E’ ripreso quest’oggi il lavoro degli azzurri, che poi osserveranno nella giornata di domani il riposo. Si guarda ovviamente al prossimo impegno di campionato, che sarà quello di sabato a Padova, in una gara sicuramente emozionante per mister Andreoletti, visto che proprio in quello stadio ha trovato i suoi maggiori successi e le sue maggiori soddisfazioni, quelle che per adesso, purtroppo, non stanno ancora arrivando con l’Empoli. Alla ripresa saranno da valutare le condizioni di quei calciatori che fisicamente non sono ancora al cento per cento. Rientrerà sicuramente a disposizione Shpendi, che ha scontato il suo turno di squalifica. Da capire invece le condizioni dei vari Magnino, che anche lui ha scontato il proprio turno di squalifica ma è uscito non bene dal match di Cesena di martedì scorso, di Romagnoli, Belardinelli di Monaco. Chiaramente a questi si aggiunge anche la situazione di Cauz, che ha avuto un problema alla vigilia del match di ieri contro la Juve Stabia e il cui recupero per la trasferta in Veneto crediamo sia difficile. Si riparte dal pareggio ottenuto in casa per 2-2 contro la Juve Stabia. Una gara che porta il bicchiere ad avere l’acqua a metà. E qui si apre un punto interrogativo importante, perché questo bicchiere può essere letto sia come mezzo vuoto sia come mezzo pieno. Onestamente, la nostra analisi è quella più negativa, perché dalla partita di ieri ci si aspettava di tornare alla vittoria, che manca dalla terza giornata di campionato, quando vincemmo a Carrara. Ci si aspettava anche una prestazione che potesse essere continuativa nella sua bontà nell’arco di tutti i novanta minuti. A nostro avviso siamo mancati sia nel risultato – certo, un pareggio è indubbiamente meglio di una sconfitta, ma non è una vittoria – sia nella continuità della prestazione. Perché si continua a raccontare più o meno lo stesso copione di questo film, ovvero quello di un Empoli che alterna, all’interno della stessa gara, momenti di estrema lucidità, qualità e pericolosità ad altri in cui invece emergono distrazioni, errori e una cattiveria agonistica che viene decisamente meno. Sicuramente contro la Juve Stabia l’Empoli non ha assolutamente sfigurato, soprattutto nella fase di possesso, dove ha fatto vedere cose sicuramente interessanti. Però bisogna anche partire dal presupposto che l’avversario era tutt’altro che trascendentale. Giocavamo in casa ed è in queste partite che va costruita la nostra salvezza. È difficile pensare a questo punto come a un punto guadagnato, mentre è molto più facile far riecheggiare il pensiero di averne persi due. E poi ci sono gli errori. Vediamo, per esempio, il primo gol della Juve Stabia, dove c’è sicuramente anche un po’ di fortuna per i campani. Però la linea difensiva sbaglia completamente l’uscita in quell’azione, permettendo a Di Nardo di trovarsi da solo davanti a Seghetti. Se dobbiamo esaltare la reazione successiva a quel gol, che ci ha portato nel giro di una manciata di minuti prima a pareggiare con Popov e poi a ribaltare il risultato con Saporiti, questo non si può invece dire della seconda parte del secondo tempo, quando la Juve Stabia ha trovato il pareggio con Maistro. Lì l’Empoli non ha avuto né la forza, né le energie, né la qualità per poter riportare la partita sui binari giusti. Anzi, quel qualcosa in più lo hanno fatto, onestamente, gli avversari.
Una gara che, oltretutto, racconta di almeno tre parate importanti di Seghetti, che assieme a Saporiti, e ci arriveremo più tardi, è sicuramente tra i migliori dei nostri. Tornando però a quel bicchiere con l’acqua a metà, può essere anche giusta e logica l’analisi che fa l’allenatore Matteo Andreoletti a fine partita, quando tende maggiormente a esaltare le cose positive e a evidenziare come, comunque, in un momento di difficoltà la squadra riesca anche a trovare risorse nuove ed a muoversi bene. Vediamo i vari Indragoli e Bembnista, che si sono comportati bene sia nella parte finale della gara di Cesena sia nella totalità della partita giocata ieri. Si possono quindi sottolineare alcuni segnali di miglioramento che effettivamente, rispetto ad altre partite, ci sono stati. E in questo caso il bicchiere diventa mezzo pieno. Magari non tanto per il risultato, che anche il tecnico racconta come non positivo, soprattutto se inserito all’interno di una striscia che vede l’Empoli fare soltanto due punti nelle ultime sette gare e con lo stesso Andreoletti che nelle sue cinque partite ha portato a casa soltanto due punti, ma quantomeno per alcuni aspetti di campo che possono essere incoraggianti. Anche dal nostro punto di vista (seppur critico) ci deve essere fiducia in queste parole. Perché farsi trasportare in questo momento dal totale disfattismo e da una resa che alcuni, leggendo vari commenti qua e là, quasi vorrebbero, onestamente lo crediamo oltre che sciocco anche deleterio. Ci ripetiamo per l’ennesima volta: il campionato dell’Empoli 2026-2027 deve essere volto a raggiungere la salvezza, possibilmente evitando anche i playout. Questo significa arrivare, come obiettivo minimo, al quindicesimo posto. E non possiamo dire, ad oggi, che non ci siano i margini per riuscirci. La sensazione è che, con la squadra al completo, alcuni meccanismi possano essere oliati ancor meglio e che, con un po’ di maggiore fortuna negli episodi, che in questo momento non stanno sicuramente girando dalla nostra parte, quel tipo di cammino possa essere ricercato da qui alla fine, quando mancano ancora 28 partite. Lo si potrà fare con difficoltà, inciampando sicuramente altre volte e continuando magari anche a commettere alcuni errori che forse questa squadra, questo gruppo, non avrà nemmeno le capacità di colmare al cento per cento. Ma quel tipo di traguardo dobbiamo pensare che sia possibile da raggiungere e dobbiamo credere che questa squadra, finché ci sarà la possibilità, e ad oggi ce n’è ampiamente, possa riuscirci. Ogni altro discorso, in questo momento, con tutta la critica che deve essere giusta, legittima e oggettiva, e che da parte nostra non manca, deve essere però equilibrato e moderato. Perché altrimenti si rischia davvero di fare del male a una squadra che ha comunque bisogno di essere, in qualche modo, supportata. Poi è chiaro che dalla gara di ieri ci aspettavamo un risultato diverso e, quando abbiamo trovato il gol del vantaggio con quella bellissima mezza girata di Saporiti, c’era la sensazione che davvero potesse essere la giornata giusta. Purtroppo non è andata così, anche perché Maistro ha trovato un bel tiro, con una leggera deviazione che ha facilitato la traiettoria del pallone, andato a baciare il palo prima di infilarsi in rete. Non vogliamo nemmeno nasconderci dietro le assenze. È evidente che una rosa già corta, soprattutto in alcuni reparti, diventa ancora più limitata quando mancano diversi elementi, ma chi è sceso in campo ieri ha dimostrato che le risorse alternative ci possono essere. Le prove di Indragoli e Bembnista meritano di essere ancora sottolineate: due giovani che hanno risposto con personalità, mostrando di poter rappresentare qualcosa in più di semplici alternative da utilizzare solo in emergenza. Sono indicazioni preziose che Andreoletti dovrà tenere presenti anche in futuro, magari pensando a un impiego più continuativo di almeno uno dei due, oppure al ritorno di Magnino nel suo ruolo naturale di mezzala. Non si tratta di trovare soluzioni miracolose, ma di sfruttare al meglio ciò che si ha a disposizione. E qui torniamo alle due letture della partita. Andreoletti ha preferito evidenziare gli aspetti positivi, a cominciare dalla reazione della squadra dopo lo svantaggio, dalla capacità di rimettere in piedi una gara complicata e da una fase di possesso che, in diversi momenti, ha mostrato cose interessanti. È una lettura comprensibile e, in questo momento, anche in parte necessaria per non disperdere quel poco di fiducia che la squadra può ancora avere. Ma, allo stesso tempo, non possiamo far finta di nulla. Il pareggio con la Juve Stabia è un’altra occasione persa. In casa, contro un’avversaria alla portata, l’Empoli doveva provare a vincere, soprattutto in una situazione di classifica che richiede attenzione. Non è il momento di alzare bandiera bianca, né di trasformare ogni difficoltà in una sentenza. Bisogna ripartire da ciò che ha funzionato, dai segnali dei giovani, dalle qualità mostrate in alcuni frangenti e dalla capacità di reagire allo svantaggio. Allo stesso tempo, però, occorre il coraggio di guardare in faccia ciò che non funziona.
Guardando alle prove dei singoli, stavolta dobbiamo evidenziare, rispetto all’ultima prestazione di Cesena, che complessivamente tutti quanti si sono mossi intorno alla sufficienza, chi con qualcosa in più, chi con qualcosina in meno. La palma del migliore la vogliamo però dare a Edoardo Saporiti, non soltanto per il bel gol che realizza nel finale del primo tempo, ribaltando momentaneamente il risultato con quella bella mezza girata: riceve palla da Bembnista, se la aggiusta, alza la testa, mira e realizza un gol davvero strepitoso. Ma c’è anche da evidenziare come i suoi guizzi illuminino la manovra quando prende palla e parte, creando sempre scompiglio. Tornando al discorso dei gol, va anche sottolineato che è arrivato al suo quarto in azzurro. Da capire semmai perchè quell’esultanza un po’ polemica. Poi non può non salire sul podio Seghetti, che anche ieri compie almeno due o tre interventi importanti, mantenendo il risultato e impedendo ai campani di incrementare il proprio bottino di gol. Seghetti sta crescendo di partita in partita, dando sempre più sicurezza anche al reparto. E sul podio deve per forza di cose esserci Bembnista, perché la sua prestazione è davvero di quelle che fanno piacere; alla prima da titolare tra i professionisti. Convince e non poco in fase difensiva, dove tiene bene, ma dimostra anche la capacità di inserirsi in avanti. Di fatto, il polacco entra in entrambi i gol azzurri: nel primo caso andando a staccare di testa, provocando la respinta del portiere delle Vespe che poi permette a Popov di ribadire in rete; nel secondo, come già detto, consegnando a Saporiti quel pallone che il nostro numero 10 capitalizzerà al meglio. Bembnista, insieme anche a Indragoli, autore pure lui di una partita sicuramente positiva, anche se il cliente che aveva di fronte, Di Nardo, in alcuni frangenti lo ha messo un po’ in difficoltà, lancia un bel messaggio a mister Andreoletti per il prosieguo di questo campionato. Poi, come detto, in linea di massima la squadra si è mossa bene. Ci si attendeva qualcosina in più da Bandinelli, che comunque lotta con grande generosità, a volte vincendo i duelli, altre perdendoli. Anche Curto non è precisissimo, nonostante non commetta errori marchiani come capitato in altre situazioni. E poi anche la prova di Distefano, onestamente, non ha convinto molto. Gli altri hanno fatto al meglio il loro dovere, senza eccellere, ma portando a casa comunque una partita positiva e che, anche in ottica futura, può rappresentare un incoraggiamento. Andreoletti deve gestire l’emergenza del momento cercando di fare di necessità virtù e, come già detto, la squadra fondamentalmente si muove bene e tiene bene le posizioni. A livello di errori importanti in fase difensiva commette soltanto quello in occasione del primo gol, mentre per il resto dietro si comporta bene. Gli errori semmai più netti, anche se poi nel computo del risultato forse non sono così evidenti, arrivano quando si riesce a portare bene palla, ma poi, una volta arrivati intorno ai venti metri, si commette quell’errore che non permette di finalizzare al meglio l’azione. Nel complesso potremmo anche azzardarci a dire, poi ognuno potrà valutare questo aspetto come positivo o invece maggiormente negativo, che la prestazione di ieri sia forse la migliore che la squadra abbia tirato fuori sotto la gestione Andreoletti, avvicinandosi a quella offerta ad Ascoli, anche se il livello degli avversari in quel caso era nettamente superiore rispetto a quello della squadra di De Giorgio vista ieri. Ovviamente serve di più, anche perché, come già indicato, il cammino dell’Empoli è lento e, che lo si voglia o meno, alla fine sono i risultati e i punti a fare la differenza. Quando i giochi saranno completati non ci ricorderemo delle prestazioni più o meno positive, ma di quanti punti avremo fatto, della posizione in classifica e del raggiungimento o meno dell’obiettivo. È quindi chiaro che l’asticella va indubbiamente alzata, ma la sensazione, e questo concedetecelo, è che ancora ci sia quel margine per poter fare un passetto in avanti e superare il momento di difficoltà in cui ci troviamo, senza pensare ovviamente a chissà cosa. Poi sarà la storia, saranno gli eventi a raccontarci come andrà, già a partire dalla prossima partita, che giocheremo su un campo difficile come quello di Padova. Si torna quindi a quel concetto del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Adesso sarà davvero il tempo a farci capire se quello che per noi, onestamente, non per cattiveria o speculazione, ma per quell’amore che nutriamo verso questi colori e per la voglia di far sì che si possano colmare certi gap, è un bicchiere mezzo vuoto, potrà essere riempito dal futuro. Ci auguriamo che siano soprattutto i risultati, prima ancora delle prestazioni, a farlo.
















si riempie solo se arrivano Almenno tre giocatori da categoria uno per ruolo allora vi salviamo.
altrimenti rassegnamoci
Si continua a mettere Bandinelli tra i meno positivi, assieme a Curto e Di Stefano, sbagliando, ma Corrado ? Chi l’ha visto ? Non riesce mai a saltare l’uomo e crossare, e quando gli capita di crossare non ha nemmeno la forza per colpire il pallone ! A cosa serva, non si riesce a capirlo. O fai giocare Egan, che riesce meglio a stringere e compattare il centrocampo, o ci metti un altro centrocampista e sposti Saporiti più avanti.
“…l’Empoli non ha assolutamente sfigurato, soprattutto nella fase di possesso, dove ha fatto vedere cose sicuramente interessanti…”, mah, io ho sicuramente visto un’altra partita !