Il centrocampista azzurro Karim Zedadka ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna de “La Nazione”.
Siamo finalmente nella settimana che porta alla ripresa del campionato, come avete vissuto questa sosta?
“Sono state due settimane in cui abbiamo lavorato veramente forte, sapendo che non c’erano gare da affrontare gli allenamenti sono stati più intensi. Adesso, però, riprende finalmente il campionato e stiamo preparando la partita di sabato consapevoli che possiamo fare bene.”
Quali sono i punti che sta toccando maggiormente mister Andreoletti?
“Il mister è arrivato con tanta ambizione, ci ha detto di non porci limiti. Lui vuole dare intensità al gioco, vuole un recupero di palla veloce e gli piace la profondità. Ci sta dando i suoi input e noi lo seguiamo alla grande.”
Gli aspetti più positivi delle prime cinque giornate?
“Siamo andati molte volte in vantaggio, questo vuol dire tanto, significa che approcciamo bene le partite. Anche nelle sconfitte subite non siamo mai andati troppo in difficoltà. Se correggiamo i piccoli difetti che abbiamo, secondo me possiamo fare bene.”
E sabato arriva il Palermo, sfida certamente complicata ma anche stimolante…
“Sicuramente, una gara come questa ci deve eccitare e far scattare qualcosa in più dentro di noi. Fare bene contro queste squadre dà grande fiducia per il resto del campionato. Sappiamo che è una squadra forte e dovremo farci trovare pronti in casa, davanti ai nostri tifosi.”
Finora è stato schierato da quinto a destra o da interno di centrocampo, dove si trova meglio?
“In realtà posso occupare entrambe le posizioni. In carriera ho giocato di più da quinto ma quello di mezzala è un ruolo in cui mi posso adattare. Il mister mi vede di più come un quinto per le mie qualità di profondità e velocità, però in caso di bisogno sono pronto anche a giocare da mezzala.”
Dopo questi primi mesi ad Empoli, quale è la cosa che le sta piacendo di più dell’ambiente azzurro?
“Qui c’è un ambiente veramente buono, sia dentro lo spogliatoio che fuori dal campo. Si vede che è davvero una famiglia. Una città calda che è molto vicino ai calciatori, è un ambiente che mi piace: qui si sta bene.”
E della città?
“Non l’ho ancora vista tutta, è appena il secondo mese che sono qui. E’ una città che vive di calcio”.















