…Con Massimiliano Ciabattini

…Con Massimiliano Ciabattini

Abbiamo intervistato per gli amici di PianetaEmpoli.it Massimiliano Ciabattini, che assieme a Gianmarco Lupi ed a Gianni Assireli segue direttamente lo sviluppo delle divise azzurre da tre anni. Massimiliano, oltre alla sopracitata funzione ed essere un tifoso azzurro ha una particola

la maglia 85.86Abbiamo intervistato per gli amici di PianetaEmpoli.it Massimiliano Ciabattini, che assieme a Gianmarco Lupi ed a Gianni Assireli segue direttamente lo sviluppo delle divise azzurre da tre anni. Massimiliano, oltre alla sopracitata funzione ed essere un tifoso azzurro ha una particolarità, è un collezionatore di maglie dell’Empoli, ne possiede circa novanta che da un po’ di anni a questa parte sta raccogliendo. La sua passione per le maglie è davvero intensa, un amore non soltanto per l’icona, c’è proprio il piacere della scoperta dell’origine, del materiale e di tutto quello che circonda la stessa dalla produzione alla vestizione in campo, compreso tutto quello che è l’aspetto emotivo che ogni singolo pezzo si porta dietro.

 

Tra l’altro, a breve con Massimiliano realizzeremo degli speciali che ripercorreranno la storia dell’Empoli attraverso le maglie, per adesso però non vi diciamo di più.

Questa la nosta chiaccherata:

 

La maglia si sa è per tutti i tifosi il massimo oggetto di culto, quando è come è nata la passione di raccogliere le varie divise dell’Empoli?

La cosa è nata per caso, è partita dalla voglia di approfondire la storia dell’Empoli, una situazione anche per alcuni versi un po’ anticonvenzionale, partendo da li c’è la voglia, il desiderio di saperne di più della squadra per la quale da sempre faccio il tifo. Il desiderio di base era quello di mettere assieme una serie di elementi che mi permettessero di ricostruire la storia azzurra. La maglia, lo si è detto, è l’oggetto più evocativo per il tifoso e porta in grembo una serie di ricordi per tutti gli affezionati. Il tutto nasce nel 2006, la prima maglia a finire nella mia collezione è stata quella che ci avrebbe visto approdare a fine campionato in Eula maglia con il cosiddetto ropa, maglia targata Ficini, un inconto, il mio con questa passione di buon auspicio. Da li in avanti è stato un susseguirsi di ricerche, di approfondimenti e di nuove acquisizioni, credimi è diventato un secondo mestiere. Poi questa passione mi ha portato a collaborare direttamente con la società.”

 

C’è tra le varie maglie che nel tempo hai collezionato una alla quale tu sei più legato, magari per la difficoltà nel recepirla ?

Quella per la quale nutro il maggior valore affettivo è indubbiamente la maglia di Della Scala, stagione 87/88, la nostra seconda storica serie A, acquistata da un tifoso azzurro pochi mesi fa. Era da tempo che la cercavo poi quasi per caso sono entrato in contatto con questa persona e non ci ho pensato due volte. Quella invece per la quale ho dovuto tribolare di più è una maglia, indossatta da Massimiliano Cappellini, relativa alla stagione 96/97. Parliamo del primo modello che Errea sviluppò per la società azzurra, quella che portava sulla pancia il famigierato “tappo”, per intenderci l’ovale con l’iscrizione EMPOLI F.C., poi come ricorderete per dei problemi sollevati dall’Hellas Verona per la grande similitudine del template in questione, fu sostituita a stagione appena iniziata. La maglia di cui parliamo fu indossata nell’incontro di Coppa Italia contro il Milan e fu scambiata dallo stesso Cappellini a fine match con Filippo Galli. Dopo le solite lunghe ricerche, circa un anno e mezzo fa, tramite un amico collezionista di Milano sono riuscito a raggiungere anche questo ambito cimelio.”

 

Come mi hai detto la tua ricerca è iniziata non molto tempo fa, devo obbligatoriamente chiederti qual’è la maglia della storia azzurra che adesso stai inseguendo con maggiore tenacia?

Ci sono due modelli che in questo periodo stanno coinvogendo le mie ricerche, parliamo di due divise realizzate da Adidas, che come sapete è stato per anni, prima dell’era Errea, lo sponsor tecnico della nostra squadra. La prima è relativa alla stagione di serie B 84-85, quella azzurra con pinstripes (traddotto le stricie sottili verticali) bianche, e poi, e qui torniamo in serie C, stagione 94-95, l’ultima Adidas, quella con le tre bande bianche sulla alcune delle maglie collezionate da Massimilianospalla.”

 

La maglia più vecchia che hai qual’è?

Serie B 85-86, è una seconda maglia, anche quella bellissima l’unica che porta assieme ai colori ufficiali il rosso, sia sulla prima sia sulla seconda, quella che ho io, ha la riga traversarsale rossa assieme a quella bianca sulla prima maglia ed al suo negativo sulla seconda.”

 

Le maglie sono cambiate molto negli anni, ed anche per un discorso di merchandising, ogni anno si cambia modello ma si lascia intatto il colore societario. Sulla terza maglia invece ci si puo’ sbizzarrire di più, quale secondo la migliore realizzata dall’Empoli?

Non perchè ci sia anche il mio contributo, ma ti dico in tutta onestà che quella di quest’anno è quella che più davvro mi piace. Una colorazione non casuale, in un’annata storica come quella del novantesimo. Un colore che va a rievocare le origini dell’Empoli, per i pochi che non lo sapessero la nostra prima divisa non nasce azzurra ma è un colore, forse dai toni meno accessi, che ricorda il bordeaux.”

 

Già, perchè come abbiamo detto all’inizio tu da alcuni anni, hai trasformato la tua passione in una vera e propria collaborazione con l’Empoli. Nasce assieme ad Assirelli e Lupi anche il progetto della maglia del novantesimo, com’è nata l’idea?

L’idea è nata del desiderio di celebrare le origini attraverso i protagonisti. All’ingresso della tribuna centrale c’è una gigantografia della squadra che ha dato il via all’avventura: quando ci siamo ritrovati per decidere il da farsi la mia mente è andata subito a quell’immagine e non ho esitato a proporre il mio progetto che ha trovato subito il consenso dell’ufficio Marketing & Comunicazione. Assieme poi abbiamo realizzato il progetto, peccato che sulla maglia azzurra per ovvie ragioni di spazi non siamo riusciti a riportare le date 1920-2010. Fammi pero’ segnalare anche il contributo fondamentale di Paolo Lunghi alla realizzazione dell’idea.

 

Al. Coc.

 

 

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