Dopo la conferma dell’amatissimo Johnny Ekström, Silvano Bini vuole regalare a Salvemini lo straniero numero due. L’identikit è quello di un attaccante che possa alzare il livello tecnico e qualitativo di una squadra che nella stagione precedente, al di là dell’incredibile e insperata salvezza ottenuta, ha fatto molta fatica a segnare. All’inizio si pensa ai due svedesi Magnusson ed Eskiesson, qualcuno fa il nome del brasiliano Dirceu. Tuttavia, alla fine la scelta porterà in Jugoslavia: l’Empoli prende il 28enne Davor Cop.
I successi del giovane Cop
La carriera di Davor Cop comincia nel 1976, quando passa dal settore giovanile dell’Hajduk Spalato alla prima squadra, affidata a Josip Duvančić dopo il passaggio di Tomislav Ivić all’Ajax. Considerato uno dei maggiori talenti della sua generazione, Cop non ci mette molto a convincere il nuovo allenatore ad affidargli le chiavi dell’attacco. E in effetti i risultati si vedono: Davor è un centravanti atipico, che partecipa molto alla manovra della squadra e sa essere decisivo in zona-gol, grazie alla particolare abilità aerea. Memorabile il colpo di testa vincente che, nel marzo 1978, sblocca il risultato nella sfida contro l’Austria Vienna, valevole per i quarti di finale di Coppa UEFA (l’Hajduk verrà sconfitto ai rigori, con errore decisivo proprio di Cop).
L’anno successivo l’Hajduk viene premiato dalla migliore differenza reti e vince il campionato jugoslavo davanti a Dinamo Zagabria e Stella Rossa. La carriera di Cop sembra lanciata, ma nel 1980 l’Hajduk decide di cederlo al Napredak Kruševac, altra formazione militante nella Prva Liga e autrice di una bella stagione, coronata con la qualificazione in Coppa UEFA. Purtroppo, nonostante le tredici reti realizzate da Cop, la sua nuova squadra non ripete l’exploit dell’anno precedente e viene retrocessa in seconda divisione.

Il ritorno a casa e la definitiva cessione
Nel 1982 l’Hajduk decide di dare a Cop una seconda chance. L’attaccante torna quindi nella squadra in cui è cresciuto, speranzoso di poter dare una mano al nuovo allenatore Petar Nadoveza. In effetti l’aria di casa sembra rinfrancare Davor, che entra nelle rotazioni del tecnico pur non essendo un titolare inamovibile. Il 25 aprile 1984 scende in campo nella gara di ritorno della storica semifinale di Coppa UEFA contro il Tottenham, persa per 1-0 dopo l’illusoria vittoria casalinga (2-1) ottenuta al Poljud Stadion.
Al termine della stagione Cop fa nuovamente le valigie e si accasa alla Dinamo Vinkovci (oggi Cibalia). L’obiettivo della salvezza viene centrato senza particolari patemi sia nel 1984/85 che nel 1985/86. Ma è in quest’ultimo che Cop si mette ulteriormente in mostra, realizzando ben 22 reti e laureandosi capocannoniere del campionato jugoslavo. In due sole stagioni ha segnato più gol che nel resto della sua carriera.
L’arrivo a Empoli

Il 17 luglio 1987 è ufficiale l’arrivo di Davor Cop in azzurro. Il tesseramento non avviene immediatamente, visto che l’Empoli deve ancora conoscere l’esito del procedimento nei confronti dell’ex presidente Pinzani per il caso Totonero-bis (si rischia la retrocessione e quel punto salterebbe l’ingaggio del secondo straniero). Dopo l’ufficializzazione della conferma in A con penalizzazione di cinque punti, Cop diventa a tutti gli effetti un calciatore azzurro. Ed emergono le cifre dell’affare: per acquistarlo Silvano Bini ha sborsato una cifra molto bassa, circa cinquanta milioni di lire. Senz’altro l’aspetto monetario ha inficiato molto sulla scelta, visto che la società è molto attenta a non spendere più di ciò che ha guadagnato con le cessioni.
Il debutto di Cop avviene il 6 agosto 1987 nell’amichevole contro il Prato, finita con un deludente 0-0. Il nuovo acquisto gioca un’oretta, venendo poi sostituito da Zennaro. Seguono altri match in cui Cop non lascia segni particolari, compresa l’amichevole contro la Roma, giocata a Carrara e vinta sorprendentemente per 2-0. Il primo gol ufficiale in azzurro arriva il 30 agosto, nel 3-2 alla Cremonese. Cop segna il primo gol empolese con la specialità della casa, ovvero il colpo di testa, su invito di Della Monica.
Le difficoltà di Cop in azzurro
Nelle prime partite di campionato Salvemini gli preferisce il neo acquisto Baldieri e Cop è costretto a guardare i compagni dalla panchina. Solo alla quinta giornata contro l’Ascoli, sul risultato di 1-0 in favore dei marchigiani, fa il suo esordio in Serie A subentrando a Zanoncelli. La gara successiva è il derby contro il Pisa e Cop gioca il secondo tempo guidando l’attacco al posto di un evanescente Ekström. Purtroppo l’Empoli perde 1-0 quella delicata sfida-salvezza casalinga e vede assottigliarsi le possibilità di salvezza.
Per Cop i problemi di “ambientamento” continuano. Nonostante la buona prova contro il Montopoli nella classica amichevole del giovedì, rimane fuori anche a Napoli e nella splendida vittoria interna contro la Roma. Per lui ormai c’è solo un ruolo da comprimario, che lo porterà a racimolare poche presenze e sempre da subentrante. Con la retrocessione in B dell’Empoli, Cop termina anticipatamente la sua tutt’altro che indimenticabile carriera in azzurro e torna a casa, alla Dinamo Vinkovci, con cui tornerà a segnare con un’ottima regolarità.
















Haha bidone leggendario.