La notizia delle dimissioni di Guido Pagliuca ha inevitabilmente aperto, quasi in contemporanea, il capitolo relativo al possibile successore. È ancora presto per parlare di ufficialità (che certamente non arriveranno prima di lunedi) e, considerata la delicatezza del momento, è anche comprensibile che l’Empoli abbia bisogno di qualche ora per riordinare le idee. La decisione del tecnico è arrivata in maniera improvvisa (al di la dei fatti di giovedi), dopo appena cinque giornate di campionato, e la società si troverebbe adesso davanti a una situazione che difficilmente poteva essere programmata. Proprio per questo è ancora più complicato capire quali saranno i tempi e le modalità della scelta. Ma i primi nomi iniziano inevitabilmente a circolare e quello che, in queste ore, sembra prendere quota è Matteo Andreoletti. Non sarebbe, in realtà, un nome nuovo per l’Empoli. Il tecnico bergamasco era già stato preso in considerazione durante la scorsa estate, quando sulla panchina azzurra si cercava l’erede di Fabio Caserta e Stefano Stefanelli era ancora il direttore sportivo. In quella fase la candidatura di Pietro De Giorgio sembrava essere quella più forte, ma Andreoletti era comunque un profilo che la società aveva valutato con attenzione. Poi le scelte portarono a Pagliuca, con l’arrivo contemporaneo di Fabio Artico alla direzione sportiva. Oggi, a distanza di pochi mesi, il suo nome torna dunque d’attualità in un contesto completamente diverso.

Andreoletti è un allenatore giovane, ma con un percorso già significativo alle spalle. Ha iniziato a costruirsi una reputazione importante con la Pro Sesto, quindi ha avuto l’opportunità di guidare il Benevento in Serie C e successivamente il Padova, con cui ha conquistato la promozione in Serie B nella stagione 2024/25. Proprio sulla panchina biancoscudata ha avuto modo di confrontarsi con il campionato cadetto, costruendo una squadra riconoscibile e soprattutto molto legata a determinati principi di gioco. L’esperienza della stagione successiva si è invece conclusa con l’esonero, arrivato nel marzo 2026 dopo una serie di risultati negativi che avevano complicato la situazione del Padova. Dal punto di vista tattico, però, il nome di Andreoletti presenta un elemento di particolare interesse per l’Empoli: il 3-5-2. È infatti un sistema che il tecnico ha utilizzato con grande frequenza a Padova, tanto da essere diventato uno dei tratti distintivi della sua squadra. Non si tratta però di un 3-5-2 necessariamente rigido. In fase di possesso il sistema può cambiare pelle, con gli esterni che si alzano e il centrocampo che modifica le proprie posizioni fino a trasformare la struttura in una sorta di 3-1-2-4 o 3-2-1-4. In fase di non possesso, invece, la squadra può abbassarsi fino a formare una linea a cinque accompagnata da una linea di quattro. E questo, naturalmente, porta subito il discorso sull’Empoli attuale. Gli azzurri hanno lavorato prevalentemente con il 3-5-2 e quindi, almeno sulla carta, l’eventuale arrivo di Andreoletti non comporterebbe una rivoluzione tattica. Cambierebbe l’interpretazione, cambierebbero le richieste ai singoli, cambierebbero probabilmente alcune gerarchie, ma la base potrebbe rimanere quella. E proprio qui potrebbe tornare d’attualità una delle riflessioni che abbiamo già fatto nei giorni scorsi: quella relativa alla posizione di Magnino.

Un Andreoletti che decidesse di confermare il centrocampo a tre potrebbe infatti valutare Magnino nel ruolo di mezzala, una posizione nella quale il giocatore potrebbe avere maggiore libertà di inserimento e possibilità di incidere anche nella metà campo offensiva. Naturalmente sarebbe necessario trovare i giusti equilibri dietro, considerata la situazione numerica della difesa, ma è una soluzione che potrebbe essere presa in considerazione. Anche perché l’idea di fondo sarebbe quella di non buttare via il lavoro tattico fatto finora, ma eventualmente di modificarne alcuni interpreti e alcune letture. E poi c’è un altro elemento che potrebbe risultare interessante: il rapporto con le due punte. Andreoletti ha spesso lavorato con un attacco a due e questo potrebbe sposarsi con l’idea, già emersa nel nostro ragionamento sull’Empoli, di vedere Shpendi e Popov insieme dal primo minuto. Anche in questo caso non sarebbe una conseguenza automatica di un eventuale cambio di allenatore, ma semplicemente una possibilità da valutare alla luce delle caratteristiche della rosa.

Naturalmente siamo ancora nel campo delle ipotesi. L’Empoli deve prima ufficializzare la situazione relativa a Pagliuca e poi scegliere il percorso da intraprendere. Il momento societario è particolare e proprio per questo è difficile immaginare che la scelta possa essere presa senza una riflessione complessiva. Ma se il nome di Andreoletti dovesse davvero prendere corpo, non ci troveremmo davanti a una scelta completamente inattesa. Sarebbe un allenatore già conosciuto e già valutato dall’Empoli, con un’esperienza recente in Serie B e con un sistema di gioco che, almeno nella sua struttura di base, non sarebbe distante da quello sul quale la squadra ha lavorato in questi primi mesi. Poi, come sempre, sarà il campo a dire se le idee dell’allenatore e le caratteristiche dei giocatori riusciranno a incontrarsi. Adesso c’è però da gestire questo terremoto che per adesso non vede voci ufficiali, e quindi tutto va preso estremamente con le molle. Non è da escludere che se si andrà nella direzione che ormai sembra, possano arrivare altre opzioni per la panchina, anche valutando quelle interne.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

14 Commenti

  1. Non ci sono 3 difensori puri.
    Non penserete mica che curto o romagnoli siano presentabili sul centrodestra?
    Difesa a 4.
    Se andreoletti vuole giocare a 3 ci dovrà mettere indragoli.

  2. Non conosco questo allenatore ma mi va più che bene…perlomeno è una “novità” e non uno dei “soliti nomi”…fortunatamente il nonno è già accasato a Firenze e spero vivamente che non gli venga in mente di richiamare Caserta…non sarei sorpreso di una “promozione” di Filippeschi!

  3. Avevo accettato con benevolenza la scelta di richiamare Pagliuca,e neanche ora la rimpiango…….anzi dico che si è comportato da persona vera,con tutti i suoi difetti,ma a conti fatti di tutti gli allenatori arrivati, certo non è stato il peggiore.
    Le dimissioni confermano lo stato in cui versa la società,che non riesce a prendere un difensore svincolato e casomai pretende impegno e coesione da parte della squadra e dello staff.
    Se dai 1, non puoi pretendere 7/8 ,in nessun campo della vita.
    Le responsabilità di queste due ultime stagioni,sono tutte della società, che avendo l’acqua alla gola,si permette di allungare la commedia dell’ americano,senza fare sapere niente,ne di positivo,ne di negativo a nessuno.
    Si spera sempre di pescare il Jolly,ma Jolly nel mazzo c’è ne sono pochi e non può sperare di non sbagliare niente.
    Io penso che sia più facile per Pagliuca trovare una panchina,che per l’Empoli trovare un difensore a costo zero. L’unica cosa che possiamo fare noi tifosi è stare vicini ai ragazzi che stanno dando tutto e sperare che arrivi qualcuno con soldi e idee buone e che il presidente capisca che non può pretendere di più,da tutti, acquirenti compresi.

  4. Aspettiamo: Andreoletti ha ancora un contratto col Padova, quindi non sarebbe subito disponibile; è chiaro che il Padova non aspetta altro, però ci vorrà un pò di tempo, oltre a capire la disponibilità in una situazione di m….a in cui ci troviamo.
    Per me ci potrebbe essere un’altra soluzione.

    • poi anche la cifra che gli offrono. Se a Padova riscuote 300 mila (dico una cifra a caso) e te offri 150, creo gli convenga rimanere fermo a riscuotere il doppio. Un po’ come ha fatto Pagliuca anno scorso dove rifiutava tutto perché non gli facevano un biennale.

  5. il calcio è finito… empoli allo sbando tra scuse e chiacchiere non sanno più cosa fare FATE UN CENTRO IPPICO A MONTEBORO DATEMI RETTA

  6. Per salvarci preferirei un allenatore di esperienza e pratico della serie b.. per me Roberto Breda il top, sarebbe ottimo anche Mignani. Però vediamo… se arriva un allenatore più quotato (esempio Gilardino) vuol dire che sono in arrivo novità societarie e tutto questo casino assume un contorno più chiaro.

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