Continuare con quel che conosciamo

Continuare con quel che conosciamo

La classifica precaria potrebbe imporre alcuni cambiamenti, anche radicali, ma la squadra ha un suo dna ben preciso e sarà quello a cambiare il momento.

3 commenti

In un paese in cui siamo tutti allenatori, si sprecano le varie visioni su come poter miglior una situazione che apparentemente puo’ avere qualche problema. Uno dei tanti temi che viene sciorinato in questi ultimi giorni è che l’Empoli, utilizzando un modo ben preciso di sviluppare il suo gioco da anni, e quindi conosciuto ormai dagli avversari, puo’ essere divenuto maggiormente prevedibile ed arginabile. Ed allora potrebbe essere arrivato il momento di cambiare, di stravolgere il modulo?

In qualche modo Giovanni Martusciello qualcosa ha variato, le ultime due gare iniziate con il classico 4-3-1-2 sono poi terminate con il 4-3-3, con la Juventus si è visto anche una sorta di 4-2-3-1 nel finale. Ma cambiare non è la chiave di volta. Il messaggio lo hanno dato forte è chiaro i protagonisti, soprattutto quelli in questo momento maggiormente nell’occhio del ciclone. Pucciarelli in conferenza stampa prima e Massimo Maccarone ospite ad Antenna5 dopo, hanno ribadito di come al di la di alcuni accorgimenti che si possono attuare a seconda dell’avversario, la strada da perseguire deve essere assolutamente quella ben conosciuta e come, soprattutto in momento di leggera difficoltà, sia proprio aggrappandosi alle certezze che si puo’ riemergere e trovare cio’ che si persegue.

Ed allora avanti con il 4-3-1-2, avanti con il sistema che negli ultimi anni tanto ci ha fatto divertire e godere. Avanti con gli interpreti che maggiormente incarnano questo sistema tattico, a partire da Riccardo Saponara, altro elemento che in questo periodo non sta certamente brillando ma che, numeri alla mano, resta uno dei più pericolosi della nostra squadra. Avanti soprattutto con Giovanni Martusciello che, oltre ad avere la fiducia incondizionata di tutto lo spogliatoio, è sicuramente quello con i maggiori crediti in fatto di conoscenza del gioco azzurro. Avanti con l’ottimismo che trasuda da parte di tutti i protagonisti.

3 commenti

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  1. baggio - 2 mesi fa

    saper giocare solo in una sola maniera è riduttiva per i calciatori, qualche accorgimento lo possimo anche fare.

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  2. Enrico Manetti - 2 mesi fa

    Il discorso che siamo tutti allenatori è vero. Tutti vogliamo dire la nostra convinti di essere intenditori, io per primo. Ma è altrettanto vero che è proprio questa forte passione che molti hanno verso il calcio che permette ai protagonisti (allenatori, giocatori e dirigenti) di fare tanti bei soldini…per cui credo che debbano mettere nel conto del proprio lavoro tutto questo, anche se non ho sentito almeno qui ad Empoli particolari lamentele da parte dei nostri calciatori…

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  3. Enrico Manetti - 2 mesi fa

    Allora avanti così.

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