Punti di Svista | “Padroni del nostro destino”

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Da queste pagine virtuali, da questa redazione, non sono state fatte tragedie e drammi dopo la gara di Bari e per questo non vogliamo nemmeno adesso andare a celebrare un qualcosa che renderebbe non veritiero un nostro preciso pensiero riguardo alla suddetta gara. Certo, inutile girarci intorno, c

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IMG_9247Da queste pagine virtuali, da questa redazione, non sono state fatte tragedie e drammi dopo la gara di Bari e per questo non vogliamo nemmeno adesso andare a celebrare un qualcosa che renderebbe non veritiero un nostro preciso pensiero riguardo alla suddetta gara. Certo, inutile girarci intorno, c’era attenzione, molta, sulla gara di sabato scorso, attenzione posta principalmente all’atteggiamento, unico aspetto denigrante di quella giornata pugliese. E l’atteggiamento, il piglio, che si era già visto durante la settimana, è arrivato subito, dal primo pallone giocato. Lo aveva detto il mister alla vigilia, trovandoci pienamente d’accordo, la prestazione, l’interpretazione, ancor prima del risultato: sono arrivate entrambe ed entrambe ce le teniamo strette.   Una prova matura, una prova che prova quanto questo gruppo sia gruppo prima che squadra. Una prova dove tutti hanno fatto bene, ma soprattutto gli osservati speciali, quelli più additati dell’insuccesso barese, hanno fatto cose straordinarie a partire da quel Simone Verdi, la nostra “Lanterna Verde” che per l’occasione potrebbe essere ribattezzo in “Iceman”, o da quell’altro quello lento e bollito, quello francese, quello che ha corso come un forsennato, recuperato palle, impostato e che ci ha creduto per primo su quel pallone che poi Simone avrebbe capitalizzato. E poi quell’altro, quello che non sa fare i cambi, che gli sbaglia tutti, che dalla panchina non cambia niente: scusate se è stato poco buttar dentro Mario Rui da mezz’ala, saper capire quando andava fatta la staffetta (determinante). Ma prima ancora, aver saputo toccare le corde giuste di tutti i suoi ragazzi, avergli fatto capire che quella che ci sta capitando è un’opportunità e non una fuga per la vita con i lupi affamati un metro dietro. Una grande maturità della società, con Marcello Carli che ancora una volta non ha sbagliato tempi e modi per un suo intervento, intervento doppio a voler precisare e chiare con la sua gente, quella che, poca o tanta è linfa per questa squadra. La lungimiranza di aver scelto di rinunciare ad un incasso, per dare un segnale, per dire “noi, Empoli FC, ci siamo, abbiamo bisogno di voi”, grande umiltà. E poi la gente, la solita e quel migliaio in più, matura anch’essa, che ha saputo attendere, ha sofferto, non ha mugolato e poi si è andata ad unire virtualmente sul quel vulcano umano costruito ed esploso all’orgasmico gol del numero 18.   Adesso però tutto questo è finito, dimenticato, si guarda avanti. Si anche perché, vogliamo essere sanamente provocatori, poteva essere fisiologico trovare le giuste motivazioni dopo i tre ceffoni di Bari. Ma adesso, acclarata la maturità, la crescita e la presa di coscienza che gli attributi ci sono, c’è una prova del nove molto importate alle porte. E’ adesso, che si dovrà cercare di dare le giuste conferme e di dimostrare che davvero la musica, quella mentale, è cambiata. Trovare la giusta serenità, le giuste motivazioni guardando con stupore e brama all’obbiettivo saranno le chiavi per poter aprire la porta del Paradiso. E l’occasione trova poi anche un riscontro storico-emotivo non indifferente ed assolutamente da non sottovalutare: Lanciano, dove la magia, un anno e mezzo fa è iniziata. Lanciano che sarà un animale ferito, arrabbiato, a giocarsi davanti al suo pubblica la propria credibilità per un posto playoff, tradotto, gara difficilissima.   Sono arrivate risposte molto importanti, ma lo abbiamo già detto, non ci eravamo abbattuti prima e vogliamo tenere i piedi per terra anche in questo momento, ma è adesso il momento giusto, quello dove la grande maturità espressa sabato scorso dovrà trovare la sua logica prosecuzione, per provare ad inseguire quello che è un sogno, quella che resta un’impresa, consapevoli che siamo noi e solo noi i padroni del nostro destino.   Alessio Cocchi

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