Punti di Svista | “Mercato finito, stiamo bene cosi, grazie !”

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Un mercato in cui, forse, non succederà niente. Questo si era scritto all’inizio di questa specifica sessione, perchè questo era quello che ci avevano raccontato ma soprattutto, era, anzi è, un dato di fatto che questa squadra non abbia niente da riparare. Ed invece…   Ed invece il merc

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Un mercato in cui, forse, non succederà niente. Questo si era scritto all’inizio di questa specifica sessione, perchè questo era quello che ci avevano raccontato ma soprattutto, era, anzi è, un dato di fatto che questa squadra non abbia niente da riparare. Ed invece…   eramoEd invece il mercato azzurro, dopo una prima fase in sordina, ha cominciato a ruggire, ha cominciato a farci scrivere i primi rumors, ha portato il primo arrivo (Eramo) e la prima partenza (Camillucci). Ma tutto è cambiato  quando un giovedi pomeriggio della prima settimana di allenamenti post pausa, andati per intervistare Marcello Carli su come sarebbe potuto evolversi lo stesso, ci siamo trovati, assieme agli altri colleghi della carta stampata, ad ascoltare parole molto importanti dal parte del Direttore. Parole piene di voglia, parole piene di speranza, parole che spesso (cosa che sappiamo essere fatta molto poco) ripetevano il termine: promozione. E li, in qualche modo, è cambiato tutto. Quel giorno si sono scoperte le carte, guardandoci negli occhi tra persone che alla fine vorrebbero raggiungere lo stesso fine, e quel giorno son spuntati i nomi di alcuni calciatori di livello che erano appuntati sul taccuino di Carli. Lo stesso DS era stato però già cauto e previdente nel dire che non sarebbe stato facile, che sarebbero serviti soldi e da li l’idea di cedere la metà azzurra di Rugani, perchè no a quella Juventus che già detiene l’altra metà e che adesso avrebbe senza ostacoli lasciato ad Empoli il giovane talento.   Il mercato si era acceso e da quel momento anche i movimenti delle altre stavano assumendo un valore ed un significato diverso. Vedere Lo Spezia spendere e spandere, sentire che il Palermo cercava quei due/tre innesti per diventare invincibile o lo stesso Latina che ad ogni colpo o rumors lasciava tutti a bocca aperta. Beh, non davano quasi più fastidio pechè l’Empoli stava per mettere a segno un colpo importante, o comunque c’era la voglia di provarci, senza tanti discorsi, senza tanti fronzoli ma, nello stile di Marcello Carli, dicendolo al mondo, dicendolo alla gente, dicendo quello che si poteva fare e quali sarebbero state le difficoltà. Insomma tutto era cambiato. Giorni passati a scrivere, a telefonare, a confermare a smentire. giorni in cui si era più vicini a qualcosa, giorni in cui quel qualcosa si allontanava. Ma c’era un’idea, una sorta di disegno che stava prendendo forma e stuzzicando il palato di tutti i tifosi azzurri. Era sempre Rugani il jolly in tasca, un Rugani che piace a tanti ma che al Sassuolo faceva particolarmente gola, ed in quel Sassuolo, messo ai margini, c’era uno di quei giocatori annotati nel suddetto taccuino: Simone Missiroli.   missiroli 2Incontri, chiacchiere, rimandi. Ci siamo, non se ne fa più di niente. Ma poi siamo arrivati agli ultimi giorni, in cui prima si è aperta una parentesi inaspettata. Samuele Romeo, l’altro giocatore assieme a Camillucci (migrato già da giorni a Cuneo)in procinto di partire, dopo le voci non confermate di un interesse del Frosinone, era entrato nel mirino della Juve Stabia. Bene, anzi meglio per il difensore palermitano che sarebbe addirittura rimasto in categoria. Ma le belle notizie non finivano li ed ecco spuntare un difensore classe ’88, uno di cui oggi potevi fare a meno ma che potrà essere importante e lo diciamo oggi in tempi non sospetti. Luca Martinelli è il secondo arrivo in maglia azzurra, già da un paio di giorni agli ordini di Sarri. Ma mentre Martinelli si presentava, iniziava l’ultimo giorno di mercato.   Una giornata lunga, che avrebbe messo alle ore 23:00 il gong dello stop al mercato e la giornata è praticamente andata quasi fino a quell’orario. A quel punto, con anche il Presidente Corsi salito a Milano, c’era solo una partita da giocare, delineata in tutti i suoi crismi e senza perder tempo in altre cose. E la giornata, iniziata presto anche per i dirigenti azzurri, era iniziata con positività: il Sassuolo si era ridetto interessato a Rugani e disponibili a cedere il giocatore che interessava a noi. Non bastasse, aveva speso parole buone nello stesso senso anche l’entourage del “Missile”, facendo capire a tutti che Missiroli avrebbe accettato Empoli di buon grado. Una giornata che valeva un mercato. Ci siamo, non ci siamo, siamo ad un passo, no, ci siamo allontanati….ma poi, diciamo intorno alle 20:00, e non ci nascondiamo nel dirlo, stavamo già preparando il pezzo dell’ufficializzazione. Ma quello che si notava era come tutto il popolo azzurro, tutti i cuori che battono per l’Empoli, erano li in fremito, aspettando quella parola. Mai successo in un mercato, mai sentita anche da parte nostra tanta pressione. Un attesa a livello di mercato che non si registrava da anni, con tifosi che ci hanno (con grande piacere e soddisfazione) tempestato di commenti, mail e messaggi su facebook. Un attesa come se si fosse tornati indietro negli anni, quando non c’erano le tv ed anche la radio era solo un canale nazionale e tutti, davanti al Bar Italia in via Ridolfi aspettavano che il buon Ferretti mettesse il tabellone con il risultato dell’Empoli.   Il finale di serata sappiamo poi tutti com’è andato. Un fulmine a ciel sereno ha lasciato il colpo in canna. Missiroli ha fatto la sua scelta, una scelta che non poteva più essere condizionata dal lavoro della nostra dirigenza, tanto che, poco dopo le 22, Carli, Corsi e Calistri hanno lasciato il box del Sassuolo. Per un attimo c’è stata la sensazione di una sorta di vuoto, come sul gol di Ristovski a Latina, ma poi, i tifosi azzurri, i tantissimi appesi alle tastiere  con il tasto F5 ormai consumato da quanto era stato premuto, hanno reagito nel modo migliore, non drammatizzando ma trovando ancora maggiore consapevolezza nel gruppo che oggi ci ha portato ad essere secondi in campionato. Anche perchè, stiamo bene cosi, grazie ! Drammi che non vanno fatti, anche se guardandoci intorno c’è chi ha rifatto la squadra, ma noi, di questo non avevamo bisogno. In più, cosa non da poco, Rugani, per la sua metà, è nostro ed a giugno potranno essere fatte nuove e più importanti valutazioni.   Adesso il mercato è finito e come sempre andranno ai posteri le sentenze. Noi restiamo soddisfatti del lavoro fatto dalla nostra dirigenza, ma da adesso si dovrà pensare solo al campo, partendo da lunedi, dove chi ama questa squadra ha il dovere si essere presente a sostenerla.   Alessio Cocchi

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