Quando, per la prima gara di campionato Primavera, sono andato a Colle Val D’Elsa ed ho visto Andrea Innocenti con i bianconeri del Siena quasi non ci volevo credere. E invece era proprio così. E’ passato più di un mese da quando Andrea ha lasciato casa azzurra per approdare nella città del Palio e ci eravamo ripromessi di fare due chiacchiere con lui. Andrea stessi ci disse a suo tempo, e ce lo ha riconfermato a Colle, che avrebbe avuto piacere di fare un saluto ed un augurio a tutti gli amici dalle pagine di Pianetaempoli. Così abbiamo fissato di trovarci ad Empoli ed eccoci qua.

 

 

E’ ormai più di un mese che hai lasciato l’Empoli e sei approdato al Siena. Intanto dicci come stai vivendo questa tua nuova esperienza.

Per ora positivamente, con tantissime cose da fare, come è normale che sia. I tempi sono i soliti di inizio Campionato, quelli tipici di inizio stagione. Le cose, pian pianino, si stanno incanalando nella maniera giusta. Le squadre partono…poi quando iniziano i Campionati tutto va da sé.

 

Che cosa hai lasciato ad Empoli e cosa ti manca.

Domanda difficile. Lascio l’essere tifoso dell’Empoli, lascio l’affetto, lascio un bel pezzo di cuore e lascio tanti amici, tanti collaboratori, tante persone a cui devo essere grato, con le quali ho lavorato straordinariamente bene insieme.  Di conseguenza mi manca anche questo perché il calcio è sì la mia professione però i rapporti umani sono qualcosa di importante…e consono tanti, dentro l’Empoli, di rapporti umani creati in questi anni.

 

Questa intervista nasce dal nostro incontro, dalla mia curiosità, ma anche dal tuo desiderio che mi hai manifestato di rivolgere un saluto agli empolesi. Ti lascio il microfono. Puoi dire quello che vuoi.

Vero…nasce dopo la nostra chiacchierata di 5 minuti a Colle Val D’Elsa (prima giornata di Campionato Primavera Siena-Empoli, n.d.r.) e anche dal fatto che leggo quotidianamente Pianetaempoli per leggere del settore giovanile e dell’Empoli…l’ho già detto che sono e sarò sempre un tifoso degli azzurri….e in Pianetaempoli ho letto tantissimi apprezzamenti rivolti alla mia persona. Mi sembrava perciò giusto e corretto, passato il primo periodo del distacco, fare una serie  ringraziamenti. Il primo è per l’Empoli, perché l’Empoli mi ha fatto fare un percorso professionale unico, che poi è quello che mi ha portato ad essere oggi in un’altra realtà, cercato da un’altra Società. Devo perciò essere grato a chi mi ha permesso questo percorso, mi ha fatto fare il corso di Direttore Sportivo, mi ha permesso di lavorare e di crescere perché se io oggi sono responsabile del Settore Giovanile del Siena, ma questo vale anche se si fosse trattato di un’altra Società, una grande parte di meriti va all’Empoli…a varie persone della Società…dal Presidente al Direttore Vitale a Marcello Carli…e non dico tutti perché rischierei di lasciare qualcuno. Il merito fondamentale comunque è dell’Empoli, inteso come “famiglia Empoli”.

 

Quali le soddisfazioni più grandi e quali i problemi in questi 11 anni di militanza nel Settore Giovanile dell’Empoli?

Le soddisfazioni sono state quotidiane. Una Società come l’Empoli, “piccola” rispetto alle gran di realtà del calcio italiano, ha fatto tante finali nazionali che, anche se non sono andate come speravamo, dimostrano cometa Società sia stata competitiva in questi anni a livello nazionale in maniera eccezionale. Poi vedere tanti ragazzi che vengono dal settore giovanile che hanno debuttato in prima squadra. Le problematiche …direi nessuna…perché se penso a come eravamo 10 anni fa e come siamo oggi devo dire che l’Empoli ha fatto passi da gigante…e non dico tanto sull’aspetto qualitativo del settore giovanile, questo non sta a me dirlo, parlo delle strutture. L’Empoli era e rimane oggi un modello per il settore giovanile per ciò che ha fatto: il centro Sportivo a Monteboro, la competitività delle squadre. Queste sono state le vere soddisfazioni. Mi viene in mente un esempio: vedere nascere e crescere Monteboro che oggi è un fiore all’occhiello come strutture per il settore giovanile. Poi, come i dicevo prima, i tanti, tantissimi, rapporti umani e di amicizia che si sono creati in questi anni e che continueranno anche se io non sono più a Empoli. Se faccio una battuta ti dico che l’80% degli invitati al mio matrimonio erano dirigenti o allenatori dell’Empoli…da qui capisci il tipo di legame che ho con la Società azzurra, un rapporto che andava oltre l’aspetto puramente professionale.

 

Un’ultima domanda. Dal nuovo osservatorio di Siena come si vede lo stato del Settore Giovanile del calcio in Italia?E’ diversa l’ottica da cui si guarda rispetto ad Empoli oppure ci sono delle similitudini?

L’ottica non è diversa tra Serie A e Serie B. Purtroppo, dico purtroppo, l’ottica è diversa solo nel senso che le Società di Serie A fanno più fatica a proporre giovani in prima squadra, e questa è una complicazione non da poco. Però questa non è una questione di categoria ma di strategie societarie. Posso dirti che in questo momento a Siena, e forse questo è anche uno dei motivi per cui io sono stato chiamato lì, c’è una volontà di investire sia in termini economici che di risorse umane sul settore giovanile perché si capisce (e questa è un’analogia con l’Empoli) che il Siena in serie A è come era l’Empoli in serie A: una piccola tra le grandi. Quindi, giocoforza, per il futuro è necessario un investimento ed un potenziamento del Settore Giovanile, questo è fuori di dubbio. Sicuramente la Serie A e poi in una situazione particolare come è il Siena calcio in questo omento causa la penalizzazione e la rincorsa da fare, sicuramente assorbe dalla Società più energie di quelle per il Settore Giovanile, ma questo è ovvio. L’ottica però nella quale si lavora non dipende dalla categoria ma dalle Società e dalla loro volontà di investire e credere nel Settore Giovanile. L’Empoli ha sempre avuto un occhio di riguardo…anzi uno e mezzo….per il Settore Giovanile, sia quando ha militato in Serie A e ha fatto la Coppa UEFA sia quando è tornato in B. Quindi è anche una questione di cultura. A Siena la difficoltà, se difficoltà si può chiamare, in questo momento,. È che c’è una proprietà giovane, fresca di acquisizione..perché due anni e mazzo sono pochissimi…e quindi non c’è stata continuità. Speriamo. E la volontà da parte della proprietà c’è, che la continuità ci sia da ora in poi.

 

Ti lascio il microfono per chiudere questa chiacchierata. Puoi dire quello che vuoi.

Parto da un presupposto che è la verità assoluta: come ti ho detto prima io sono un tifoso dell’Empoli, stimo  quella che è la Società Empoli per quello che ha fatto in questi anni nel Settore Giovanile. Chiunque potrà dire quello che vuole ma io non avrò mai, perché non ne ho motivo, alcun risentimento con nessuno perché la mia è stata una scelta di tipo professionale… combattutissima….perché non è stato facile dopo undici anni lasciare l’Empoli. Non avendo assolutamente da fare recriminazioni o critiche nei confronti di nessuno desidero fare un grande in bocca a lupo a tutti…dalla prima squadra al Settore Giovanile…dal Presidente a Marcello Carli che ora sta vivendo una nuova avventura…a Massimiliano Cappellini….Per tutti non posso che dire parole belle, perché mi vengono dal cuore. Solo un grande augurio a tutti.

Intervista di Fabrizio Fioravanti

 

 

 

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5 Commenti

  1. Che signore! Spero di trovarti un giorno a colle poiche’ faccio l’istruttore li almeno ti stringo la mano di persona……fra empolesi!!!!!

  2. CIAO ANDREA, SONO SIMONE FONDELLI, TI FACCIO UN GROSSO IN BOCCA AL LUPOPER IL TUO NUOVO INCARICO E TI RICORDERO’ SEMPRE CON GRANDE AFFETTO E SICURAMENTE QUANDO VERRAI AD EMPOLI SARO’ UNO FRA I PRIMI CHE VERRO’ A SALUTARTI. CIAO ANDREA.

  3. ciao andrea sono domenico l’autista ti voglio fare un grosso in bocca al lupo. persona rispettabilissima è onesta. ciao andrea.

  4. Grande Andrea, rimani sempre un nostro tifoso azzurro stai tranquillo, ti aspettiamo in futuro per essere ancora più grandi insieme.

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