Esclusiva PE: intervista a Martino Melis

Esclusiva PE: intervista a Martino Melis

di Fabrizio Fioravanti   Alzi la mano il tifoso empolese che non conosce Martino Melis! Chi c’era, sugli spalti del “Castellani” all’inizio degli anni ’90 se lo ricorda di sicuro e chi non c’era certamente ne ha sentito parlare. Sì, perché Martino Melis è uno di quei giocat

di Fabrizio Fioravanti

 

Fabrizio FioravantiAlzi la mano il tifoso empolese che non conosce Martino Melis! Chi c’era, sugli spalti del “Castellani” all’inizio degli anni ’90 se lo ricorda di sicuro e chi non c’era certamente ne ha sentito parlare. Sì, perché Martino Melis è uno di quei giocatori che è entrato nel cuore dei tifosi azzurri e, d’altra parte,  103 presenze con la maglia azzurra  (dal campionato 1989-90 a quello 1995-96) vorranno pur dire qualcosa no? Da Empoli a Verona e dalla città scaligera a Coverciano. Lo confesso, mi fa uno strano effetto trovarmelo qui come allenatore degli “Allievi Nazionali”, abituato come ero a vederlo dalla maratona a regalarci qualcuna delle sue magie.  Estroso in campo come giocatore quanto rigoroso ed attento è adesso come mister. Lo vado a trovare a Monteboro dove ha appena terminato una seduta di allenamento con i suoi ragazzi, non senza essersi intrattenuto con qualcuno di loro a provare qualche schema e tiro in porta. Si capisce che è uno che cura i particolari e si capisce anche con quanta passione stia affrontando questa sua “prima” in casa azzurra come allenatore.

 

Personaggio molto amato dai tifosi azzurri, legato a momenti molto belli della storia dell’Empoli. Dopo Empoli dove è andato Martino Melis?

“Dopo Empoli sono stato quasi 4 anni al Chievo e dopo sono rimasto sempre nella stessa città però nella Hellas Verona dove sono stato circa 7/8 anni.. poi ho fatto 6 mesi ad Arezzo.. quindi sono tornato a Verona  ed infine ancora  sei mesi a Grosseto dove ho chiuso la carriera di calciatore”.

 

Dopo hai iniziato il corso di allenatore a Coverciano…

“Sì…prima di terza categoria ed ho cominciato subito ad allenare una squadra di Promozione. Poi ho fatto quello di seconda e l’hanno dopo ho iniziato ad allenare una squadra di serie D..e poi al terzo anno sono venuto qua”.

 

Come è che sei arrivato ad Empoli?

“Penso che l’Empoli abbia intrapreso la strada di avere nel proprio settore giovanile persone che comunque sono rimaste sempre in ottimi rapporti con la Società….che conoscono lo spirito dell’Empoli e che sono cresciuti qua e magari tramite questa strada si cerca di trasmettere gli stessi valori, le stesse idee ai ragazzi”.

 

Sei per il primo anno ad Empoli ed alleni una squadra importante quale quella degli Allievi Nazionali. Cosa ti aspetti dal prossimo campionato? Cosa chiedi?

“Il nostro obiettivo principale è quello di formare giocatori che l’anno prossimo possano meritarsi di andare a giocare nella Primavera ed intraprendere poi una strada importante che li porti ad essere professionisti e giocarsi le proprie chanches per diventare giocatori importanti per la Società e per se stessi”.

 

Martino MelisData la giovane età dei ragazzi (sono tutti ragazzi nati nel 1994 e 1995, n.d.r.) su cosa basi la loro preparazione tecnico-atletica? E come si cura  la preparazione”psicologica” per dei ragazzi che sono in una fase particolare della loro crescita?

“Per me la cosa più importante è aiutarli nel passaggio da quello che è il puro e semplice approccio alle partite fatto come ragazzi, nelle precedenti categorie, a un approccio un po’ più importante, più intenso. Psicologicamente si cerca di iniziare a trattarli più come “giocatori veri”, anche se la strada è lunga. Occorre dare loro delle basi per avere punti di riferimento che poi possano portarsi avanti per tutta la loro carriera. L’obiettivo mio è quello di dare dei principi a cui fare sempre riferimento così che in qualsiasi posto saranno avranno sempre punti di riferimento cui appoggiarsi. Per adesso comunque stiamo cercando di far sì di dare questi punti di riferimento per il lavoro che andranno a fare in Primavera….chi di loro ci andrà… in modo da renderli il più pronti possibile per non arrivare troppo in ritardo con quelli più grandi”.

 

Più tecnica o più atletica? Un allenatore del settore giovanile che allena ragazzi di questa fascia di età su cosa basa di più la preparazione? Per semplificare: più pallone o più esercizi?

“Nel mio concetto non esistono la tecnica e l’atletica come due cose separate e distinte. Le due non sono separabili. Ogni giocatore ha pregi e difetti e io devo cercare di andare a prendere tutte quelle che sono le loro lacune e correggerle e nello stesso tempo esaltare i loro pregi. Nel gioco moderno andiamo incontro a giocatori completi, non ci sono più giocatori che corrono e basta o che sono bravi tecnicamente e basta. Occorre essere completi e perciò cerco di vedere dove ci sono le difficoltà e lì di intervenire. L’obiettivo è quello di formare ragazzi che siano il più completi possibile anche se siamo già in un’età in cui certe difficoltà sono già difficili da modificare. Ma ciò non ci deve fermare…dobbiamo comunque insistere perché i ragazzi a questa età possono essere imprevedibili e in un anno, se con la testa giusta, possono fare cambiamenti clamorosi. Perciò quello che adesso sembra difficile alla fine dell’anno ci potrebbe meravigliare positivamente. E’ questa la nostra speranza e l’obiettivo mio: arrivare alla fine dell’anno e  potermi meravigliarmi di qualcuno che magari diventa forte”.

Siamo in un girone tutto toscano, con un’unica squadra di fuori regione, La Spezia. Quali sono le avversarie più temibili?

“Non lo so perché conosco poco di queste squadre. Piano piano sto raccogliendo informazioni tramite il mio secondo (mister Giraldi Massimo, n.d.r.) e tramite la società che mi dà sempre grande appoggio. Arrivo così a conoscere qualcosa delle altre squadre però vedo che anche le altre squadre cambiano continuamente…- perciò sapere chi sono o chi saranno i più forti, specie in questa fascia di età, è difficile…anche perché i giocatori da un anno ad un altro fanno la differenza. In linea di massima penso tuttavia che il Siena ha lavorato bene…poi direi il Grosseto che mi sembra abbia una squadretta discreta…e poi forse ci potranno essere sorprese ma non sono in gradi di dire quali”.

 

Ha un modulo di gioco Martino Melis a cui è particolarmente affezionato?

“No. Io non mi baso su un modulo su cui i giocatori devono adattarsi….perché il modulo lo fanno i ragazzi. In questo periodo in cui ho lavorato con loro ho cercato di capire il più possibile le loro caratteristiche. Adesso pensiamo di aver capito qualcosa di più di loro ed abbiamo pensato ad un modo di giocare che possa mettere i ragazzi a loro agio in campo e possa dare loro delle certezze”.

 

C’è nella tua squadra un reparto  più forte o tutti sono più o meno dello stesso livello?

“Pensiamo di avere delle ottime caratteristiche nei tre reparti,…centrocampo, difesa ed attacco…Pensiamo di avere ottimi giocatori. Abbiamo anche diversi ragazzi nati nel ’95 (nonostante l’età di base sia i nati nel ’94) che hanno la capacità di giocarsi il posto quest’anno …Noi puntiamo molto su questo fattore qua…’94, ’95 o anche ’96…se uno è forte gioca…non abbiamo limiti sotto questo aspetto. Abbiamo una rosa molto competitiva che si estende fino agli allievi regionali …anche lì ci sono giocatori che possono alternarsi e giocarsi le loro carte per essere qui con questa squadra”.

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