Piacenza, partenza difficile

Piacenza, partenza difficile

di Nico Raffi   Una partenza ad handicap che rischia di condizionare l’intera stagione. Dopo sette giornate, il Piacenza si trova infatti desolatamente all’ultimo posto in classifica, con la miseria di due punti racimolati attraverso i pareggi interni con Frosinone e Padova. In trasferta la squ

di Nico Raffi

 

Nico RaffiUna partenza ad handicap che rischia di condizionare l’intera stagione. Dopo sette giornate, il Piacenza si trova infatti desolatamente all’ultimo posto in classifica, con la miseria di due punti racimolati attraverso i pareggi interni con Frosinone e Padova. In trasferta la squadra di Armando Madonna si trova ancora all’asciutto, con tre sconfitte in altrettante gare con Modena, Reggina e Grosseto senza neppure una rete all’attivo. Uno scenario sconfortante, accentuato dagli spalti, come di consueto, inesorabilmente vuoti del “Garilli”, che potrebbe incidere in maniera decisiva nel prosieguo di un campionato che si è fatto complicato come una montagna da scalare.

 

Urge un’immediata scossa psicologica se si vuole quanto prima colmare il gap degli attuali sette punti di distacco dalla quota salvezza e di cinque punti dalla zona playout. Il tecnico Madonna, profondo conoscitore dell’ambiente biancorosso, potendo già contare sui felici trascorsi vissuti nelle file del Piacenza come giocatore, non si è rivelato finora Piacenzacapace di dare una chiara fisionomia tattica ad una squadra che ha adottato vari moduli poco convincenti (per esempio il fin troppo attendista 5-3-2) e di trasmettere fiducia e sicurezza ad un gruppo di giocatori ancora lontano dall’assomigliare ad un preciso e definito progetto tecnico.

Nell’ultima gara casalinga con il Padova, finita 2-2 in seguito alla doppia rimonta realizzata da Volpi e compagni, si sono intravisti i primi timidi segnali di ripresa di una squadra che, adesso come non mai, dovrà aggrapparsi alle reti del proprio bomber Cacia per uscire dal tunnel nel quale è sprofondata la formazione piacentina. Il ritorno di Daniele Cacia ha rappresentato il grande colpo di mercato della società presieduta da Fabrizio Garilli. Il 27enne ex attaccante di Reggina e Lecce, già protagonista di ottime stagioni in Emilia con 32 reti segnate nei due tornei disputati con la casacca biancorossa tra il 2005 e il 2007, ha fatto ritorno a Piacenza dopo le recenti stagioni fortemente condizionate dai gravi infortuni che lo hanno afflitto.

Daniele Cacia con la maglia del PiacenzaL’aria del “Garilli” potrebbe restituire a Cacia l’efficacia e la concretezza smarrite e farlo tornare determinante come un tempo. Altri elementi chiave, che potrebbero rivelarsi capaci di risollevare le sorti di un torneo fattosi assai complicato, sono l’attaccante 30enne Graffiedi, che pare in crescita dopo i numerosi problemi fisici che lo hanno logorato nell’ultimo torneo, e l’esperto Sergio Volpi, la cui personalità dovrebbe essere decisiva per perfezionare la crescita di una squadra giovane ed inesperta e, per questo, poco avvezza ad affrontare le situazioni difficili sul piano psicologico. Nonostante il disastroso avvio di campionato, il presidente Garilli ha per ora confermato la fiducia al tecnico Madonna, il quale sembra orientato a rivedere la proprie scelte tattiche e ad affidarsi ad un modulo più offensivo che potrebbe prevedere l’innesto del paraguaiano Guzman alle spalle della coppia d’attacco Cacia-Graffiedi. Una mossa volta ad infondere maggior coraggio ai propri giocatori, finora piuttosto fragili sul piano caratteriale ed incapaci di reagire di fronte ad una situazione psicologica certamente complessa ma ancora rimediabile.

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