Roma: il pericolo è l’euforia, il sogno è lo scudetto

Roma: il pericolo è l’euforia, il sogno è lo scudetto

  di Nico Raffi  Commentatori, critici sportivi, addetti ai lavori non nutrono alcun dubbio sull’argomento. Il campionato 2014-2015 sarà una questione esclusiva tra Juventus e Roma, in una suggestiva sfida che richiama i magici anni ’80, quando Platini e Falcao incendiavano le platee sull’as

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  di Nico Raffi 

Commentatori, critici sportivi, addetti ai lavori non nutrono alcun dubbio sull’argomento. Il campionato 2014-2015 sarà una questione esclusiva tra Juventus e Roma, in una suggestiva sfida che richiama i magici anni ’80, quando Platini e Falcao incendiavano le platee sull’asse scudetto posto tra Torino e la città capitolina. Quel che è certo è che la squadra di Rudi Garcia sembra aver in parte colmato il gap che, lo scorso anno, la separava dai recordmen bianconeri di Antonio Conte. La proprietà statunitense capitanata dall’imprenditore James Pallotta non ha badato a spese durante il mercato estivo per consegnare al tecnico francese una rosa sontuosa, capace di insidiare la dittatura juventina sul fronte interno e di tornare a recitare un ruolo competitivo sullo scenario europeo, in quella Champions League che, nella città eterna, mancava dal 2011. 

Il titolo di regina del mercato assegnato alla Roma è da attribuirsi alla dispendiosa campagna di rafforzamento operata dal diesse Walter Sabatini, con investimenti pari a circa 55 milioni di euro, cifra in controtendenza rispetto all’attuale clima di austerity che si respira nel calcio italiano. Somma in parte mitigata dalla cessione dorata di Mehdi Benatia al Bayern Monaco che ha consentito alla Roma di ingaggiare elementi di grande prospettiva come Iturbe, Ucan e Astori e di prelevare giocatori di caratura internazionale come l’ex blaugrana Keita, l’inglese Ashley Cole, l’ex milanista Emanuelson e l’esperto difensore greco Holebas che, assieme a Torosidis e all’ottimo Manolas, va a comporre una vera e propria colonia ellenica nel pacchetto arretrato giallorosso. La partenza di Benatia ha inoltre permesso di resistere alle numerose sirene di mercato trattenendo a Trigoria oggetti pregiati come Destro, Pjanic, Gervinho e Strootman, considerati imprescindibili per il progetto di crescita di una squadra che, con Rudi Garcia, sembra aver finalmente trovato l’uomo giusto per tornare a lottare per traguardi ambiziosi. 

Accolto tra lo scettigarciacismo generale, il tecnico francese ha dimostrato grandi capacità motivazionali, abilità nella gestione di un gruppo dominato dalla forte personalità di Totti e De Rossi, oltre a una discreta dose di carattere per districarsi con disinvoltura nell’insidioso ambiente capitolino, perennemente in bilico tra euforia e feroci contestazioni. Sottraendosi alla forza centrifuga delle pressioni di un ambiente passionale, Garcia è riuscito in breve tempo a restituire una precisa fisionomia tattica alla compagine giallorossa, un’identità di gioco che ha permesso a capitan Totti e compagni di disputare un grandissimo campionato, vanificato soltanto dalla stagione ‘monstre’ della Juventus.

L’eccesso di aspettative, generata dall’indubbia qualità dell’organico e dal promettente inizio di stagione segnato dal vincente esordio con la Fiorentina, pare rappresentare il pericolo numero uno per una compagine fortissima dotata di enorme tasso tecnico. La rosa appare completa e di qualità per figurare al meglio nel doppio impegno campionato-Champions League, anche se il girone di ferro con Cska Mosca, Manchester City e Bayern Monaco, capitato in sorte, potrebbe sottrarre numerostottie energie.

In vista dell’esordio europeo di mercoledì 17 settembre contro i russi del Cska, la Roma a Empoli dovrebbe affidarsi a un ragionato turn over. In attacco, con la conferma di Iturbe, Totti e Gervinho potrebbero essere ‘sacrificati’ per lasciare spazio a Destro e ad uno tra Llajic e Florenzi, mentre a centrocampo difficile che il mister giallorosso pensi di alterare il terzetto composto da De Rossi, Pjanic e Nainggolan, in attesa che Strootman recuperi definitivamente dal lungo infortunio. In difesa, davanti al portiere De Sanctis, sono tantissime le alternative. Alla prima giornata, contro i viola, hanno giocato Torosidis, Manolas, Astori e Cole. Scalpitano per ritagliarsi spazio i brasiliani Maicon e Castan ma gli stessi Holebas, Yanga Mbiwa ed Emanuelson non vanno considerati dei semplici ripieghi.

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