Punti di svista | Vivo l’Empoli, vivo il sogno

Punti di svista | Vivo l’Empoli, vivo il sogno

Al di la del proverbio che non andrebbe mai dimenticato e che dice “le pecore si contano a maggio”, ognuno ha la sua idea su questa stagione azzurra. Giusto, ci mancherebbe, il bello del calcio è soprattutto questo, sta sicuramente li, il perchè di tanta passione e di tanto fervore intorno ad una

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spezia (22)Al di la del proverbio che non andrebbe mai dimenticato e che dice “le pecore si contano a maggio”, ognuno ha la sua idea su questa stagione azzurra. Giusto, ci mancherebbe, il bello del calcio è soprattutto questo, sta sicuramente li, il perchè di tanta passione e di tanto fervore intorno ad una squadra. Su una cosa però credo che tutti, guardando in casa nostra all’Empoli, dovremmo essere concordi, ovvero sull’emozionalità di questa stagione. Si, si , qualcuno dirà che c’erano i presupposti per scappare, fare una stagione magari simile a quella del Palermo e magari tra una, due partite anche festeggiare la serie A. Rifare tutto un discorso che partirebbe da due anni fa, all’indomani della vittoria playout, non ha molto senso.   Molto senso invece ha la dimostrazione che la squadra ha saputo dare dopo i tre ceffoni, forse davvero terapeutici, presi a Bari. In mezzo c’è un’altra sconfitta, non lo dimentichiamo, ma una sconfitta arrivata in maniera particolare, da un calcio da fermo al 93′, dopo che la gara stava andando agli archivi sul giusto pareggio, pareggio, badate bene, gongolato dai padroni di casa. Ok, abbiamo pagato un errore su una situazione, l’abbiamo persa, ed abbiamo perso anche quel secondo posto, guarda caso proprio per una sconfitta di quel bari che sembrava essere diventato supersonico. Non è stato un ceffone quello di Lanciano, ma un pizzico, forte che sicuramente ha bruciato, che sicuramente si è sentito. La storia recente, tornando a due giorni fa, ne è ancora la dimostrazione, viva e concreta. Uno Spezia nel momento migliore di tutta la sua stagione venuto ad Empoli con un atteggiamento impaurito e spaurito e l’Empoli, qui la grande maturità, che non si è mai spazientito sapendo colpire quando di bisogno da vero killer. E secondo posto ripreso.   Si perchè nella bella giornata di sabato scorso c’è stato anche questo, ovvero la radiolina che parallelamente a quanto stava succedendo al “Castellani” ci faceva sorridere di gusto. Altra cosa, da non sottovalutare, il fatto che questa squadra in stagione non ha mai perso due gare consecutivamente. Vogliamo aggiungere poi che sta tornando la “legge del castellani” con la quarta vittoria consecutiva nel nostro stadio. E c’era la paura in qualche modo che la squadra ligure potesse fare lo sgambetto ad un Empoli che qualcuno aveva definito “bollito”, soprattutto a livella di media nazionali. La squadra invece è viva e vogliosa, vuole provarci fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, vuole vivere il sogno e condividerlo con tutti coloro che assiduamente, dall’inizio di questa stagione sono li, comunque vada e con qualunque tempo, a sostenerla. Una girandola di emozioni, questo è il campionato che stiamo raccontando, un campionato da vivere fino in fondo, finale per finale, attimo per attimo.   Frase fatta, si, però il destino è tornato nelle nostre mani, questo cio’ che maggiormente conta adesso, alla vigilia di un’altra settimana di passione, con una gara mai banale come quella di Brescia, contro un avversario che storicamente ci ha sempre fatto tribolare, e che sicuramente vorrà anche vendicare la disfatta interna della passata stagione. ma sarà li, su quel campo, che gli uomini in maglia azzurra (quel giorno sarà di un altro colore) dovranno superare un’altro esame, una prova del nove importantissima, per tornare grande anche in trasferta, cosa che questo gruppo ha sempre avuto nel suo DNA ma che, per una ragione o per un’altra, ed anche per un po’ di sfortuna, nell’ultimo periodo ha perso. Sarò quello l’ultimo tassello di contorno da mettere al puzzle che potrà completarsi poi nell’ultimo mese di una stagione non nata per questo traguardo ma che adesso lo puo’ iniziare a sognare sul serio.   Alessio Cocchi  

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