Parliamo dell’Ascoli

Parliamo dell’Ascoli

di Nico Raffi   Dopo la sconfitta di Torino, maturata soltanto a una manciata di minuti dalla fine, l’Ascoli è atteso a un doppio impegno casalingo con Empoli e Grosseto. Proprio il terreno amico potrebbe quindi rappresentare l’occasione propizia per racimolare punti decisivi in chiave s

di Nico Raffi

 

Dopo la sconfitta di Torino, maturata soltanto a una manciata di minuti dalla fine, l’Ascoli è atteso a un doppio impegno casalingo con Empoli e Grosseto. Proprio il terreno amico potrebbe quindi rappresentare l’occasione propizia per racimolare punti decisivi in chiave salvezza e, contando sul buon momento di salute che pare attraversare la squadra di Bepi Pillon, affrontare con maggiore serenità il finale di stagione.

 

Il tecnico di Preganziol, dopo aver fatto ritorno, lo scorso novembre, sulla panchina marchigiana dove aveva già vissuto stagioni felici tra il 2001 e il 2003, ha avuto il merito di rilanciare una squadra in piena crisi, crollata fino al penultimo posto in classifica dopo un avvio assai incoraggiante. Durante la conduzione tecnica dell’ex bandiera azzurra Alessandro Pane, l’Ascoli aveva infatti iniziato il campionato con un sorprendente filotto di risultati utili (3 vittorie e due pareggi nelle prime cinque gare), per poi infilare una lunga serie negativa che si protraeva fino a metà novembre. Durante questo terribile periodo autunnale, l’Ascoli di Pane realizzava appena 4 punti in 10 gare senza conoscere vittoria e diventando una delle difese più perforate del torneo. Si rendeva necessaria una svolta e il presidente Benigni richiamava alla sua corte proprio l’allenatore trevigiano. Pillon inizia con due sconfitte con Piacenza e Reggina ma proprio in occasione della gara interna con i calabresi, si rende protagonista di un apprezzato, quanto purtroppo inedito in Italia, gesto di “fair play”.

 

Accade che l’Ascoli segna quando un difensore reggino si trova a terra infortunato. Il tecnico bianconero ordina pertanto ai suoi di consentire agli ospiti di pareggiare senza opporre alcuna resistenza, dimostrando così un grande senso di lealtà sportiva che verrà apprezzato anche oltre i confini nazionali. Seguiranno il pareggio di Lecce e cinque vittorie consecutive che permettono all’Ascoli di abbandonare la zona bassa della classifica e di risalire quasi alla soglia della zona playoff. Nel frattempo Pillon riesce a dare maggiore equilibrio e solidità alla squadra attraverso l’utilizzo di un più razionale 4-4-2 rispetto all’atteggiamento tattico spregiudicato di inizio torneo. Riesce a dare maggiore copertura alla difesa che subisce molte meno reti grazie all’innesto dell’emergente portiere Guarna al posto di Frezzolini, e in virtù della graduale crescita del difensore finlandese 23enne Jonas Portin, che si rivela uno dei prospetti più interessanti del campionato cadetto.

 

Ma l’ex tecnico di Treviso e Chievo dimostra soprattutto abilità nel far emergere in pieno il talento dei suoi attaccanti: Antenucci, Bernacci e Lupoli. Il 25enne Antenucci ha segnato 17 reti ed è letteralmente esploso in questa stagione fino a diventare un gioiello appetito sul mercato. Il centravanti Bernacci ha toccato quota 12 reti e intende migliorare il bottino collezionato nel campionato 2007-2008 quando, sempre con la maglia bianconera, raggiunse il tetto delle 16 reti complessive. Arturo Lupoli, classe ’87, ha spedito incoraggianti messaggi di risveglio dopo che, da ragazzo prodigio emigrato a Londra sponda Arsenal, sembrava avere definitivamente smarrito il suo talentuoso bagaglio tecnico. Questo ricco ventaglio di soluzioni offensive ha permesso all’Ascoli di diventare, insieme ad Empoli e Ancona, il quarto miglior attacco del torneo.

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