Ventuno anni dopo, Empoli e Arezzo tornano a incrociare il loro cammino. Sono passate più di due decadi dall’ultima volta in cui le due squadre si sono affrontate al Castellani. Era il 5 giugno 2005, una domenica sera particolare, di quelle destinate a rimanere nella memoria del popolo azzurro. Quel giorno l’Empoli non aveva bisogno di vincere. Gli bastava un punto per mettere matematicamente le mani sulla Serie A. E quel punto arrivò proprio contro l’Arezzo, al termine di una partita che raccontò molto più di un semplice 1-1. Era l’Empoli di Mario Somma, una squadra costruita con idee, organizzazione e valorizzando tanti giocatori che sarebbero poi diventati protagonisti anche in Serie A. Dopo la retrocessione della stagione precedente, gli azzurri avevano saputo rialzarsi immediatamente e arrivavano alla penultima giornata in testa alla classifica, a quota 73 punti, davanti a Genoa e Torino. La promozione era ormai vicinissima.

Il successo ottenuto a Treviso una settimana prima aveva praticamente spalancato le porte del paradiso. Al Tenni, il 28 maggio, era stato Francesco Tavano a firmare lo 0-1 che aveva portato l’Empoli a un passo dalla matematica certezza. Il gol arrivato in Veneto era stato, di fatto, quello della Serie A: contro l’Arezzo sarebbe bastato non perdere. E così, il 5 giugno, il Castellani si preparò alla festa. La gara era stata inizialmente programmata per il 4 giugno, ma venne posticipata di 24 ore per la concomitanza con Norvegia-Italia. L’appuntamento diventò quindi quello della domenica sera, con calcio d’inizio alle 20.30. Nonostante il clima da festa annunciata, Somma e i suoi non potevano permettersi distrazioni. L’Arezzo, infatti, non era arrivato a Empoli per fare da semplice spettatore. La squadra amaranto era ancora impegnata nella lotta per evitare la retrocessione e aveva bisogno di punti. La vigilia raccontava però una situazione particolare: all’Empoli bastava un pareggio per essere promosso, mentre anche all’Arezzo un punto avrebbe fatto molto comodo in chiave salvezza. Le premesse per una partita bloccata c’erano tutte. E infatti il primo tempo scivolò via senza gol. Un primo tempo a ritmo non particolarmente elevato, con le due squadre consapevoli dell’importanza del risultato. Da una parte c’era l’Empoli che non voleva compromettere una stagione straordinaria proprio sul più bello; dall’altra un Arezzo che cercava il punto utile per continuare a sperare.

All’intervallo era ancora 0-0. Poi, nella ripresa, arrivò il momento che il Castellani aspettava. Al 53′ l’Empoli passò in vantaggio. A firmare il gol fu Andrea Coda, difensore centrale ma in quella serata protagonista anche sotto porta. La rete portò gli azzurri sull’1-0 e fece praticamente esplodere lo stadio: con quel risultato l’Empoli era matematicamente in Serie A. Il vantaggio, però, durò appena nove minuti. Al 62′ l’Arezzo trovò infatti il pareggio con Georgios Kyriazis, difensore greco, che riportò il risultato sull’1-1. Le cronache dell’epoca raccontano di una partita che rimase sostanzialmente dentro il copione atteso: l’Empoli soddisfatto del punto e l’Arezzo che poteva continuare a sperare nella salvezza. Quella promozione rappresentò qualcosa di speciale anche per Mario Somma. Il tecnico di Latina era arrivato a Empoli dopo aver guidato proprio l’Arezzo alla promozione in Serie B nella stagione precedente. Due promozioni consecutive, entrambe ottenute in Toscana, prima con gli amaranto e poi con gli azzurri. Somma aveva preso una squadra che nell’estate precedente aveva perso giocatori importanti e aveva costruito un gruppo capace di sorprendere tutti. L’Empoli chiuse il campionato con 74 punti, primo in classifica, davanti a Torino e Perugia. Un risultato che sarebbe diventato ancora più significativo alla luce delle vicende estive, con il fallimento del Genoa e quello del Torino che modificarono successivamente il quadro delle promozioni. Ma quella sera, al Castellani, non interessavano ancora le vicende future. Interessa­va soltanto festeggiare.

Quella promozione non fu celebrata soltanto come un traguardo sportivo. Fu dedicata a Emiliano Del Rosso, storico tifoso azzurro e figura centrale della tifoseria empolese, scomparso prematuramente nel dicembre 2004 in seguito a un incidente stradale. Emiliano aveva appena 29 anni. Era uno dei leader dei Desperados e aveva una passione viscerale per l’Empoli. La sua morte aveva lasciato un vuoto enorme all’interno della tifoseria. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, il suo funerale era stato celebrato proprio al Castellani, sotto la Maratona, davanti a circa 3.000 persone. Il feretro era stato portato a spalla all’interno dello stadio e coperto da fiori bianchi e azzurri e dalla maglia con il suo nome e il numero 8. E quella sera, dunque, Emiliano era lì. La sua presenza simbolica si avvertiva nel Castellani e sarebbe rimasta legata alla storia dell’Empoli, sempre! Non è un caso che il suo nome sia poi diventato indissolubilmente legato alla Maratona e che dal 2006 sia stato istituito il Premio Emiliano Del Rosso, dedicato a quei valori di attaccamento, dedizione e sacrificio per la maglia che rappresentavano il modo in cui Emiliano viveva la sua passione azzurra.

IL TABELLINO

Empoli-Arezzo 1-1

Serie B 2004/05 – 41ª giornata
Carlo Castellani, Empoli
5 giugno 2005, ore 20.30
Spettatori: 7.230
Arbitro: Luca Palanca di Roma

Marcatori: 53′ Coda, 62′ Kyriazis.

Empoli: Balli; Buscè, Coda, Lucchini, Bonetto (68′ Vanigli); Ficini, Zanetti; Lodi (73′ Saudati), Vannucchi, Tavano, Gasparetto (65′ Cappellini). All. Mario Somma.

Arezzo: Pagotto; Ogliari, Gonnella, Kyriazis, Pasqual; Gentile, Roselli (68′ Boscolo), Passiglia, Vigna; Spinesi (63′ Del Core), Abbruscato (60′ Teodorani). All. Marco Tardelli.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

1 commento

  1. Di quella partita ricordavo molto, soprattutto della bella coreografia e che ci sarebbe bastato il punto. Mi ricordo molto bene quell’Elvis Abbruscato che fu nome molto chiacchierato per venire qua.
    Quello che non ricordavo era che alla guida dell’Arezzo ci fosse Marco Tardelli

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