Riprenderà già quest’oggi il lavoro degli azzurri in vista della prossima gara, che si giocherà domenica al Castellani contro la Juve Stabia. È quasi inutile dirlo, ma la partita contro i campani inizia a diventare pesante, perché l’Empoli ha l’obbligo di fare punti, possibilmente di vincere, per dare un segnale a se stesso e all’ambiente, ma soprattutto per raddrizzare un pochino una classifica che, per quanto siamo ancora nella prima fase della stagione, sta iniziando pian piano a diventare preoccupante. Ricordiamo che l’Empoli ha ottenuto un punto nelle ultime sei gare e questo non può essere un dettaglio da mettere da parte. Alla ripresa saranno da valutare le condizioni di alcuni elementi, a partire da Monaco, che anche ieri, alla fine, non è figurato nemmeno in panchina, nonostante ce lo avessero dato a disposizione. Da capire come stanno Romagnoli e Magnino, usciti per alcuni problemi. Magnino, però, sarà sicuramente assente nella gara perché diffidato e ammonito. Un’altra assenza certa, sempre per squalifica, sarà quella di Shpendi, che ieri si è visto sventolare il cartellino rosso. Più avanti parleremo della prova davvero negativa dell’albanese. Rientrerà invece a disposizione di mister Andreoletti, Curto, che ieri a Cesena ha scontato il proprio turno di squalifica. Pochi giorni per preparare questa partita, ma qui davvero mister Andreoletti dovrà tirare fuori il meglio, facendo anche le scelte giuste in sede di formazione e capendo chi, in questo momento, è in grado di poter dare di più. Tutto questo perché si arriva dalla seconda sconfitta consecutiva, maturata ieri sera al Manuzzi contro il Cesena per 2-1. Quella in Romagna è stata una partita un po’ particolare e difficile anche da decifrare, perché sarebbe ingiusto raccontare una debacle totale da parte dei nostri, con un Cesena che non ci ha mai fatto vedere palla e che ha dominato in lungo e in largo. Sarebbe altrettanto ingiusto, però, dire che l’Empoli ha fatto una grande partita e che ha messo in campo il meglio che poteva. Ci sono stati ampi spazi per dei blackout, ma anche alcuni sprazzi di luce sui quali magari provare a costruire l’immediato futuro. E poi ci sono gli episodi, quelli che stanno continuando a condannare questa squadra. Sicuramente, se fosse finita in parità, crediamo che nessuno avrebbe avuto da dire niente. Si sarebbero comunque raccontati i momenti della gara in cui l’Empoli è stato propositivo e avremmo evidenziato le lacune che questa squadra continua ad avere. Una squadra che non dobbiamo nasconderci ha dei limiti e che, se non fosse così, sarebbe partita per giocarsi un altro tipo di campionato rispetto a quello che ci deve vedere salvi al termine delle 38 partite. Ma sarebbe stato un risultato sicuramente congruo con quello che, in linea di massima, si è visto in campo nei 90 minuti. Ci avrebbe fatto tornare a casa anche con un mezzo sorriso, perché quando pareggi fuori casa i punti non sono mai da buttare via. E invece l’episodio, quello che purtroppo ha visto l’autogol di Stiven Shpendi, è quello che va a mettere negativamente la ciliegina sulla torta. Un qualcosa di difficile da raccontare e da descrivere. In presa diretta abbiamo quasi fatto fatica a capire quello che fosse successo e, riguardando le immagini sul monitor, siamo comunque rimasti basiti di fronte a questo clamoroso errore del nostro attaccante. Di fatto, Shpendi colpisce il pallone con la nuca e già la postura che assume in quel tipo di situazione è sbagliata, perché non va a liberare in avanti ma finisce per indirizzare il pallone all’indietro. Ma quel pallone era già nelle mani di Seghetti, che forse, ma questo soltanto loro lo sanno, non ha chiamato la palla. Fatto sta che il pallone è stato disarcionato dalle mani del nostro portiere per poi finire in porta.

È chiaro che poi bisogna raccontare anche, restando sulla parte meno positiva, diverse situazioni che continuano a non funzionare bene in avanti. Al di là del gol di Saporiti, arrivato in un’azione nella quale il numero 10 azzurro si è incaponito, prima lisciando quel pallone e poi tornando a colpirlo con forza e veemenza, scagliandolo in porta, davanti abbiamo sbagliato. Qualche occasione c’è stata con Popov e con lo stesso Shpendi. Nel secondo tempo, soprattutto con Corrado, che egoisticamente, da posizione defilata, ha preferito tirare in porta piuttosto che mettere il pallone in mezzo, dove c’erano due compagni liberi che almeno sulla carta avrebbero potuto depositarlo in rete con maggiore facilità. Anche questi sono episodi che vanno poi a pesare sul risultato. Restando sull’evoluzione dei gol, sul primo gol del Cesena, quello che sblocca il risultato, è vero che Romagnoli non riesce a contenere l’altro Shpendi, quello che vestiva il bianconero, ma lì c’è soltanto da alzarsi in piedi e applaudire la prodezza del gemello del nostro Stiven. La nota maggiormente positiva, quella da cui abbiamo detto che si deve provare a ripartire e a costruire qualcosa, sta nella reazione che la squadra ha avuto. Perché l’approccio, soprattutto nella seconda frazione di gara, è stato davvero importante. Oltre a trovare il gol del pareggio, ci sono stati almeno quindici minuti di totale assedio da parte dei nostri, con la percezione, dalla tribuna, che il Cesena fosse completamente in balia degli azzurri e che potesse arrivare da un momento all’altro anche il gol del sorpasso, proprio grazie a come si stava mettendo l’inerzia della gara. Poi, però, una volta terminata quella sfuriata e con il Cesena che ha ripreso un po’ di coraggio, l’inerzia è cambiata totalmente. Sono stati i bianconeri a rendersi molto pericolosi, andando davvero vicini a riportare la gara dalla loro parte. Non riuscendoci, come detto, ci abbiamo pensato noi con quella frittata clamorosa, che sarebbe stata degna di uno spicchio di puntata di “Mai Dire Gol”, se fosse ancora in onda. È chiaro che tutto questo genera rabbia, o meglio quella parola che Andreoletti ha utilizzato più volte nel finale dell’intervista post partita. La speranza è che questo sentimento possa essere trasformato in positività, perché uno dei rischi maggiori a cui adesso si può andare incontro è quello del boomerang psicologico: rischiare di avvilirsi, di afflosciarsi su noi stessi e di non trovare il bandolo della matassa. Quello che non manca è il tempo. Anche al netto, lo ripetiamo ancora, di quello che è l’obiettivo che l’Empoli deve raggiungere e sul quale dobbiamo ragionare. Poi, certo, ci piacerebbe vincere tutte le partite, ma sappiamo qual è il nostro campionato e quindi va messo in conto gran parte di quello che sta succedendo. Certo è che, in questo momento, il passivo complessivo non è da esaltare, anche perché l’Empoli sta viaggiando sotto quella media di 1,10 punti a partita che può consentire, salvo particolari stravolgimenti in questa stagione, di tenere la testa fuori dalle sabbie mobili e lasciarsi alle spalle quelle cinque squadre. È chiaro che ogni partita che passa senza risultati va a pesare maggiormente su quella successiva, con tutti gli annessi e connessi di quando devi scendere in campo con l’obbligo di fare risultato. La voglia non si mette in discussione. La squadra ha giocato a testa bassa. Come detto, ci sono delle lacune, alcune cose devono essere migliorate e ci sono dei limiti. Inutile non dirlo: sarebbe mancare di oggettività e di onestà intellettuale.

Però bisogna cercare di raccogliere tutto quello che c’è, magari anche con la speranza che qualche episodio possa finalmente girare a nostro favore, e provare a rimettere in sesto un cammino che, al momento, inizia a farsi preoccupante. È chiaro che anche dal punto di vista dei singoli non c’è molto da esaltare nella partita di ieri, nonostante qualche nota positiva sia arrivata. Indubbiamente dobbiamo incoronare Saporiti come il migliore in campo dei nostri, perché i pochi lampi di luce arrivano da lui in entrambe le frazioni. È l’unico che riesce a cambiare un po’ il passo e poi, ovviamente, nell’azione del gol del momentaneo pareggio è davvero bravo a insistere su quel pallone, trovando poi l’angolino giusto. Yepes ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore importante per questa squadra, giocatore con grande testa e buoni piedi, uno dei pochi che riesce a svolgere bene entrambe le fasi di gioco. Tra l’altro, il gol del pareggio nasce proprio da un pallone che lui recupera dopo un passaggio sbagliato di un avversario. Sapevamo che Yepes non era al cento per cento e infatti non ha giocato tutti i novanta minuti, ma quando è in campo si vede che c’è una luce diversa. È poi giusto dare una menzione ai due ragazzi entrati a inizio ripresa, subentrando a Romagnoli e Magnino: Indragoli e Bembnista. I due, ai primi minuti in questa stagione, hanno fatto vedere che ci possono stare. Certo, qualche piccola indecisione ci può essere stata, ma nel complesso hanno portato a casa una gara positiva. E poi, perché no, anche Seghetti, che è stato strepitoso nel primo tempo e che complessivamente porta a casa una partita sufficiente. Sul primo gol, come scritto anche nelle pagelle, non può davvero fare niente. In occasione del secondo sarebbe complice se non avesse chiamato quella palla. Se invece l’avesse chiamata, a nostro avviso sarebbe totalmente esente da responsabilità anche sul secondo gol. Da dire che la lega di serie B attribuisce a Seghetti e non a Shpendi (per noi erroneamente) l’autogol. Per completare la lista dei, tra virgolette, buoni, inseriamo anche la gara di Zedadka, che porta a casa la pagnotta senza fare chissà quali cose. Per il resto c’è davvero da evidenziare soltanto situazioni negative, in alcuni casi con una gravità aggiuntiva. È chiaro, senza girarci troppo intorno, che dietro la lavagna va messo Stiven Shpendi, in una serata che immaginiamo sia stata per lui, dal punto di vista personale, un incubo. Perde totalmente il confronto con il gemello e, nel giudizio sulla sua partita da attaccante, c’è davvero qualcosa che fa fatica ad arrivare alla sufficienza. Poi, però, c’è il clamoroso errore che abbiamo già rimarcato più volte in questo articolo, con quell’autogol davvero beffardo, per non utilizzare altre parole. E, per chiudere in bellezza la serata, va con la gamba a martello sul portiere del Cesena e si prende anche un rosso nei minuti di recupero. Una situazione che lo farà saltare la gara contro la Juve Stabia. Speriamo che in quella forte arrabbiatura indicata da Andreoletti rientri anche quanto accaduto a Shpendi, che magari non contro la Juve Stabia, ma quando tornerà a disposizione per la trasferta di Padova, possa rimediare con gli interessi. Male anche Popov. Tra l’altro, questo tandem offensivo che attendevamo con grande trepidazione al suo esordio dal primo minuto possiamo dire che ha fallito. L’ucraino, in particolar modo, sbaglia davvero tutto quello che può sbagliare. Non vince nemmeno un duello e lascia davvero poco nella serata di Cesena. Si arriva poi a mister Andreoletti, che non possiamo indicare come responsabile assoluto di questa situazione, per quanto indubbiamente anche lui abbia le sue responsabilità. Dopo quattro partite ha raccolto soltanto un punto e, comunque vada, sperando che vada bene, alla sua quinta giornata avrà fatto meno punti di quelli raccolti da Pagliuca nelle sue cinque giornate. Questo per dire che il cambio di passo, se qualcuno se lo aspettava, magari in società, visto che è proprio lì che nasce l’idea di cambiare, assolutamente non c’è stato.

La formazione iniziale, a grandi linee, è quella che ci immaginavamo, anche se inizialmente aveva inserito Belardinelli. Poi c’è stato un cambio dell’ultimo momento per qualche problema occorso all’ex calciatore del Südtirol. Anche sulla gestione dei cambi fatichiamo a incolpare Andreoletti per determinate scelte. Il problema è che questo Empoli è in totale involuzione e la percezione è che il tecnico non abbia ancora trovato il bullone giusto da avvitare o il bandolo della matassa. Vedete voi quale espressione preferite. Ed è proprio questa la preoccupazione. La squadra, almeno fino a gennaio, sarà questa e, se non cambieranno determinate cose, crediamo che il mercato invernale difficilmente potrà portare stravolgimenti in positivo. Anzi, a oggi quello che ci aspettiamo sono semmai delle uscite. Quindi, a grandi linee, il materiale a disposizione non cambierà e la bravura di un allenatore, in questo momento, sta nel riuscire a far rendere tutti i calciatori oltre le loro possibilità, cercando di metterli nelle migliori condizioni. E forse è qui che Andreoletti ancora non sta incidendo. Perché, come detto, la squadra sta portando avanti quel canovaccio che ormai raccontiamo da diverse partite. Non le si può gettare addosso la croce per mancanza di impegno, sarebbe estremamente ingiusto se qualcuno pensasse questo. Però è una squadra che spesso gira a vuoto e continua a commettere errori che poi si rivelano imperdonabili nel computo della partita. Anche per Andreoletti, quindi, la gara contro la Juve Stabia sarà indubbiamente un banco di prova. Non vogliamo chiaramente parlare di ultima spiaggia, ci mancherebbe. A questo punto al tecnico va data fiducia e bisogna provare a portare avanti il carrozzone, almeno fin quando ci sarà sostenibilità da questo punto di vista. Però anche lui deve dare una sterzata importante per dimostrare di poter portare quel valore aggiunto che, al momento del cambio, qualcuno ha pensato potesse e dovesse esserci. Cesena, come detto, racconta un’altra battuta d’arresto, per certi versi beffarda. E quindi, ancora una volta, la consolazione è che si torna in campo tra non molti giorni. Ma ci ripetiamo in maniera noiosa e allo stesso tempo cinica: l’Empoli ha l’obbligo di battere la Juve Stabia.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

22 Commenti

  1. I problemi ci sono e sono parecchi, a se ci si mette pure la sfiga- che quest’anno sembra si affezionata- diventa davvero dura: e allora non è più questione di schemi, di giocatori o di allenatore.
    Sarò sicuramente contro tendenza ma a Cesena ho visto una squadra migliore che col Vicenza: ci voleva poco, d’accordo, però almeno Bembnista e Indragoli in difesa mi pare non abbiano sfigurato, anzi. E comunque il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.
    Secondo me abbiamo bisogno di una vittoria seguita da un altro risultato positivo: ora il orale è a terra ma bisogna tirarsi su in fretta

  2. Ripeto:
    – 5 allenatori
    – 3 Ds
    – 43 giocatori diversi
    Andreoletti nuova arma di distrazione di massa per tifosi e giornalisti.

    • Soluzioni: ci ritiriamo dal campionato? Richiamiamo Dionisi che è libero? Chiediamo a Conte se viene ad allenarci?
      L’allenatore fa i suoi errori ma ha disposizione una rosa risicatissima, i giocatori quelli sono e quelli ci dobbiamo tenere. Dobbiamo uscire da questa situazione e si può farlo solo stando uniti e dimostrando responsabilità.
      Il disfattismo e la profezia di sciagure prossime venture non aiuta di certo

      • No infatti basta guardare la realtà ed inutile continuare a turno a prendersela con un colpevole diverso, quando è chiaro chi sono i responsabili di tutto.

  3. Siamo ai limiti del ridicolo: tra errori clamorosi e situazioni imbarazzanti in ogni partita rischiamo seriamente di finire a ‘Mai dire Gol’. Peccato solo che non lo facciano più. Ho scoperto che a Pineto c’è un ristorante di pesce pazzesco. Dite che se prenoto già da adesso per l’anno prossimo mi prendono per matto?

  4. La situazione è molto complicata…. la squadra ha dei limiti evidenti, ma chi l’ha scelti i giocatori? e il nuovo allenatore? e riconfermare il vecchio? ecco, incominciamo ad attribuire le responsabilità, nome e cognome…. sarebbe un onesto punto di partenza…. poi, se non c’è un miracolo, difficile non arrivare ultimi…. hai giocato contro Arezzo, Vicenza e Cesena, tutte squadre alla tua portata (perché non tanto meglio di noi) e le hai perse tutte e tre…. stessi errori e ci sono stati due allenatori diversi….

  5. Eh niente..io non ce la faccio neppure a provare a cercare i lati positivi di ieri sera.
    Il gol del 2-1 che ci siamo fatti da noi, mi ha letteralmente steso. Non oso neppure pensare alla partita di domenica prossima…

  6. Meno male che domenica avremo nuovamente un calciatore disponibile che può spostare gli equilibri. Uno di quelli che farebbe la differenza in ogni campionato e in ogni categoria.
    CURTO

  7. quindi oltre a dire che la rosa non è all altezza ( tutti ne siamo consapevoli ) che 2 allenatori non hanno dato nulla e logicamente incolpare la società di tutto ciò ( e chi sennò…..! )….la.soluzione quale sarebbe per i tanti fini conoscitori calcistici che albergano la chat ?
    chiedere la retrocessione subito e togliere la squadra dal campionato ?
    visto che io non ci arrivo…illuminatemi

    • La soluzione è provare a frugarsi in tasca e prendere i migliori 2/3 svincolati e cercare di farli arrivare in condizioni atletica decente in poco tempo…. così, con questo attacco e difesa non si va da nessuna parte…. e magari provare ad invertire le gerarchie in porta…. ecco la soluzione….

      • Belotti 6 gol di fila era uno svincolato , e non e giovanissimo se sei forte hai bisogno di poco tempo !
        Per tornare a Saporiti se non vo e bastato l’occasione dal fondo dove un giocatore normale la mette nel mezzo invece lui tira , e poi ve la prendete ,
        con Popov che non segnava nemmeno in primavera ! dove sono retrocessi lui giocava .

      • non si fruca….. trovare qualcuno che ci fa campare inserisci altrimenti per meriti sportivi ripescati in serie D…. naturalmente bisogna sempre vedere chi lo vuole questo Empoli

  8. già da oggi nelle tre retrocesse dirette la nostra fine è quella..mi raccomando ultras continuate a sostenere la società che non ha più soldi per pagare uno svincolato..è finita con questa family il calcio che conta..ridicoli patentati penosi vi dovreste dimettere tutti e ricominciare dalla terza categoria..

  9. Qualcuno si offenderà ma io parlo con ragione e per amore. Uno dei problemi ENORMI è l’atteggiamento dei nostri ultras. Qui nessuno vuole trascendere in situazioni particolari ma sarebbe ora che la frangia più calda del nostro tifo si facesse sentire. Basta uno striscione, bastano un paio di cori. Invece ieri applausi, ancora applausi solo applausi. Questo è un male perchè fa percepire che si può fare il peggio del peggio, tanto nessuno creerà mai un minimo disagio.

  10. Caro mio i nostri ultras storici non si metteranno MAI contro la famigghia, quelli più giovani sono sodomizzati e si accordano sempre a quelli che ritengono il gruppo di maggioranza che comanda perciò….se ci metti poi che la gente ormai o ha smesso con lo stadio e i pochi che ancora vanno allo stadio sono completamente rassegnati e non hanno più neanche voglia di contestare t’ho detto tutto!

  11. Spazio ai giovani, basta con Magnino, Romagnoli, Curto gente compassata e lenta; Indragoli in 45 minuti ha dimostrato di poterci stare alla grande, abbiamo alzato il baricentro grazie ai recuperi più alti, mostra personalità e anche buona tecnica con la palla; forse Bambinista ancora no ma Indragoli deve giocare perché non fa peggio di quelli sopracitati

  12. Se il portiere esce e non grida mia almeno 5 secondi prima di uscire e chiappa la testa del compagno(errore che capita di vedere negli amatori), quale è la colpa dell’allenatore?
    I giocatori son questi , il tutto aggravato dal fatto che hai perso contro una compagine che si è dimostrata suppergiù al tuo livello(anche se il fratello Sphendi mi è sembrato più concreto quando vede la porta).
    Se vogliamo provare a salvare questa squadra va messo mano al portafoglio(volenti o nolenti), sempre che a gennaio ne siamo sempre a tempo.
    Non ci rifugiamo nella comoda scusa dell’allenatore, perchè lo abbiamo visto anche lo scorso anno che la guida tecnica, in queste condizioni, rileva il giusto.
    Forse sarebbe il momento che il tifo organizzato cominci un po’ a far pressione, perchè qua se non si smuove l’ambiente cadiamo in una stasi che ci porterà inesorabilmente in fondo…

  13. Al netto dei discorsi di Andre sulla società, questi siamo e di questi parliamo: sul gol per me un portiere grida e ci pensa lui. Punto e basta. Doveva essere uscito tre/quattro secondi prima e buttarla…

    Poi. Formazioni disastrose con gente fuori ruolo. Questo è quello che vediamo.

    Non ho potuto seguire la partita intera per motivi di lavoro ma sembra dalle immagini che il pareggio fosse comunque il risultato più giusto. Con due tre acquisti intelligenti (non per forza onerosi) ci possiamo salvare.

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