Pillon si confessa in TV: “Giriamo a 22 e facciamo un grande ritorno”

Pillon si confessa in TV: “Giriamo a 22 e facciamo un grande ritorno”

Quella di ieri sera è stata una puntata molto interessante, riferendoci alla trasmissione Trops andata in onda su Antenna5. Grande ospite è stato il tecnico azzurro Pillon che si è sottoposto alla domande del conduttore, Giacomo Cioni, e di tutti gli ospiti, ovvero la stampa sportiva empoles

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Quella di ieri sera è stata una puntata molto interessante, riferendoci alla trasmissione Trops andata in onda su Antenna5. Grande ospite è stato il tecnico azzurro Pillon che si è sottoposto alla domande del conduttore, Giacomo Cioni, e di tutti gli ospiti, ovvero la stampa sportiva empolese tra la quale figuravamo anche noi di PianetaEmpoli.it .   Il tecnico azzurro, oltre a mostrare una spiccata sicurezza nel rispondere alle incalzanti domande dei giornalisti, ha mostrato una faccia venuta poco fuori durante gli incontri al campo e quelli più ufficiali delle interviste pre e post partita, ovvero una grande simpatia. Come spesso accade in queste circostanze, i dietro le quinte e le pause pubblicitarie sono quelle che regalano i momenti migliori ed anche le domande, con relative risposte, più ficcanti ed interessanti, dove ovviamente, fuori dalla sacralità della diretta, dove un pizzico di emozione si fa sempre sentire, si riesce meglio a parlare con maggiore serenità e sincerità.   Pillon ha fame di risultati ha voglia di iniziare a veder fruttare il suo lavoro, un lavoro che in genere ha sempre pagato, come appunto, in uno dei momenti sopra descritti (venuto poi fuori anche durante la diretta) raccontava con grande soddisfazione e con occhi illuminati i tanti campionati vinti sia da giocatore sia da tecnico, tra cui le ultime grandi soddisfazioni raccolte con Treviso, Chievo e l’ultima miracolosa impresa con l’Ascoli di due anni fa. Ed è sempre con grande signorilità che il mister veneto si prende anche le sue responsabilità sul momento della squadra, sui non molti, possiamo dire tranquillamente pochi, punti raccolti fin da adesso. C’è però, come detto, un fuoco che arde dentro di lui, una voglia matta di iniziare a vincere con una squadra che lui ci ha confessato essere una delle più forti avute tra le mani, un gruppo di grande talento che però deve velocemente calarsi nella mentalità guerrigliera, una mentalità fatta di grande sacrificio dove in undici si deve attaccare e soprattutto in undici si deve difendere. E non le manda a dire dietro a nessuno, confessando un rapporto molto diretto con i giocatori ai quali da grande rispetto e dai quali ne vuole altrettanto senza figli e figliocci.   Un Pillon che tra le tante cose, parlando di quelle meno positive, raccontava proprio come il suo Chievo che l’anno precedente aveva raggiunto i preliminari di Champions (sul campo la Uefa ma poi trasformata in Champions per le vicende di calciopoli) l’anno successivo per colpa di una preparazione frettolosa e di alcune situazioni particolari di mercato, nonostante i favori del pronostico, avesse fallito, portando da prima all’allontanamento proprio dell’allenatore e poi alla retrocessione dei veronesi. Questo per voler confermare ancora di quanto niente sia dovuto sulla carta e soltanto una grande fame, continua e costante, possa trasformare le prestazioni in risultati. Sulla preparazione di quest’anno ha voluto però fare quadrato intorno ai suoi collaboratori, partendo anche da presupposto che non ha vissuto l’estate azzurra.   Guardando verso Modena, al futuro più prossimo, si è ovviamente detto soddisfatto dei vari recuperi dei giocatori, un fattore molto importante che ha inevitabilmente condizionato la prima parte di campionato e che con la quale l’Empoli, ovviamente il processo sarà graduale, potrà essere quella squadra competitiva che da tutti era indicata sulla carta ma che adesso potrebbe dimostrarlo anche sul campo. Su tutti il recupero di Coralli è visto da Pillon come cosa molto importante: il suo arrivo ha decisamente smistamento la difesa ma ha, per la regola della coperta corta, visto gli azzurri andare in gol con maggiore difficoltà. Uno come Coralli ha nel dna almeno 15 gol a stagione, reti preziosi dalle quali, con una difesa più solida e coriacea, dovranno arrivare le vittorie importanti.   Il tecnico si è poi sbilanciato su quelli che dovranno essere i punti minimi per arrivare al giro di boa: 22. Con questo bottino, si potrà pensare ad un girone di ritorno importante per arrivare a quei 51 che dovrebbero rappresentare il lascia passare per un’altra stagione in categoria. Pillon però su una cosa è stato categorico, ovvero quella di iniziare a fare risultato fuori casa, la dove forse il suo Empoli ha espresso il gioco migliore, indiscutibili le belle prove di Livorno, Bari e Torino, dove si poteva raccogliere qualcosa in più di un solo punto.   In uno dei break pubblicitari non sono mancate le domande, più da tifosi che non da giornalisti, su come sarebbe andato a giocare la partita di Firenze in Coppa Italia. “Pensiamo al campionato, la nostra priorità ora è quella di sfruttare ogni momento per lavorare, recuperare e farci trovare pronti per i prossimi scontri diretti.”, cosi il mister che ha chiare lettere fa capire di come quella gara, non sicuramente n fastidio in mezzo alla settimana, non rappresenta però la priorità per il suo Empoli.   Altro aspetto molto interessante venuto fuori ieri, accennato dallo stesso tecnico prima di andare in onda e poi ripreso in trasmissione e la non totale chiusura ad una variazione di modulo, anzi, il suo chiodo fisso, quando tutti staranno bene, è quello di far coesistere in campo Tavano, Coralli e Brugman, proprio l’uruguagio sarà l’ago della bilancia quello che dovrà spostare gli equilibri e quello sul quale il mister dovrà trovare la giusta collocazione non facendo perdere però alla squadra metri in fase di non possesso.   Pillon ci crede e vuole che anche tutto l’ambiente ci creda, sottolineando di come sia rimasto felicemente impressionato dalla tifoseria azzurra, una tifoseria come poche, sottolinea l’allenatore la grande pazienza ed il grande attaccamento, “hanno capito il momento e sanno che il lavoro per pagare necessità di tempo, quello che ci stanno dando.”   Adesso l’appuntamento con il mister coi baffi e per il dopogara di Modena, dove ci siamo promessi, nel tragitto per arrivare alle macchine, di commentare il primo successo esterno della stagione.   Al. Coc.

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