Giocare alle 19 di venerdi… perchè?

Giocare alle 19 di venerdi… perchè?

Da qualche stagione a questa parte ci stanno dicendo che il calcio italiano è in crisi, che deve essere rilanciato. Insomma serve un’operazione “simpatia” in grado di riavvicinare il popolo sportivo italiano a questo secolare sport. Un’operazione in grado di riportare la gente, le famiglie, d

Da qualche stagione a questa parte ci stanno dicendo che il calcio italiano è in crisi, che deve essere rilanciato. Insomma serve un’operazione “simpatia” in grado di riavvicinare il popolo sportivo italiano a questo secolare sport. Un’operazione in grado di riportare la gente, le famiglie, dentro agli impianti sportivi…spesso obsoleti e trasandati.

 

Ebbene si è discusso, parlato, forse sparlato, promesso e ripromesso, ma questa fantomatica operazione simpatia pare proprio non debba mai prendere inizio. O forse è già in azione. Ma quale simpatia scusate, forse quella rivolta alle tv e alle palate di soldi che portano verso il mondo del calcio. La tv è un bene, non vorremmo essere fraintesi e a questo calcio serve eccome… ma spesso però diventa invadente e ripugnante, insomma finisce con l’allontare il popolo sportivo dagli stadi. Insomma proprio l’effetto contrario.

 

Prendiamo per esempio il derby di questo venerdi con il Pisa. Ma vi rendete conto? La partita si gioca alle ore 19 di un giorno feriale. Ora, capiamoci subito. Una volta giocare il pomeriggio di un giorno feriale poteva significare giocare una competizione europea. Insomma era un evento alla quale strizzavamo l’occhio. Una tantom che finiva per essere accettata. Chi poteva andava allo stadio, chi no restava a lavorare oppure ascoltava il match alla radio. Ma il fatto di giocare questa partita in un orario strano poteva essere in qualche modo un buon segno. E allora magari ci si aggiustava con il lavoro, due ore di permesso, mezza giornata di ferie, la fila per il biglietto, l’emozione di una partita che somigliava più una festa, un evento.

 

Oggi invece cosa succede? Succede che vogliono in Italia il calcio all’inglese. La serie B il sabato alle 16.00 (ma in Italia a quell’ora si lavora, ndr), la serie A la domenica… perchè si teme la concorrenza tra i due campionati… già e la serie C (oggi LegaPro), i dilettanti? Chi? Cosa? Ci mancherebbe… questi campionati possono pure scomparire…

 

Eh sì vogliono il calcio italiano come in Inghilterra. Ma adesso per farla breve vi diciamo la più grossa differenza. In Inghilterra esiste la Premier League (serie A italiana) e la First Divisione (la nostra serie B), ebbene sì le gare di campionato di queste due competizioni si giocano ad orari sfalsati, perfino alle ore 12.00. Ma fate molta attenzione. Il tifoso, lo sportivo che decide di acquistare l’abbonamento ad inizio luglio, un mese prima del fischio d’inizio della stagione, conosce già tutto l’intero calendario: luogo della partita, giorno e addirittura orario. Quindi in definitiva il tifoso dell’Empoli della situazione quando ha sottoscritto l’abbonamento doveva già essere a conoscenza del fatto che questo derby, Empoli-Pisa appunto, si sarebbe giocato alle 19.00 del venerdi. E’ così? Assolutamente no! Anzi l’orario della partita è stato stabilito una decina di giorni fa, e così qualcuno dei 3015 abbonati azzurri non potrà assistere a questa partita che somiglia più ad un evento… mentre si tratta di una semplice gara di campionato.

 

E poi ci parlano di operazioni simpatia. Di questo passo molta gente cambierà passione… e sport. E attenzione perchè il rischio arriva dai più giovani, quelli che a questo sport si devono innamorare, ma a queste condizioni non succederà mai… e il futuro per il calcio non è molto roseo…

 

G. G. – A. C.

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