Lo Zenit fa harakiri in Francia: perde 2-0 in casa dell’Auxerre, dopo il successo casalingo per 1-0, finisce la partita in nove ed esce subito di scena dalla Champions League. Diciamolo, ci dispiace per Luciano Spalletti e il suo staff, dove c’è molto Empoli.

 

Ci dispiace un pò meno per il fatto che lo Zenit rappresenta la classica società zeppa di milioni di euro (il presidente dello Zenit è lo sponsor della società cioè la GazProm, ndr), che pensa che l’equazione soldi=vittoria funzioni sempre. Accade, ogni tanto, che nello sport, e quindi anche nel calcio, subentrino altri fattori e l’equazione molto spesso non funziona.

 

Succede così che l’Auxerre “povero” di mister Fernandes ribalta lo 0-1 dell’andata, gioca una partita tutto cuore, orgoglio e tanto sudore e umiltà. Così nei minuti finali del match mentre il giocatore dello Zenit Lazevic manda a quel paese la propria panchina i giocatori e i tifosi dell’Auxerre iniziano la festa e i pianti di gioia.

 

Al triplice fischio finale Fernandes, quasi incredulo dell’impresa compiuta, viene sommerso dai suoi giocatori e dallo staff tecnico. Il piccolo stadio dell’Auxerre esplode letteralmente: tutti in piedi a cantare l’inno del club… Mastica amaro invece Luciano Spalletti, e francamente ci dispiace solo per lui e per i suoi collaboratori.

 

Gabriele Guastella

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