Punti di svista | “Una notte che è già LEGGENDA !”

Punti di svista | “Una notte che è già LEGGENDA !”

La si realizza adesso, come giusto che sia, perché l’adrenalina che è scorsa ieri dentro di noi, che oltre a viverla con il pathos di chi ama questa maglia da trenta anni, l’abbiamo vissuta da addetti ai lavori, dovendo quindi anche stare attenti e all’aspetto giornalistico e a quello della magnif

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festaLa si realizza adesso, come giusto che sia, perché l’adrenalina che è scorsa ieri dentro di noi, che oltre a viverla con il pathos di chi ama questa maglia da trenta anni, l’abbiamo vissuta da addetti ai lavori, dovendo quindi anche stare attenti e all’aspetto giornalistico e a quello della magnifica organizzazione per tutto cio’ che andato in scena ieri. Perchè ieri è successo qualcosa che si fa fatica a descrivere e ad omologare con un semplice aggettivo. Tutto inevitabilmente iniziato con la frenetica caccia ai biglietti che ci ha regalato un “Castellani” non ricordabile cosi a memoria. Bisogna andare molto indietro, si parla forse di anni ’90, ma non dobbiamo però scordarci che la curva sud, di fatto, è sempre stata in dotazione ai tifosi ospiti, ieri per tre dei suoi quarti era piena e colorata d’azzurro.   Una serata che è quindi iniziata prestissimo, già un ora prima del match si respirava quell’aria mistica, dove ti senti appeso tra cielo e terra, andandosi poi a finire di colmare a ridosso del match. La prima emozione, non lo nascondiamo, è arrivata alla lettura delle formazioni, una di quelle cose che proprio noi di PE abbiamo preso in mano da qualche anno, e che piano piano ha tirato fuori un po’ di quella voce che si era spenta. Sentire urlare il cognome dei calciatori chiamati, è stato un tonfo al cuore, con la prima lacrima che timida veniva giù. Poi la partita, si, c’è stata anche quella, ci sono state anche due/tre situazioni che ci hanno fatto tremare prima che però fosse lo stadio di casa nostra a tremare per il liberatorio gol del vantaggio, che abbiamo, attraverso il microfono dello stadio, consegnato a Mirko Eramo perchè lui se l’è sentito suo, e la voglia di fare urlare ancora una volta i 15mila era troppa. Il gol di Ciccio, l’apoteosi. Ma,e questa frase se vi ricordate l’abbiamo detta tante volte lo scorso anno, il bello doveva ancora venire. Le emozioni più grandi, quelle che da ieri sera saranno per sempre tatuate dentro di noi, erano ancora in stand-bye.   Al triplice fischio, cosi come molti tifosi (si poteva forse evitare qualcosina da questo punto di vista ma è andato tutto bene, quindi giusto cosi) siamo schizzati in campo, ancora urlanti con una voce che piano piano chiedeva pietà ma che si scontrava con la voglia di dare il la a quello covato per tutto l’anno, meglio per tutti questi lunghi sei anni. E li, è venuta fuori l’essenza, è venuta fuori quella cosa che un giorno dello scorso luglio, in una stanza di Monteboro assieme all’Ufficio Maketing, abbiamo partorito: UNITI SI PUO’ Mai più slogan poteva essere azzeccato, e questo, lo diciamo fin da subito anche a chi di dovere che sicuramente ci legge, dovrà essere un brand da portare sempre avanti. Si perchè, dicevamo, li si è percepito questo, si è percepito l’amore, il rispetto, e la voglia di darsi gli uni agli altri, EmpoliFc ad Empoli, Empoli ad EmpoliFc. La parte istituzionale, anche quella, grazie grazie grazie grazie, vissuta li da protagonisti con la squadra, una parte istituzionale che è durata il tempo di prendere tutte le medaglie fin quando Mirko Valdifiori non ha letteralmente strappato il microfono dalle mani di scrive trasformandosi nel più navigato dei capi ultrà.   Dopo un momento, essenziale, dedicato dentro gli spogliatoti agli affetti più cari, la squadra è tornata ancora in campo, in un contesto davvero molto rock. Luci spente, effetti sul campo con i loghi societari ed uno ad uno, fino a mister Sarri, chiamati a centrocampo per l’ultimo lunghissimo abbraccio dentro le mura del campo da gioco. Ci siamo concessi una licenza, dopo che mister Sarri ha ringraziato tutto i tifosi, una licenza forse anche po’ pacchiana, ma il momento ci è sembrato giusto e le parole sono state spontanee e capite da chi era in campo e sugli spalti: “ABBRACCIAMOCI FORTE E VOGLIAMOCI TANTO BENE PERCHE’ QUESTA SERA E’ UNA GRAN SERA, SIAM TORNATI IN SERIE A”.   emp_pe (1435)E poi la grande novità di questa splendida organizzazione che il marketing azzurro ha messo in piedi, il bus scoperto per arrivare a piazza della Vittoria, dove guardi l’orologio, vedi che l’una di notte è passata e dici: ci saranno pochi tifosi: ERRORE Empoli era li, una situazione commovente, dove l’essere ancora operativi dal punto di vista lavorativo ha frenato le altre lacrime che stavano scendendo. Un spettacoli inaspettato, per tutti, perchè noi che sul quel pullman c’eravamo abbiamo sentito bene ma soprattutto visto le facce di dirigenti, staff e squadra che sono rimasti davvero stupefatti di quello che stava succedendo. All’altezza del “Cristallo” fermi almeno un quarto d’ora tanto era l’affetto delle persone che avevano circondato pacificamente il mezzo addobbato a festaa, che a fatica è poi riuscito a circumnavigare la piazza sempre scortato da questa marea azzurra straordinaria. Poi il ritorno allo stadio, una fine corsa per andare meritatamente a riposare ma anche a pensare a tutto il vissuto.   Perchè come detto, è adesso che la iniziamo a realizzare quanto successo. Non solo la vittoria sul campo e l’aritmetica promozione, ma il dopo, un qualcosa che non andrà mai via dalle nostre menti. Una festa memorabile sul campo, un organizzazione più che perfetta, il percorso sul bus scoperto, assieme a staff e squadra con tutta l’Empoli azzurra a scortare il bus per farci trovare una piazza della Vittoria che a ripensarci viene ancora di piangere!!!!!Più che mai questa è la serie A di tutti, squadra, dirigenza, staff, tifosi ed anche noi che il nostro pensiamo di averlo fatto.La più bella di sempre, senza dubbio….il futuro ha da venire e di pagine da scrivere ce ne saranno molte ma quella scritta ieri è giá LEGGENDA   Alessio Cocchi

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