Punti di Svista – La vittoria non convince? Pazienza…

Punti di Svista – La vittoria non convince? Pazienza…

La gara di sabato scorso a Trieste ci consegna un Empoli sicuramente più lontano dalla zona retrocessione, sia in termini di punti e sia anche in termini di gestione del campionato di qui alla fine dati tutti i vari incroci che salvo uno svenimento totale della squadra azzurra non dovrebbe essere p

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La gara di sabato scorso a Trieste ci consegna un Empoli sicuramente più lontano dalla zona retrocessione, sia in termini di punti e sia anche in termini di gestione del campionato di qui alla fine dati tutti i vari incroci che salvo uno svenimento totale della squadra azzurra non dovrebbe essere poi cosi una chimera il raggiungimento dell’obbiettivo minimo.

 

La gara di Trieste ci consegna anche un Empoli cinico, un Empoli che non giocando una grandissima partita, sfrutta al meglio le occasioni che si presentano ed in maniera veramente spietata punisce l’avversario che andando a leggere i numeri del post partita non avrebbe demeritato un pareggio.

 

Ma evidentemente, il non aver offerto una prestazione “brasileira” pesa maggiormente nei giudizi a freddo, dove si tende ad evidenziare i tanti errori che la squadra ha commesso e la casualità dei gol, il primo a gioco semi fermo ed il secondo su una fortunata deviazione di testa su un tiro che forse non avrebbe trovato la fortuna della marcatura. Allora vien proprio da dire: non siamo mai contenti!

 

Nessuno alla vigilia aveva proclamato che sarebbe andato a Trieste per far divertire il pubblico pagante e quello virtuale steso sulle tribune del “Rocco”, ma anzi ci si era soffermati sulle insidie del match, un match che avrebbe visto, al di là delle ovvie difficoltà dell’essere in trasferta, un’avversaria con il coltello tra i denti che in quel match si giocava buone possibilità per provare ad uscire dal tunnel retrocessione nel quale è invischiata fino al collo. Una squadra, la Triestina, che tra l’altro veniva da alcuni risultati ma soprattutto da alcune prestazioni davvero positive, ed il coro lanciato prima di accendere il motore del pullman per recarsi verso il confine con la Slovenia, era di provare ad attendere per cercare poi di sfruttare quello che la gara ci avrebbe messo a disposizione.

Cosi è stato, e cosi si è portata a casa anche la vittoria.

 

Lo abbiamo scritto anche noi nel LIVE del match, a pochissimi istanti dal fischio finale: c’è da lavorare e tanto. Soprattutto nella fase di finalizzazione ci sono ancora alcune lacune, anche lo stesso modulo (che però ha portato fino ad ora 7 punti in cassa) sembra a tratti dispendioso e poco fruttifero e nel giochino dell’essere tutti allenatori noi non ci nascondiamo nel ribadire che un bel 4-4-2 con un attaccante, magari Forestieri, a ronzare intorno a Coralli, potrebbe essere più utile alla causa.

 

Chi scrive, con tutta la redazione al seguito, è sempre stato critico quando c’era bisogno di essere critici, ma adesso permetteteci di fare un plauso a questa squadra ed al suo allenatore, fosse solo per l’essere riusciti a togliersi dalla sabbie mobili in cui ci eravamo trovati e ritrovando prima di tutto il sorriso, un sorriso che era scomparso sui volti dei più, ha anche ritrovato i risultati.

Risultati che poi, se vai a leggere la classifica, non sono per niente da buttare, siamo tornati nella parte sinistra della classifica, mettendoci sotto due squadre, e con una partita in meno potremmo essere virtualmente anche nel quartetto dei pretendenti per un posto in Paradiso.

Sia chiaro, anche questo lo abbiamo ribadito nel LIVE di sabato scorso, non commetteremo l’errore fatto tre mesi e mezzo fa, quando al termine del match con l’Atalanta (noi per primi e ci prendiamo le nostre responsabilità, ndr) parlavamo di un Empoli ai limiti dell’invincibiltà, andando così a staccare i piedi da terra e finendo poi inevitabilmente per cadere, facendoci anche del male.

 

Quindi continuiamo a tenere gli occhi puntati verso il basso, continuiamo il countdown verso quei 50/52 punti che garantiranno la matematica permanenza in questa categoria, ma se qualcuno oggi ha voglia di aprire mezzo occhio e provare anche a guardare verso l’alto lo può fare; poco importa se la gara di Trieste non ha ancora colmato quel gap qualitativo, questi tre punti sono preziosi, fondamentali oseremmo dire e ce ne renderemo conto magari proprio all’avvicinarsi della quota sopracitata.

Siamo tornati a mangiare, quindi sfamiamoci… per l’aragosta c’è ancora tempo.

Al. Coc.

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