Punti di Svista | “Cambiare o non cambiare?”

Punti di Svista | “Cambiare o non cambiare?”

Sabato è arrivata la seconda sconfitta interna di questa stagione seconda sconfitta anche di questo girone di ritorno un girone di ritorno che, sotto il profilo dei punti, sta iniziando ad essere abbastanza negativo. È un momento difficile da analizzare perché adesso tutti potremmo dire il contra

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Sabato è arrivata la seconda sconfitta interna di questa stagione seconda sconfitta anche di questo girone di ritorno un girone di ritorno che, sotto il profilo dei punti, sta iniziando ad essere abbastanza negativo. È un momento difficile da analizzare perché adesso tutti potremmo dire il contrario di tutto e andrebbe bene, la differenza la farebbe soltanto l’angolatura dalla quale si vuol guardare la situazione. Proviamo a spiegarci meglio.   maratonaL’Empoli è secondo in classifica, 46 punti all’attivo e quindi soltanto 5 al traguardo dei 51 che ci garantirebbero la permanenza per un’altra stagione almeno, in questa serie B, categoria della quale non dobbiamo mai dimenticare l’importanza. Però, nel girone di ritorno, iniziato in concomitanza con il 2014, gli azzurri dopo 7 gare, sufficienti per un bilancio, hanno raccolto soltanto 7 punti, media decisamente distante da quella che aveva visto tramontare il 2013 ma media che si traduce con un parola sola: retrocessione. Certo, ma quale retrocessione, ci mancherebbe altro, siamo seri, per retrocedere l’Empoli dovrebbe scendere in campo di qui a fine campionato con i pulcini. Ma la situazione deve iniziare a far riflettere, un po’ come un raffreddore che, se non curato, rischia seriamente di trasformarsi in influenza. Ma, come si diceva all’inizio la situazione non è semplice, per nessuno, nemmeno per noi che abbiamo il modesto compito di commentare provando a raccogliere le emozioni ed i sentimenti che ci avvolgono introno a questi colori. Il dubbio adesso è amletico.   Continuare a far finta di niente, guardando soltanto al traguardo imposto che ormai è di fatto già in cassaforte o provare a pretendere di più, sulla logica base che ce la possiamo fare, che siamo meglio di chi ci sta dietro e che, forse, se il grande salto non lo si fa quest’anno, sarà difficile pensare di farlo in futuro per mille motivi? Questo è un dilemma non semplice, un nodo intricato che si fa fatica a sciogliere, dove si rischia di sbagliare addossando maggiori pressioni ma si rischia forse di sbagliare anche ad accontentarsi. Mister Sarri, a caldo dopo la sconfitta con l’Avellino ha esternato un pensiero, una frase che almeno noi non ha lasciato indifferenti: “forse questa squadra ha dei limiti nello stare cosi in alto”. Limiti psicologici? Certo non fisici o qualitativi visto che siamo stati nelle posizioni più nobili per tutto il girone di andata, giocando un grande calcio e raccogliendo quanto giusto raccogliere. Allora forse il peso delle responsabilità, scusate il gioco di parole, pesa? Difficile, forse impossibile, rispondere.   Guardando alla stagione passata, tutti ricordiamo di quel tragico inizio, di quelle 9 gare, incredibili, dove l’Empoli giocava bene (eccezion fatta per la gara interna col Sassuolo) ma puntualmente non riusciva a vincere e spesso perdeva. Bene, tutti ricordiamo in maniera lucida il come ne siamo venuti fuori: cambiando.   sarriAnche se in italia ci sono almeno 40 milioni di tecnici, noi sappiamo bene che non potremmo mai saperne di più di chi quel mestiere lo fa, specie di uno come Maurizio Sarri che se non lavora 24 ore su 24 poco ci manca, tanto che (mister questa è una frecciata) non ci sta riuscendo di portalo in trasmissione il giovedi. Però, le chiacchiere da bar, le chiacchiere del popolo, soprattutto quando sono altamente massificate, forse una sorta di saggezza se la portano dietro. Adesso il popolo, quello azzurro, quello che ama questi colori e che nel parlare cerca di fare il bene della propria squadra, sta a grosse linee dicendo che potrebbe essere arrivato il momento di modificare qualcosa nell’assetto tattico azzurro, un assetto ed un modo di impostare la partita che tutti conoscono ed al quale tutti, chi meglio chi peggio, stanno prendendo le misure. Risuonano ancora nelle orecchie le semplici parole che pronunciò Claudio Coralli, tornato da ex ad Empoli nel dopo gara che lo vide vittorioso con il suo Cittadella: “semplice, sapevamo che dovevamo bloccare Valdifiori, con grande sacrificio anche da parte mia, ma bloccando lui avremmo bloccato la fonte del gioco azzurro.” Una storiella poi sentita e risentita da tutti i tecnici avversari alle vigilie delle gare contro la nostra squadra.   Ora, mister Sarri sa bene cosa fare e noi abbiamo in lui piena fiducia, perchè anche lui, crediamo, in cuor suo sa che l’occasione è di quelle grandi, di quelle che ti cambiamo la vita e che, al di la della storiella dei 51 punti, sa perfettamente che se l’Empoli dovesse arrivare a metà classifica, nonostante una salvezza più che tranquilla, l’opinione pubblica (non parliamo di Empoli e degli empolesi) racconterebbe di un mezzo fallimento, quindi, adesso è arrivato il momento di capire davvero chi siamo e cosa vogliamo fare da grandi, è arrivato il momento, senza pressioni, mai ce ne saranno almeno da questa testata, di iniziare a credere che questa stagione possa cambiare davvero le vite di tutti coloro che vivono e  tengono a questi colori. Cambiare o non cambiare? la scelta potrebbe valere molto.   Alessio Cocchi

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