La settimana più difficile

La settimana più difficile

Partiamo subito da un presupposto: perdere due volte su diciasette gare per una formazione che all’inizio del campionato era acreditata alla salvezza e niente più, non possono e non devono rappresentare un dramma. Certo è che poi dovendo fare un’analisi dettagliata al netto di quello che questa f

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Partiamo subito da un presupposto: perdere due volte su diciasette gare per una formazione che all’inizio del campionato era acreditata alla salvezza e niente più, non possono e non devono rappresentare un dramma. Certo è che poi dovendo fare un’analisi dettagliata al netto di quello che questa formazione ci stava facendo vedere, danno a quelle due sconfitte una lettura diversa, poichè sono arrivate consecutivamente, dopo la prima stagionale.   La truppa di Aglietti ha davvero lasciato tutti a bocca aperta, ha dimostrato solidità, carattere e buon gioco, andando appunto a mettere quindici partite, una dietro l’altra, senza mai perdere, ed andando per di più ad annientare blasoni come Siena ed Atalanta. Poi a Livorno, come tutti sappiamo è arrivata quella prima sconfitta, che ci poteva stare per mille e più ragioni e tutti all’unisimo abbiamo avuto curiosità di vedere come sarebbe stata gestita questa “novità”.   Male, indubbiamente male, ma non tanto per la sconfitta che il Sassuolo ci ha inflitto dentro le mura amiche, ma perchè abbiamo visto una squadra che dapprima non ha mostrato i denti come gli si era chiesto e dopo, visto che non si usciva dalla difficoltà, ha mostrato il suo volto più brutto, quella della frustrazione che poi è la miglior suggellazione alla vittoria per l’avversario. Poi alcuni singoli ci hanno davvero grattare la testa, ma un neo lo si deve perdonare.   Adesso non vogliamo fare processi, che ripetiamo, sarebbero ingiusti verso la totalità della stagione azzurra, che conta 25 punti, non pochi se parliamo di salvezza con ancora quattro gare da giocare prima del giro di boa. Vogliamo però dire che gli azzurri adesso sono nella condizione di poter rovinare tutto quello che la bella cavalcata di quindici partite aveva costruito. Ricordo bene le lodi che a livello nazionale vevivano fatte ad Aglietti ed i suoi, che dopo la straordinara e robante vittoria con l’Atalanta venivamo indicati come la più belle squadra insieme al Novara. Ma ahime, hainoi, odo ancora quello, che sempre a livello media nazionale, è stato detto dopo la sconfitta di sabato, dove seppur mettendo un punto interrogativo alla fine del periodo si inneggeva all’Empoli come un bluff.   Io non ci sto, e so che i ragazzi ed il mister che duramente hanno lavorato ci stanno ancor meno di chi scrive, ma sabato a Bergamo, non servirà il fioretto, sarà inutile andare a farci belli, servirà in primis non perdere ma possibilmente vincere, perchè dovesse andare male il punto interrogativo di cui sopra verrebbe inevitabilmente tolto seppur la classifica, sempre in ottica salvezza resterebbe accettabile. Ma volendocene fregare di quello che possa essere il soggettivo pensiero sulla nostra squadra, crediamo che si rischierebbe di entrare in un contesto psicologico non semplice dal quale, memori del passato, si farebbe poi fatica ad uscire.   Per questo questa è la settimana più difficile.   Al. Coc.

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