IL Grosseto

IL Grosseto

Trasferta in terra di Maremma per gli azzurri, si va a Grosseto ed andiamo a conoscere meglio la città che ci ospiterà martedì sera. Questa città è situata tra Roma e Pisa, nel 1138 e divenne sede vescovile acquisendo importanza nella Maremma. Più tardi

Trasferta in terra di Maremma per gli azzurri, si va a Grosseto ed andiamo a conoscere meglio la città che ci ospiterà martedì sera.

Stemma città di GrossetoQuesta città è situata tra Roma e Pisa, nel 1138 e divenne sede vescovile acquisendo importanza nella Maremma. Più tardi passa agli Aldobrandeschi, poi viene conquistata dai Senesi e nel 1559 passa ai Medici. E’ il capoluogo della Maremma ed un attivissimo centro industriale le cui principali attività si basano sul settore agricolo, terziario e sul turismo. La città, si adagia nella pianura solcata dal basso Ombrone, è composta da un centro storico racchiuso da una splendida cinta muraria esagonale.

 

Le città fiorenti d’epoca etrusca, come Vetulonia e Roselle, testimoniano la prosperità della zona che si mantenne tale anche sotto il dominio dell’Impero Romano. Grosseto iniziò a svilupparsi, intorno al 935, dopo che i Saraceni distrussero Roselle. Divenne civitas nel 1138 quando Innocenzo II vi trasferì, dall’antica città etrusca, anche la sede vescovile. Dal XI sec. fu feudo degli Aldobrandeschi, per passare poi sotto il dominio di Siena. La nobile famiglia dei Medici contribuirono alla ripresa economica di Grosseto grazie anche ai faticosi lavori di bonifica e di costruzione della cinta muraria con edifici di pubblica utilità.

Successivamente, con i Granduchi di Lorena, nel 1765, si abolirono i vincoli e privilegi feudali che frenavano lo sviluppo dell’economia e ricominciarono le attività di risanamento. Grosseto risorse del tutto grazie all’intervento di Leopoldo II (1828) e le sue importanti opera di bonifica realizzate da illustri ingegneri idraulici come Fossombroni, Giorgini, e Manetti che contribuirno a rendere la Maremma una terra economicamente fertile.

Assolutamente da vedere una volta a Grosseto le Mura Medicee del  XVI sec, La cattedrale, di S. Lorenzo situata in Piazza Dante ,Il Monumento a Lepoldo II di Lorena e

La Chiesa di S. Pietro è la più antica chiesa esistente a Grosseto, citata già dal 1188 è stata pesantemente rimaneggiata e soffocata dalle costruzioni successive. Sono visibili elementi lombardi e tardo-romanici. La pianta è ad aula unica e il suo interno è completamente spoglio. Il campanile visibile a lato della chiesa risale al 1625, in pietra e mattoni.

Per la solita sosta culinaria consigliamo il ristorante ” Da Remo” dove provare degli ottimi piatti di mare cucinati secondo le antiche tradizioni dei pescatori maremmani. Spaghetti alla bottarga di Orbetello, fritto di paranza e grigliata con il pescato del giorno sono sicuramente i punti di forza di questo ristorante. Il locale è sito in via stazione in località Rispescia.

Andiamo adesso a conoscere l’impianto sportivo, lo stadio “Zecchini”.

Lo stadio prende il nome dall’omonimo ed indimenticato attaccante biancorosso degli anni sessanta.

In precedenza, tale costruzione ha avuto la denominazione di Stadio Olimpico Comunale poiché, nel 1960, è stata teatro dei seguenti incontri di calcio validi per le Olimpiadi di Roma:

  • 26 agosto 1960 – Bulgaria-Turchia 3-0
  • 29 agosto 1960 – Francia-India 1-1
  • 1º settembre 1960 – Gran Bretagna-Taiwan 3-2.

Tuttavia, il match inaugurale è stato quello del 5 giugno 1960, tra l’Italia e la Francia (rappresentate dalle rispettive selezioni olimpiche) che hanno pareggiato 1-1.

La capienza attuale è di 10.200 posti mentre nel progetto originario era di 12.000 (10.000 seduti e 2.000 in piedi).

Si tratta di un monumento storico (quindi, sottoposto a vincoli), per l’evento olimpico che ha ospitato e per il fatto di essere stato progettato, nel 1948, dall’arch. Raffaello Fagnoni, dall’ing. Enrico Bianchini e dall’ing. arch. Dagoberto Ortenzi. La direzione dei lavori, invece, è stata affidata all’ing. Umberto Tombari di Grosseto.

Lo stadio grossetano ha ospitato anche i Campionati Europei Juniores di atletica leggera ed i Campionati Mondiali Juniores del medesimo sport.

Dopo la storica promozione in Serie B, lo stadio è stato adeguato alla normativa, con progetto dell’arch. Eloy Suarez e dell’arch. Mario Romani, e sottoposto a lavori per costruire alcune infrastrutture, il rifacimento degli spogliatoi, l’eliminazione del sottopassaggio e la creazione dell’accesso a livello del campo. Per aumentare la capienza della curva nord (quella che ospita i tifosi più caldi del Grosseto), per rifare quella ospiti, per posizionare un nuovo manto erboso e per installare un tabellone elettronico.

 

nel video il match dell’andata

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