Non mischiamo il sacro con il profano, ma ancora una volta, il calcio ed il
dolore si incrociano.
Quello che è successo nella notte tra domenica e lunedì, a L’Aquila e dintorni,
è stato devastante, oltre 250 morti, migliaia di sfollati, moltissimi i feriti.
Vite spezzate, e non solo quelle di chi la vita l’ha persa per sempre.
Oggi, venerdi 10 aprile, si sono svolti i solenni funerali di stato, ed èstato
proclamato lutto nazionale.
Oggi venerdi 10 aprile, si doveva giocare la 35° giornata di serie B, gli
azzurri sarebbero dovuti andare a Grosseto per provare l’assalto ai playoff.
La Lega Calcio , vista appunto la concomitanza dei due eventi, ha giustamente deciso
di non fare giocare il turno in programma.
Giusto, anche secondo noi, in una giornata come questa, non fare nè feste,nè
polemiche post partite, ne drammi sportivi, chi oggi sarebbero stati
palesemente fuori luogo.
Ecco che il calcio ed il dolore si vanno quindi ad incrociare.
Tutti gli addetti ai lavori si sono subito detti solidali con quanto deciso,
non importavano più nemmeno le tanto proclamate programmazioni e le variazioni
che questa decisione avrebbe procurato.
Pero’, c’è sempre un pero’, non si è tenuto conto di chi, e non parliamo solo
di Empoli e degli empolesi, si era magari organizzato, aveva preso del permesso
a lavoro, aveva speso dei soldi, per seguire la propria squadra, e nel giorno
del recupero , che sarà di martedì, un giorno certo non paragonabile ad un
venerdi sera, non potrà essere presente.
Per non parlare della decisione, di giocare prima la 36a giornata e dopo la
35a, che di fatto va a falsare il campionato, l’Empoli per esempio non
beneficerà dei due squalificati del Grossetto, ed andrà a giocare, caso unico
nelle storia, tre trasferte consecutive.
In questa decisione c’è anche lo zampino dell’associazione dei calciatori,
se avessimo giocato martedì 14, gli stessi non avrebbero usufruito dei due
giorni per festeggiare la Santa Pasqua in famiglia.
Visto che la serie A giocherà regolarmente il suo turno sabato 11, pensiamo che
fosse quella l’occasione giusta per ricollocare il turno di oggi, e come una
volta, giocare tutti insieme appassionatamente.
Di fronte a quello che è successo, c’è soltanto da fare un passo indietro,
mettersi una mano sul cuore e riflettere, e perché no, ognuno a modo suo dare
una mano, ma i signori del calcio hanno perso un’altra occasione per farci
vedere che forse il giocattolo non è davvero rotto.
A.C.


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