Un piccolo passo per essere grandi

Un piccolo passo per essere grandi

Abbiamo superato il primo quarto di campionato ed alzi la mano chi pensava che l’Empoli potesse arrivare al traguardo delle quattordici partite imbattuto. Più volte avevamo detto che questa stagione era quella partita più in sordina e con meno aspettative degli ultimi dieci anni,

Abbiamo superato il primo quarto di campionato ed alzi la mano chi pensava che l’Empoli potesse arrivare al traguardo delle quattordici partite imbattuto.

Più volte avevamo detto che questa stagione era quella partita più in sordina e con meno aspettative degli ultimi dieci anni, invece stiamo scoprendo giorno dopo giorno, in primis un bel calcio, un validissimo allenatore che era arrivato, al di la della fama da calciatore, sconosciuto ai più, e poi un grande gruppo, erano anni che non si vedeva dopo un gol tutta la squadra andare ad abbracciare il mister e tutta la panchina. Ci piace molto poi quel Il Cobra, da lui ci aspettiamo tanti golcerchio che i ragazzi fanno prima di ogni match, a dimostrazione di quanto sopra.

 

Un Empoli partito con gli ormai noti fari spenti ma che piano piano, sempre rimanendo con i piedi ben saldi per terra, gli sta accendendo e si sta facendo notare per quello che in campo viene espresso.

 

Siamo reduci da una doppia trasferta, su due campi difficili, Padova e Novara, dove ci siamo sentiti dire di essere la miglior squadra vista sui due campi sopra citati dai locali colleghi.

Due ottime prestazioni, dove ai punti saremmo usciti senza dubbio vincitori, ma che pero’ continuano a far aumentare il numero dei pareggi. Dopo Novara ne contiamo 10 su quattordici gare disputate.

Analizzando i numeri non è un dato prettamente positivo, basti pensare che se quelle dieci partite, che ovviamente ci hanno portato in cassa dieci punti, fossero finite con cinque vittorie e cinque sconfitte (che non sono poche), i punti sarebbero stati ben quindici, cinque in più rispetto a quelli raccolti.

 

Non vogliamo certo con questa disamina fare delle critiche che la squadra non merita assolutamente, partendo sempre dal presupposto che l’obbiettivo primario è la salvezza ed a quella dobbiamo guardare. In questo momento quel target sembra più che alla portata.

C’è pero da capire cosa possa mancare agli azzurri, che sfoderano prestazioni davvero maiuscole, per fare quel passo in più.

 

Il parco attaccanti è indubbiamente di primo ordine, anche se in questo periodo c’è un Mchelidze fermo ai box proprio nel momento in cui stava ritrovando la forma. Forse, ed azzardiamo una nostra personale impressione, manca ancora un po’ di quella cattiveria agonistica che invece spesso abbiamo visto in alcune nostre avversaria che magari pero’ peccano in tasso qualitativo.

 

Anche lo stesso Novara, fresco avversario, che alla fine al di la di alcune sparate non ha fatto vedere quella predominanza territoriale che ti aspetti da una prima della classe, ha dimostrato, l’azione del gol ne è una lampante dimostrazione, più cattiveria nell’andare alla finalizzazione, quasi una voglia di mangiarsi la palla, di scaraventarla nel sacco con rabbia.

C’è spesso nel gioco degli azzurri qualche leziosismo di troppo ed in alcune situazioni un po’ troppo generosità nel cercare il compagno piuttosto che nel provare a concludere.

 

Starà al bravo Aglietti, ex bomber di razza, cercare di analizzare questo aspetto, l’unico gap al momento da annotare, provando ad inficiare quella sopra citata cattiveria agonistica negli ultimi venti metri.

 

L’Empoli ci sta piacendo, ci sta sorprendendo e ci sta facendo piacevolmente rimangiare alcuni mugugni estivi.

Da tifosi, prima ancora che da addetti ai lavori, seguiremo con attenzione l’evolversi di questa stagione, partita in sordina, ma che da l’impressione di poter fare molto rumore.

 

Al. Coc.

 

 

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