Sarà perché col Sassuolo il “suo” Empoli ha regalato un’altra prova mostruosa, sarà perché a segnare sono stati Saponara (ripreso a gennaio con una trattativa da manuale) e Mchedlidze (difeso come tutto il resto del reparto avanzato mentre quasi tutto il popolo azzurro chiedeva a gran voce l’arrivo di una punta). O forse sarà perché la sosta permette di godersela più a lungo. I motivi per sorridere, comunque, non mancano al ds Carli.

Comprese le convocazioni in Nazionale. Perché il ct Conte non ha chiamato solo l’azzurro Valdifiori, ma anche l’“oriundo” Eder, che proprio Carli portò in Italia anni fa. 

 

 carli marcello«Due gioie – ammette il ds – perché anche a Martin (Eder, ndr) sono molto legato. È stata la mia trattativa importante e sono felice che si sia affermato anche su di lui, qui a Empoli, potevamo lavorare meglio. Proprio la storia di Eder, però, mi ha insegnato che quando credi in un giocatore deve avere la forza di proteggerlo e di aspettarlo prima di poterselo anche godere un po’»

 

E Valdifiori?

«Beh, lui è qualcosa di diverso. Lui è il simbolo dell’Empoli perché deve diventare il punto di riferimento per tutti. Grandi o giovani, prima squadra o vivaio, chi indossa questa maglia deve avere e cullare lo stesso grande sogno che lui è riuscito a trasformare in una splendida realtà, cCon il lavoro e l’impegno, a 29 anni»

 

 Quando avete avuto la certezza della chiamata di Valdifiori?

«Sabato. Ed è stato molto bello.  Eravamo in ritiro, subito dopo la cena. Mirko era in camera quando mi è arrivata la telefonata che ufficializzava la convocazione. L’ho chiamato già e gliel’ho detto davanti a tutti. È stata una gioia, per lui e per i suoi compagni. Sarri e Mirko erano commessi e il resto della squadra festeggiava come se tutti fossero stati chiamati in Nazionale. Un momento speciale»

 

 Speciale, poi, è stata anche la partita… 

 «Tutto il weekend. Uno dei più belli che abbia mai vissuto da dirigente sportivo. Ha un solo difetto, che è finito. Ma, battute a parte, c’è anche la sosta per goderselo un po’ di più. Partita fantastica, c’è poco da dire. Anzi, posso anche raccontarvi un episodio che dice molto»

 

Prego

«Sapete tutti che a vederla c’era anche l’ex ct Lippi, uno che ha vinto tutto quello che si può vincere, mondiale incluso. Alla fine mi ha scritto un messaggio in cui mi ha confessato di aver vissuto uno splendida giornata di calcio per le cose che ha fatto l’Empoli, per come è stata la partita, ma anche per come ha trovato il nostro ambiente, per l’entusiasmo che ha respirato al Castellani. E detto da lui, francamente, è una gran cosa».

 

fonte: iltirreno

 

 

1 commento

  1. Sì , domenica ho notato che buona parte della maratona inferiore partecipava divertita ai cori e alle coreografie che venivano proposte dai capi ultras….sarebbe bello vedere la gradinata completa che canta …..ciliegina finale con tanto di pelle d’oca è stato il coro mister sarri ole. …che emozione quando ha salutato a due mani!

  2. Io l’ ho vista come sempre quando non seguo l’ Empoli dal vivo su SKY e ho sentito x 93 minuti un tifo assordante ed è stato bello quando ha segnato Ricky vedere tutto lo stadio che si alzava in piedi…questa è un oasi felice quale Chievo quale Sassuolo l’ Empoli è di più …di più

  3. è vero l’atmosfera si fà sempre più bella ….. anche se oramai sono 3 anni di gioia pura direi, dopo quel famoso empoli-vicenza è stata un’emozione continua.
    Grazie Carli.

  4. E’ inutile nasconderlo, la “magia” della stagione “non normale” si percepisce ogni volta che si arriva al Castellani. Da parte mia è una gioia immensa andare alle stadio, gioia che mi porta dopo 30anni ad andare in trasferta a Torino …. questa squadra ha mosso diverse corde del cuore dei tifosi e questa è una stagione da godersela per ogni istante fino alla fine, la prossima vedremo!!!

  5. Il tifo al Castellani è bellissimo..cantiamo per 90 minuti sempre e comunque sia il risultato..e anche nei momenti di difficoltà siamo sempre stati vicini alla squadra! È così che funziona.tante tifoserie Italiane dovrebbero prendere esempio da noi.

  6. Ma io ricordo benissimo quando durante il play-out con il Vicenza sotto di due gol gli ultras continuavano ad incitare la squadra quando magari da un’altra parte sarebbero iniziati i fischi ed i mugugni. Ora che le cose vanno alla grande è bellissimo vedere l’entusiasmo di tutto l’ambiente e sempre più persone innamorarsi di questi colori. Questo significa tifare ed amare una squadra, bisogna sempre incitare i giocatori anche nei momenti difficili e stare vicino alla squadra se le cose non vanno per il meglio, la nostra tifoseria è fantastica proprio per questo perché c’è vero amore nei confronti della squadra che riempie di orgoglio tutto il popolo azzurro.

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