IL Piacenza

IL Piacenza

Il Piacenza Football Club nasce del 1919 dopo vari progetti dopolavoristici che si erano formati nella città e provinicia emiliana già all’inizio del secolo da un gruppo di studenti e lavoratori che promossero come presidente e loro portavoce il diciottenne studente Giovanni Dosi. Dopo

Il Piacenza Football Club nasce del 1919 dopo vari progetti dopolavoristici che si erano formati nella città e provinicia emiliana già all’inizio del secolo da un gruppo di studenti e lavoratori che promossero come presidente e loro portavoce il diciottenne studente Giovanni Dosi.

Dopo l’affiliazione alla Federazione il club s’iscrisse al campionato regionale di promozione scegliendo come colori sociali il bianco e rosso, ovvero i colori della città.

Il debutto è ottimo tanto che il Piacenza vince il suo campionato davanti a Parma e Spal ottenendo la promozione in Prima Categoria (Serie A).

Nel 1929 la riforma dei campionati che porta all’attuale formula conferma il Piacenza in Prima Divisione (che nel 1935 cambiò denominazione in Serie C) dato che nel precedente girone interregionale la squadra emiliana era arrivata a metà classifica.

Il campionato 1930/31 vede i biancorossi lanciati verso la promozione in B ma decisioni discutibili della Federazione costrinsero gli emiliani a ripetere la gara di Forlì, vinta e quella di Reggio Emilia, pareggiata a causa di errori tecnici dell’arbitro.

Le ripetizioni portarono due sconfitte che fecero scivolare il Piacenza dal primo al terzo posto dando così addio ai sogni di promozione. Gli anni seguenti vedono i biancorossi sempre ai vertici ma mai in grado di fare il grande salto.

Nel 1937/38 i biancorossi arrivarono primi a pari merito col Fanfulla di Lodi dove in uno spareggio promozione a Pavia furono sconfitti per 2-1 dai lombardi che furono promossi in Serie B.

Nel 1945/46 il Piacenza è per la prima volta nella storia ammesso in Serie B Alta Italia categoria nella quale vi rimase nonostante l’assenza di varie squadre ancora in difficoltà post-belliche.

Anche la stagione seguente si salva ma nulla può nel 1947/48 quando classificandosi undicesimo fa un mesto ritorno in Serie C.

Dopo due stagioni in IV Serie, nel 1958/59 i biancorossi tornano in Serie C annoverando tra le loro file i fratelli Albino e Giancarlo Cella.

La gioia è però breve e al termine della stagione 1960/61 il Piacenza fa ritorno in Serie D lasciandola poi definivamente nella stagione 1963/64 sotto la guida dell’ex capitano dei “Papaveri” Francesco Meregalli.

Dopo i primi anni di assestamento in Serie C, nel 1967/68 i biancorossi, sotto la guida della vecchia gloria Sandro Puppo e poi di Leo Zavatti, danno l’assalto alla promozione in Serie B ma arrivano secondi arrendendosi solo al Como che dominò quel campionato.

La promozione è però solo rimandata alla stagione seguente quando sotto la guida di Tino Molina e la presidenza di Vincenz Romagnoli il club emiliano torna dopo 20 anni in Serie B.

Le stagioni seguenti sono avare di soddisfazioni per il Piacenza, tanto che nemmeno il tecnico Gianni Invernizzi, scudettato nella stagione 1970/71, riesce a togliere gli emiliani dal pantano della terza serie.

Nel 1978/79 con la riforma dei campionati il Piacenza viene inserito in Serie C1, categoria che frequenterà fino alla stagione 1982/83 quando retrocederà in Serie C2 in modo assolutamente rocambolesco.

Nonostante la vittoria all’ultima giornata a Vicenza per 1-0 (nella gara dell’esordio professionistico di Roberto Baggio), la combinazione degli altri risultati (molti dei quali maturati negli ultimissimi minuti) condanna il Piacenza alla retrocessione grazie alla classifica avulsa, vanificando la disperata rimonta delle ultime giornate.

Nell’estate 1983 il Piacenza è in Serie C2 e in gravi problemi societari tanto che vari presidenti si sono succeduti nel giro di pochi anni dopo l’addio di Loschi.

In un momento così delicato il club viene rilevato dall’ing. Leonardo Garili, industriale del metano originario di Piacenza che porterà alla rinascita della società emiliana.

Gli anni novanta sono gli anni che portano sotto la guida di Luigi Cagni il Piacenza in serie A per la prima volta nella storia.

La società emiliana alla prima stecca e torna subito in B, ma l’anno successivo riconquista la massima categoria e la manterrà per ben 5 anni consucuitivi, con un dodicesimo posto come migliro risultato nel 97-98. La retrocessione arriva al termine della stagione 99-00.

La retrocessione porta cambiamenti alla guida societaria: Stefano Garilli lascia al fratello Fabrizio la presidenza e l’intenzione è quella di tornare immediatamente in A. Il nuovo allenatore è un esperto di promozioni come Walter Alfredo Novellino, la campagna acquisti è a dir poco sontuosa e arrivano elementi di grande valore per la B come il cavallo di ritorno Nicola Caccia e il regista Sergio Volpi. Dopo un buon inizio la squadra biancorossa accusa una disconinuità di risultati tra ottobre e novembre che non le permettono di entrare in zona promozione. Tra dicembre e gennaio però l’armata biancorossa infila sei vittorie consecutive che la portano al comando della cadetteria affondando il colpo decisivo tra marzo e aprile infilando un altro filotto di sei vittorie consecutive. La promozione arriva il 27 maggio 2001 davanti ai grandi ex Gigi Cagni e Pasquale Luiso allora alla Sampdoria.Dopo il fulmineo vantaggio dei blucerchiati proprio con Luiso nella ripresa i biancorossi ribaltano la situazione con Rastelli e con un gol allo scadere di Carmine Gautieri che valgono il ritorno in A con due turni d’anticipo.

Ancora due stagioni in A, ma poi con la retrocessione del campionato 02-03 il Piacenza non riuscirà piu a tornare su, collezionando diversi campionati mediocri in B, fatta eccezione per quello del 2006-07, ma quell’anno le tre big, Juve Napoli e Genia non lasciano spazio a nessuno ed il 4° posto dei biancorossi non vale nemmeno il playoff.

 

Questi tutti i precedenti tra Empoli e Piacenza al “Castellani”:

 

30-31     1a Div   1-0   10′ Mazzantini

46-57       B        4-2   19′ Pavese; 27′ Degl’Innocenti; 37′ Lorenzi; 52′ Marzani; 62′ Paredi(A); 75′ Coltella

52-53       C        0-0

53-54       C        1-0   68′ Buda

54-55       C        3-0   14′ Fracassetti; 49′ e 81′ Genovesi

80-81       C1      0-0

81-82       C1      0-0

89-90       C1      0-0

90-91       C1      1-1   6′ Marini; 25′ Cornacchini

97-98       A        2-3   7′ Dionigi; 14′ Esposito; 38′ Dionigi; 43′ Bettella; 88′ Buso

98-99       A        1-2   68′ Fusco; 69′ Mazzola; 88′ Dionigi

00-01       B        1-0   15′ Baldini

02-03       A        3-1   55′ Grella; 68? Tavano: 81′ Borriello; 90′ Hubner

04-05       B        0-0

 

A.C.

 

nel video il gol della storica vittoria di Luiso contro il Milan

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