«Indubbiamente – spiega Corsi – l’andamento della squadra ci lascia un mix di amarezza, delusione e preoccupazione. Come ho già detto tempo fa, probabilmente in estate ci siamo lasciati prendere la mano facendo anche qualche discorso di troppo (ovvero fissare l’obiettivo della qualificazione ai playoff, ndr), ma certo non ci aspettavamo di vivere una situazioe come questa dopo 9 partite di campionato. Detto questo, però, credo che sia più utile guardare avanti, sforzarsi di andare a cercare e mettere in risalto gli aspetti positivi». 

In che senso?  «Che ora il primo punto all’ordine del giorno, per tutti noi, e ricreare nei giocatori la giusta autostima. Almeno quella che serve per affrontare i sacrifici necessari, per fare di più e per farlo meglio, per riuscire a giocare almeno 70 o 80 minuti su livelli accettabili». 

Cosa che, col Varese, non è successa.  «Ci siamo fermati a un buon primo tempo. E non è bastato. In pratica è come se avessimo assistito a due partite diverse. Nella prima l’Empoli ha fatto buone cose, costruendo diverse occasioni e concedendone zero, visto che abbiamo incassato il primo gol su un nostro infortunio. Nella seconda, invece, abbiamo sofferto tanto, troppo. Ecco perché dico che bisogna fare di più e meglio». 

In effetti cominciano a esserci diversi dubbi sulla condizione fisica.  «Sicuramente non siamo al top, ma questo è di competenza del tecnico e dello staff. Di sicuro abbiamo pagato a caro prezzo il fatto di aver affrontato 3 partite con gli stessi giocatori. Nella ripresa abbiamo accusato un calo che poteva pure starci, ma che in nessun modo può rappresentare un alibi per la sconfitta subita». 

Ma come se ne esce?  «Intanto recuperando un po’ di giocatori. Con 4 o 5 elementi in più, al di là del valore di chi c’era e di chi era fuori, ci sono maggiori possibilità di scelta e, soprattutto, si può far rifiatare chi dimostrano di averne più bisogno». 

Pensa che possa bastare?  «Sarà un aspetto non secondario, questo è sicuro. Per il resto, poi, torno a quello che ho detto prima: bisogna fare di più e farlo meglio. Perché il discorso non è relativo alla partita, ma ad ogni singolo allenamento. Serve una partecipazione totale al lavoro e ogni aspetto, condizione fisica compresa, andrà curato nel minimo particolare».  

E’ un messaggio allo staff o ai giocatori?  «E’ un messaggio a tutti. Abbiamo cambiato l’allenatore perché è sempre lui quello che paga, ma sapevamo che sarebbe stato da stupidi pensare che fosse Aglietti il nostro problema. Ma, ripeto, per riuscire a ripartire ora è importante vedere il bicchiere mezzo pieno, mettere in risalto gli aspetti positivi». 

E quali sono?  «Ad esempio che, in una settimana appena, si è già vista l’impostazione di Pillon. Abbiamo concesso meno, molto meno di prima e questo non può che essere un buon punto per ripartire, per rimettersi in moto». 

Non crede che la squadra sia prigioniera delle sue paure?  «No, perché altrimenti si sarebbe sfaldata dopo il primo gol subito. E quella reazione, anzi, è un altro aspetto positivo da cui ricominciare».

fonte: iltirreno

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

6 Commenti

  1. ……………………..”probabilmente in estate ci siamo lasciati prendere la mano facendo anche qualche discorso di troppo”.

    ALLORA SIAMO AL COMPLETO!

  2. saro’ masochista ma penso che una bella
    annata in lega pro ci farebbe proprio bene…
    senza pay tv con relativi anticipi e posticipi..
    senza nazionali che ti tolgono i giocatori dalla rosa…
    le partite tutte la domenica alle 14,30..
    pero’ caro presidente se si retrocede porti di sotto
    tutta la rosa al completo di quest’anno,comprese le
    tante signorine che ogni sabato vediamo girovagare
    per il campo..

    • Carissimo, tutti sanno che se quest’anno retrocediamo non andiamo in lega pro ma in serie D…perchè falliremmo all’istante….perciò pensiamo a salvarci…che i mezzi ce l’abbiamo..

  3. caro mat-teo,io saro’ lo stesso allo stadio
    come c’ero piu’ di trenta anni fa’….
    eravamo veramente in pochi,pensa che al posto
    della maratona c’era una piccola tribunetta in legno
    con una bella siepe dietro…
    eravamo in pochi ma sicuramente il calcio
    era molto piu’ sano di ora,e si poteva veramente
    “FARE L’EMPOLI…”

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