Punti di Svista | Paredes, dove sei?

Punti di Svista | Paredes, dove sei?

È il 22 Novembre 2015: l’Empoli è reduce dalla sconfitta interna contro la Juventus e sta per affrontare la Fiorentina al Franchi nel primo derby stagionale. Nel match contro i bianconeri sono affiorate, in particolar modo, tutte le fragilità di Maiello quale regista della squadra e nemmeno il su

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È il 22 Novembre 2015: l’Empoli è reduce dalla sconfitta interna contro la Juventus e sta per affrontare la Fiorentina al Franchi nel primo derby stagionale. Nel match contro i bianconeri sono affiorate, in empoli-fiorentina (25)particolar modo, tutte le fragilità di Maiello quale regista della squadra e nemmeno il suo sostituto del secondo tempo, Dioussè, ha retto l’urto contro avversari esperti e navigati come i Campioni d’Italia. Ecco che allora mister Giampaolo decide di spiazzare tutti con una mossa che si rivelerà azzeccata, non solo contro i viola ma anche nelle gare successive. Leandro Paredes, fino a quel momento impiegato unicamente come mezzala, viene dirottato in cabina di regia: un azzardo per alcuni, ma non per il tecnico abruzzese, che pur affrontando una squadra piena zeppa di palleggiatori, getta nella mischia il giovane argentino nel ruolo che fu di Valdifiori. L’ex Boca ripaga il suo allenatore con una prestazione non solo convincente sul piano tecnico, ma anche su quello temperamentale, facendo anche “assaggiare i suoi tacchetti” all’occorrenza.   Da lì in poi Paredes diventa il fulcro del gioco azzurro che, come dicevamo, faceva una fatica tremenda a trovare un regista che potesse dare qualcosa in più alla manovra. E così, con buona pace dei vari Maiello, Ronaldo e Dioussè, che sembravano doversi giocare una maglia da titolare, è l’argentino a spuntarla e a venire impiegato con costanza da mister Giampaolo. Paredes ha la possibilità di giocare più palloni in uno spazio di campo più ridotto e sicuramente più consono alle sue caratteristiche. L’Empoli vince cinque partite su sei e si vede fortemente l’impronta e l’importanza del suo nuovo faro del centrocampo.   Ma così come aveva incantato nella parte finale del girone di ritorno, Paredes comincia a calare le sue prestazioni e perde lo smalto che lo aveva consacrato quale erede di Valdifiori. Il 2016 del centrocampista di proprietà della Roma non è dei migliori e con lui si smarrisce anche il gioco dell’Empoli. Probabilmente ciò è dovuto alla sua minor forma, ma anche a una maggior attenzione nei suoi confronti da parte degli allenatori avversari, che spesso gli piazzano un “rompiscatole” nella sua zona per limitarne le iniziative. Lo stesso mister Giampaolo ammette che la condizione del suo pupillo non è più come quella di qualche giornata prima, ma il tecnico continua a scommettere su di lui, visto che “della sua tecnica non è facile privarsene”. Idea che può essere condivisibile o meno, ma che segue comunque una certa logica. La logica, fatta spesso propria dai tecnici non solo azzurri, che i giocatori più tecnici devono giocare sempre. Senza dimenticare che, per ritrovare la forma migliore occorre giocare regolarmente.   Ma il periodo no della squadra azzurra e quello dell’argentino sono davvero così legati tra loro? Se si fanno due conti su ciò che è stato il girone di ritorno, l’impressione che ne traiamo è che la crisi dell’Empoli sia effettivamente combaciata con il calo di rendimento di Paredes. Non sappiamo bene cosa abbia generato cosa, ma una cosa è certa: domenica torna la Fiorentina e sarà l’occasione giusta, anche per Leandro, per tornare a brillare come un tempo. E per far tornare l’Empoli ai fasti dell’andata.   Simone Galli    

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