Tanti buoni motivi per battere il Brescia

Tanti buoni motivi per battere il Brescia

Le rondinelle affrontano l’Empoli per la terza volta in questa stagione e con il terzo allenatore diverso   Partiamo con una curiosità. Quella di domenica prossima è la terza sfida stagionale tra la squadra azzurra e il Brescia, e le rondinelle si presentano al &l

Le rondinelle affrontano l’Empoli per la terza volta in questa stagione e con il terzo allenatore diverso

 

Partiamo con una curiosità. Quella di domenica prossima è la terza sfida stagionale tra la squadra azzurra e il Brescia, e le rondinelle si presentano al “Castellani” con il terzo allenatore della stagione. Empoli-Brescia, prima giornata di campionato, terminò 2-2 e sulla panchina delle rondinelle sedeva un certo Serse Cosmi. Il Brescia recuperò due volte lo svantaggio, la rete del definitivo pareggio ospite, che quel giorno giocava con un completo arancione, arrivò nei minuti conclusivi del match.

Brescia ed Empoli si ritrovano avversarie a gennaio, ed in un freddo, umido e piovoso sabato d’inverno, le rondinelle superano gli azzurri con un perentorio quanto netto 2-0. Sulla panchina del Brescia non c’è più Cosmi ma Nedo Sonetti, e soprattutto quello del “Rigamonti” andato in scena quasi cinque mesi fa era un Empoli ben diverso da quello attuale. La sconfitta patita al Rigamonti di Brescia nel gennaio scorso è di fatto costato il quarto posto agli azzurri che, giunti a pari merito con i lombardi, proprio in virtù del peggior bilancio negli scontri diretti si sono visti relegare al quinto posto. Ed ecco ora l’andata di semifinale dei Play Off: al Castellani, e prima del return match fissato per giovedì 11 giugno prossimo, arriva il Brescia… targato Cavasin. In meno di dieci mesi insomma la squadra bresciana ha cambiato tre allenatori, frutto di questo calcio impazzito quanto impaziente.

Francesco Flachi in azione contro l'AvellinoIn questi Play Off l’Empoli non parte con i favori del pronostico, per tutti il Livorno è la grande favorita alla serie A e il Brescia la sicura finalista. Le statistiche infatti parlano di promozione dei labronici e di finale scontata con le rondinelle. Tutto questo perché da quando sono stati istituiti i Play Off la finale è sempre stata giocata tra la terza e la quarta e la terza ha sempre avuto la meglio: è successo due volte al Torino ed una, lo scorso anno, al Lecce. Ma sappiamo tutti che i numeri e i record sono fatti per essere battuti. Poi ci sono le chiacchiere che parlano di Brescia alla “Pep Guardiola”, tra l’altro ex calciatore delle rondinelle. In questo caso sono solo accostamenti dettati da una similitudine con la Champions League di questa stagione. Infatti nelle semifinali della coppa dalle grandi orecchie vi erano tre inglesi ed una spagnola ed ha vinto proprio quest’ultima, a discapito delle tre inglesi tra l’altro date tutte per favorite. L’accostamento è da ritrovare nel fatto che nelle semifinali dei Play Off vi sono tre toscane ed una lombarda; e allora precisiamo noi che nel calcio niente è scontato e non esiste nessuna logica, figuriamoci in partite come queste. Vi ricordate i Play Off 1995-1996 dove l’Empoli fu protagonista? Ecco tutti si aspettavano la Spal in finale, invece al Braglia di Modena ad affrontare gli azzurri arrivò il Como, con i lariani che in semifinale andarono a vincere per 6-3 sul campo dei superfavoriti.

Detto questo è inutile perdersi nei commenti legati a questa partita, o stare qui a scrivere quanto sia  importante questo match. Ormai è cosa nota. L’Empoli questa sera al Castellani si gioca una fetta importante di serie A; è “semplicemente” uno spareggio, maledettamente complicato certo, non impossibile sia chiaro.

I calciatori azzurri in festa sotto la MaratonaGli stimoli non mancano e ci mancherebbe. Basterebbe ricordare che in palio c’è un posto per la finale che assegna la serie A, oppure ricordare a tutti che in questa stagione l’Empoli non è ancora riuscito a battere le rondinelle, e che forse è arrivato il momento di farlo. E poi? E poi c’è una data che rimbalza nella testa di molti sportivi azzurri e che merita di essere in un certo senso rivendicata. Estate 1989, più precisamente 24 giugno 1989: al Manuzzi di Cesena è in programma lo spareggio salvezza tra Brescia ed Empoli, terminate a pari merito a quota 34 punti. Nella regular season agli azzurri era sempre andata male: sconfitta per 0-1 in Lombardia e per 0-2 tra le mura amiche. Sul neutro di Cesena gli azzurri, con al seguito un migliaio di tifosi, cercano la vittoria che non arriverà neppure dopo i tempi supplementari. Finisce 0-0 e i calci di rigori spediscono l’Empoli in C1. Resterà per molti anni l’immagine del portiere Drago, trafitto da Zoratto nel rigore decisivo, che guarda in ginocchio il pallone in fondo al sacco, la disperazione di Trevisan con la sua maglietta sporca di sangue, il pianto e lo sconforto dei tifosi azzurri. L’Empoli chiuse quel campionato di serie B 1988/89 a pari merito con Monza e Brescia: il Monza si salvò grazie alla classifica avulsa il Brescia ai rigori. Sette anni dopo quel giorno l’Empoli si prese la prima rivincita battendo il Monza in finale di Coppa Italia di Serie C e poi anche in semifinale dei Play Off di Serie C1. Iniziò così la cavalcata degli azzurri di Luciano Spalletti e Piero Pelagotti verso il grande calcio. Domenica e giovedì prossimo l’Empoli ha la grande chance di riprendersi la rivincita, a distanza di venti anni esatti, anche nei confronti del Brescia… per continuare quella grande cavalcata nel grande calcio che prese inizio ben tredici anni fa.

 

Gabriele Guastella

(gabrieleguastella@hotmail.com)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy