Di Gabriele Guastella

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Marko Livaja in allenamento

Poteva essere straordinario vincere a Firenze, sarebbe stato un grandissimo premio (meritato!, lo scriviamo in neretto) visto il grande impegno profuso dal gruppo per cercare di regalare ai propri tifosi un successo che manca da alcuni anni. Una vittoria la quale avrebbe certificato l’avvio positivo di mister Giampaolo che, pagando a caro prezzo gli scivoloni interni con Chievo e Atalanta ed esterno di Frosinone, nonostante i buoni risultati ed il buon gioco espresso si ritrova comunque poco sopra la linea rossa. Poteva essere anche pericoloso riuscire nell’impresa al Franchi, pensando soprattutto alla sbornia eccessiva di euforia che avrebbe potuto coinvolgere tutto l’ambiente… chissà. Forse avrebbe caricato ulteriormente un gruppo di ragazzi che sta dimostrando domenica dopo domenica, o settimana dopo settimana fate voi, che si vince con il gruppo e l’organizzazione e non solo con la classe dei singoli e che, nonostante le partenze illustri, l’Empoli c’è… eccome se c’è.

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Rammentavo soltanto una settimana fa, ad Antenna 5 in occasione di “PEnalty” del giovedi, che questo Empoli non aveva nulla da temere nemmeno in attacco, nonostante gli scricchiolii che qualche tifoso, un po’ anche giustamente per carità, lamentava di udire per l’assenza di gol da parte del reparto offensivo e soprattutto di Marko Livaja: e infatti “borda dentro” si direbbe all’empolese, Livaja ha segnato proprio nel derby contro la Fiorentina, un gol che mettetela come vi pare entra di diritto nella storia dell’Empoli in Serie A, o quantomeno resterà nella storia e nelle memorie dei derby con i viola. Qualcuno suggerisce che era partito in fuorigioco? Preferisco sottolineare la costante crescita di questo ragazzo, e il gran gol che ha fatto letteralmente esplodere il “formaggino” del Franchi. A proposito, fatemi fare gli auguri di pronta guarigione a Francesco, grande tifoso azzurro, che proprio esultando al gol dell’ex Rubin Kazan si è pure fratturato tre costole. Ci sarà bisogno anche della classe del “Liva”, della sua esplosività, ma anche della sua inventiva… a patto che dimentichi di cadere nei tranelli di gente come Tomovic, sia chiaro.

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paredes empoli
Paredes: per lui è “quasi” derby

Il derby ha esaltato le qualità di un collettivo dicevamo, ed ha anche esaltato le qualità tecniche individuali: così non è passata inosservata l’ennesima prestazione eccellente di Mario Rui (il giocatore che ha subìto più falli della Serie A, 22!), quel tiro vincente di Buchel è la conferma che il club si muove bene sotto l’ombrellone, e la prestazione di Paredes è stata semplicemente autoritaria; ci fermiamo qui, avremmo altri aggettivi, preferiamo lasciarli a disposizione per altre occasioni, magari proprio per il “derby” con la Lazio, già perchè per l’argentino ex Boca Juniors, ma cartellino di proprietà Roma, non può essere una gara qualunque quella contro i biancocelesti. Sì, la sfida con la Lazio è certamente esaltante per Paredes, ma lo è anche per l’Empoli, l’ennesima occasione per fare punti “prestigiosi” contro una grande (o presunta) del campionato. Non sarà facile contro la Lazio, ferita nell’orgoglio per i risultati in campionato poco esaltanti, rinfrancata dai successi in ambito europeo. La sfida con i biancocelesti sta diventando una “clasica noviembre” visto che contro i biancocelesti l’Empoli ha spesso giocato proprio nel penultimo mese dell’anno: è successo anche la scorsa stagione quando in Barba ai pronostici il difensore scuola Roma e BigMac, poco prima ed entrambi i gol in avvio di ripresa, riuscirono a rifilare un uno-due terrificante agli avversari, finì 2-1. Il 27 novembre 2005 la Lazio vinse 3-2 contro un Empoli forse troppo “sbilanciato” made by Somma; finì invece 1-1 il 5 novembre 2006: gran gol di Vannucchi! Andò male in un’altra gara novembrina: era il 3 novembre 2002, quella volta finì 2-1 per la Lazio, in una gara segnata dal terrificante impatto del portiere Peruzzi che ebbe conseguenze devastanti sull’attaccante azzurro Saudati. Era l’8 novembre del 1998, tanto per continuare il percorso a ritroso e rimembrare i pensieri azzurri in questa vigilia, quando all’Olimpico andò decisamente male: 4-1 per gli avversari. Il mese di novembre chiuderà quindi un miniciclo di sfide davvero complicate per l’Empoli che, dopo Juventus e Fiorentina, si trovano di fronte un avversario di caratura (sulla carta!) certamente superiore e costruito per ambire a posizioni di vertice in Italia e per stupire in ambito europeo.

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Quindi concentrazione massima per gli avversari di turno: testa, cuore e gambe, per arrivare bene ad un mese di dicembre davvero importante per quello che rappresenta lo scudetto dell’Empoli: la salvezza. Nell’ultimo mese dell’anno infatti ci sono tre impegni che chiamare decisivi è troppo e fondamentali forse troppo poco: Hellas Verona al Bentegodi, Carpi in casa e Bologna al Dall’Ara, e non ci sono necessità di ulteriori sottolineature, arrivarci bene è importante… “ci vuole calma e sangue freddo…” proprio come in quella canzone di qualche anno fa…

3 Commenti

  1. Sarà un mese di grande passione ma prima c’è questa partita contro una GRANDE squadra che ha giocatori fortissimi e che purtroppo non regalerà niente, quindi come ho già detto sarà una prova dura e stimolante che però in caso di un risultato positivo ci permetterebbe di affrontare con più serenità le tre finali di quest’anno.

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