Lo hanno detto un po’ tutti, dal tecnico Aglietti al suo fido Sorbello, dai calciatori alla dirigenza e lo diciamo anche noi con l’avvallo immaginiamo di tutti i tifosi: di qui alla fine saranno 15 finali!

 

Un percorso importante, difficile, che vedrà gli azzurri impegnati di qui ai prossimi tre mesi per quindici partite che segneranno il destino della squadra azzurra e di tutti colori che hanno a cuore le sorti della società dell’Empoli football club.

Un percorso che vedrà come timoniere quell’Alfredo Aglietti che aveva preso per mano la squadra lo scorso anno e che in questa stagione, cosi come tutti noi, pensava ad una trama completamente diversa per il film che la stagione ha proiettato fin da ora.

Ad un certo punto, però,  forse non pensava nemmeno più a poter riavere in mano le sorti della squadra, dopo che il 1 ottobre dello scorso 2011 questa gli era stata tolta visti i non soddisfacenti risultati riportati.

Due allenatori dopo (solo Pillon ha fatto leggermente meglio con la misera media di un punto a partita), un girone completo dopo, è tornato l’uomo di San Giovanni, quello a cui si chiedeva una stagione da playoff, quello a cui oggi si chiede di salvare la squadra e mantenere una categoria importantissima per società e piazza.

 

Dal Padova a Padova, difatti li è ricominciata l’avventura di Aglietti, contro la squadra che aveva segnato in negativo il suo destino. Un ritorno sicuramente positivo, non solo per il punto strappato su un campo difficile ma soprattutto per un atteggiamento che finalmente è stato propositivo ed ha fatto vedere la voglia anche da parte di chi va in campo di lottare con un pizzico di fame per raggiungere questo traguardo, non certo voluto, ma adesso vitale.

 

Padova è già però da più di una settimana agli archivi, ed adesso c’è da guardare avanti, appunto a queste quindici finali di cui sopra parlavamo, prendendole una per volta, ma dando ad ognuna un’importanza altissima, quasi in ognuna ci fosse una sorta di vita in stile videogame, che se persa potrebbe tradursi in un inesorabile game over.

Abbiamo fatto più di una volta i conti della serva, sarebbe forse ora che noi per primi la smettessimo, però per un ultima volta vogliamo provare a capire quante di quelle vite gli azzurri possono avere a disposizione, mettendo sempre a quota 50 la salvezza,una salvezza che però, in più di un addetto ai lavoro sta valutando leggermente più bassa.

 

Ad oggi la squadra azzurra ha 24 punti, ne mancherebbero quindi 26 al famigerato traguardo. Un bottino sicuramente non facile da recepire ma nemmeno impossibile, viste appunto le quindici partite a disposizione, che valgono un totale di 45 punti. Potremmo quindi permetterci di lasciare per strada 19 punti.

Va da se che sarà importante non solo cercare di fare più punti possibile di qui in avanti, limitando al minimo e magari al finale di stagione alcuni scivoloni, ma sarà altrettanto importante cercare di capitalizzare al massimo gli scontri diretti, perché non sarà da escludere l’arrivo a pari punti con altre formazioni e la classifica avulsa potrebbe fare la differenza.

E di scontri dirette da ora in avanti ce ne sono diversi, considerando che, eccezion fatta per il Crotone, dobbiamo ancora incontrare tutte le squadre dai 30 punti in giù, quella ad oggi considerate in piena lotta salvezza.

7 gare dove si parte già da una base importante, proprio in considerazione degli scontri diretti, visto che nel girone di andata soltanto con il Vicenza abbiamo registrato una sconfitta, contro i pari con Albinoleffe, Livorno e le vittorie con Gubbio, Modena, Ascoli e Nocerina.

 

Però la prima finale potrebbe essere ancora più importante di tutti i punti ancora in palio e di tutti i discorsi fatti fin qua. Il derby con il Livorno, apripista delle quindici finali, dovrà essere la gara che ci farà definitivamente capire che l’atteggiamento è cambiato, la lezione è stata imparata e le manica sono state rimboccate, nella dura rincorsa ad una fetta di sole.

Perdere quella gara potrebbe avere ripercussioni troppo grandi, potrebbero ritoglierci subito quelle piccole certezze acquisite in questa ultima settimana, e la gara di tre giorni dopo a Marassi, anzi che diventare quasi un jolly potrebbe essere una gara da vita o morte.

 

Spesso abbiamo detto che toccava a tutti, ed ognuno continuerà a fare la sua parte, ma più che mai adesso tocca alla squadra, che si ricordi di quanto deve essere orgogliosa di indossare i nostri colori e regalarci una vittoria, nella prima finale per ricominciare a respirare.

 

Al. Coc.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

6 Commenti

  1. pensiamo solo a battere il livorno
    e portare anche loro nel mischione…
    piu’ squadre sono coinvolte e piu’
    possibilita’ ci sono per salvarsi…
    a mio avviso la quota potrebbe anche essere sui 45 punti
    ma e’ assolutamente urgente cominciare a vincere
    qualche partita..

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