Per fortuna noi c’eravamo. Noi di PanetaEmpoli diciamo.


 

Non vogliamo sentirci solamente giornalisti, per carità, anche se qualcuno di noi lo è…perché siamo soprattutto tifosi, innamorati di questa maglia che ha il colore del cielo. E’ per questo che la seguiamo su tutti (o quasi) i campi d’Italia, spesso ritrovandoci soli soli in tribuna stampa, soli a difendere questa squadra, soli a volte a difendere anche noi stessi….come a Grosseto, quando siamo stati rincorsi per aver esultato ad un nostro gol, come a Siena assaliti per aver difeso Pelagotti… Ma ci piace così.

Ci piace viverle in diretta certe emozioni, non guardarle alla TV o sentirsele raccontare. E ci piace sentirle dalla viva voce dei giocatori, del mister, vivere insomma il dopogara sul posto. Perché la realtà che incontri è meglio di quella che ti raccontano o che ascolti o, quantomeno, è più vera.

Ecco….per questo abbiamo detto all’inizio…per fortuna noi c’eravamo. Perchè ce la siamo goduta tutta questa splendida gara dei ragazzi con la maglia azzurra( ieri grigia). Il primo tempo dove l’Empoli ha messo in campo la sua tecnica, la sua sagacia tattica, il suo (finalmente!!) cinismo. E la ripresa dove è sceso in campo il cuore…gli ultimi minuti da infarto…roba d’altri tempi…in 9 contro 11, in casa della capolista…siamo stati gli assediati di Fort Alamo…ma abbiamo vinto noi.


 


E beh…sì…c’eravamo ma con noi c’erano anche un manipolo di tifosi che hanno illuminato d’azzurro il deserto della curva ospiti. Hanno incitato i ragazzi dall’inizio alla fine, hanno sventolato le bandiere, hanno battuto le mani nei momenti  belli del primo tempo ed in quelli difficili degli ultimi minuti…sempre. E ci è piaciuto molto quando, alla fine, la squadra è andata sutto quella curva e si è presa gli applausi di quei tifosi. E quando il mister è andato anche lui ….ha applaudito…lo hanno applaudito.

Nel calcio si sa, la miglior medicina è di sicuro la vittoria.


 


 

Sappiamo, senza tornarci sopra ricamandoci inutilmente, che nelle ultime due settimane, la parte più calda del tifo azzurro, aveva manifestato in modo netto e forte (sempre rimanendo nella più totale civiltà) il suo dissenso riguardo le ultime prestazioni della squadra, rea di non aver dato quel 100% che sempre le si chiede, precisando con fermezza che non erano i risultati al centro della discordia ma proprio l’atteggiamento con il quale la squadra aveva affrontato i finali di match.

Oggi a Bergano ci siamo sentiti orgogliosi di quelle maglie che, al termine della gara, giustamente, sono volate tra le mani protese al cielo in cenno di vittoria di quei tifosi che erano dentro lo Stadio “Azzurri d’Italia”,  che avevano sfidato la loro stessa rabbia di ieri, la loro delusione, per scommettere su un sogno. E lo hanno vinto.


 


 
Lo sappiamo. Vincere una gara non è niente.  Ma farlo come lo hanno fatto ieri i ragazzi in campo e quello riuniuti nella curva ospiti… e farlo adesso…a questo punto del Campionato…dopo qualche momento di tensione e di amarezza….è proprio bello. Un sogno insomma. E noi in quel sogno ci eravamo!  E’ quello che ci rende orgogliosi di questa piccola scommessa che è PianetaEmpoli. E’ anche questo essere tifosi dell’Empoli. E noi lo siamo.

 

 

 

Fioravanti-Cocchi-Guastella

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

2 Commenti

  1. A PARTE CHE NON CAPISCO COME SI PUO’FIRMARE UN’ARTICOLO IN TRE….COSA AVETE SCRITTO UN RIGO PER UNO?ok scherzavo….. la considerazione da fare in questa partita è quella che è diventata LA PARTITA,propio grazie alle 2 espulsioni,per cui la terremo scritta nei nostri cuori a lungo e si andra’ad aggiungere a quei capitoli del grande libro che ha scritto l’Empoli in questi anni. “Ci piace viverle in diretta certe emozioni, non guardarle alla TV o sentirsele raccontare”….Io purtroppo in trasferta è qualche anno che non vado piu'(anche se per me abbonato da 20 anni,anche le partite in casa sono in trasferta visto che abito a 33 km.da Empoli),ma la sofferenza che ho quando ascolto magari la radio vi posso assicurare che è maggiore di quando sono al Castellani!Il fatto di ascoltare e non vedere ti porta ad una tensione maggiore dell’esatto contrario!”Ci piace viverle in diretta certe emozioni, non guardarle alla TV o sentirsele raccontare”…Fortunati voi che per lavoro potete seguire la squadra sempre…..ma non è che chi non viene allo stadio perchè magari impossibilitato DA QUALSIASI RAGIONE POSSIBILE si debba considerare un tifoso di serie B(Non è certo riferito a quello che avete detto naturalmente)!Io l’ho vista in TV,MA HO GIOITO E SOFFERTO COME VOI CHE ERAVATE SUL CAMPO E MI SENTO FORTUNATO DI AVER VISTO LA PARTITA SEPPUR IN TV,perchè potro’dire che c’ero anch’io se non sul campo però col cuore!

  2. “Fortunati voi che per lavoro potete seguire la squadra sempre” non volevasi intendere perchè venite PAGATI,non è un problema mio questo,d’altra parte “Non vogliamo sentirci solamente giornalisti”,l’avete scritto voi.Intendevo solo che per fare i servizi sulle partite dovete essere lì in loco dove gioca la squadra…….so benissimo che il mestiere di Fioravanti non è quello del giornalista!Avevo capito benissimo comunque il senso del vostro discorso”Per fortuna noi c’eravamo”….volevo solo far capire che anche chi era a casa a vederla in tv ha avuto le vostre gioie ed emozioni anche se non era sul campo!Anche se naturalmente so’ che essere sul campo è tutta un’altra cosa…. soprattutto quando dobbiamo tornare a casa in macchina dopo una sconfitta masticando amaro o dopo una vittoria col sorriso nel cuore…..ve lo dice uno che dal Castellani a casa percorre mezzora di viaggio e che a 54 anni il lunedi riesce ancora a stare male dopo una sconfitta o a vedere il sole anche se piove dopo una vittoria!

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