Intervista a mister Melis dopo Empoli-Genoa

Intervista a mister Melis dopo Empoli-Genoa

Monteboro, 15 ottobre 2011 Intervista di Fabrizio Fioravanti – Oggi abbiamo vinto più con il carattere che con il gioco. Sei d’accordo? Sì…però dobbiamo considerare che questa squadra è composta anche da ragazzi che vengono dalla prima squadra e che ancora non possono sapere quello

Monteboro, 15 ottobre 2011 Intervista di Fabrizio Fioravanti

Oggi abbiamo vinto più con il carattere che con il gioco. Sei d’accordo?

Sì…però dobbiamo considerare che questa squadra è composta anche da ragazzi che vengono dalla prima squadra e che ancora non possono sapere quello che facciamo noi. E in più è anche naturale trovare che dopo tanto tempo che qualcuno non gioca non abbia neppure un ritmo partita adeguato a questo momento della stagione; ora le squadre stanno tutte bene e venire in Primavera senza aver fatto minuti di partita per loro è come iniziare da capo. Detto questo noi siamo contenti della prestazione che abbiamo fatto e della volontà che tutta la squadra ha messo. E’ normale che in questa situazione non posso ora pretendere che ci sia anche il bel gioco. Se un gruppo poi rimane tale per un lungo periodo secondo me allora si può anche porci l’obiettivo del gioco. Penso che comunque vada le idee che ho cercato di trasmettere, nonostante tutte le difficoltà e tutte le situazioni che si sono create, alla fine i ragazzi sono riusciti a metterle in campo perciò non posso essere altro che contento

Mi hai anticipato su una domanda che ti volevo fare. Noto che in questo inizio di stagione ci sono formazioni che tu cambi spesso, con un grande ricorso al turn over. E poi c’è anche questo rapporto con la prima squadra: forse questo rientra in quella strategia che la Società ha dichiarato ad inizo stagione di una sempre maggiore integrazione tra prima squadra e Primavera…

No, per adesso questo rapporto con la prima squadra è nato da oggi perché sino alle scorse partite ha sempre giocato il gruppo che avevo dall’inizio. Questi ragazzi qui ora hanno bisogno di fare dei minutaggi, di avere il ritmo partita sulle gambe perché in prima squadra per loro non c’è posto e la Primavera è un modo per farsi trovare al 100% in caso la prima squadra ne avesse bisogno. Adesso è questo il rapporto che c’è con la prima squadra. Poi io spero di poter lavorare con i ragazzi che la Società deciderà di metterci a disposizione per un periodo abbastanza lungo in modo da trasmettere a loro le nostre idee di gioco e di poterli mettere al 100% della condizione in modo che se la prima squadra avesse bisogno di loro possano fare la loro parte.

Una squadra la tua che comunque ha dimostrato di avere grande personalità. Ho visto giocatori in netta crescita di tecnica, personalità ed agonismo rispetto all’inizio del Campionato. E questo dimostra che comunque un lavoro c’è!

Noi cerchiamo di fare il possibile come sempre, perciò io sono convinto che questa squadra crescerà tantissimo. Mi interessa soprattutto che i ragazzi crescano “nella testa” e come persone. Ora cerchiamo di curare tutti gli aspetti però dobbiamo avere presente che da questa Categoria in avanti bisogna essere degli uomini e bisogna avere determinati comportamenti; bisogna dimostrare di saper affrontare le difficoltà, di saper giocare contro un avversario più forte. Ora i ragazzi stanno per diventare professionisti e non c’è più tempo per avere dei dubbi o degli atteggiamenti sbagliati. Ora bisogna pensare, ragionare ed allenarsi da professionisti. Questo è ciò che io cerco di trasmettergli e questo è quello che io voglio che diventino loro.

In questo primo scorcio di Stagione quali sono i risultati più positivi che hai ricevuto dalla squadra?

Ho trovato una squadra che è la squadra degli Allievi dell’anno scorso e mi sembra che col sacrificio e con la volontà riescono a stare all’interno delle partite, a lottarsi le partite con tutte le loro difficoltà, senza mollare mai, anche se ci sono giocatori che possono essere in questo momento più avanti di loro fisicamente. I ragazzi se la lottano, giocando da squadra, e se la lottano con tutti. Questo è lo spirito che voglio io. Poi, quando saranno allo stesso livello, ci sarà la tecnica che fa la differenza, ci saranno altre situazioni. E poi dopo bisogna anche vedere quale gruppo saremo da qui in avanti. Io sono contento comunque che anche se i ragazzi che erano stati aggregati alla prima squadra vengono qui abbiano lo stesso spirito di quelli che sono qua perché altrimenti si creerebbero dei conflitti e questa è la cosa che mi darebbe più fastidio. Invece ho visto lo spirito giusto nei ragazzi che sono venuti oggi che devono essere l’esempio per quelli più piccoli. Quelli più piccoli stanno crescendo e stanno dimostrando di poterci stare in questa Categoria

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