Cesena, Cesena”, sia per l’amicizia tra le due tifoserie, che per esprimere la propria ostilità nei confronti della squadra che stava perdendo, in contrapposizione col resto dello stadio, che non ha gradito, esternandolo con fischi e col coro “buffoni, buffoni”, rivolto alla curva Nord. Solo un coro contro gli eterni rivali catanesi (e l’insperato pareggio finale) ha messo tutti d’accordo. Striscione “W.S.B.” Cesena esposto in Genoa-Palermo 08/09. Genoa: amicizia poco conosciuta dalle altre tifoserie italiane, iniziata oltre 30 anni fa dai gruppi storici rosanero e proseguita da tutti i gruppi attualmente attivi a Palermo, che hanno grande stima dei genoani. Mangiate e bevute hanno sempre caratterizzato ogni trasferta quando si affrontavano le due squadre, almeno fino all’introduzione della tessera. Negli anni ’80 e ’90 ci sono state molte visite reciproche. Anni fa, quando alcuni ultras palermitani finirono in carcere a Marassi dopo degli scontri con gli juventini, i genoani si prodigarono nella solidarietà ai palermitani rinchiusi, senza dimenticare i fumogeni che i genoani prestarono ai siciliani durante una delle loro trasferte a Genova. Napoli: amicizia ormai ventennale, all’insegna di mangiate, bevute, scambi di sciarpe e goliardia. Numerose le visite, i favori reciproci: nel ’93, in occasione di Italia-Malta, in curva Nord a Palermo c’erano tanti ultrà napoletani; nel 1996 a Napoli, per un Napoli-Verona sono presenti le Brigate con tanto di striscione; nel 2000 al “Barbera”, scelto come campo neutro di Napoli-Fiorentina, 15mila palermitani andarono a sostenere gli amici napoletani, presenti in circa 5mila, fraternizzando tra di loro; per Napoli-Reggina, Napoli-Brescia e Napoli-Verona in quegli anni c’erano tanti ultras palermitani, di U.C.S. e Brigate, con tanto di striscione al “San Paolo”; Il B.V.S. è stato ospite tante volte dei napoletani in curva B, per partite del Napoli negli anni recenti; nel 2006/07, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B erano ospiti nella Nord e sono partiti cori anti-Lazio, anti-Catania e pro-Napoli; nel novembre 2007, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B furono ospiti in Nord nel settore dei B.V.S.; nel marzo 2008, in occasione di Napoli-Palermo, quelli del B.V.S. erano in curva B insieme ad altri palermitani, e venne fatta una sciarpata metà azzurra e metà rosanero. I gruppi più legati alle curve napoletane sono il Borgo Vecchio Sisma e le Brigate Rosanero. “Rispetto per chi ci rispetta. Salutiamo il fratello palermitano” recitava uno striscione degli Ultras Napoli ’72 alcuni anni fa. Roma: gli Ultras Curva Nord hanno tenuto viva l’amicizia coi romanisti, iniziata dai Commandos Aquile e dai Warriors negli anni ‘80, che, negli anni, si è basata soprattutto sulla politica e sull’asse della comune presidenza di Franco Sensi. Alcuni anni fa i romanisti esposero all’Olimpico la scritta “La Sud di Roma saluta gli amici palermitani”. Il gruppo romanista “Tradizione Distinzione” presenziò nella Nord in Palermo-Catania dell’ottobre 2000, mentre lo striscione “W.U.P.” è apparso nella Sud di Roma sempre in quel periodo. Inoltre, in Palermo-Roma di Coppa Italia 01/02, erano presenti in curva Nord gli striscioni romanisti “Asr Ultras”, “Brigata Boccea” e “Piazza Bologna”. Foggia: buoni rapporti, stima reciproca. L’amicizia nasce all’ultima e decisiva partita del campionato di C1 88/89, quando venne stretta un’amicizia col “Regime Rossonero” Foggia. Prova ne sia il fatto che, anche se il Palermo non riuscì a vincere, non ci fu il minimo screzio. Anzi, alla fine i due gruppi si riunirono per un caloroso applauso alle due compagini, che avevano offerto un grande spettacolo. L’amicizia, per un po’ di tempo portata avanti dagli Eagles Korps, si è un po’ persa negli anni, a causa delle categorie diverse in cui hanno militato le due società. Lucchese: l’amicizia con i lucchesi risale agli anni ’80 ed stata spesso rinnovata con reciproche accoglienze calorose. Andria: stima e rispetto reciproci, di vecchia data. Marsala: le Brigate Rosanero instaurarono negli anni ’90 un amicizia coi marsalesi, affievolitasi nel tempo. Cosenza: gli Eagles Korps hanno instaurato un amicizia coi calabresi sul finire degli anni ’80, poi è rimasta la stima e il rispetto. Akragas Agrigento: la “Fossa dei Giganti” Agrigento è stata direttamente gemellata con gli “Indians Palermo” per diversi anni, a partire dal 1984. Mazara: vecchia amicizia.

Una coreografia della curva del PalermoEx-gemellaggi: Reggina: vedi sezione “Rivalità”. Salernitana: vecchio legame, fine anni ‘80-inizio anni ’90, tra le due tifoserie, grazie soprattutto al vecchio legame coi reggini, fortemente gemellati coi salernitani, che in quegli anni a Salerno hanno sempre riservato ai tifosi del Palermo grandi accoglienze. Nel 92/93 alcuni palermitani visitarono la sede degli Ultras Plaitano di Salerno e, tra le varie gentilezze, ci fu quella di pagare loro il biglietto d’ingresso allo stadio.

.

Rivalità: Catania: rivalità fortissima, antica, acerrima, che va oltre il calcio: è nel calcio che trova terreno per esplodere. Tale rancore si può far risalire ad antiche origini, quando Catania cercò di diventare il capoluogo della Sicilia, ma non ebbe questa soddisfazione, e questo ha generato negli etnei una voglia di confrontarsi, una sorta di invidia verso Palermo, che sta alla base della rivalità tra le due città ed ogni pretesto è buono per scontrarsi. Il derby coi “cugini” etnei è sempre sentitissimo, una partita dal fascino folkloristico, tra l’Aquila rosanero e “U’ liotru” rossazzurro, l’elefante simbolo della città di Catania. Ogni volta che le due squadre s’incontrano, si crea un attesa che come detto va oltre l’evento calcistico. Data la forte rivalità ci sono stati in passato molti episodi di violenza e scontri. Ad esempio, nella stagione 1981/82, il giocatore del Catania Renato Miele venne colpito alla testa da un oggetto tirato da un tifoso rosanero, e non disputò la gara, col Palermo che perse a tavolino una partita vinta sul campo, episodio che causò molte polemiche, dato che i rosanero sostenevano che Miele avesse ingigantito il tutto, proprio al fine di ribaltare il risultato. Gravissimi i fatti accaduti il 2 febbraio 2007, quando, durante alcuni violenti scontri verificatisi a margine del derby Catania-Palermo, rimase colpito da un oggetto contundente, che gli spappolò il fegato, l’Ispettore di polizia Filippo Raciti, di 38 anni. A seguito di questo brutto episodio, il commissario della Figc, Luca Pancalli, prese misure eccezionali quali la sospensione per un turno di tutti i campionati di calcio italiani, la domenica successiva, appoggiato dal governo che varò l’inasprimento delle norme di sicurezza negli stadi. Nelle tre stagioni successive è stato vietato alle due tifoserie di seguire la squadra in trasferta per il derby, divieto superato dalla stagione 2010-11, grazie all’introduzione della famosa tessera del tifoso, che però, su scala nazionale, ha portato ben pochi benefici. Il primo derby riaperto agli ospiti, dopo la tragedia di Raciti, è stato il primo senza tafferugli dopo decenni di scontri. Nel ’95 il questore di Catania diffidò 44 palermitani (in totale oltre 60), che prima del derby con l’Acireale in agosto, aggredirono nella città etnea alcuni tifosi rossazzurri appartenenti al gruppo “Primo Amore-Irriducibili”. Oltre tremila rosanero si presentarono a Catania alla fine degli anni ’80, forse la trasferta più massiccia nella città etnea. Intorno alla metà degli anni ’90, nella notte antecedente a una trasferta a Battipaglia, i tifosi rosanero strapparono ai “cugini” catanesi, sul traghetto che dall’isola li portava in continente, lo striscione “Pessimi Elementi”, esposto poi a Battipaglia alla rovescia. Altri striscioni catanesi sono in mano ai palermitani. Nel 1989/90, in C1, in Palermo-Catania giocata a Trapani, i palermitani attaccarono il settore catanese e scoppiò una rissa furibonda. Però, nonostante il forte astio che intercorre tra le due tifoserie, c’è da sottolineare lo striscione che il W.U.P. espose a Catania nel 2000/01, veramente bello: “L’odio non cancella il rispetto per la vita…Fabrizio presente!”, dedicato a Fabrizio Lo Presti, ultrà del Catania del gruppo “Decisi”, scomparso alla tenera età di 22 anni in un incidente stradale, mentre era in trasferta per seguire a L’Aquila il suo Catania. Nella stessa gara, i catanesi espongono gli striscioni “Nel 253 a.C. ‘Civitas Romana’…nel 2000 colonia romanista” (alludendo al rapporto d’amicizia con la Curva Sud romana), “W.U.P. sezione squadramobile” e “Benvenuti ad Alcatraz”. Altro nobile gesto è stato la partecipazione degli ultras palermitani al funerale del cavaliere Massimino, presidente del Catania Calcio. Messina: rivalità più recente di quella col Catania, ma comunque sentitissima, con grossi incidenti in passato, in cui è stato “grattato” ai messinesi lo striscione dei “N.o.c.s.”. L’inimicizia si acuì durante la stagione 2000/01, durante la quale Palermo e Messina lottarono testa a testa per il primo posto nel campionato di C1 girone B, con volata finale all’ultima giornata, in una domenica tiratissima, dove le emozioni si susseguirono una dietro l’altra, ma alla fine la gioia invase letteralmente i 30mila della “Favorita”, accorsi per spingere il Palermo alla vittoria con l’Ascoli, e allo stesso tempo a “gufare” contro il Messina, che perse ad Avellino. Verona: rivalità Nord-Sud sentitissima e antica, vista l’impronta razzista dei veronesi; vecchi rancori risalenti all’età primordiale del movimento ultras, coi veronesi che hanno rivolto sempre brutte accoglienze ai palermitani. In occasione di Palermo-Verona di Coppa Italia, terzo turno, del 17 agosto ’13, il pullman che trasportava i tifosi veronesi (una trentina circa), giunto nei pressi del “Barbera”, è stato attaccato da un gruppo piuttosto nutrito di ultras palermitani che ha cominciato a lanciare contro il mezzo torce, bombe carta, bastoni e oggetti di ogni tipo.. I veronesi non ci hanno pensato due volte e sono scesi rispondendo all’attacco. La guerriglia è andata avanti per qualche lunghissimo minuto, fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che hanno ristabilito la calma. Per alcuni tifosi del Palermo è poi scattato il provvedimento di Daspo. Rubato diversi anni fa ai veneti lo storico striscione “Gioventù Scaligera”, noto gruppo ultrà veronese. Inoltre, durante un Palermo-Verona del ’95, i tifosi di casa, dopo aver caricato gli scaligeri con una sassaiola, gli fregarono una bandiera. Reggina: negli anni ’80-’90 c’era un vero e proprio gemellaggio, anzi, una fratellanza “di sangue”, poi, non si sa bene il motivo (le solite incomprensioni…), qualcosa si è rotto, della serie “c’eravamo tanto amati”, e si è passati a una rivalità piuttosto aspra e sentita, anche se recente. In Reggina-Palermo 04/05 esposti gli striscioni “Reggino traditore” e “Buttana rà…Reggina”, coi calabresi che rispondono con “Ti spacci x catanese alla staz. di Milano…vergognati palermitano!” e altri striscioni ironici. Nell’84/85, a Reggio Calabria giri di campo coi bandieroni a rinnovare l’amicizia che fu. Fiorentina: vecchi rancori, risalenti più che altro a una frase infelice del presidente della Fiorentina Cecchi Gori.. Nel ’95, durante un Palermo-Fiorentina di Coppa Italia, alcuni ultras palermitani sottrassero uno striscione ai viola, ma un fiorentino, con grande coraggio, si lanciò contro gli avversari e, seppur picchiato a sangue, riuscì a riavere lo striscione. I fiorentini hanno poi subìto, sempre in quegli anni, il furto di uno striscione di un Viola Club. Qualche scaramuccia anche nell’agosto 2009 a Firenze, ad opera di ultras rosanero. Lazio: inimicizia storica, risalente all’83, quando i sostenitori biancazzurri tesero un agguato ai palermitani con lame e coltelli, derubandoli di tutto. L’amicizia che intercorre tra palermitani e romanisti ha poi fatto il resto. Crotone: i crotonesi subirono il furto dello striscione “Mods” a Palermo nel 99/00, nonostante fossero sistemati nell’anello superiore della Tribuna, in una zona “protetta”, dove non ci sono ultras rosanero (all’epoca pressoché tutte le tifoserie ospiti venivano sistemate lì). Lo striscione fu sottratto da sette ragazzi che scavalcarono dalla curva Nord, quando i crotonesi erano già in buon numero. In Palermo-Crotone 2001/02, con ben in vista lo striscione, in Nord si leggeva l’ironica scritta “Modestamente superiori”. Atalanta: rivalità storica, vecchi rancori. In Palermo-Atalanta 2007/08 esposto lo stendardo atalantino “B.g. 1907”. Acireale: Durante il match Palermo-Acireale 1997/98, alcuni ultras rosanero, approfittando dello scarso numero di tifosi acesi, sottraggono loro parte dello striscione “Nuova Guardia” (“Nuov”), poi mostrato agli avversari. Palermo e Acireale, un tempo in buoni rapporti, sono diventate rivali quasi per caso: durante una partita tra le due squadre, i tifosi palermitani presero ad inveire contro il giocatore rosanero Sorbello, acese di nascita e reo, a detta dei rosanero, di essere stato fra i fautori della messa in mora che costò la radiazione al Palermo. I tifosi acesi, sentitosi offesi, si rifecero prendendo di mira l’attaccante rosanero Buoncammino. Da lì è partita l’inimicizia. Battipagliese: diversi anni fa, ai tempi della C1, un centinaio di supporters campani giungono in Sicilia con al fianco sei amici catanesi, che con la loro presenza, accesero non poco gli animi dei palermitani che, nel tentativo di sottrarre un loro striscione (presente quello degli “Irriducibili”), hanno poi preso ai campani lo striscione “Dinamik Force”. Juventus: negli anni ‘80 intercorrevano buoni rapporti, adesso vi è una fiera rivalità, alimentatisi nell’era della presidenza Zamparini. Livorno: rivalità prevalentemente politica, molte le punzecchiature tra le due parti, con striscioni ironici. Bari: rivalità antica, e poi sono gemellati coi reggini… Cagliari, Inter, Brescia: rivalità storiche, meno importanti ma molto sentite.

In passato “noie” anche con: Monza: sottratto ai brianzoli lo striscione “Kids” parecchi anni fa. Chievo: sottratto ai clivensi negli anni ’90 lo striscione “Iz iz alè Ceo”. Casertana, Pescara.

 

La curva del Palermo impegnata in una coreografia per la qualificazione in Uefa CupBreve storia del tifo palermitano: Un primo abbozzo di organizzazione del tifo a Palermo risale al lontano 1956, ma si dovrà aspettare il 1977 per vedere la nascita del primo gruppo ultrà organizzato, i “Commandos Aquile”, liberamente ispirati al Commando Ultrà Curva Sud romanista, in un epoca di ribellione e antagonismo. La nascita dei Commandos era stata però preceduta, nel 1974, dalla fondazione degli “Angeli della Nord”, che però, inizialmente erano solo un club di tifosi, il “Club Pitrè”. Nel 1980 nascono due gruppi che faranno la storia del movimento ultras, a Palermo e non, vale a dire i “Warriors Ultras Palermo”, nel novembre del suddetto anno, e le “Brigate Rosanero”, che vanno ad affiancare i Commandos e gli Angeli della Nord. I Warriors, fondati da alcuni ragazzi all’epoca tutti 16enni, all’inizio si denominarono “The Warriors”, per lo spirito battagliero e caparbio, uguale a quello del cult-movie “I Guerrieri della notte”, e per la radicalità e fedeltà. All’inizio hanno un po’ di problemi con il Commando, il gruppo allora trainante, prevalentemente di stampo politico, considerato che in quel periodo si faceva politica più attivamente. Anni dopo il Commando si scioglierà e non ci saranno più problemi di questo genere. Il primo simbolo del gruppo che compare sullo striscione è il teschio con l’elmetto, dall’86 sarà il guerriero alato con la spada. Le Brigate Rosanero vengono fondate ad aprile, da uno dei capi storici del tifo rosanero, Jhonny Giordano, con l’aiuto del fratello, come costola del Commandos Aquile, dal quale decidono di staccarsi per vari motivi, anche di ordine politico, e per una differente gestione dei rapporti e delle relazioni con la dirigenza societaria. Il gruppo originariamente è composto da 26 persone. In anni di accese dispute ideologiche, i Commandos erano tendenzialmente di sinistra, i Warriors marcatamente di destra, le Brigate dichiaratamente apolitiche. A sinistra militavano anche altri gruppi importanti, nati nel corso degli anni ’80, come gli “Indians”, sorti nel novembre ’83, e i gli “Eagles Korps”, più o meno nel solito periodo. Le “Teste Rasate”, costituite da un folto numero di skinheads, erano invece dichiaratamente di destra. Comunque a Palermo il tifo era predominante rispetto alla politica e poteva benissimo succedere che un ragazzo di destra militasse nei Commandos, e uno di sinistra ai Warriors. Nella seconda metà degli anni ’80, i Commandos Aquile cessano la loro attività. Alcuni ragazzi fondano la “Vecchia Guardia”, che ha sullo striscione l’effigie del Che Guevara ed è contraddistinta da una corretta mentalità ultrà. Per alcuni screzi col resto della curva, si sposta per un periodo in Sud, per tornare successivamente in Nord. Purtroppo, al termine della stagione 1985/86, dopo una sofferta salvezza in B, Palermo vive il suo dramma sportivo, un vero e proprio trauma: la radiazione della propria squadra di calcio per dissesti societari e finanziari, che mette a dura prova tutta la tifoseria che dapprima ha una cattiva reazione, ma poi decide di non mollare, pur restando un intero anno, l’86/87, senza calcio, coi gruppi che però rimangono in attività, uscendo ancora più temprati e rafforzati da questa esperienza. Ad esempio i Warriors si riunivano e aumentavano i loro incontri settimanali, senza mai seguire la seconda formazione locale, la “Palermo Olimpia”, che militava in Promozione, e facendo visita di tanto in tanto ai gruppi gemellati. Nel campionato successivo un nuovo Palermo, denominato “Unione Sportiva Palermo”, riparte e viene ammesso al campionato di Serie C2: torna un grande entusiasmo in città, con lo stadio spesso pieno. La squadra arriva prima e approda in C1. Proprio quell’anno si registra il primo ricambio generazionale all’interno della curva, ma non è difficile educare le nuove leve: in quel periodo i giovani apprendevano subito gli ideali ultras. Nelle due stagioni successive, l’88/89 e l’89/90, il Palermo deve giocare a Trapani, che dista circa 150 Km. dal capoluogo di regione, le proprie partite interne, a causa della ristrutturazione della “Favorita”, in vista dei mondiali di calcio di Italia ’90, per cui la tifoseria è messa un’altra volta a dura prova, ma gli ultras seguono la squadra con molto entusiasmo, specie il primo anno, che vede il Palermo sfiorare la B, presenziando sempre in buon numero in casa e quasi sempre in trasferta. Dopo due anni di esilio forzato e, in pratica, di sole trasferte, nel 90/91 avviene il secondo ricambio generazionale, e la squadra centra la promozione in Serie B, circondata da un crescente entusiasmo, anche se ormai essere ultras era diventata una moda e molti lo facevano per poterlo raccontare in giro. La curva, in questo periodo, è sempre piena e non ha da invidiare niente a nessuno. Allo stadio si passa da un minimo di 15mila persone, ad un massimo di 35mila nelle partite più importanti. Ma la squadra non ingrana e il sogno dura poco, infatti al termine del campionato 91/92 arriva la retrocessione, a causa della classifica avulsa. Comunque sia, l’anno successivo il Palermo torna di nuovo in B, dominando il girone. L’assetto della curva Nord all’epoca è il seguente: a sinistra Lions, Vecchia Guardia e Eagles Korps, a destra le maggiori sezioni Warriors, soprattutto dell’hinterland cittadino (ma tante sono anche quelle sparse per l’Italia, soprattutto Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia), e all’estrema destra, sia politica che geografica, le Teste Rasate. Mentre nella Sud stazionano i “Fedelissimi”, i “Boys Zen” e la “Fossa delle Aquile”. I Warriors si confermano gruppo maturo, con un’indipendenza quasi totale dal resto della curva e dello stadio sulle decisioni da prendere. L’indipendenza sempre più spiccata dei Warriors, sfocia, nella stagione 94/95, in momenti di notevole tensione, a tal punto che, per dimostrare a tutti la propria superiorità, si trasferisce in curva Sud causa dissensi con gli altri gruppi della Nord, ma, dopo l’interessamento da parte di esponenti dei vari gruppi, nonché da parte dei mass-media, si ritorna alla pace. Questa stagione vede anche l’apertura del “Warriors Fans Club”, punto di ritrovo giornaliero, che corona i sogni del gruppo dopo un decennio vissuto al Centro di Coordinamento. Nella stagione 1995/96, il Palermo di mister Ignazio Arcoleo, già idolo dei tifosi quando indossava da giocatore la maglia rosanero, torna a recitare un ruolo fondamentale nel torneo cadetto, sfiorando la Serie A e conquistando il calore di un intera città, con una rosa composta in gran parte da palermitani e un costo globale di gran lunga inferiore di altre squadre più blasonate. Vengono effettuate trasferte di massa, memorabili quelle di Genova e Reggio Calabria. Nella stagione 96/97 però è di nuovo crisi: il Palermo torna mestamente in C1. Prende fuoco in dicembre il locale del Warriors Fans Club, che riaprirà nel ’97, dopo un anno esatto. Sono anni bui, senza soddisfazioni, in cui si tocca veramente il fondo, sia come tifo che come squadra, all’insegna di una clamorosa frattura tra la tifoseria e il Palermo Calcio, di forte contestazione e abbandono, con il “Borsellino”, lo stadio sussidiario di rimpiazzo alla “Favorita”, praticamente vuoto (picchi minimi di 500-1000 presenze allo stadio) e le trasferte vengono regolarmente saltate. Gli strascichi del deludenti campionati delle squadra incidono pesantemente sul tifo, e il sostegno viene meno, così si arriva a un punto di non ritorno. Il Palermo, al termine del campionato 97/98, retrocede in C2, anche se, grazie al ripescaggio, accolto con indifferenza, verrà riammesso in C1, dove resterà fino alla stagione 2000/01. Nel 1996 è nato intanto il “Meridiano Zero”, gruppo estremamente di destra, che si scioglierà ufficialmente nel 2007, anche se l’”anima” del gruppo è ancora viva in curva Nord. Dopo dei buoni piazzamenti, un decimo e un sesto posto, negli anni successivi (01/02 e 02/03) in Serie B, al terzo tentativo il Palermo conquista la prima piazza, che vale la sospirata promozione in Serie A dopo 31 anni d’attesa. Nella prima stagione in Serie A dell’era Zamparini, nel 2004/05, il Palermo, che non aveva mai superato i diecimila abbonati fino alla stagione 2003/04, fa registrare il record di oltre 33mila abbonamenti venduti, cioè quasi l’intera capienza dello stadio “Renzo Barbera”, che è di circa 37mila unità. La critica delle leggi repressive accomuna i gruppi ultrà palermitani. Nel 2006, infatti, dopo la trasferta di Cagliari, quando i provvedimenti di Daspo colpirono quasi cento ultras palermitani, appartenenti soprattutto a “U.C.S.” (Ultras Curva Sud), “U.C.N.” (Ultras Curva Nord) e B.V.S. (Borgo Vecchio Sisma), in curva Nord, per il prosieguo della stagione, fino ai fatti di Catania, rimane esposto il lunghissimo striscione “Arresti, diffide, obbligo di firma e di dimora, ma non sono un criminale e lo dice la storia!”. Negli anni successivi il Palermo si rende protagonista di ottimi campionati di Serie A, con il “Barbera” quasi sempre pieno nelle prime due stagioni, 2004/05 e 2005/06, che portano ad un sesto ed un quinto posto. Una volta saziata la “fame” di calcio, però, la media-spettatori diminuisce pian piano, nonostante il bel quinto posto della stagione 2006/07. Lo scorso anno si arriva a 18.287 di media, la squadra non regala nessuna soddisfazione ai palermitani, che nelle ultime partite disertano lo stadio, dandogli un aspetto spettrale. Nel mezzo però ci sono stati sempre piazzamenti buoni, con due ottavi posti, nel 2008/09 e nel 2010/11, e un quinto posto, nel 2009/10, ma non si sono più toccati i “picchi” dei primi due anni di A dell’era del mangia-allenatori Zamparini, nella quale solo nel 2011/12 (16° posto) e nel 2007/08 (11°), la squadra ha davvero toppato. All’inizio del decennio 2010, la Nord è così composta: al piano superiore i tre gruppi principali (Borgo Vecchio Sisma, Brigate e Warriors), sono affiancati da altre sigle storiche (Vecchia Guardia, Supporters Filiciuzza, Boys Zen, Bad Boys Villatasca), ma anche da gruppi di più recente formazione come i “Fusi Rosanero”, molto attivi; al piano inferiore ci sono gli UCN, affiancati dai ragazzi dell’ex-Meridiano Zero. Leggendaria per i palermitani la trasferta di Roma del 29 maggio 2011, per la finale in campo neutro della Coppa Italia con l’Inter, quando in circa 40.000 (ma c’è chi giura fossero anche di più…) invasero pacificamente l’Olimpico, colorandolo di rosanero, e non ha  importanza se la Coppa poi andò all’Inter, vittoriosa, rispettando le previsioni, 3-1: l’importante per loro era esserci. Da questa pagina, sicuramente bella, per i colori rosanero, si è passati all’apatia degli ultimi due anni, col tifo costante declino.

.  

Gruppi scomparsi, nati negli anni ‘70: Commandos Aquile, I Fedelissimi.

.

Uno scorcio della curva del PalermoGruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Eagles Korps, Commandos Girls, Eagles Fighters, Vecchia Guardia, Indians Ultras, Commando Ultrà Curva Nord, Swarm, club Picciotti Rosanero di Milano, Hooligans, club Tigrotti, club Dragoni Rosanero, Fedayn, I Falchi, Legione Rosanero, Ultras Falange, Albatros, Eagles Supporters, club Rosanero I Grifoni Borgo Nuovo, Fossa, club Dragoni Rosanero, Ultras.

.

Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Meridiano Zero, Fossa della Aquile, Guerrieri, Lions, Teste Rasate,  Armata, Teschio, South Boys, Fronte d’Azione, Morbio Group, Fedelissimi Bulldog, Tradizione Palermo, Sciame Selvaggio, Panthers, Gioventù, Nucleo, C.u.i.b.

.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Gladiatori, Bad Boys Villatasca, Eagles Carini, Ultras di Quartiere, Quelli di Agrigento, G 32, Ultras Piazza Magione, Maestri del Lavoro, Gruppo Papponi, Gruppo Abusivo (in curva Sud), Ultras Oreto Nuova (Sud), Dna Rosanero, Aquile d’Assalto, Fronte Ribelle, Quelli che…il fiume Oreto, Diga Foranea Ultras Palermo.

.

Curiosità: -La curva Nord è in crisi d’identità da diversi anni, manca di compattezza, non c’è coordinazione nei cori, che spesso si sovrappongono, manca una vera guida, il tifo risulta frammentato e sfilacciato, non c’è unità d’intenti tra i gruppi, né l’entusiasmo, che la retrocessione dello scorso anno ha notevolmente fiaccato, al punto che le presenze allo stadio sono diminuite drasticamente e il “Barbera” è desolatamente semideserto, comprese le due curve. -Dalla partita Palermo-Juve Stabia, del 28 settembre ’13, i Borgo Vecchio Sisma si sono spostati dall’anello superiore della Nord, in posizione piuttosto centrale, all’anello inferiore, insieme agli U.C.N. e ai Fusi Rosanero, formando nell’insieme un bel gruppo che si può definire “la Palermo non tesserata”, che cerca un po’ di svegliare la Nord dal torpore in cui è caduta negli ultimi anni. I risultati sono buoni a volte, come è successo ad esempio di recente con Modena e Novara. Nella recentissima partita casalinga col Modena di sabato 25 gennaio, 22^ giornata del campionato in corso, il gruppo di sotto ha esposto a inizio secondo tempo lo striscione “Teniamo in alto il tuo ricordo, Massimo sempre con noi”, giovane ultrà scomparso alcuni anni fa, mentre a centrocurva è stato esposto per tutta la gara “Giovan Battista nel cuore”. -I gruppi rimasti sopra, cioè Warriors, Brigate Rosanero, Boys, con i Ragazzi della Nord, che però sono quattro ragazzini, di età media assai bassa, che hanno rimpiazzato il Borgo Vecchio Sisma, fanno quel che possono (cioè poco), raramente si “accendono” e non danno il necessario colore alla curva, anche perché difficile visto che è semivuota. La spaccatura è evidente: classici cori pro Palermo su, anche per tenersi buona la società, mentre giù parte magari uno “Zamparini pezzo di merda”. -Come si evince da quanto scritto nella sezione “Breve storia del tifo palermitano”, il rapporto tra le Brigate Rosanero e i Warriors, che praticamente da quando sono nate tirano le fila in curva Nord, non è sempre stato dei più idilliaci. Già ai tempi della C, a Crotone, nell’85/86, si verificò in curva una furiosa rissa tra palermitani, che finì sui giornali. Tra Warriors e Brigate Rosanero c’è sempre stato un rapporto di amore e odio, rispetto e diffidenza. Il rapporto, intorno alla metà degli anni ’90, si era fatto teso, per svariati motivi, e la rottura giunse dopo una serie di incomprensioni. Nascevano immancabilmente delle gelosie tra di loro, non era chiaro chi comandasse in curva. La fase più critica si ebbe nella stagione 96/97, partita bene ma finita malissimo, con la retrocessione in C1 ed entusiasmi iniziali presto disattesi. Era diventata consuetudine che, dopo ogni partita in casa, la squadra lasciasse il campo tra i fischi e, a fine febbraio, iniziarono le prime contestazioni, col giocatore Caterino aggredito sotto casa. L’indomani vi furono degli scontri allo stadio durante l’allenamento. Alcuni tifosi vennero infatti alle mani con esponenti delle Brigate Rosanero, che in un momento così delicato per la squadra, adottarono una linea più morbida. Fino a quel momento i due gruppi portanti della Nord cercarono insieme di non far mancare il proprio sostegno, ma come sempre avviene quando le cose vanno male, vennero a galla anche vecchi dissapori. Entrambi i gruppi decisero una linea di comportamento verso la squadra, contrastando il modo di pensare dell’altro. Con la squadra a un passo dalla C, la curva disunita e semideserta, ormai allo sbando, si arrivò all’ultima partita casalinga col Chievo, quando, dal settore degli Warriors vennero alzati striscioni gravemente offensivi verso i calciatori; l’unico a salvarsi fu Massara, che lasciò lo stadio tra gli applausi. Terminato il campionato venne aggredito, davanti lo stadio, un altro giocatore, il portiere Amato. Comunque, anche se il rapporto tra i due gruppi non era certamente tra i più distesi, la tensione non era così grande da far temere episodi poco piacevoli. Proprio in quei giorni fu incendiata l’auto del direttore sportivo del Palermo, Franco Peccenini, ma lui stesso stigmatizzò l’episodio, escludendo il dolo e pensando magari ad un incidente. Nella notte tra l’1 e il 2 luglio ’97, uno sconosciuto entrò nella sede dei Warriors e sparò al viso di un ultrà, che in quel momento si trovava da solo, e lo ferì gravemente. Gli inquirenti seguirono la pista dei dissapori, delle liti nel tifo organizzato, ma il passato giudiziario dell’elemento in questione fece supporre che il fatto fosse legato a problemi personali con la malavita. Alcuni mesi prima la sede dei Warriors aveva già preso fuoco, ma venne accertato che si trattava di un episodio accidentale, dovuto alla negligenza di qualche tesserato. Episodi che non si cancellarono facilmente, ma vi fu una riappacificazione per il bene della curva. Il gruppo trainante si sentiva le Brigate, che pensavano che per essere ultrà bisognava soprattutto essere “uomini”, e proprio su questo punto si dilatavano le vedute coi W.U.P., composti da gente meno “regolare”. Altri incidenti, oltre a quelli sopracitati, vi furono all’inizio del 2006, a Messina, quando scoppiò una rissa apparentemente senza motivo. Alcuni appartenenti al gruppo U.C.S. tirarono fuori uno striscione polemico nei confronti della squadra, non all’altezza delle promesse precampionato, ma altri tifosi si opposero all’esposizione della scritta e furono botte da orbi, sedate a fatica dalla polizia. Il mercoledì successivo al “Barbera”, prima di un Palermo-Parma,  oltre a calci e pugni, volò anche qualche coltellata. -In Palermo-Ascoli del 21 dicembre 2002 fece comparsa di sé per tre minuti, in curva Sud, suscitando vero clamore e accese polemiche, lo striscione su carta “Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia”, raggelante messaggio alla politica targato Cosa Nostra, contro il carcere duro per i boss. I poliziotti lo sequestrarono subito e durante l’intervento uno degli agenti venne colpito ad un occhio. Tre i tifosi fermati ed identificati perché sospettati di aver partecipato all’aggressione. Nella notte tra la domenica e il lunedì vennero interrogate altre 40 persone. -Intorno alla metà degli anni 2000, e per alcuni anni a seguire, sia in curva Nord che in Sud, al centro, veniva sistematicamente esposta la scritta “Prima visione”. Tanti si chiedevano che significato avesse, molti lo scambiavano per lo striscione di un gruppo ultrà, ma in realtà altro non era che una catena-negozio di abbigliamento di Palermo, esattamente chiamata “Prima visione mode”. Il negozio era semplicemente gestito dalla mafia. -I “vecchi” Warriors erano un gruppo compatto, di matrice nazionalista e tradizionalista, potente nel tifo e nell’impatto coreografico, che ha avuto l’intuizione del Warriors Fans Club, della fanzine “Warriors News” e del sito Internet (tra i primi a farlo). -Il Borgo Vecchio Sisma è costituito da un appassionato gruppo di tifosi, attento alla ricerca di cori originali, alle lotte contro la “tessera del tifoso” e all’impegno nel sociale, visto che, in passato, hanno anche aiutato l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia, padre Ragona, nelle attività in favore dei bambini del quartiere. Ma anche altri gruppi sono stati in passato attenti alla solidarietà. Ad esempio, nel pub di Sesto Terrazzini, leader storico dei Warriors, venne organizzato tempo fa una serata per aiutare il piccolo Giuseppe, un bimbo gravemente ammalato. Le Brigate Rosanero, invece, hanno raccolto fondi per le vittime nelle zone terremotate e hanno promosso iniziative in favore di Telefono Azzurro. -Gli Ultras Curva Nord sono molto apprezzati per la loro mentalità “old style”, per i cori originali e per la spavaldità dei cortei, come ad esempio accadde a Barcellona, in occasione della partita di Coppa Uefa con l’Espanyol, nel 2005/06. -In curva Sud resistono, sia pure decimati dalle tante diffide, resistono i coriacei Ultras Curva Sud; nati nel 1999, si sono imposti all’attenzione nazionale per la loro mentalità e per la lotta contro il calcio moderno. Il loro motto è: “Ucs senza padroni”. Tra gli striscioni esposti in passato spiccano “Oggi tutti a firmare ma fieri del nostro ideale” e “No al calcio moderno, no all’ultras moderno: torniamo ai veri valori ultras”. Adesso si sono autosospesi. -Negli anni ’70, prima dell’affermarsi del fenomeno ultras, la curva era guidata da alcune storiche figure, celebri all’interno della tifoseria, come “Pinu u tasciu” (in siciliano significa di cattivo gusto, estetico e non) e “Vicè u pazzu” (Vincenzo il pazzo). Quest’ultimo seguiva la squadra in tutte le trasferte italiane; al suo funerale fu presente anche il presidente Renzo Barbera, che dichiarò: “Non potevo dimenticare una persona che mi ha sostenuto in tutti gli anni in cui sono stato alla guida del Palermo, era il minimo che potessi fare. A ogni viaggio me lo trovavo accanto, mi sentivo il dovere di accompagnarlo in questa ultima trasferta”. -La maggior parte dei tifosi del Palermo proviene ovviamente dalla città e dai dintorni di Palermo. Ma la squadra rosanero è molto popolare anche in gran parte della Sicilia occidentale e tra gli emigranti siciliani stabilitisi al Nord Italia, risultando una delle compagini con più seguito di sostenitori nelle trasferte. Molti tifosi palermitani risiedono anche all’estero, soprattutto nei luoghi caratterizzati da forte immigrazione siciliana, come gli Stati Uniti. Alcuni tifosi del Palermo, residenti a Solingen, in Germania, hanno fondato pure una squadra denominata “FC Rosaneri”. Mentre in Italia, secondo un sondaggio del 2008, il Palermo può contare su circa 1.470.000 tifosi, posizionandosi nella top 10 delle squadre con più tifosi. La sola città di Palermo può contare su un grande bacino d’utenza, essendo la quinta città d’Italia, dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, per numero di abitanti: 654.000 circa. -Uno dei principali problemi da affrontare, per i palermitani, è da sempre quello delle trasferte, data la posizione geografica svantaggiosa della città, la metropoli più a Sud d’Italia. Anche le trasferte più vicine distano centinaia di chilometri. Solo chi l’ha provato può sapere cosa significa dover partire il sabato mattina, spesso in treno, trascorrere 24 ore di viaggio, assistere ad una partita e ripercorrere lo stesso tragitto, rientrando magari a casa il lunedì pomeriggio. Oltre al tempo trascorso in viaggio, va considerato anche il dispendio economico, considerando che molta gente non lavora ed è difficile raccogliere certe cifre per i ragazzi, anche se, nei casi in cui vi sono due trasferte consecutive e una è più importante dell’altra, si cerca di essere sempre presenti. Un aiuto molto importante arriva dalle sezioni ultrà palermitane sparse ovunque sul territorio nazionale. Da ricordare senz’altro la già citata trasferta all’Olimpico di Roma nel 2011 per la finalissima di Coppa Italia Inter-Palermo, ma torna alla mente anche quella contro la Lazio, sempre a Roma, nell’82/83, con duemila palermitani al seguito e quella di Catania nel ’78 con migliaia di ultras palermitani che invasero la città etnea. Una delle più travagliate, e che sarà sempre ricordata, è stata quella della prima finale di Coppa Italia di C, nel 1988, col Monza, dove erano presenti circa 1.800, che raggiunsero la Brianza in pullman, durata la bellezza di quattro giorni. L’andata di quella finale di Coppa Italia di C, col Monza, fu l’ultima partita giocata nella vecchia “Favorita”, prima del leafting per i mondiali. Andando più a ritroso col tempo, un’altra trasferta memorabile si ebbe nel 1971/72, quando una nave carica di tifosi partì per Napoli, dove, contro il Sorrento, il Palermo conquista la Serie A, seguito da 10mila supporters. -Negli anni ’70 le invasioni di campo erano piuttosto frequenti. Nel 76/77, in Palermo-Ternana, avvenne uno “scambio” di lacrimogeni tra polizia e tifosi, con l’arbitro che fu costretto a lasciare il campo in elicottero, e ancora più in là col tempo, nel 73/74, montò la rabbia della Sud e vi furono grossi casini. -Il 13 luglio 2012 la tifoseria palermitana è stata riconosciuta come la più corretta della stagione 2011/12, ottenendo il riconoscimento del Trofeo Fair-Play “Gaetano Scirea”, istituito dal Consiglio della Lega di Serie A. -Prima dell’inizio della stagione 2009/10, la società ha ritirato la maglia numero 12, in segno di riconoscimento verso i tifosi palermitani, considerati appunto il 12° uomo in campo. -Col fallimento del Palermo, e la sua radiazione da ogni campionato professionistico o dilettantistico, nella stagione 1986/87 la “Favorita” aprì i battenti solo il 7 dicembre, grazie al presidente della Roma, Dino Viola, per un’amichevole tra la squadra capitolina, che scese in campo con la maglia rosanero, e l’Unione Sovietica Olimpica. -Nel 1987/88, in C2, con l’inizio dei lavori di ristrutturazione dello stadio, gli ultras palermitani si spostano in curva Sud, unico settore agibile oltre la Tribuna. -Nel 1996 le Brigate Rosanero decisero, dando il buon esempio, a un anno dalla morte del genoano Spagnolo, di sospendere a tempo indeterminato 19 tifosi, per lo più minorenni, che il 27 gennaio di quell’anno furono stati fermati alla stazione di Roma Termini, diretti a Cesena per l’anticipo Cesena-Palermo, per aver pestato l’addetto alla ristorazione. Dopo l’identificazione vennero rispediti a Palermo, senza nemmeno assistere alla gara. -Intorno alla metà degli anni ’90, per un certo periodo, è stato esposto lo striscione “Bombolo innocente”, riferito ad uno degli ultras messinesi condannati per l’omicidio di Salvatore Moschella, tifoso siracusano che si gettò dal treno, nel tentativo di sottrarsi da una rissa coi messinesi che tornavano da una trasferta a Ragusa, nel ‘94 -Una delle più belle coreografie di sempre è stata quella col Messina, in B, nel 2003/04, che coinvolse tutta la curva Nord, su cui campeggiava lo striscione “Vecchi valori per nuova gloria”, dogma degli ultras palermitani. .

Liberi pensieri: “Curva Nord orgoglio rosanero” (Pa-Catania 80/81 e altre gare stesso anno), “Rosanero siamo sempre con voi” (87/88), “Catanese maiale Palermo è Mondiale”, dato che Palermo era una delle sedi dove si svolsero i Mondiali di calcio di Italia ’90 (Pa-Catania 89/90 a Trapani), “Soda segna il gol della vita x vincere la partita”, rivolto all’allora attaccante del Palermo, ex-Empoli, Antonio Soda (1994); “Avete avuto i soldoni?…ora fuori dai coglioni!” (Pa-Chievo 94/95, contestazione alla squadra); “Massacriamoli” (Pa-Savoia 98/99), “Ai coglioni e ai gemellati gli striscioni abbiam fregati” (Pa-Catania 99/00), “Palermo sacra agli dei, Messina un ghetto per gay” (Pa-Messina 00/01), “-11 minchia ru friddu”, il distacco di punti tra Palermo e Catania (Catania-Pa 00/01); “Elisabetta la Nord ti aspetta” (apprezzamenti alla moglie dell’allora presidente del Catania Gaucci), “A Catania sfilano i gay, finalmente sappiamo di che pasta sei” (sfilata dei gay a Catania in quel periodo), “Noi la Tradizione, voi la razza inferiore” (Palermo-Catania 00/01); “La fiamma della nostra fede illumina la nostra curva” (Pa-Crotone 01/02), “Come un fiume in piena, come il vento che devasta, si scatenano i guerrieri e comincia la tempesta!!!” (Pa-Modena 01/02), Reggino infame fai puzza di letame”, “Col Messina e la Reggina questo Stretto è una latrina” (Pa-Reggina 01/02); “X i nazionali: cantare l’inno è un onore per pochi…” (Pa-Salernitana 01/02), “Undici ultras per una curva di guerrieri” (Pa-Roma 01/02), “Arbitri: mercenari, nordisti…ora basta!”, “Sotto l’albero di Natale…un arbitro che sappia arbitrare!” (Pa-Vicenza 01/02); “Siete come la lira non valete + niente” (Pa-Perugia 01/02), “La tradizione è una bellezza da conservare…nessuno cancellerà gli ultrà dalle curve italiane!!!” (Pa-Pistoiese 01/02), “Per non dimenticare: onore alle vittime della Foibe”, “Guevara?…uno Che faceva magliette”, “Voi come la Fiorentina…ben cotti alla brace!” (Pa-Livorno 02/03, da notare l’opposta matrice politica); “Sudate la maglia” (Pa-Cagliari 02/03), “Perché vogliamo la A? per non giocare al sabato!” (Pa-Taranto, Coppa Italia 02/03), “Il nostro stadio intitolato a chi ha sempre amato squadra e città con passione vera, guidaci dall’alto Renzo Barbera”, presidente del Palermo Calcio dal 1970 al 1980, nel ’90 venne nominato Presidente onorario; dal settembre 2002, a soli 4 mesi dalla sua scomparsa, lo stadio è intitolato a lui (Pa-Siena 02/03). “Nucleo Operativo Carabinieri Sicilia”, con le iniziali a formare la sigla “Nocs”, gruppo ultrà messinese; “Inchinatevi al capoluogo!!!” (Pa-Messina 03/04). “Onore rispetto e lealtà questa è la nostra mentalità” (Roma-Pa, metà anni ’00), “Fieri di un amore”, “Messina ti odio” (Messina-Pa 04/05), “Noi in A con onore e sacrifici, voi passando x gli uffici” (Lazio-Pa 04/05), “+stornelli –tornelli”, “+decreti –spettatori”, “Noi qui a sostenerti per chi non può vederti” (Pa-Empoli 05/06); “Vincere per chi è a firmare” (Siena-Pa 05/06), “Reprimi quanto vuoi ma non ci avrai mai come vuoi…”, “66 giorni 16 partite: lotta combatti e non mollare!”, “Parli di ultras da diffidare, ci controlli se andiamo a firmare, ma zingari e clandestini fanno quello che gli pare” (Pa-Chievo 05/06); “Uefa: per noi ultras un sogno realizzato, per voi tifosi un evento snobbato!” (Pa-Lokomoti Mosca, C. Uefa 05/06), “Verità su Verona-Brescia Giustizia per Paolo” (Pa-Cagliari 05/06), “Giocate il vostro derby con la Reggina…noi aspettiamo il Catania!!!” (Messina-Pa 05/06), “In giro per l’Italia e per l’Europa a difesa dei nostri valori onorando i nostri colori!” (Pa-Milan 05/06), “Disprezzo totale x il tifoso occasionale!!” (Pa-Treviso 05/06), “Bastardi…i bambini non si toccano!!”, “In un Italia da recuperare pensate solo a diffidare!!” (Pa-Ascoli 05/06); “Palermo: grande ed immensa città, una storia, una cultura, dei colori rappresentati da pochi ultras e da gente che di mentalità non ne sa proprio niente!!!”, “Zamparini fuori dalla Lega!”, “Non saremo mai come voi…servi di nessuno!” (Pa-Messina 05/06); “Rispetto per chi muore per la patria”, “Traditoni”, “Accolto cresciuto osannato, da vero porco te ne sei andato”, forte contestazione all’ex Luca Toni, passato dalla maglia rosanero a quella della Fiorentina (Pa-Fiorentina 05/06); “Ti abbiamo cercato, ti abbiamo trovato ma come un coniglio sei scappato”, “Un presidente servo di Moggi, questa la Reggina dei giorni d’oggi!!”, “Da 2 anni ti aspettiamo, Denise: noi non dimentichiamo”, riferito a Denise Pipitone, la bambina di 3 anni scomparsa il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo (TP), vicenda che ha fatto tanto scalpore a livello nazionale (Pa-Reggina 06/07). “Ti odio in tutte le lingue del mondo”, coreografia che parafrasa un film di Pieraccioni dell’epoca, con “Ti odio”, al posto di “Ti amo”, scritto in diverse lingue; “Hai ben poco da cantare”, “All’Agip con i cesenati ci avete affrontati e siete scappati!”, “La tua vera dannazione? guardarci il giovedì in televisione!!” (Pa-Catania 06/07). “Ci potete negare lo stadio e la libertà ma nessuna legge speciale potrà impedirci di essere ultrà”, “Fieri e orgogliosi di essere terroni”, “Gigi vive, adesso più di sempre domani più di adesso” (Pa-Atalanta 06/07); “Il primato ci fa sognare…ma ogni domenica c’è una battaglia d’affrontare!!”, riferito al 1° posto in Serie A che occupava il Palermo in quel periodo; “Per i nostri colori…per i nostri ideali…e per tutti quelli che presto torneranno al nostro fianco combattiamo e non molliamo” (Pa-Torino 06/07). “Accusati di niente ma colpevoli di essere ultras”; “Il tuo tricolore non ha valore”, riferito allo scudetto 05/06 assegnato all’Inter al tavolino, anche se vinto dalla Juve sul campo, per via della vicenda di Calciopoli (Pa-Inter 06/07). “Né destra né sinistra solo Palermo”, “Del Livorno me ne frego”, “Fischi l’inno nazionale sei bastardo e un infame” (Pa-Livorno 06/07); “Sempre in prima linea a portare avanti una passione…onore a te Tradizione”, riferito all’ex gruppo romanista Tradizione Distinzione (Pa-Udinese 06/07); “Quando avranno finito di diffidare tutti noi…inizieranno a diffidarsi fra di loro!”; “75 anni di gioie e dolori, una storia ogni partita onore a te gloriosa ‘Favorita’”, in onore dello stadio di Palermo; “Ti credi ultras ma…vendi ‘l’ideale’ nei tuoi negozi in città” (Pa-Lazio 06/07). “Primi o ultimi in C2 o in A da 30 anni sempre presente in questa fogna di città!”, “Vi piace parlare di mentalità, andate a farvi le ossa poi si vedrà” (Catania-Pa 06/07); “07/10/04 Gigi vive: il tuo ricordo indelebile nel tempo”, per un ultrà prematuramente scomparso (Pa-Reggina 07/08); “Noi non dimentichiamo, giustizia per Gabriele”, riferito all’uccisione del laziale Gabriele Sandri l’11 novembre 2007 all’autogrill di Badia al Pino -Ar- (Pa-Fiorentina 07/08); “Pretendiamo 11 leoni” (Pa-Cagliari 07/08), “Diffidati presenti! Ucs”, “Senza voi…non è derby per noi!”, vista la trasferta vietata ai catanesi (Pa-Catania 07/08); “Sensi nel cuore”, riferito alla scomparsa, nell’agosto 2008, dell’ex presidente di Roma e Palermo, Franco Sensi (Pa-Roma 08/09). “Un abbraccio a Calaiò”, giocatore nato a Palermo, all’epoca al Siena (Pa-Siena 08/09); “Questa è Coppa nostra”, parafrasando il mafioso “Cosa nostra”, “Storia a pagina 2011” (stendardi in Palermo-Inter, finale di Coppa Italia 2010/11, a Roma); “Megghiu un cannolo che centu ricciarelli” (stendardo Si-Palermo 11/12), “Un altro angelo è volato in cielo…ciao Francesco” (Pa-Milan 11/12), “Trasferte libere” (Pa-Catania 12/13). 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy