PELAGOTTI: tra i pali dimostra di saperci fare, e sul 2-0 per il Verona evita il terzo gol che avrebbe definitivamente chiuso il match. Deve assolutamente migliorare nelle uscite, anche oggi sul secondo gol veneto c’è una non troppo felice uscita del numero ventisette, forse però ostacolato al momento della presa sul pallone. Molti dei suoi compagni, giovani e meno giovani, prendano comunque esempio da Alberto che in ogni circostanza, bella o brutta che sia, non si tira mai indietro pronto a prendersi le critiche, i complimenti e umile tanto da tirarsi le orecchie da solo come quando a Modena ha dichiaratamente detto di dover migliorare nella sua pecca di mestiere: appunto le uscite. Avanti Pela. Voto: 5,5

 

VINCI: nella sua prestazione pesa come un macigno il primo gol subito dagli azzurri. Riguardate le immagini e scoprirete come troppo facilmente Abbate sfugge alla sua marcatura depositando il pallone in fondo al sacco. E dire che per tutta la settimana, tutta!, il tecnico Pillon ha provato e riprovato quello stesso schema raccomandandosi con tutta la difesa a stare attenti in situazioni del genere. Peccato. Voto: 4,5

 

FICAGNA: esce dopo una ventina di minuti in barella, piangendo non sappiamo se per il dolore causato dall’infortunio o perchè non poteva continuare a giocare e lui avrebbe voluto fortissimamente farlo. Guerriero. Voto: sv

 

STOVINI: il capitano si presenta in sala stampa e ammette che il Verona ha nettamente meritato di vincere la partita. E’ stata una partita difficile anche per lui che ha aperto un lungo duello con Ferrari e che spesso si vedeva arrivare avversari da tutte le parti, oggi però anche il suo muro non ha retto… purtroppo. Voto: 5,5

 

MORI: brutto “ritorno” per Daniele in una giornata nera come la pece. Costretto ad entrare a freddo al posto dell’infortunato Ficagna passa un pomeriggio di sofferenza. Soffre la fisicità di Ferrari prima e Halfredsson nel finale, patisce la dinamicità di Juanito Gomez e Jorginho. Dimentichi in fretta i fasti azzurri dell’Under 21, perchè ora c’è bisogno di indossare un’altra maglia azzurra e il corredo è completato da coltello, elmetto ed unghie, necessarie per affrontare le prossime delicate sfide e per continuare a meritare la chiamata nell’azzurro nazionale. Voto: 5

 

REGINI: anche lui si fa influenzare dal grigiore generale in cui è coinvolta l’intera squadra azzurra. Ogni tanto affonda, ma i cross… lasciamo perdere, deve migliorare in difesa dove deve imparare a leggere i movimenti degli avversari, in certe circostanze troppo morbido e delicato, a volte con certi attaccanti un pò troppo “farfallini” far sentire dolcemente i tacchetti rende più agevole la partita. Soffre la “farfallina” Juanito Gomez. Voto: 5

 

SAPONARA: sarà che da lui ti aspetti sempre grandi cose, sarà che sono state create grandi attese, sarà… ma il fatto è che in Under 21 risulta sempre uno dei più positivi. Le qualità sono indubbie, chiaramente quelle di chi è predestinato a calcare il massimo palcoscenico calcistico italiano. Ricky deve però capire che il campionato di quest’anno deve essere il suo trampolino di lancio, la sua consacrazione con la maglia dell’Empoli che ha creduto in lui quasi quattro anni fa, e che non deve farsi coinvolgere dal momento attuale. Il campione è colui che cade e si rialza, non colui che non cade mai. Dai fischi e dalle critiche deve trovare la reazione e la forza di dimostrare di non essere quel giocatore che abbiamo visto oggi con il Verona; e cioè passaggi sbagliati, tentativi insistenti di dribbling in momenti sbagliati e spesso fuori dal gioco e spaesato. Mezzo voto in più per il palo colpito nel finale di primo tempo che, con miglior sorte, avrebbe potuto regalare un secondo tempo diverso agli azzurri… restiamo con il dubbio, forse. Voto: 4,5

 

COPPOLA: entra in campo al posto di Saponara quando tutti si attendono i centimetri e la fisicità di Mchedlidze, la sua presenza in campo è giustificata dal voler dare maggior equilibrio alla squadra alla disperata ricerca di rimettere in carreggiata una partita finita nel… fosso. Impresa purtroppo non riuscita. Voto: 5,5

 

SIGNORELLI: alla fine del primo tempo abbiato quasi creduto si trattasse della controfigura del nazionale venezuelano, irriconoscibile, sempre in ritardo e fuori posizione, schiacciato dalla pretuberanza fisica del centrocampo veronese. Sembrava un debuttante alle prime armi. Evidentemente le riflessioni nell’intervallo passato al caldo degli spogliatoi devono aver fatto bene perchè nella ripresa è andato nettamente meglio, avvicinandosi al giocatore ammirato contro la Nocerina, avvicinandosi però. Voto: 5

 

VALDIFIORI: anche lui come i compagni di reparto soffre la grande giornata dei centrocampisti veronesi, e soprattutto soffre clamorosamente la vivacità di Tachtsidis. Solo nel finale mostra un pò più di brillantezza. Ma un giocatore come lui che giustamente “reclama” la serie A deve e può fare molto, molto di più. Voto: 5

 

LAZZARI:Gaston Brugman oggi Flavio non era lui. Si vedeva che scuoteva il capo, che cercava di suonarsi la carica… ma niente da fare, era la sua giornata no. Lontano parente da quel giocatore visto all’opera all’Olimpico di Torino o solo una settimana fa contro il Modena. Sempre fuori dal gioco, lentissimo, contratto, quasi impacciato, mai un guizzo, mai un affondo. Siamo fermamente convinti: solo una giornata nera, evidenziata maggiormente dal contesto generale. Voto: 4,5

 

BRUGMAN: ad un certo punto si sono accesi i riflettori del Castellani… ad illuminare il campo di gioco, mentre su quello stesso terreno di battaglia è sceso in campo finalmente Gaston Brugman; in questo pomeriggio metaforicamente buio pesto come le caverne in piena notte e senza luna si è accesa la “torcia” Brugman, l’unico che ha messo in campo la voglia e la determinazione di meritarsi un posto da titolare, l’unico che ha provato ad accendere il gioco inesistente degli azzurri. In ogni squadra di calcio deve esserci la forza, l’umiltà, la determinazione, la tecnica, la tattica e il genio sregolato e imprevedibile che da un momento all’altro possono farti cambiare il senso ed il volto ad un match. L’Empoli non potrà fare a meno di lui, lui dovrà capire che ora è arrivato il momento di dimostrare l’attaccamento alla maglia azzurra e dovrà farsi trovare pronto per il salto di qualità, come solo i campioni sanno fare all’età di 20 anni. Coraggio Gaston. Voto: 6

 

CORALLI: non è al top della condizione, punto. Il Cobra dei tempi migliori avrebbe morso a trentasei denti la coppia centrale Mareco-Ceccarelli che invece ha trascorso un pomeriggio relativamente tranquillo. Claudio è ancora fuori forma, e con la sua grande grinta non è riuscito a sopperire alla condizione fisica davvero non ottimale del momento; tuttavia conquista un paio di calci piazzati interessanti, ma è sempre spalle alla porta e non si crea mai occasioni davvero nitide. Si rifarà. Voto: 5

 

TAVANO: meno lucido del solito, ma anche mal rifornito da un centrocampo che definire inconsistente è quasi un complimento. Sarà solo un caso ma quando l’Empoli è passato al 4-3-1-2 con Brugman dietro alle punte Tavano ha acquistato più profondità causando maggiori turbolenze alla difesa gialloblu arrivando, tra l’altro, ad infilare alle spalle del portiere Rafael De Andrade l’undicesimo centro stagionale. Ora sorge spontanea una domanda: ma se questo Tavano fosse stato incastonato in un Empoli che girava a mille cosa poteva succedere? Tornando alla partita con il Verona dobbiamo però altresì affermare che per buoni ottanta minuti viene ben controllato dai difensori ospiti e che questa volta dal calci piazzati non è uscito il coniglio dal cilindro, può succedere. Voto: 5,5

 

L’ALLENATORE PILLON: il suo sogno è trasformare l’Empoli in una squadra che sforna azioni-gol a go-go, con centrocampo solido, terzini che coprono e spingono, due punte da quaranta gol in due, e un trequartista capace di dare fantasia e imprevedibilità. Il sogno di Pillon coincide con il sogno di tutti i tifosi dell’Empoli, Bepi deve però fare in modo che il sogno non resti tale. Sulla partita di oggi su una cosa in particolare non ci ha convinto: perdere per perdere non erano meglio i centimetri di Mchedlidze invece dell’equilibrio di Coppola??… perchè va bene rimanere sempre equilibrati, ma alla fine anche con Coppola in campo abbiamo ugualmente preso il terzo gol, e per giunta è stato mandato Mori a far centimetri in avanti. No, stasera non ci ha convinto. Voto: 5

10 Commenti

  1. Voti quasi tutti condivisibili, ad eccezione di Pillon, che merita un bel 4 di stima! Prima di tutto sapeva che il Verona ci avrebbe preso il centrocampo (fisicamente li sn qs tutti + forti di noi) e sarebbe stato meglio partire con la possibilità di lanciare lungo su Levan, lasciando il Cobra (che ancora nn può avere i 90′ nelle gambe) per l’ultima mezzora. Secondo, qnd una squadra non riesce a scendere in campo con la necessaria grinta, forse sarebbe il caso di lasciare da parte i modi da signore e incominciare a farsi sentire, specialmente con chi può dare di più. E qui forse la colpa è anche della società, che dopo Aglietti, avrebbe dovuto scegliere un mister più “sergente di ferro” alla Papadopulo. Terzo, l’Empoli manca di gioco corale, non sfrutta l’ampiezza del campo e spesso denuncia una paurosa povertà di idee…. Possibile che ancora il Mr non sia riuscito ad incidere (come invece avvenuto su altre panchine) su qst squadra. Ma soprattutto ha un senso affidarsi ad un’allenatore che invece di mettere i giocatori in campo nella maniera a loro più congeniale, si ostina a fossilizzarsi su un unico schema di gioco, il 4-4-2 che a volte sembra poco congeniale allo stato attuale della rosa?
    Piccola riflessione, un giocatore come Guitto, abile in regia, ambidestro, fresco e guizzante non sarebbe spesso più utile di chi abbiamo visto li a centrocampo (lento, impacciato e spesso annebbiato nelle idee)? Senza contare che se non puoi giocartela con i tuoi avversari sul piano fisico, un giocatore brevilineo, capacissimo nelle verticalizzazioni, forse potrebbe essere una mossa azzeccata! Ma forse a Empoli le oscure strategie di mercato impongono certi titolari!!!!!!!!!

  2. Siamo troppo acerbi a centrocampo ,serve un giocatore che imposti il gioco (alla Vannucchi),sulle fasce non abbiamo uomini in grado di giocare come si deve,nessuno spinge e nessuno sa ripiegare quando ci prendono in contropiede(Vinci,Regini)spearimo in Gorzegno;a gennaio bisogna che i Corsi si frughi in tasca!!!!!

  3. Giusta la riflessione di Giova, il mister non ha dato niente, ma proprio niente a questa squadra. Su altre panchine il vento di cambiamento (vedi anche ieri la fiorentina x esempio) lo si nota palesemente. Gubbio ultima spiaggia, se non si torna a casa con i tre punti per me ci deve essere l’esonero. Nomi? beh se la società avesse le balls chiamerebbe Mario Somma, ma ovviamente è troppo per l’orgolgio di Corsi e Vitale, ed allora direi Serse Cosmi!!!

  4. Invito la redazione di Pianetaempoli a non ripetere con Brugman gli errori commessi (da tutti i mezzi di informazione) con Fabbrini prima e Saponara poi. Piano con gli elogi. Piano, piano e ancora piano. Per il bene del ragazzo e soprattutto per il bene dell’Empoli.

  5. vai erik grande,mandiamo a casa tutti,saponara,dumitru,mori,levan,cesaretti,regini,lazzari,coralli,signorelli,coppola,teniamo ciccio tavano,busce’ guitto e stovini,vaiiiii

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