Curva Ospiti | I tifosi dell’… Avellino

Curva Ospiti | I tifosi dell’… Avellino

Fonte: Claudio “Freccia” Gruppo principale: Ultras Avellino 1912 Altri Gruppi/compagnie esistenti: Vagabonds Piazza di Pandola, Ammuinati, Cantina Boys, Quelli di Sempre, Gioventù Biancoverde, Old Style, Cantina Boys, Irpini del Nord, Girls Avellino, Curva Sud Wild Wolf Montoro, Gente Selezionata

Fonte: Claudio “Freccia”

Gruppo principale: Ultras Avellino 1912

Altri Gruppi/compagnie esistenti: Vagabonds Piazza di Pandola, Ammuinati, Cantina Boys, Quelli di Sempre, Gioventù Biancoverde, Old Style, Cantina Boys, Irpini del Nord, Girls Avellino, Curva Sud Wild Wolf Montoro, Gente Selezionata, Green Wolf, Bad Wolf, Votta Votta, I Lupi Montemarano, Capitale Biancoverde  Roma, Pasqualino & Pakito sez. Monteforte

Sito Internet: http://forum.pianetabiancoverde.ithttp://avellino-calcio.itwww.forzavellino.netwww.avellinofans.it

Politica: apolitici, con all’interno correnti sia di sinistra che di destra.

Una coreografia nella curva dell'AvellinoAmicizie: Casertana: vecchia amicizia, piuttosto solida, risalente agli anni 80-90, dovuta forse principalmente alla rivalità comune verso i salernitani. Gemellaggio storico specie con i Fedayn Bronx Caserta, ma ultimamente si sente parlare “solo” di forte amicizia. I Green Dragons erano direttamente gemellati coi South Kaos Caserta e spesso si scambiavano visite. In Avellino-Spal 04/05 esposta la scritta d’incoraggiamento per un periodo difficile dei rossoblu “Caserta rialzati”. Messina: solida, ancorché sentita amicizia, che dura ormai dal 1991, all’insegna delle reciproche visite e scambi, dovuta soprattutto al fatto che i loro più acerrimi nemici sono palermitani e salernitani, che erano a suo tempo gemellate e che odiavano al tempo stesso messinesi e avellinesi. Basti ricordare che in un Avellino-Messina del marzo 1991, le due tifoserie cantavano all’unisono “Chi non salta è di Salerno, e chi non salta è di Palermo”, che fece tremare tutta la città, tanta era la rabbia per le due comuni rivali. L’amicizia si regge comunque su basi solide, con diversi punti di affinità, dalla mentalità ultras alla comune appartenenza meridionale. In Messina-Avellino 2000/01, l’amicizia che lega le due tifoserie è stata cementata con un giro di campo coi bandieroni e scambi di sciarpe. Gli irpini esposero, durante la gara, lo striscione “Amicizia e rispetto per i padroni dello Stretto”, i messinesi “Benvenuti lupi”. Ultimamente però il gemellaggio è meno forte, tramutatosi in normale amicizia o buoni rapporti. Esposto in Avellino-Pisa 12/13 lo striscione “Auguri Nocs!”. In Milazzo-Avellino 10/11 era presente la scritta “Nocs”. Presenti la scorsa estate al funerale di Uriele, fondatore dei Bush, i “Nuclei Messina”. Cavese: amicizia dovuta all’odio comune verso i salernitani e ad una determinata “concezione” del movimento ultras; amicizia rafforzata dalla tragedia del giocatore Catello Mari, scomparso 7 anni fa in un incidente stradale, a cui è intitolata la curva della Cavese. In Avellino-Cavese 06/07 esposto a suo ricordo lo striscione “Sempre onore a chi lotta per una maglia, due colori, un ideale, onore a Catello Mari…ultras in campo”. I “New Bush” (nome italianizzato “nuova macchia”) erano, diversi anni fa, in contatto diretto con gli “Ultrà Cava”. Juventus: vecchio gemellaggio, siglato soprattutto tra i Fighters Juve e il Commando Green Stars, nel tempo poi sbiadito e quasi dimenticato, maturò per la solidarietà del dopo terremoto, per l’intesa tra le due società ed anche per il punto salvezza nel famoso Juve-Avellino 3-3 del 78/79. Poi nel ’90, quando la Juve disputò ad Avellino, causa squalifica del campo della Fiorentina, il ritorno della finale di Coppa Uefa, che finì 0-0, ma che vide la Juve vincitrice della Coppa avendo vinto 3-1 all’andata a Torino, il pubblico avellinese abbracciò idealmente i tifosi della Juventus e fu una bolgia infernale, con gli avellinesi che diedero una grossa mano nel tifare. Da allora, però, soprattutto perché le due squadre, militando sempre in categorie diverse, non si erano più incontratei, rapporti si erano alquanto raffreddati, tanto che non si parlava più di gemellaggio ma di flebile amicizia. Ma quest’anno, in una fredda serata di dicembre, in occasione degli ottavi di Coppa Italia 2013/14, l’amicizia tra i padroni di casa e gli avellinesi, tantissimi e coloratissimi allo Juventus Stadium, dove hanno fatto davvero un bel tifo, si è potuta di nuovo rinsaldare, coi tifosi bianconeri che intonavano “Tornerete in Serie A”, verso la macchia verde irpina. Sambenedettese: amicizia e forte rispetto, nato quando gli avellinesi parteciparono ai funerali del leader della curva della Samb.se Massimo Cioffi, nel 2004, precipitato dal secondo anello della curva Nord. In Avellino-Samb.se 04/05 venne esposto dagli irpini lo striscione “L’ideale non muore: Cioffi vive”, con i sambenedettesi che risposero con “Il vostro gesto mai nessuno dimenticherà…rendiamo onore alla vostra mentalità! 23/11/04 grazie Curva Sud! Onda d’Urto”. Ai funerali i sambenedettesi, per ringraziare della presenza gli irpini, esposero fuori la chiesa lo striscione “Rispetto e lealtà abbiamo riconosciuto, agli amici d’Avellino il nostro saluto!”, mentre in Avellino-Samb.se 06/07, i padroni di casa scrissero “Il suo ideale sopravvive nei nostri cuori la sua passione illumina il nostro cammino, Massimo Cioffi vive”. Trapani: bel rapporto quello coi siciliani, che dura ormai da qualche anno. Indimenticabile per i trapanesi l’accoglienza che ebbero l’anno scorso nella partita di Supercoppa di Lega Pro disputata ad Avellino, quando circa 300 trapanesi si presentarono senza tessera, e una buona parte di avellinesi rimase fuori lo stadio con loro, invece di guardare la partita, per fraternizzare e rinsaldare l’amicizia: un bel gesto di solidarietà. In Trapani-Avellino del dicembre ’13, massimo rispetto tra le due tifoserie con scambio di chiacchiere e bevute di birra nel prepartita. Nocerina: vecchio rapporto di buona vicinanza nato nel ’78. Li accomuna l’astio verso i granata salernitani. Ischia: vecchio legame, ora sbiadito, anche perché le due squadre ultimamente non si sono incontrate spesso. Gli Eterni ’91 erano fortemente amici loro. Una volta, contro la Reggina, fecero visita ai biancoverdi. Atalanta: qualche annetto fa nacque una sorta di amicizia-reciproco rispetto con loro, ed in trasferta a Catania, dove i biancoverdi  erano in circa 170, venne esposto lo striscione “Brigate” in segno di solidarietà nei confronti del “Bocia”, grande capo-ultrà atalantino che aveva da passare grossi guai giudiziari. Dopo la partita di ritorno Playoff Albinoleffe-Avellino (2-3), del giugno 2006, che decretò la retrocessione dell’Avellino in C1, appena usciti dallo stadio, gli avellinesi trovarono una decina di ultras dell’Atalanta, tutti con la maglietta “Brigate”, coi quali si strinsero la mano e chiacchierarono per un bel po’ di tempo, andando anche a finire a mangiare panini e bere birra insieme. Udinese: i “New Bush” erano in stretto rapporto d’amicizia coi North Boys Udinese, roba di fine anni 80-inizio 90. Cremonese: i “Red & Grey Supporters” Cremona, vecchio gruppo scioltosi alcuni decenni fa, avevano un amicizia con gli avellinesi. Buoni rapporti/reciproca stima anche con Ancona.

Una prospettiva della curva dell'Avellino al PartenioRivalità: Salernitana: fortissimo odio, rivalità acerrima, antichissima, regionale. In Salernitana-Avellino 95/96, in un “Arechi” quasi esaurito, con tifo di prim’ordine di entrambe le fazioni, si segnalarono tafferugli tra tifosi irpini e polizia, con scontri fuori dallo stadio e 15 ultras diffidati. Nel ’91, all’”Arechi” di Salerno, sotto la curva ospite si presentò il Siberiano, capo-ultrà salernitano, scomparso purtroppo alcuni anni fa, per sfottere e cercare la rissa. Si narra che ne prese tante e che gli venne sottratto tutti gli striscioni. L’esperienza più celebre resta quella del 95/96. Da settimane i salernitani facevano i bulletti, andando ad Avellino ad infastidire anche la gente che non c’entrava nulla col calcio. Si dice che partirono in tre, destinazione “Arechi” e, una volta lì, scavalcarono e puntarono dritto verso lo sgabuzzino, rubando uno stendardo 6×1, che poi, la domenica, appena entrate le squadre in campo, lo incendiarono con una torcia. Gli “Executors”, diversi anni fa, vi persero lo striscione, ed anche quello degli “Allupati” finì in mano salernitana. Forti incidenti a Salerno nel 90/91 e, nel proseguo degli anni, andava sempre peggio. In Avellino-Salernitana 06/07, gli avellinesi esposero gli striscioni: “Nuova squadra, nuovo logo…nuova società, ma quale ‘a difesa della nostra città’, leva quella pezza ed abbi un minimo di dignità”, in riferimento al tale striscione che i salernitani esponevano in quel periodo, e “La nostra terra ci dà da mangiare, il vostro mare…un posto dove pisciare”. In Avellino-Salernitana 03/04, solita “guerra” a colpi di striscioni al vetriolo, di stampo irpino: “Se non era x Carraro…oggi andavi a Catanzaro…”, “Scusate l’assenza di coreografia: a noi l’essere, a voi l’apparire”, “Ripescaggio con gioia ultima vergogna della tua misera storia” e “Noi Serie B Tim, voi Serie B Tar”. Incidenti allo stadio anche in quella gara. Benevento: rivalità acerrima, di campanile, antica, molto sentita. Ad esempio in Avellino-Benevento 2000/01 gli avellinesi esposero gli striscioni di scherno “Curva Nord ore 15: sagra di conigli”, Stregone facci una magia…sparisci” e “Quanta merda di fronte a noi”, mentre i beneventani, detti appunto “stregoni”, esposero “1 anno no 1 anno sì: ad AV il tifo è così”, accusando gli irpini di essere troppo umorali. Striscioni ironici anche in Avellino-Benevento 11/12: “Ma quale gloria…quale storia?! di voi nel calcio che conta nessuna memoria”, coi beneventani che rispondono con “Storia, cultura, tradizione…Sannio Regione!”. Rubato alcuni anni fa uno striscione avellinese esposto poi in curva sannita. In Benevento-Avellino 04/05, i sanniti di casa esposero “Problemi d’insonnia? contatevi le pecore!” e “Se del calcio siete la storia meglio perder la memoria”, mentre gli avellinesi risposero con “Ci siamo sempre scontrati col celerino, per una volta…vieni avanti cretino”. In Avellino-Benevento 04/05 gli irpini esposero “Totale indifferenza per la vostra inconsistenza”; si verificarono scontri tra tifosi, venne rubata una “pezza” beneventana dagli irpini. Savoia: antica, sentita rivalità regionale. Derby sempre infuocati, con striscioni sempre irriverenti, anche di cattivo gusto, come il “Pedofili” degli avellinesi ai savoiani nel 2000/01. Sempre nella stessa stagione, a Torre Annunziata, fu consentito ai tifosi ospiti di raggiungere il settore loro riservato “passeggiando” sotto la curva e i distinti dello stadio “Giraud”, danneggiando auto e motorini. A fine gara la rabbia degli ultras oplontini venne sedata solo dall’intervento delle forze dell’ordine, che permisero dopo ore l’uscita dei circa 300 avellinesi. Pochi giorni dopo, in Coppa Italia, Savoia e Avellino s’incontrano nuovamente, ma di tifosi avellinesi non se ne vede. Napoli: rivalità sentita, regionale; per gli avellinesi, peccando forse un po’ di presunzione nei confronti delle altre compagini campane, il loro vero derby è col Napoli. E parlando di Avellino-Napoli, viene subito in mente la tragica morte nel 2003 del ventenne tifoso napoletano Sergio Ercolano, precipitato nel vuoto durante scontri tra tifosi e polizia, il cui decesso non ha trovato ancora giustizia. L’astio tra le due tifoserie, dopo quella tragedia si è allentato non poco comunque. Si ricorda poi, diversi anni fa, lo scontro sulle gradinate della Nord del “Partenio”, epico, tra avellinesi e napoletani per lo striscione “Metal Hurlant”, che i partenopei cercarono di rubare senza riuscirci. Ma all’origine della rivalità c’è il cattivo comportamento dei napoletani ad Avellino in un derby perso da loro 3-0, nell’81/82, dando vita a spiacevoli incidenti, che da allora hanno rovinato, senza motivo, i rapporti tra le due tifoserie, per poi prestare il fianco a polemiche e fomentare altre violenze. Taranto: nei primissimi anni 90 si presentarono a Taranto in circa mille; la polizia non interveniva nonostante arrivassero pietre. Nel 2° tempo gli venne tolto lo striscione “Kaya” dai tarantini, così moltissimi avellinesi scesero al primo anello per farsi giustizia e riprendere lo striscione, con la polizia che caricava i tarantini con lo striscione, che quindi venne recuperato in qualche modo, comunque non fu affatto una trasferta facile. A fine gara furono costretti ad attendere l’uscita dei tarantini, solo che, dopo alcuni chilometri, cominciarono a volare delle pietre; gli avellinesi decisero di scendere e caricare i tarantini per disperderli e, a quel punto, la polizia li ha attaccati rompendo qualche vetro del pullman. Bari: rivalità storica, antica; il “Bronx” Avellino perse lo striscione in quel di Bari, inoltre sono gemellati fortemente coi salernitani, quindi c’è da aggiungere poco, se non il fatto che la rivalità è sempre esistita. Andria: il gruppo avellinese “Allucinati” si fece grattare lo striscione negli anni 90, ingenuamente ma anche in maniera “sleale” da parte del servizio d’ordine del posto. Al termine del match, fuori dal “Degli Ulivi”, gran bordello con incidenti tra gli avellinesi, che volevano andarlo a recuperare, e la polizia, ovviamente non d’accordo al proposito. In Avellino-Andria dell’anno scorso, gli andriesi erano presenti in discreto numero; gli irpini non persero tempo, punzecchiandoli con vari cori offensivi, come “Noi odiamo tutta la Puglia”, ripetuto più di una volta, al quale gli ospiti replicarono con un forte “Salerno, Salerno!” e “Noi non siamo napoletani”. Poi tirarono fuori lo striscione rubato e nell’intervallo lo incendiarono. A fine partita, grazie anche al contemporaneo 1-0 del Viareggio sul Perugia, si fa festa grande in casa biancoverde, con l’attaccante Biancolino che, con tanto di sciarpa al collo, scavalca la recinzione, entra in curva e sale fin sulla balaustra dell’anello superiore della Sud, a far festa coi tifosi. Foggia: c’era una vecchissima amicizia, rimasta viva per qualche anno, ma nel 90/91, gli avellinesi, partiti alle 9 e trattenuti a Benevento fino alle 13,30, arrivarono a partita iniziata da venti minuti, stipati dalla polizia in uno spazio angusto in 3mila, coi foggiani che continuavano a tirare pietre senza che la polizia intervenisse. Pescara: vecchie ruggini anni 80-90, si narra che un anno a Pescara gli avellinesi, in una 50ina, facessero collezione di sciarpe biancazzurre. Juve Stabia: antica rivalità regionale, di campanile. In Avellino-Juve Stabia 06/07, gli irpini, riferendosi ad un azione fatta sotto la curva loro in un amichevole estiva, esposero lo striscione “05-08-04: sotto la tua curva ci volevamo divertire, invece di lottare solo le pietre hai saputo tirare!!! Stabiese ridicolo!”. Nella stessa gara replica degli stabiesi: “Di padre pecora di sorella scrofa…il tuo derby è a Solofra”. Catania: vecchie ruggini, essendo nemici acerrimi dei messinesi, gemellati con gli irpini; portato spesso, in casa e fuori, lo stendardo “ Odio Ct”. In Avellino-Catania 03/04, esposta la scritta “27-5-01 via Piave mormorò…non passa lo ‘straniero’”, con la parola “straniero” scritta in rossazzurro, i colori del Catania, che rimanda a scontri avvenuti anni fa. Di certo negli anni ’80 erano battaglie.  Verona: vecchie ruggini, classico rapporto d’inimicizia tra Nord e Sud. Torino: rivalità vecchia, fin dagli anni 70-80, storica anche per l’amicizia degli avellinesi con gli juventini. Catanzaro: vecchie battaglie datate anni 80. Nola: vecchia ruggine risalente anch’essa agli anni 80.

Una coreografia della curva dell'AvellinoIn passato “noie” anche con: Lucchese: si verificarono alcuni incidenti diversi anni fa, le cui micce si accesero dopo che avevano persino stretto con i lucchesi una sorta di patto amichevole, andando sotto la loro curva e scambiando chiacchiere coi “Panthers Front”. Poi, soprattutto per l’andamento della partita, si crearono i presupposti per scatenare le ire dei tifosi, che si sfogarono anche con le infrastrutture locali e con passanti inermi e ignari della vicenda. E ciò successe nonostante gli irpini fossero ignari del gemellaggio che intercorreva tra lucchesi e salernitani, acerrimi rivali dei biancoverdi. Reggina, Brescia, Cesena, Pisa, Battipagliese, Turris, Paganese, Crotone, Campobasso, Ascoli.

Nozioni storiche del tifo avellinese: Si parla di Avellino e subito viene in mente, oltre alla tragedia del forte terremoto del 23 novembre 1980, la verde Irpinia e quella squadra magica che nel 1977/78, dopo aver conquistato la Serie B cinque anni prima, approda in Serie A, per restarci 10 anni consecutivi, un decennio fatto di salvezze dignitose, più che miracolose, facendo la voce grossa anche con le grandi, alimentando la leggenda della famosa “legge del Partenio”, dove tutte, piccole e grandi, dovevano sudare maledettamente per portare a casa qualche punto, basti pensare che la Juve, in Irpinia, in dieci anni, racimolò solo dieci punti. Riguardo al pubblico caldo e ostile di Avellino, il compianto presidente della Roma degli anni 80, Dino Viola, ebbe a dire che “L’Avellino può cambiare squadra, allenatori, tutto, ma con quel pubblico che li trascina dall’inizio alla fine, giocare al Partenio sarà sempre difficile per tutti”. Era l’Avellino di Juary, il brasiliano un po’ matto che dopo ogni goal danzava intorno alla bandierina; del povero Dirceu, morto a soli 43 anni, in un incidente stradale a Rio, mentre guidava la sua Porche; di Barbadillo, Ramon Diaz, Di Somma, De Napoli, di Tacconi, di Carnevale, di Vignola, di Tagliaferri, ecc., tutta gente tosta, che da lì spiccò il volo per intraprendere belle carriere. Avellino era ambiente ideale per i giovani che si volevano lanciare e per i più attempati che volevano chiudere in bellezza la carriera. Il primo club di tifosi irpino nasce nel 1973, sull’onda dell’entusiasmo per la promozione in B, denominato “Lupi Irpini club ‘Ubaldo Martinez’”. Poi, via via, nascevano altri clubs, come i “Lupi Irpini”, “Ciccio Cupolo”, “Gli Ultras”, il club “Fedelissimi”, “Borgo Ferrovia”, “San Tommaso”. Con l’approdo in Serie A, un gruppo di ragazzi tifosissimi dell’Avellino che si ritrovano presso la discoteca “Rendez vous”, decidono di formare il primo vero gruppo organizzato: nascono così i “Green Stars”, che già dal nome (“stelle verdi” in italiano), facevano capire il loro intento. Il ricordo più bello di quel periodo è forse quello dell’invasione di Genova, con quasi 15.000 tifosi festanti per la storica promozione in Serie A. I fondatori del Green Stars erano volonterosi, fedelissimi ai colori biancoverdi, fortemente passionali. I Bar “Broadway” e “Picone” erano i luoghi preferiti per pianificare coreografie e trasferte. Il loro stile di tifo era tra passato e moderno. Dopo di loro nascono i “Kaya”, i “Celtics”, nel ’79, gli “Executors”, i “Bad Boys San Tommaso”, il “Bronx” e i “Bush”. I primi quattro anni di Serie A furono indimenticabili per la tifoseria biancoverde, perché tutto lo stadio faceva sentire il suo calore alla squadra. Ma col passare del tempo, soltanto i gruppi della curva, divenuti sempre più numerosi, hanno continuato a incitare la squadra. La curva Nord era occupata dagli “Executors”, mentre nei Distinti prendevano posto gli “Ultras” del leader Marcantonio, oggi purtroppo non più in vita. Una delle cause della separazione era costituita dalla misura troppo lunga dello striscione “Commando Green Stars Curva Sud 1978”, che non lasciava spazio ad altri striscioni in curva. Altra motivazione era quella che sia gli “Executors”, che gli “Ultras” non condividevano alcune scelte dei Green Stars, anche se i rapporti erano comunque ottimi. Perduta,  nell’87/88, la Serie A, in cui aveva acquistato una presenza consolidata, inizia la crisi societaria, che ha avuto un ruolo predominante alla vigilia dell’80/81. Da allora è cominciato il declino dell’Avellino, con la caduta in C nel ’92, quando fece scalpore l’episodio delle 11 croci piantate sul terreno del “Partenio” (di cui parliamo a parte), ma nel 1994, il presidente Sibilia, indimenticato per la storica promozione in A, si riprende la squadra e la riporta in cadetteria (94/95), anche se è il classico fuoco di paglia. Nelle ultime partite nasce un dissidio tra la squadra e la società, che torna subito in C. Da allora, tra tifoseria e presidente scoppia la guerra: in curva e nei restanti settori, i tifosi si contano sulle dita, la gente si disamora e per protesta non va più allo stadio. Tutto questo permarrà fino a quando Sibilia cederà la società al duo Aliberti-Pugliese, nella stagione 2000/01: il pubblico torna alla grande e si sfiora la finale Playoff. Gli attriti e le diatribe interne alla Sud, venute di conseguenza alle due retrocessioni, dalla A alla B e dalla B alla C, svaniscono. L’anno dopo entra, come consulente, l’ex re del grano Casillo, ma è un anno da dimenticare. Brutti episodi l’aggressione ai giocatori Diè e Pellicori, con schiaffi e pugni, dopo la sconfitta di Lanciano e la bomba carta fatta esplodere davanti la villetta del centrocampista Pisciotta, finiti su tutte le prime pagine dei giornali, facendo passare la tifoseria avellinese come violenta, cosa che non è. Nell’85 si formano i “Green Rock”, nati come Green Stars sez. Rock, con l’intento di distinguersi dal resto della tifoseria avellinese, come gruppo “fuori”, portando il calore avellinese in tutti gli stadi. Nell’88 nascono i Cruels, in risalto per la particolare mentalità, la presenza, anche in anni bui, la compattezza e l’amore per la maglia. Altro gruppo importante è il “New Bush Antonio Petrillo”, sorti dalle ceneri del disciolto “Bush” nel 1989, dando subito un impronta precisa, estraniandosi dalla politica e strizzando l’occhio al british style. Dal 1992/93 al 2002/03, a parte la parentesi in B del 95/96, si partecipa a umilianti campionati di C1, col pubblico che cala vertiginosamente; nel 2003 l’Avellino risale in B, ma è un fuoco di paglia, perché fa il saliscendi B-C1, per diverso tempo (dal 2004 al 2008, anno in cui viene ripescato in B al posto del Messina), ma nel 2009 arriva la retrocessione in Lega Pro. Non solo: terminata la stagione, nel giugno 2009 arriva il comunicato ufficiale sul sito internet che la società, il cui amministratore unico è Massimo Pugliese, conferma la volontà di vendere il club gratis, decisione presa subito dopo aver appurato dalla società l’esistenza di 12 milioni di €. di debiti. Nessun imprenditore è disposto a rilevare la società irpina, causando la mancata iscrizione al Campionato di Lega Pro, la vecchia C1. Il 2 settembre 2009, a causa delle vicissitudini societarie che hanno coinvolto l’U.S. Avellino, gli “Splatter 1991” comunicano il loro scioglimento, dopo essere stati per 18 anni tra i gruppi principali della Sud. Rispettivamente poi, il 24 e 29 ottobre, si sciolgono ufficialmente, per le stesse ragioni, i “Cruels 1988” e i “Bush 1989”. Successivamente, dopo la radiazione e l’abbandono dei gruppi storici della curva, nell’estate 2009 alcuni componenti di essi, unitamente alla passione dei più giovani decidono di formare un unico gruppo-guida denominato “Curva Sud Avellino”. Il resto è roba d’oggi, con la scelta di non appendere più tale striscione e di chiamarsi “Ultras Avellino 1912”.

Curva Avellino in occasione di Juventus-Avellino di Coppa Italia 2013-2014Gruppi scomparsi, nati negli anni 70: Commando Green Stars, nato nel ’78, mentre i The Celtics sono del ’79, nati dalla volontà di 5 ragazzini, e, nonostante qualcuno possa pensare ad altre cose, il gruppo si riferiva alle tradizioni celtiche e teneva fuori la politica; nasce per l’accomunanza dei miti di Avellino: i boschi, i lupi, le montagne, il freddo, le tradizioni tribali, ecc. Kaya Group, si ispirava a Bob Marley, nasce a cavallo tra gli anni 70 e 80, aveva un’ottima mentalità ultrà, si batteva contro la violenza e la strumentalizzazione politica. Ultras, nascono alla fine degli anni ’70, stazionando nei distinti.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 80: Infernal White Green; Executors, nascono in curva Sud, fondati da gente tosta, ma col passare del tempo si scindono dal “Commando” e si spostano in curva Nord, quando ancora non c’era l’anello superiore; Young Executors; New Bush, attingendo molto dal fertile hinterland avellinese, nascono nell’estate del ’90, avevano un’ottima organizzazione, stretti eredi dei Wild Chaos, prima, e dei Bush sezione Baiano dopo, gruppi che operavano nella curva dall’82 in poi. I Bush di S.Agata Irpina, dell’89, si sono sciolti alcuni anni fa e negli ultimi due anni di vita hanno frequentato la curva Nord, anello inferiore, mentre ora sono sparpagliati, ma molti di essi vanno ancora in trasferta, mentre i “vecchi” Bush, vicini allo scioglimento, erano ritornati, mantenendosi però come nucleo autonomo rispetto ai New Bush. Cruels, nascono all’indomani della clamorosa retrocessione in B del 1988. Senz’altro un bel gruppo. Green Rock, da tre fondatori, in seguito entrò il quarto che diede vita ai Green Rock sez. Vasco Rossi; Gioventù Sudista, Trash. Bronx, nascono nei primi anni 80 sui banchi di scuola, raccoglieva ragazzi di Avellino e Atripalda, ma chiunque volesse poteva farne parte. Si dice che il gruppo si sciolse a causa di “forti attriti” per aver perso un mezzo striscione a Bari, affidato a ragazzini senza esperienza. Station Boys Rione Ferrovia; Green Berets, in italiano “berretti verdi”; avevano una sezione a Salerno (!), il gruppo nasce a Rione Baccanico dalla trasformazione del gruppo Uragano Verde. Vicking; Brigate Ultras, poi divenute Legione Indipendente; Metal Hurlant, striscione enorme in curva Nord dietro cui si raggruppavano ragazzi di Pratola Serra, con la passione per l’Heavy Metal e ovviamente per l’Avellino. Hirpus 82 Ultras Avellino, Bad Boys, I Tranquilli. Nuova Generazione Biancoverde, nell’82/83 vi furono segni di divisione nei Green Stars, ed alcuni di essi si trasferirono, insieme agli “Executors”, nella Nord, formando questo gruppo, che durò solo pochi anni, con la testa del Che Guevara al centro. Hard South Solofra; Audaci, fondati da un gruppo di Torrette di Mercogliano nel 1987, anno in cui nascono anche gli Alcool Korps, che però hanno vita breve, fino al settembre ’91. I Massicci, del paese di Sabino, esordiscono a Foggia nell’88/89. Hard South Solfora, dell’89; Sturm Drang, Shit’s Band, gruppo davvero molto speciale, tra l’hippies e lo spirito Libertario Anarchico, sempre presenti in trasferta. Wolwe’s Empire.

Gruppi scomparsi, nati negli anni 90: Eterni, un bel gruppo ma esiguo, circa 20 persone, nato nel ’91 (primo striscione esposto in un amichevole Avellino-Roma 91/92). Dalla fusione di Thugs, Green Hell e Sconvolts, nascono nel 91/92 gli Arrapati. Splatter, nome per intero “Splatter Group Avellino, nati nel novembre 1991. Fedain, in Nord col Che Guevara, poi spostatisi in Sud (Fedayn), Commando Ultrà Vecchia Guardia, Noxious. Out Mind, nato nel giugno 1995, da una ventina di ragazzi, in occasione della trasferta Playoff a Reggio Calabria col Siracusa, di età diversa e di diversa estrazione sociale, accomunati dalla passione per l’Avellino. Il gruppo, direttamente gemellato con l’Armata Cavese, prese la decisione, nel ’98, di disertare le partite casalinghe finchè non si faceva da parte Sibilia e le persone come lui; Green Spiders, di San Potito. Nucleo Sconvolti; Armata Brancaleone Fontanarosa, gruppo della Nord, nato nel 1990, di sinistra. South Boys, Rebels. Cervinara Clan, nato nel ’91,si è sciolto nel settembre 2009 per le note vicende giudiziarie dell’Avellino. Unione Biancoverde Mercato San Severino. Crazy Clan, primi anni ’90. Desaparecidos, nascono nel ’93 e sono stati piuttosto assidui in casa e in trasferta; di loro non si sono perse le tracce e seguono ancora i colori dell’Avellino, di solito indossando una felpa blu, con la scritta “Desapa” in giallo. Nucleo Roma Biancoverde, New Generation, Esagerati. Senza Criterio, si narra che durante una trasferta di C1 a Chieti, un numeroso gruppo di ragazzi del serinese, stesse appollaiato sul margine dei vetri divisori, che separavano il campo dalle gradinate, così un poliziotto esclamò: “Ma siete proprio senza criterio!”. E così l’esclamazione del poliziotto dette il nome al gruppo. Allucinati, gruppo che si fece fregare, alquanto ingenuamente lo striscione in una trasferta ad Andria nel 2000/01. Gli Allucinati erano del Rione della ferrovia, poi si sono messi con gli Station; Nucleo Roma Monteverde, Green Tuareg. Green Dragons, nati nel novembre ’92. Nel 93/94 fece 17 trasferte su 17. Fu accorpato il gruppo “Marines”. Insonnia; 0825 Fans, nascono nell’anno in cui è in panchina Ammazzalorso, il 2000/01, poi persero lo striscione. Bedlam: si sono sciolti nel 2002/03 dopo circa 5 anni di militanza, comunque quasi tutti i componenti guardano ancora le partite insieme allo stadio. Arditi, gruppo destroide ovviamente. Harlem, Alcool, Chiodo Fisso.

Un'immagine della curva dell'AvellinoGruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Mai Domi, nati nel 2000, avevano felpe e sciarpe dai colori accesi, sempre numerosissimi in casa, sede ufficiosa nel bar Roma di Capriglia, hanno avuto due anni di vita attiva, pur non aderendo mai al Direttivo di curva, nonostante gli ottimi rapporti con Green Stars e Cruels. Dopo una spaccatura interna per gli scontri con gli “Esagerati” nella tristemente nota Benevento-Avellino del marzo ’02, il gruppo si è sciolto. Green Devils, Dna, Barricada, The Casuals; Irriducibili, in Nord per poco tempo.

Alien Group, Hugo & Jego, Rizla Group; Nuova Guardia, nata nel 2009.

Altri gruppi minori scomparsi, nati tra gli anni 80 e i 90: Wolwe’s Empire, Stupefatti, Alterati, Public Enemy, Amsterdam Group, Crazy Boys, Supporters Biancoverdi, Crazy Wolf, Fronte Irpino, Sgamati.

Curiosità: -Contro il Pescara, sabato scorso, 1 marzo ’14, nonostante il maltempo, erano in tanti sugli spalti del “Partenio-Lombardi” a incoraggiare i biancoverdi, dopo le ingiustizie subite la settimana avanti, nella gara di Varese, pareggiata 1-1, in cui l’arbitro di turno, signor Manganiello, non vide un gol “fantasma” segnato dall’Avellino, con la palla che aveva varcato completamente la linea di porta, e al 94’, su azione di calcio d’angolo, convalidò il goal di Ely, difensore del Varese, nonostante avesse commesso un evidente fallo sul portiere dell’Avellino Terracciano, che aveva già bloccato la sfera. Un finale convulso, con i giocatori dell’Avellino, vistosi defraudati di una meritata vittoria, imbufaliti nei confronti della quaterna arbitrale e il portiere avellinese in lacrime. In curva Sud, col Pescara, ha fatto il suo esordio un nuovo gruppo di tifosi: i “Bad Wolf” di Sant’Angelo dei Lombardi. -Il 5 luglio 2013 è venuto a mancare, all’età di soli 49 anni, Uriele De Piano, fondatore dei Bush 1989 Avellino. Il suo cuore ha smesso di battere all’improvviso e per tutti i ragazzi di Sant’Agata Irpina è stato un brutto colpo. Ha fondato all’età di 25 anni i Bush, gruppo scioltosi nel 2009, che ha fatto la storia del tifo avellinese e non solo. Una grande folla ha salutato il suo feretro all’uscita dalla chiesa mentre i suoi ragazzi cantavano cori in suo onore e tenevano in mano il mitico striscione, il primo fatto da lui a mano. Particolarmente toccante è stato quando i familiari più stretti hanno ripiegato lo striscione e l’hanno messo tra le mani giunte di Uriele nella bara. -In occasione della gara Avellino-Lanciano, del 15 febbraio scorso, la curva Nord, riservata ai tifosi diversamente abili, si è colorata ulteriormente di biancoverde. Infatti è nato ufficialmente un gruppo di ragazzi e tifosi irpini che in ogni gara non fa mai mancare il calore alla squadra. Questi tifosi si identificano dietro lo striscione “Curva Nord, tifosi Biancoverdi DIVERSAMENTE insuper…ABILI”. -Bellissima coreografia durante il campionato in corso, settembre 2013, con la Ternana, fatta con cartoncini bianchi e verdi, al centro un telone copricurva con dipinto il panorama d’Avellino, dominata dalla scritta “Coerenza e mentalità noi ultras a difesa di questa città”. -Megacoreografia pure in Avellino-Pisa del maggio 2013, ultima giornata dello scorso campionato di Lega Pro 1^ Divisione, in cui fu festeggiata la promozione in Serie B, fatta con cartoncini biancoverdi, un telone copricurva centrale con lo stemma della Sud e sotto la scritta “Noi…quelli di sempre”, ma ancor più bello era lo striscione sottostante “Finalmente insieme si gioisce …ma va dedicata a chi tutto l’anno patisce…”, pensiero rivolto a chi è in diffida. Bellissimo il copricurva verde sfoggiato per l’occasione. -Per molto tempo in passato, soprattutto negli anni 80e 90, è stato rimproverato alle curve avellinesi, soprattutto dalle tifoserie nemiche, di disgregarsi in troppi gruppi e gruppetti. Questo è vero, ma è anche vero che molti di questi gruppi hanno una storia e tanti iscritti, e attingono dal “serbatoio” dell’hinterland avellinese, composto da tante cittadine che fanno sì che la provincia avellinese conti 427.350 abitanti, la quarta in Campania per numero d’abitanti. -Per Avellino-Varese del novembre ’13, ricordata la figura del povero Sergio Ercolano, ultrà del Napoli, con lo striscione “10 anni non cancellano il dolore, ciao Sergio”. -Col Novara, nell’agosto scorso, la Sud espone la scritta “Curva di valori e vecchie tradizioni…vogliamo undici leoni”. -In Avellino-Modena, del dicembre scorso ’13, esposto lo striscione “Ciao Peppo”, in ricordo di un ultrà scomparso. -In occasione di Avellino-Andria 12/13 venne sfoggiato lo striscione a tutta curva “Questo è il momento di non mollare…più di prima bisogna lottare”. -In Avellino-Perugia dell’anno scorso coreografia con telone verde copricurva e la scritta “Bentornato vecchio alleato: ricordo del nostro passato, conquistiamo il risultato!”. -La curva Sud ha raccolto fondi per i paesi colpiti dal terremoto in Emilia nel maggio 2012. -Ben 700 tifosi erano presenti al “L.Liberati” di Terni per Ternana-Avellino lo scorso febbraio, sulle ali dell’entusiasmo nei confronti di una squadra, neopromossa, che sta occupando i primissimi posti del campionato di B, al di là delle più rosee aspettative. -Sempre esposte le pezze “Ultras liberi Avellino”, “You’ll never walk alone”, “Avellino contro l’articolo 9”, “Pasquale vive”, “Eppure non mi sono tesserato”. -In passato, nonostante Avellino, città di soli 55mila abitanti, sia una piazza calda e molto affezionata alla squadra, con medie-spettatori da capogiro per la B, e che, quando era in A, portava 20-30mila persone di media allo stadio, non si sono risparmiate critiche e offese nei confronti della società. In un Avellino-Viterbese del 2002/03 vi fu lo sciopero del tifo, con in mostra lo striscione “Né rimorsi né pietà per chi infanga la nostra storia e la nostra dignità!!!” Ma l’azione che suscitò più scalpore, scandalizzando gli italiani (anche se non era la prima del genere), facendo tanto discutere da divenire un caso, o roba d’associazione a delinquere, fu quella delle 11 croci disseminate sul terreno di gioco del “Partenio-Lombardi”. Ricapitolando: la classifica piangeva e la situazione per gli ultras aveva raggiunto limiti insopportabili, così, presi dallo sgomento, alcuni ragazzi, confezionarono queste croci con i nomi dei giocatori e le conficcarono sul campo il giorno dopo una partita. Evento che voleva rappresentare in modo sarcastico lo scarso attaccamento ai colori sociali, volevano solo dire che erano 11 “cadaveri”, non c’entrava niente né la camorra, né la delinquenza, che esiste ovunque, né l’aver visto troppi films “horror”. Era l’epoca di Bonatti in società, e gli ultras volevano solo dare un forte esempio. -Il primo aprile 2012, un gruppo di tifosi dell’Avellino, dimostrando l’inutilità e l’incongruenza della tessera del tifoso, eludendo il servizio d’ordine sono facilmente entrati allo stadio “Franchi” di Siena durante il match Siena-Udinese, inneggiando con cori verso l’Avellino e strappando gli applausi dei sostenitori di casa. -Una delle più belle coreografie di tutti i tempi è stata quella in notturna con l’Atalanta nel 2005/06, formata da carta argentata e copricurva col lupo irpino, su cui giganteggiava la scritta “Avellino U.S. 1912”.

Liberi pensieri: “Dalle Alpi all’Appennino, dalla Sicilia al Trentino, ovunque il tifoso dell’Avellino” (Como-Avellino 84/85 e altre gare), “Ad Avellino quando venite?” (Pescara-Av 91/92), “Dignitosamente avellinesi” (Savoia-Av 96/97), “15-01-00: stregone questa è la mentalità…al 65’ si alza e se ne va”, messaggio al vetriolo rivolto ai beneventani (Av-Benevento 99/00); “Indelebile emozione” (Sora-Av 02/03), “29-10-00: violenza premeditata” (Av-Ascoli 00/01), “Irpinia invidiata x la sua bellezza, voi solo un mare di monnezza”, “Con i soldi dei biscotti comprate i vetri rotti”, “Quelli che aspettano ancora il Vesuvio” (Av-Savoia 00/01); “Le vostre diffide…la nostra indifferenza” (Av-L’Aquila 00/01), “Il prezzo da pagare di chi l’Avellino ha sempre voluto amare” (fuori casa 01/02), “In trasferta 10…in ‘casa’ 100…” (Benevento-Avellino 01/02), “Noi non siamo da C” (Sora-Av 01/02), “Sempre pronti a diffidare ma non a tutelare!!!”, “In poche parole il tuo mestiere…solo ignoranza e abuso di potere”, “Cercasi società ambiziosa n.b.: no perditempo” (Av-Pescara 01/02); “Fieri dei nostri diffidati” (Av-Chieti 02/03 e altre gare), “In silenzio per 29 angeli”, “Solidali con il vostro dolore: coraggio Molise”, “L’Irpinia conosce questo dolore…Molise solidarietà è la nostra mentalità”, messaggi rivolti alle popolazioni colpite dal terremoto in Molise e al crollo di una scuola che causò la morte di 29 bambini (Av-Martina 02/03); “Casillo arricchito…progetto riuscito!!” (Av-Triestina 03/04), “Lega, sbirri e televisione: rovina del pallone”, “Un ideale eterno, gli ultras si ribellano al calcio moderno” (Av-Palermo 03/04); “Immenso dolore per Sergio”, “Sergio 1 di noi”, in ricordo di Sergio Ercolano, “L’indifferenza peggio di ogni violenza” (Av-Torino 03/04); “Con passione ad ognuno il proprio ruolo! Tutti a Salerno” (Av-Messina 03/04), “Anno 03/04: buffoni e dilettanti allo sbaraglio!” (Av-Fiorentina 03/04), “Sky-mai” (03/04), “I tuoi quadranti testimoni della nostra storia segnino l’ora della vittoria”, megacoreografia con la torre dell’orologio simbolo di Avellino (Av-Napoli 04/05); “Serie B al sabato alle 15,00, le vostre scelte insensate frutto di menti malate”, “Ne ha fermati tanti, ma quanti ne ha fatti arrendere? maledetta 377” (Avellino-Reggiana 04/05); “P.zza Fontana…assoluzione…per l’ultras diffida e prigione!! Assurdo” (Av-Sora 04/05), “Solo gli ultras col coltello tra i denti, basta alibi…pezzenti” (Av-Teramo 04/05), “Se un fumogeno è reato…quando indagate su questo calcio malato?”, “Caro biglietti calcio moderno repressione pay-tv against” (Av-Rimini 04/05), “Ultras vero amico sincero Frank libero” (Padova-Av 04/05), “Non c’è prigione per il nostro ideale, non c’è catena che ci possa fermare!” (Vis Pesaro-Av 04/05), “Niente di spettacolare ma solo da ricordare”, “20-9-03: solo gli ultras hanno pagato…onore a Sergio”, in riferimento alla morte del napoletano Sergio Ercolano, avvenuta nei disordini di Av-Napoli di un anno prima, in circostanze mai chiarite“, “La divisa non è potere, il potere è nei nostri ideali” (Av-Napoli 04/05). “Corro dietro ad un pallone solo per amore” (Av-Fermana 04/05), “Giornalisti-istituzioni…canaglie…sempre a puntare il dito mai ad affrontare battaglie” (Av-Piacenza 05/06), “Fianco a fianco dal 1989, onore ai New Bush… ultras per sempre” (Av-Atalanta 05/06); “Ultras…unico orgoglio della città” (Av-Catania/Cesena/Modena e altre ancora, 05/06); “Il lupo chiama…la Sud ci crede!” (coreografia Av-Vicenza 05/06), “Nessuna moda o passatempo…militanza ultras in eterno” (Av-Arezzo 05/06), “Non c’è sopruso che ci pieghi…oggi più che mai” (04/05 – 05/06, in numerose gare), “Rivogliamo la domenica”, con tanti cartelli “no al sabato” (Av-Rimini 05/06); “Tutta colpa della disoccupazione” (Av-Cremonese/Bari e altre gare, 05/06): “Ultras Curva Sud-U.S. Avellino: 4-0…adesso tocca a voi” (Av-Bari 05/06), “Scusa Ameri…non è colpa nostra se questo calcio non è più quello di ieri” (Av-Brescia 05/06), “Il vostro lurido calcio è a rotoli”, con fitto lancio di carta igienica, poi “Ma la nostra fede è ancora più forte” (Av-Triestina 05/06); “Castellammare: porte chiuse e caselli bloccati…per la vostra incompetenza e incapacità avete limitato la nostra libertà” (Av-Teramo 06/07), “Solo una morte avete ricordato, tutte le altre avete infangato!!! Onore agli ultras caduti!!!”, “Mai più notturne avete decretato ma senza il vostro business siete dei morti di fame, continua lo spettacolo…il circo è ritornato” (Av-Foggia 06/07); “Dove sarai…sarò” (04/05 – 05/06 – 06-07, in tutte le trasferte); “All’erba sintetica…preferisco la naturale!!”, visto che a Gallipoli si gioca sul sintetico (Gallipoli-Av 06/07); “Quando tu scappavi noi eravamo qua, quando tu scapperai…noi saremo sempre qua!!! Pugliese Pinocchio!!!” (Av-Ravenna 06/07), “Caro Babbo Natale: quest’anno solo una richiesta ti faccio…elimina Matarrese e tutti i mali di questo calcio” (Av-Taranto 06/07), “Difendo la mia città vivo per onorarla” (Av-Samben.se 06/07), “F.i.c.g.: decenni di luridi traffici senza dignità, ora finalmente etica serietà e onestà, buon lavoro sig. Pancalli”, “Sempre contro il calcio moderno e repressione a difesa di secolari tradizioni, avanti ultras diffidati non mollate!” (San Marino-Av 06/07); “’Pugliese’ (striscione grande) con tanti ‘vattene’ (Avellino-Cavese 06/07); “’Tregua ‘per il bene della squadra’??? tu hai promesso di smantellarla…noi di difenderla e amarla. Pugliese taci!!!” (Av-Salernitana 06/07), “A’ squadra fa i punti o’ presidente ce li leva, ora fischiateci anche questo!”, di sfida verso il pubblico (Av-Perugia 06/07); “Tutti figli di Casillo…tutti figli di puttana” (Av-Manfredonia 06/07), “Questa società non rappresenta la nostra città” (Av-Gallipoli 06/07), “Simboli di onore e dignità…pezzi di storia della città, ciao Marcantonio, ciao Nando” (Av-Frosinone 07/08), “Un tempo per Gabriele!”, sciopero del tifo per l’uccisione del laziale Gabriele Sandri (Av-Spezia 07/08); “Addio capitano ‘10’”, per la morte del leggendario capitan Lombardi (Messina-Av 07/08); “La storia non la fa chi segue una società…ma chi onora sempre i colori della propria città!!!” (Av-Milazzo 09/10),; “Sicuri che anche in paradiso vivrai da vero lupo…ciao Vincenzo” (Av-Triestina 08/09), “Porterai in cielo i nostri amati colori, ciao Cristian” (Av-Isola Liri 10/11), “Da cafone arricchito ad imprenditore fallito, Casillo bastardo” (Av-Foggia 11/12), “Saponara 23-11-11 Avellino ti è vicina”, rivolto all’alluvione che colpì questo piccolo centro in provincia di Messina (Av-Lumezzane 11/12); “Per lo Stato diffidato, per noi uomo libero che non si è mai piegato…non mollate” (Av-Viareggio 11/12), “Il mio pensiero vola verso te…” (Av-Foligno 11/12), “Beneventano: cialtrone privo di mentalità” (Av-Benevento 12/13), “Fino alla morte per questi colori”, coreografia con cartoncini (Av-Nocerina 12/13), “…Sì alle trasferte libere…” (12/13), “(AV) capoluogo” (alcune gare 12/13), “Adriano mio capitano…” a 5 anni dalla scomparsa di Adriano Lombardi, bandiera dell’Avellino, malato di Sla, a cui è stato cointitolato lo stadio (Av-Latina 12/13); “Non serve fischiare…ora bisogna solo lottare!” (Av-Monza, Coppa Italia 13/14), “Ricordiamo con onore e dignità…coloro che hanno difeso i colori della propria città…Mario Miele e Antonio Petrillo vivono” (Av-Lanciano 13/14).

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