Il presidente dell’Associazione italiana arbitri ha diffuso una circolare in cui elenca le “regole per la riservatezza e la comunicazione istituzionale”: tra l’altro, divieto di fare dichiarazioni pubbliche anche attraverso il web

ROMA, 3 aprile 2009 – Appena eletto nuovo presidente dell’Aia, Marcello Nicchi aveva garantito che presto gli arbitri, almeno in situazioni particolari, avrebbero avuto libertà di parola. Ora però, con una circolare diffusa da ieri sul sito dell’Associazione Italiana arbitri, Nicchi sottolinea che agli arbitri è vietato fare dichiarazioni che non siano state preventivamente autorizzate, anche attraverso Internet come nei casi di Facebook o dei blog, e che è vietato ai direttori di gara partecipare a gruppi di discussione.
LA CIRCOLARE – “Agli arbitri – è scritto nella circolare – è fatto divieto di fare dichiarazioni in luogo pubblico anche a mezzo email, propri siti internet, e di partecipare a gruppi di discussione (come quelli di ultima generazione sul genere Facebook), mailing list, forum, blog o simili”. Nicchi ha anche precisato che verrà deferito alla Procura arbitrale chi violerà queste disposizioni. L’ultimo caso del genere è quello di Gianluca Paparesta, arbitro collocato fuori dagli organici per motivi tecnici, che sul suo blog ha continuato a riportare i testi di intercettazioni risalenti all’epoca di Calciopoli. Comunque la circolare “regole per la riservatezza e la comunicazione istituzionale” di Nicchi fa riferimento in particolare “ai giovani, più portati a ricorrere ai mezzi di comunicazione informatica”.

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