Curva Ospiti | I tifosi del… Cagliari

Curva Ospiti | I tifosi del… Cagliari

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppi esistenti: Sconvolts Cagliari, Quelli del sito (in Sud, negli anni 2000, insieme a Gruppo Nerds e G.a.c.) . Siti Internet: www.quellidelsito.it . Settore: Curva Nord . Amicizie: Olbia: vecchia amicizia regionale, anti-Torres, targata anni ’80. Si è visto spesso,

Fonte: Claudio “Freccia”

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Gruppi esistenti: Sconvolts Cagliari, Quelli del sito (in Sud, negli anni 2000, insieme a Gruppo Nerds e G.a.c.)

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Siti Internet: www.quellidelsito.it

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Settore: Curva Nord .

Amicizie: Olbia: vecchia amicizia regionale, anti-Torres, targata anni ’80. Si è visto spesso, anche se in tempi non recenti, lo striscione delle “Brigate Bianche” Olbia al Sant’Elia. .

storica coreografia curva cagliari
Una coreografia della curva del Cagliari

Ex-gemellaggi/amicizie: Foggia: gemellaggio vero, molto sentito da ambo le parti, nato col “Regime Rossonero” Foggia nel 1989, all’epoca della Serie C1, quando gli Sconvolts andarono a Foggia per la penultima di campionato, col Cagliari che aveva già raggiunto matematicamente l’agognata promozione la domenica precedente, mentre i rossoneri erano ancora in corsa per il secondo posto. Fatto sta che i cagliaritani, durante la partita, iniziarono a tifare per il Foggia, che s’impose 2-0. Le due squadre salirono a braccetto in Serie B e l’anno dopo le loro tifoserie ufficializzarono il gemellaggio. A riprova del forte legame, il 16 febbraio ’92, per un Cagliari-Foggia, i foggiani, partiti in 50 alla volta della Sardegna, furono accolti alle luci dell’alba da molti ultras locali, che offrirono il biglietto d’entrata allo stadio e ospitarono molti pugliesi nelle loro rispettive abitazioni. A fine partita, visto che i foggiani avevano ormai perso la nave che li doveva riportare a casa, i cagliaritani ebbero la premura di ospitarli in un convento del posto, offrendo loro da mangiare e da dormire, visto che non avevano più una lira in tasca. Fu poi il Cagliari Calcio stesso a organizzare e pagare il rientro dei foggiani in Puglia. Foggiani al fianco dei cagliaritani in diverse situazioni, e viceversa. Gemellaggio rinnovato nel 97/98, sia a Cagliari che a Foggia. Pezze di “Regime” e “Ultras 1980” Foggia in Juve-Cagliari 04/05. “Ultras 1980” in Inter-Cagliari di Coppa Italia 04/05. Striscione “Sconvolts” ospitato in curva Sud, in un Foggia-Napoli di C1 di metà anni 2000. Striscione foggiano “06/02/87-06/02/05: 18 anni da Sconvolts”, esposto in casa dai pugliesi. I cagliaritani fecero lo striscione “Vicini al dolore foggiano” per il crollo di una palazzina nel capoluogo di provincia pugliese, nel marzo del 2006. Il gemellaggio è stato rotto dagli Sconvolts che esposero nella primavera del 2012 lo striscione “Ultras 1980 per codardia e paura hai chiamato la questura”. I motivi reali e precisi della rottura non è dato saperli. Atalanta: simpatia fin dagli anni ’80. Nel 91/92 gli atalantini furono accolti benissimo a Cagliari e, al ritorno, contraccambiarono l’accoglienza, con gli Sconvolts ad applaudirli ammirati. Lombardi presenti allo spareggio per non retrocedere in B a Napoli col Piacenza nel ’97. L’amicizia però era soprattutto tra “Furiosi” e “Wild Kaos Atalanta”, che tengono il proprio striscione, a Milano con l’Inter nel 96/97, sopra quello dei Furiosi. Striscione “Wild Kaos” presente a Monza nella stagione di B 97/98, con al seguito tantissimi cagliaritani. Sampdoria: gemellaggio più sentito dagli Sconvolts che dai Furiosi, nato il 2 dicembre 1990, prima di un Cagliari-Sampdoria, allorché viene effettuato il giro di campo tradizionale coi bandieroni, lo scambio di sciarpe e regali e, durante la partita, anche cori d’incitamento, di tanto in tanto, verso la squadra avversaria. Striscione blucerchiato “Sampierdarena” presente in Pisa-Cagliari 90/91. Il 26 gennaio ’92, per un Sampdoria-Cagliari, all’arrivo allo stadio i cagliaritani s’intrattengono sotto la Sud, in attesa di poter entrare a mettere gli striscioni. Una volta dentro incontrano il direttivo degli “Indians” Sampdoria, che hanno portato nel settore sardo decine e decine di bandiere rosse e blu, ed hanno fatto prendere agli ospiti altre strisce degli stessi colori in un posto che sapevano loro. Fatto sta che all’inizio della gara il settore ospiti, nonostante l’angusto spazio e l’improvvisazione, effettua una bellissima coreografia, con ringraziamenti fraternamente ai doriani per l’aiuto. Ottima l’accoglienza riservata ai tifosi della Sampdoria nel 95/96 dai cagliaritani, che sullo striscione degli “Sconvolts” mettono lo stemma “Ultras Tito”. Incontro di calcio tra tifosi e tavolata a base di prodotti tipici sardi in mattinata. Lo striscione “UTC 1969” era presente a Napoli per lo spareggio-salvezza Cagliari-Piacenza del ’97. Intorno a quel periodo fu fondato pure il gruppo “Doriani Sardi”, da tifosi della Samp residenti a Cagliari. Verona: ammirazione verso i veneti fin dagli anni ’80. Gemellaggio di vecchia data soprattutto tra Brigate e Furiosi. Quest’ultimi fecero visita alla Sud scaligera in un Verona-Roma di Coppa Italia anni ’90, esponendo in piena curva lo striscione del gruppo. Presenti anche gli scaligeri allo spareggio-salvezza del ’97 a Napoli col Piacenza. L’amicizia con la Sud veronese, osteggiata dalla “Banda Loma” di Verona, venne rinnovata nel 1998/99, in Verona-Cagliari, con i sardi che esposero lo striscione “Vecchie Brigate con voi sarà sempre festa esagerata”. Il bel rapporto coi veronesi finisce però definitivamente per quanto accaduto nella stagione 2002/03, sia a Cagliari, che, soprattutto al ritorno a Verona, quando, fuori lo stadio nel prepartita, si verificano gravi incidenti tra le tifoserie e 25 cagliaritani vengono arrestati in base alle nuove norme antiviolenza. Una rottura del gemellaggio voluta dagli Sconvolts, che studiarono la “missione” punitiva a Verona nei minimi particolari, dopo aver subìto l’affronto dalle Brigate Gialloblù, all’andata a Cagliari, quando si coalizzarono con i Furiosi contro gli Sconvolts, che a Verona si videro sequestrare lo striscione. Drappi dei Furiosi in un Vicenza-Verona di qualche anno fa. Inter: tutto nasce nell’anno della promozione in Serie A del Cagliari, nel 1989/90, quando lo striscione “Boys San” compare a Como, Monza, in casa con la Triestina, ecc. Gli interisti, nel 90/91, sono stati ospiti in curva Nord per Cagliari-Inter. Nella sfida di Coppa Uefa Inter-Cagliari, ritorno semifinali, i sardi esposero lo striscione “30-03-94: possiamo perdere la Coppa ma non l’amicizia”. Il rapporto, dal 1995 in poi (vicenda-Spagnolo e dintorni) non è stato più molto sentito ed è andato via via deteriorandosi, fino alla definitiva rottura sul finire degli anni ’90; non si trattava di un vero e proprio gemellaggio. Il rapporto si è trasformato in rivalità quando, dopo la partita di semifinale di Coppa Italia Cagliari-Inter 1999/2000, tre tifosi interisti furono aggrediti nei pressi della stazione ferroviaria. Reggina: esisteva una bellissima amicizia, nata all’incirca a fine anni ’80, quando i cagliaritani ricevettero un’ospitalità incredibile a Reggio Calabria, stretta più direttamente tra “Eagles” Cagliari e “Cucn” Reggina. Parma: un buon rapporto si era instaurato tra i due “gruppi” dopo il bel gesto dei tifosi cagliaritani verso due parmensi caduti nel fossato, di cui si parla più diffusamente nella sezione “Curiosità”. La fraterna amicizia tra parmensi e doriani fece poi il resto. Lazio: amicizia limitatamente con gli “Eagles Supporters” Lazio, nata nella stagione 90/91, trasformatasi poi in rivalità. Una bandiera rossoblù fu rubata anni fa dai laziali ed esposta all’Olimpico. Catanzaro: vecchia amicizia, risalente pressappoco a fine anni ’80, col gruppo “Ultras Catanzaro”. Spal: buon vecchio rapporto, nato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quello tra Sconvolts e spallini. .

Reciproco rispetto: Sampdoria, Atalanta, Parma: con queste tre tifoserie, anche se non c’è più il gemellaggio o l’amicizia, è rimasto un buon feeling. .

La curva del Cagliari

Rivalità: Milan: il 2 febbraio 1992 si gioca Cagliari-Milan. Prima che inizi la partita compare nella Nord uno striscione offensivo verso i milanisti, che rispondono con cori tipo “Serie B, Serie B” e “Chi non salta è isolano”. Dopo il 2-1 del Cagliari gli animi si surriscaldano e i milanisti lanciano alcuni razzi verso la Sud cagliaritano e staccano diversi seggiolini, mentre la polizia più che agire osserva. A fine partita, tutti i tifosi della Nord si dirigono verso i milanisti. Fuori dallo stadio i carabinieri caricano i sardi che tentano di avvicinarsi al settore ospiti. Un gruppetto nota una macchina targata “Milano”, che in pochi minuti viene distrutta. Dalle 16,20 alle 17,30 è una continua carica e contro carica tra carabinieri, che fanno uso di lacrimogeni, e cagliaritani, mentre i milanisti restano dentro lo stadio. I tifosi ospiti escono verso le 18, ed è in quel momento che un gruppetto di milanisti, senza farsi notare dalla polizia, torna dentro lo stadio e stacca lo striscione “Furiosi”, rimasto incostudito dentro lo stadio dai cagliaritani, troppo smaniosi di vendicarsi, così, senza tanti problemi, lo portano via. Al porto i milanisti sono attesi da centinaia di cagliaritani desiderosi di vendicarsi, che vengono però manganellati e respinti dalle forze dell’ordine, coi rossoneri che possono, in relativa tranquillità, montare sulla nave e, come atto di sfida, attaccarci lo striscione mentre vanno via, coi cagliaritani inviperiti ma impotenti. I sardi comunque entrano in possesso, grazie all’allora gemellati interisti, dello striscione “Brigate Rossonere”, che mostrano a mo di rivincita in un Italia-Svizzera di quel periodo. Finito in mano sarda anche lo striscione “Brigate Puglia”. In Cagliari-Milan dell’aprile ’94, all’arrivo dei milanisti a Cagliari, questi vengono perquisiti minuziosamente dalla polizia in assetto antisommossa e caricati a forza di spintoni e manganellate sugli autobus che li portano al “S.Elia”. Una volta allo stadio non vengono fatti scendere dalla polizia, favorendo il lancio di pietre da parte dei tifosi sardi, un autentico tiro al bersaglio, finché i milanisti non scendono di loro iniziativa. Oltre 500 sostenitori cagliaritani si presentano a “S.Siro” nel 95/96, arrivando in corteo con tanto di diverse tante torce, bersagliati dai cori offensivi della Sud milanista. I sardi stanno tutta la partita nella parte alta del settore ospiti, con tutti gli striscioni tenuti a mano. Napoli: la correttezza dei partenopei veniva ammirata a Cagliari negli anni ’80, poi, in un Napoli-Cagliari del settembre ’90, i napoletani accolgono gli isolani nel peggiore dei modi, con insulti, lancio di oggetti, bottigliate. Tutto ciò dopo aver proposto un gemellaggio per telefono. All’entrata in curva vengono accolti da cori quali “Chi non salta è un sardegnolo” e “Serie B, Serie B”, inoltre, due ragazzi cagliaritani vengono picchiati. Al termine di Cagliari-Napoli 93/94, partita esasperata anche dai gesti irriguardosi di Fonseca, ex di turno, che mostra il dito medio verso il pubblico cagliaritano, al porto di Cagliari vi sono violenti scontri tra isolani e agenti, che faticano non poco per evitare il contatto tra le opposte tifoserie. Compiuti otto arresti e due fermi. Lo spareggio Cagliari-Piacenza per rimanere in A, disputato a Napoli il 15 giugno ’97, alla presenza di circa 18.000 isolani e di 2.500-3.000 piacentini, è teatro di violenze inaudite dei napoletani “padroni di casa” sui cagliaritani. I pullman che portano i sardi allo stadio, dopo un’estenuante viaggio in traghetto, vengono presi di mira con bottiglie, catene, mattoni, colpi di spranga e bastoni. Inevitabile, coi motori che ronzano intorno ai pullman, che scoppino incidenti alla stazione e allo stadio, ma i cagliaritani hanno la peggio anche con le forze dell’ordine. Dentro lo stadio esiste un settore “cuscinetto” tra cagliaritani e piacentini, cosicché molti “Cagliari Club” ne approfittano per esporci gli striscioni, ma, all’improvviso, in quel settore fanno entrare centinaia di napoletani, che staccano gli striscioni appena appesi, urinandoci sopra e bruciandoli. A quel punto la curva sarda non ci vede più ed è esplode. Sotto gli occhi quasi divertiti e complici della polizia si assiste ad ogni genere di violenza, con ragazzi bastonati, presi a sassate e minacciati con coltelli. Peggior trattamento ai cagliaritani, che retrocedono in B dopo aver perso 3-1, non potevano riservare. Esposto striscione “Napoli merda” in Cagliari-Napoli 11/12. Ancona: reciproci cori di stima e amicizia in Ancona-Cagliari 1989/90, anche se la gente nei Distinti cominciò a scagliare verso i sardi monetine e roba d’altro genere, con gli ultras anconetani che però intonarono cori a favore dei sardi. Inoltre, il “Collettivo Ancona” li salutò in modo affettuoso mentre andavano alla stazione. Nella stagione 2000/01 ad Ancona, i “Furiosi”, partiti col numero esiguo di tre persone, coinvolti in tafferugli fuori dallo stadio, persero lo striscione del gruppo, cosa che prima o poi, visto che partivano sempre massimo in dieci per le trasferte, c’era da aspettarselo succedesse. I fatti si svolsero nel prepartita, ma ci sono versioni discordanti: una vuole che due (!) elementi dei Furiosi fossero lasciati dal taxi di fronte alla curva anconetana, anziché, come richiesto, nei pressi del settore ospiti e che, scontrandosi con un buon numero di anconetani, perdessero lo striscione; l’altra invece dice che i cagliaritani dessero fastidio agli anconetani che stavano facendo il biglietto ai botteghini e che i marchigiani avessero una reazione sproporzionata, e da lì scoppiasse un diverbio che avrebbe portato al furto dello striscione, comunque difeso da pochissimi elementi. I marchigiani esposero poi lo striscione in curva alla rovescia. Al ritorno, gli anconetani, non è dato sapere per quale motivo (codardia?) saltarono la trasferta. Nel 2002/03 i Furiosi si presentarono, pochi ma compatti, ad Ancona, dietro lo striscione “Ancona ti odio!”. Fiorentina: antiche ruggini. Stendardo “Gruppo Roma” grattato dai cagliaritani e posto sopra lo striscione “Furiosi” in Cagliari-Fiorentina 98/99. Venezia: incidenti con lanci di pietre e altri oggetti in Cagliari-Venezia 98/99. Mentre in Venezia-Cagliari 99/00 la curva di casa espose lo striscione “Sardi bastardi”, a firma “Ultras Unione Veneziamestre”, fatto poi rimuovere dalla polizia. Roma: rivalità fin dagli anni ’80. Uno striscione romanista venne rubato dalla Nord e disposto a testa in giù diversi anni fa. Nell’aprile 2014 momenti di tensione prima di Cagliari-Roma: un gruppo di romanisti cerca di sfondare una cancellata dentro lo stadio, ma viene fermato dalla polizia. Treviso: scontri nel dopo gara di Treviso-Cagliari 97/98 tra le due fazioni. Le forze dell’ordine effettuano alcune decise cariche, durante le quali si sente male e morirà poco dopo il giovane ultrà trevigiano Fabio Di Maio, sofferente al cuore. Juventus: rivalità acuita dal doppio confronto in Coppa Uefa 1993/94; scontri a Torino nel 1994/95, durante il match. Inoltre, 55 ultras rossoblù sono stati diffidati, per un minimo di tre e un massimo di cinque anni, in seguito agli scontri avvenuti fuori dal “Sant’Elia” lo scorso 12 gennaio ’14. La polizia, al termine della partita, si scontra con un gruppo di ultras che cercava il contatto con gli ospiti. Dopo una sassaiola c’è il lancio di alcuni lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine. Salernitana: cattivi rapporti da diverso tempo. Incidenti in Salernitana-Cagliari 98/99, con una fitta sassaiola tra le due tifoserie, divise da vecchi conti in sospeso. I campani rubarono diversi anni fa lo striscione “Cagliari club S.Elia”, esposto in una partita a metà anni ’90 circa. Empoli: scontri, anche piuttosto gravi, sia a Cagliari, nel 2001/01, che a Empoli, nel 2001/02, quest’ultimi anche per rappresaglia nei confronti dei cagliaritani, che si erano comportati da vigliacchi in Sardegna l’anno prima. Striscione “Alè Cagliari”, comunque non di un gruppo ultrà, esposto dagli empolesi in Empoli-Cagliari 83/84. Torres: rivalità storica regionale con la squadra di Sassari, odio di vecchia data. Violenti scontri coi corregionali nell’estate ’99. Tra “Indians” Torres e “Sconvolts” c’è comunque rispetto. Torino: si dice che lo striscione “Uccn” finì in mano granata a Torino nel 91/92. Piacenza: vecchia ruggine, acuita dallo spareggio-salvezza di Napoli del ’97. Lo striscione “Essere pastore avere il gregge nella mente” (parafrasando quello dei sardi “Essere ultras, esserlo nella mente”), esposto dai piacentini in Piacenza-Cagliari 96/97, contribuì a inasprire i rapporti. Padova: vecchie ruggini, risalenti perlopiù agli anni ’90, con scontri sia a Padova che a Cagliari, dove i padroni di casa prepararono un’imboscata ai padovani vicino al “S.Elia”, ma quest’ultimi si difesero bene. C’era comunque rispetto tra Furiosi e padovani, gli unici a recarsi a Cagliari, per più anni, senza scorta e scontrandosi lealmente. Catania: il 10 agosto 2013, a Olbia, in occasione dell’amichevole Cagliari-Catania, alcuni violenti assalgono il pullman del Catania. A seguito dei disordini le questure di Cagliari e Sassari comminano 15 provvedimenti di Daspo, da uno a tre anni. Tempio: rivalità regionale, peraltro poco sentita. C’è da dire che in Sardegna non ci sono i derby di campanile sentiti come in altre regioni, anche perché quasi mai c’è modo di confrontarsi e di rivaleggiare, in quanto diverse sono le categorie alle quali partecipano le squadre (es.: il Cagliari con Torres, Tempio, Olbia non si affronta mai). Genoa: vecchia rivalità targata anni ’80. Palermo: rivalità fin dagli anni ’80. Cosenza: vecchi dissapori, fin dagli anni ’90, coi silani. .

tifosi cagliari trasferta nave
I tifosi del Cagliari in trasferta con la nave

Curiosità: -Sono passati 10 anni dal 4 febbraio 2004, giorno in cui Valery Melis, elemento di spicco degli Sconvolts, caporale dell’Esercito Italiano, residente a Quartu S.Elena, morì a soli 26 anni dopo una lunga malattia, il linfoma di Hodgking, causata dall’inalazione del famigerato uranio impoverito, che lo aveva colpito di ritorno da alcune “missioni di pace” aeree in Kosovo, tutto ciò nell’indifferenza delle “istituzioni”. Gli Sconvolts, in Cagliari-Livorno del 13/14, hanno voluto ricordare il loro amico, diventato negli anni un simbolo della curva: i giocatori del Cagliari, che, capitanati da Daniele Conti, sono stati chiamati sotto la Nord per omaggiarlo con un lungo applauso. All’epoca del decesso di Valery, gli Sconvolts si impegnarono per avere giustizia attaccando per diverse partite lo striscione “Valery: voi l’avete dimenticato noi no!!! fuori la verità” ed in alcuni casi è stata lasciata la parte centrale della curva vuota. Alla fine è stato tutto inutile: le lettere al Presidente della Repubblica, l’interrogazione parlamentare di un deputato dello Sdi, il tentativo di consegnare una petizione al ministro della Difesa perché qualcuno se ne occupasse, ed infine il tam tam su Internet. Esposto inoltre in alcuni match lo striscione “Onore a te grande amico”. Messaggi per lui anche da parte dei foggiani (“Ciao Valery, nell’indifferenza se n’è andato, ma non di noi ultras”, “Ciò che facciamo in vita riecheggia per l’eternità”), e dei baresi (“Valery vive nei cuori ultras”). -Gli Sconvolts Cagliari, per coerenza e stile, sono considerati fra i migliori gruppi ultrà italiani. Pochi gruppi possono dire di non aver mai avuto rapporti diretti con la dirigenza, di non speculare sui tifosi, di non essersi mai snaturati. Schivi e introversi, elitari, refrattari alle mode del momento e ai rapporti con l’esterno, sono stati forse i primi in Italia a smettere di fare cori ai singoli giocatori, facendone una loro prerogativa, perché prima viene la maglia, che per loro è un dogma. Materiale curato, di qualità, difficilmente reperibile, odio verso la tessera del tifoso, senza peraltro gridarlo ai quattro venti, non partecipano a tavoli tecnici o raduni, che lasciano agli altri: questi sono gli Sconvolts. -Il problema-stadio è stato, specie negli ultimi tempi annoso, sentito e spinoso per il Cagliari. Nel 1951 il Cagliari cominciò a giocare allo stadio “Amsicora”, dove, nel 1969-70, conquista il suo unico scudetto della storia, prima di trasferirsi nel più capiente “Sant’Elia”, inaugurato nel settembre 1970. Dal 2002 il Cagliari ha cominciato a giocare nello stadio costruito dentro al vecchio, tutto in tribunette metalliche, dalla capienza di 15mila posti, considerato pericolo e finito spesso in diffida per le intemperanze dei tifosi. Il nuovo e anomalo “stadio nello stadio”, costruito dentro al vecchio “Sant’Elia”, piaceva agli ultras per le gradinate a ridosso del campo. In quello stadio, il 15 novembre 2002, a riprova della pericolosità dell’impianto, durante Cagliari-Messina, viene aggredito e ferito, per fortuna in modo leggero, da un tifoso rossoblù entrato in campo, il portiere messinese Manitta. La capienza del vecchio stadio era stata ridotta a 18mila spettatori e la spesa per la ristrutturazione era enorme, così si preferì farne uno al suo interno. Dall’aprile all’agosto 2012, il Cagliari gioca le gare interne al “Nereo Rocco” di Trieste, a causa della parziale inagibilità del “Sant’Elia” e di alcune incomprensioni tra il presidente Cellino e il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, mentre Cagliari-Juve (1-3) del campionato 12/13 si gioca sul neutro di Parma. Nel 2012/13 il Cagliari abbandona il “S.Elia” per trasferirsi nell’impianto temporaneo “Is Arenas” di Quartu Sant’Elena, fino a quel momento utilizzato dalle due squadre locali, giocandoci tutte le partite casalinghe, alcune anche senza pubblico, con gli ultras che incitavano la squadra da fuori e che qualche volta hanno provato ad entrare. L’Is Arenas, costruito in poco più di 5 mesi, dalla capienza di 16.500 posti, era quasi interamente costituito da tribune Dalmine, ereditate da quelle smontate dal “Sant’Elia” negli anni 2000. Doveva essere utilizzato per tre anni dal club rossoblù, con un canone annuale di 30mila €. al comune. L’esordio nel nuovo stadio avvenne il 2 settembre 2012, per Cagliari-Atalanta. La stagione seguente (2013/14), causa la mancata agibilità dello stadio di Quartu S.Elena, che verrà successivamente smantellato, il club sardo ritorna al “Sant’Elia”, ristrutturato per consentirne l’agibilità, dopo un anno e mezzo, in attesa del progetto di un nuovo stadio. Il presidente Giorgio Cellino, per problemi inerenti alla questione-stadio si è fatto anche alcuni mesi di prigionia, inoltre, l’incontro Cagliari-Roma del 24 settembre 2012, viene dato perso al Cagliari 0-3 a tavolino dal giudice sportivo Tosel. -Tensioni nel prepartita di Cagliari-Udinese, dell’aprile 2013, giocata a Trieste. Alcuni tifosi rossoblù furono aggrediti da ultras della Triestina, che probabilmente li scambiarono per tifosi dell’Udinese, forti rivali dei triestini. L’intervento della polizia sedò subito il tutto. -Nessun danno “morale” per i tifosi rossoblù abbonati che, durante il campionato 2011/12, avevano perso le partite del Cagliari per il trasferimento dal “S.Elia” a Trieste. L’ha stabilito nell’estate 2014 il giudice di pace a cui si erano rivolti 37 supporters, chiedendo un risarcimento in quanto la scelta della società aveva rovinato i loro week-end. Un episodio che non rientra certamente nella tanto decantata mentalità ultras cagliaritana. -Clamorosa protesta degli Sconvolts durante Cagliari-Chievo Vr. 06/07: abbandonano la curva per protestare contro le nuove norme, eccessivamente repressive, varate dal governo sull’onda emotiva dopo la morte dell’Ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania. -Per Cagliari-Milan del 25 novembre 2007, la curva Nord, spoglia dei suoi vessilli, rimane vuota nella parte centrale in polemica per l’omicidio del laziale Gabriele Sandri. -Nella gara Cagliari-Inter di Coppa Italia 96/97 scoppiò una contestazione in cui i due gruppi-guida, Sconvolts e Furiosi, si trovarono in dissenso. I Furiosi presero posizione contro il ritorno di Mazzone, accusato di aver abbandonato il Cagliari tre anni prima per Roma, sulla panchina cagliaritana. Nacque addirittura un “Gruppo anti Mazzone”. Questa vicenda accentuò, allargando la forbice, il dualismo tra Sconvolts e Furiosi, i gruppi trainanti. Ma non è il motivo principale. Alla base della frattura c’erano vecchi rancori e una diversa concezione della mentalità ultrà. Per alcuni anni la curva è stata divisa e la coabitazione forzata. I due gruppi su tante cose la vedevano in maniera diversa. Gli Sconvolts simpatizzavano (e simpatizzano ancora) per i veronesi, i Furiosi si “ispiravano” agli amici atalantini “Wild Kaos” atalantini. A Milano, nella gara di ritorno di Coppa Italia 96/97, nel settore rossoblù si scatenò un litigio tra atalantini e Sconvolts per mettere lo striscione. L’episodio più emblematico della spaccatura è stato quello del 12 novembre ’96, quando Furiosi e Sconvolts si dettero appuntamento (?) per cercare di chiarire la situazione, con la scena passò nella ex-sede degli Sconvolts, proprietà del comune, nel rione antico “Marina”, dalla quale furono sfrattati a causa di murales fatti sul muro del palazzo di fronte alla sede, che costarono 41 diffide nel ’99 e 26 nel primo semestre del 2000. Nel direttivo degli Sconvolts, da qualche mese, c’era stato un cambio della guardia, col passaggio ai più giovani, per diffide e problemi con la polizia. Tornando alla diaspora Furiosi-Sconvolts, si passò presto ai fatti, nonostante la disparità numerica (maggioranza dei Furiosi), visto che gli Sconvolts non si aspettavano la visita in sede. Spuntarono bastoni (quelli delle bandiere), tubi pvc e catene, poi iniziò il parapiglia, ma non ci fu un prolungato scontro fisico. Ragazzi ultras della stessa città, della stessa curva, che hanno rischiato per “vedute diverse”. In nome di cosa poi…La polizia venne avvertita e irruppe nella sede, sequestrando tutto il materiale e fermando trenta tifosi, portati poi in Questura. La Digos parlò di “spedizione punitiva” dei Furiosi verso gli Sconvolts. Eppure tra alcuni ragazzi c’erano amicizie anche sincere, sembrava tutto così assurdo per chi la cosa la vedeva da lontano…per anni e anni ancora si è protratto il dualismo, al punto da arrivare ad una vera e propria divisione fisica: i Furiosi, in numero più esiguo, al secondo anello, gli Sconvolts al primo, col risultato che i cori si sovrapponevano, cantando ognuno per conto loro (gli Sconvolts, essendo di più, sovrastavano gli altri). I Furiosi hanno esposto in diversi casi in passato croci celtiche, pur facendo cori per l’indipendenza della Sardegna.

curva cagliari coreografia
Una storica coreografia della curva del Cagliari

Gli Sconvolts si spostarono per la prima volta dal secondo al primo anello dalla partita Cagliari-Lazio del 90/91, con la curva che perse non poco in vena coreografica. Lo spostamento avvenne sia per dissidi con gli Uccn, rimasti al secondo anello, accusati di atteggiamento filosocietario e di aver intonato cori romanisti in Cagliari-Lazio 90/91, sia per dimostrare che non conta aver tanto spazio a disposizione, ma esprimere tanta voce nei cori d’incitamento. Dopo alcuni anni gli Sconvolts tornarono al piano superiore, coabitando coi Furiosi, fino al definitivo “distacco” dopo i dissapori, evidentemente solo sopiti, riemersi con un faccia a faccia in Cagliari-Padova del 4 gennaio ‘98. Dopo il furto dello striscione a Ancona, i Furiosi si ritrovavano dietro lo striscione “C.C. 1920” e, successivamente, dietro quello con scritto “1989”. -In occasione di una partita interna col Verona, il maggiore gruppo ultrà rossoblù ricordò i dieci anni di storia, con una bella coreografia: una bandiera blu con una croce rossa, sulla quale era impressa la data di nascita “06 febbraio 1987-1997”, e alla ringhiera lo striscione “Da 10 anni il nostro stile riportato ovunque”. Il decennale arrivò però in un periodo di transizione, con risse che spesso scoppiavano in curva, non solo tra Sconvolts e Furiosi, ma anche tra Sconvolts stessi. -Nel 92/93, in occasione di Cagliari-Genoa, dal settore degli Sconvolts venne lanciata una rudimentale bomba-carta, che ferì casualmente un raccattapalle, cosa che ebbe il risultato di scatenare una serie di controlli e repressioni nei confronti del gruppo. Già prima si erano avuti dei problemi grossi, con la diffida di 96 ragazzi a Firenze per aver distrutto un pullman. -Da rimarcare quanto è accaduto il 12 dicembre ’93, nel dopo Cagliari-Parma, quando, dopo che due tifosi parmensi erano finiti in ospedale per esser caduti nel fossato che divide gli spalti dalla pista, nel tentativo di prendere qualche maglia dai giocatori, un gruppo di cagliaritani sono andati a trovarli all’ospedale, pur non esistendo alcun legame tra le due tifoserie. Il presidente del Parma di allora, Giorgio Pedraneschi, ringraziò pubblicamente gli Sconvolts per tale gesto, attraverso il giornale quotidiano “L’Unione Sarda”. -Il gruppo “Furiosi”, nato ufficialmente il 29 ottobre 1989 nella partita casalinga col Barletta, festeggiò il decennale del gruppo nel ’99 a Roma, dove un centinaio di ragazzi sfilò per le vie della Capitale senza scorta, per oltre tre ore, dalla stazione Termini allo stadio. Il gruppo ha sempre rifiutato i finanziamenti proposti dalla società del Cagliari, seguendo i princìpi della vera mentalità ultrà e della coerenza, tesi su cui si poggiano, peraltro, anche gli Sconvolts. -Gli striscioni “Fabio vive” e “Massimo presente”, esposti al “S.Elia” fin dagli anni ’90, volevano ricordare due ragazzi cagliaritani presenti assiduamente sia in casa che in trasferta. Morti entrambi a causa di tragici incidenti stradali, Fabio a 20 anni nel ‘96, Massimo a 18 nel ’91. In Cagliari-Cremonese 95/96 il primo è stato ricordato con striscioni quali “Onore a Fabietto indimenticabile ultras” e “Ciao Fabio”. Mentre lo stendardo con la caricatura di un tifoso con sciarpa al collo raffigurava il volto di Massimo. Ma altri lutti hanno funestato la curva cagliaritana in questi anni: come nel caso di Manolo dei Furiosi, scomparso il 19 marzo del ’95, ricordato poi per molto tempo dalla pezza “Manolo vive”; di Davide M., ricordato con lo striscione “25-10-02/25-10-04: un vero ultras non muore mai…Davide vive”, in Cagliari-Parma 04/05; di Massimo Scomazzon, che quando morì, nei primi anni ’90, quando venne omaggiato dalla scritta “La nostra coreografia più bella sarà il tuo ricordo…ciao Massimo” e, più tardi, da “Il tempo passa il ricordo resta: Massimo Scomazzon vive!”, oltre a “Massimo presente”, che è stata per tanti anni in Nord; di Giancarlo M., ricordato in Cagliari-Torino 08/09 dallo striscione “Guerriero, la tua grinta…la nostra forza, ciao Giancarlo” e dai foggiani con “Ciao Giancarlo…fratello Sconvolts!”; di Massimo A. “Tassotti”, ricordato da striscioni quali “Tassotti nel cuore! le tue trasferte…il tuo sorriso…”, a Livorno alcuni anni fa, e “In ricordo di un amico, ciao Tassotti. Ultras Tito”, lasciato dai doriani fuori dal S.Elia. Coreografia in Cagliari-Siena 06/07, per ricordare gli ultras della Nord scomparsi, con gli striscioni che riportavano ognuno i nomi dei ragazzi che non ci sono più e, al centro, solo la scritta “Assenti presenti”, oltre allo striscione “Valery” con una sua gigantografia. -Appena appresa la notizia della morte di Claudio Vincenzo Spagnolo, tifoso del Genoa accoltellato prima di Genoa-Milan 94/95, i cagliaritani, impegnati nel posticipo serale casalingo con la Fiorentina, confezionano due striscioni significativi: “29-01-95: uniti nel dolore col popolo genoano” e “Milanista: non ultras ma assassino”. -All’inizio del secondo tempo di Cagliari-Foggia 94/95, un bengala lanciato dalla curva Nord colpisce involontariamente un operatore di Tele +2, che deve ricorrere alle cure sanitarie. Prima dell’inizio della gara la curva, attraverso gli striscioni, dà i voti ai singoli giocatori della partita Torino-Cagliari (3-2) del 2-4-1995, quasi tutti sotto il ‘5’, con in balaustra l’eloquente striscione “somari!”. -Tra gli slogan caratteristici degli ultras cagliaritani, scritti sugli striscioni in tutti questi anni ci sono: “Ultras…io ci credo”, “rispetto per gli ultras”, “essere ultras, esserlo nella mente”, “ovunque…a modo nostro”, “contro le lame”, “vecchio stile”, “essere presenti”, “7 giorni su 7 ultras”, “anche repressi combatteremo”, “per i diffidati”. -Il “Crazy Boys”, gruppo nato sul finire degli anni ’80 e scioltosi dopo non molti anni, seguiva anche formazioni cagliaritane partecipanti ad altre discipline, per incitarle a tenere alto il nome della città di Cagliari. Seguiva addirittura la squadra di rugby in trasferta. -La più bella coreografia mai fatta a Cagliari è quella con la scritta gialla “Uefa”, in campo rossoblù, allestita per la partita decisiva per andare in Europa, nella stagione 94/95. Belle anche quelle organizzate per la festa-promozione col Chievo nel ’98: al primo anello gli Sconvolts alzano un folto numero di stendardi rosso-bianco-blu, oltre alle consuete bandierine; al secondo anello i Furiosi espongono al centro un copricurva con lo stemma dei 4 mori e cartoncini rossoblù ai lati. Il tutto per un effetto cromatico davvero unico. -Le “Vecchie Facce”, nate intorno al ’98, gruppo di estrema destra, erano formate da un goliardico gruppo di amici che si ritrovavano, divertiti e scanzonati, dietro lo striscione posizionato al piano superiore della Nord, spostato verso i Distinti. Nella partita di Coppa Italia con l’Ascoli dell’estate 2000, le Vecchie Facce, “spalla” dei Furiosi, si azzuffano con gli Sconvolts, con un pestaggio ad opera di quest’ultimi, e da quel giorno lo striscione scompare. -Lo striscione “Sconvolts” Cagliari è stato per anni uno dei più belli in circolazione in Italia e nel ’96 vinse il referendum indetto dalla rivista specializzata quattordicinale “Supertifo” quale striscione più bello. .

coreografia curva maglia cagliari
Una coreografia della curva del Cagliari

Cenni storici: Il tifo organizzato cagliaritano esplode negli anni ’70, sull’ondata d’entusiasmo per la conquista dello scudetto, l’unico conquistato dal Cagliari, allenato dal filosofo Manlio Scopigno, che aveva in campo i suoi punti di forza nel grande Gigi Riva, ribattezzato dall’esimio giornalista sportivo Gianni Brera “Rombo di tuono”, Boninsegna, Cera e Domenghini. Il primo gruppo ultrà a nascere è quello delle “Brigate Rossoblù”, nel 1977, alle quali si affiancano presto “Cuys” e “Fossa Ultrà”; tra i due gruppi i rapporti non sono dei migliori, così che nel 1985 si fondano dando vita agli “Ultras Cagliari Curva Nord”. In seguito si formano diversi gruppi, quali “Crazy Boys”, “Brigata S.Elia”, “Panthers”, “Rebels”, “Miserabili”, “Welt Schmerz” e “Bunker “Skin”. Nel febbraio 1987, forse nel periodo più cupo della storia del Cagliari, che annaspava in C1, cinque ragazzi decidono di dare una svolta al tifo rossoblù, così, alla “Fossa Ultrà” e agli “Ultrà Cagliari”, le “insegne” che avevano tirato le fila negli anni ’70 e ’80, subentrano gli “Sconvolts”, gruppo originale ed introverso, ai quali l’anno dopo si affiancano gli “Eagles”, dall’età media più giovane, passati alla storia per un adesivo con la scritta “Nuclei arrapati”. Il tifo, nonostante la C1, sotto la guida degli Sconvolts ha un impulso positivo, tanto da arrivare a portare, nella trasferta di Rimini, un centinaio di ultras in “continente” per la prima volta: facilmente immaginabile quanto sia massacrante una trasferta da Cagliari, pesante anche e soprattutto dal punto di vista economico, anche se in seguito, verranno organizzati veri e propri esodi, come gli oltre 10.000 di Torino e, trasferta delle trasferte, i circa 20.000 del San Paolo di Napoli per lo spareggio con il Piacenza per restare in Serie A. Con in panchina Ranieri, nel 1989, avviene un vero e proprio boom: la Nord diventa una delle curve più belle e colorate d’Italia, con coreografie spettacolari. In tale anno, da una costola degli Sconvolts, nascono i “Furiosi”. A questi due gruppi è legato a doppio filo il cammino del Cagliari negli anni ’90. Gli Sconvolts rappresentarono idee completamente nuove nel modo di concepire la mentalità ultrà rossoblù: ricercatezza nel materiale prodotto, compattezza di gruppo, visione elitaria, ritrosia alle relazioni con l’esterno, poche e selezionate amicizie. I gruppi Sconvolts e Furiosi, tra i quali non è mai corso buon feeling, si trovarono uniti nella protesta di fine decennio contro il presidente del Cagliari Cellino. L’ultima promozione in Serie A è datata 2004. Quel Cagliari aveva i suoi punti di forza in Gianfranco Zola, il “Tamburino sardo”, che aveva ceduto al richiamo della terra natìa, dopo tanti anni in Inghilterra, Esposito, Suazo e mister Edy Reja. Da allora i sardi non sono più retrocessi, guadagnandosi quasi sempre la salvezza in discreto anticipo. La guerra intestina Sconvolts-Furiosi raggiunge l’apice nella gigantesca rissa di Cagliari-Fiorentina del 2004, che porta di fatto all’esclusione dei Furiosi dalla Nord. Negli ultimi anni a tenere banco, come scriviamo nella sezione “Curiosità”, è stata la questione dello stadio, un tragicomico teatrino all’italiana, fatto di tanti scaricabarile, che sembra comunque finalmente essersi risolto con la quasi completa agibilità del “S.Elia” per la partita di mercoledì 29 ottobre 2014 con il Milan. Gruppi scomparsi, nati negli anni ’70: C.U.Y.S. (Commando Ultrà Young Supporters), Fossa Ultrà, Brigate Rossoblù Roberto Corti. Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Furiosi 1989, U.C.C.N (Ultras Cagliari Curva Nord)-Ultrà Cagliari (nati nel febbraio 1986 dalla fusione Fossa-Cuys), Ultrà Girls, Eagles (si sciolgono nel ’91 pur contando centinaia di tesserati; quelli del direttivo si ritrovano dietro lo striscione “Vecchia Linea”), Ottobre Rossonero, Hooligans, Bunker Skin (in seguito assorbiti dai “Furiosi”), Brigata S.Elia, 1° Welt Schwerz, Vecchia Guardia, Crazy Boys, Panthers, Maledetti, Falange d’Assalto, Yankee, Forever Boys Red Blue, Roma Rossoblù, Cagliari…Sensazione Unica, Gruppo Sfigato. Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Young Supporters, Acid Boys, Rebels, Schiavi dell’Alcool, Vecchia Linea, I Miserabili, Bad Boys, Brivido Rossoblù, I Ragazzi della Sud (questi ultimi due in curva Sud), Vecchie Facce, Vecchio Settore, Esperti Navigatori, Gruppo Pit Bull (in orbita “Furiosi”), Kazzuti (in orbita “Sconvolts”), Island Kaos (sottogr.”Furiosi”), Nerds. Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Karalis Front, Gruppo Selargius, Head Hunters (sottogruppi quest’ultimi due dei “Furiosi”), Group the Coddez (sottogr. Sconvolts). Liberi pensieri: “Siete peggio dell’A.i.d.s.” (Ca-Torres 87/88), “Con RAnieri…sempre in pole position!” (Ca-Catanzaro 89/90), “Pisano maiale” (Ca-Pisa 89/90), “Con l’invidia del Grifone vi auguriamo il tricolore” (Ca-Sampdoria 91/92), “5 anni con voi 1987-1992”, coreografia per i 5 anni degli Sconvolts (Ca-Milan 91/92); “Umili ma vittoriosi” (Ca-Ascoli 91/92), “10-1-93: la morte è uguale per tutti”, riferito al decesso del bergamasco Celestino Colombi, avvenuta per arresto cardiaco dopo una carica della celere nel dopogara di Atalanta-Roma (Ca-Foggia 92/93); “Europe: here we go!!” (Ca-Pescara 92/93), “2-2-92…ore 17,50: il milanista ruba nello stadio vuoto…la scorta guarda” (Cagliari-Foggia 92/93), “Lottate con fierezza…come leoni” (Juve-Ca 94/95), “76 anni di storia da onorare, ricordatevelo” (Ca-Sampdoria 95/96), “Bentornati a casa fiorentini figli dei pastori sardi” (Ca-Fiorentina 95/96), “Gli errori arbitrali non intaccano la nostra dignità” (Ca-Udinese 96/97), “Forza riprendiamoci ciò che ci hanno tolto” (Cagliari-Venezia/Chievo 97/98), “Furiosi-Brigate: la nostra amicizia nessuno potrà cancellarla!” (con le scritte “Furiosi” e “Brigate” riprodotte a mo di striscione, Ca-Verona 97/98); “In Parlamento tutto concesso, per gli ultras solo l’arresto” (maggio ‘98), “Gaucci, per te niente Viagra” (Ca-Chievo 97/98), “Poche chiacchiere: solo vittorie. Fuori i coglioni bastardi mercenari!” (Ca-F.Andria 97/98), “Cellino vendi anche tua moglie” (Ca-Fiorentina 98/99), “Orgogliosi di stare al vostro fianco” (Ca-Reggina 01/02), “Anconetano coniglio, solo con la scorta…” (Ca-Ancona 02/03), “Diritto di replica: se non scrivete i necrologi non vi legge più nessuno. Stampa isolana stampa mediocre!” (Ca-Palermo 02/03), “Furiosi per una fede, repressi dal potere” (Ca-Vicenza 02/03), “Avanti Leoni, fuori gli artigli”, “Ultras foggiani…la nostra amicizia non si tocca” (Ca-Albinoleffe 03/04); “Tutti a Verona” (Ca-Bari 03/04), “E’ stato un attimo volare in Paradiso ma una vita non cancella il tuo sorriso, ciao Petru” (Juve-Ca 04/05), “Che disonore! Voi ultras in televisione! Sempre contro le lame…” (Ca-Milan 04/05), “Ti seguirò ovunque andrai…ti sosterremo sempre più…forza vecchio cuore rossoblù” (Ca-Livorno 04/05), “Vogliamo lo stadio nuovo!” (Ca-Chievo 04/05), “1,2,3 anni…i vostri provvedimenti hanno una fine, la nostra mentalità no! onore ai diffidati Sconvolts” (Ca-Messina 04/05), “Gobbo sassarese paga il biglietto e torna in paese”, “Sardo juventino sei più merda di quello di Torino”, “Aereo e polizia la tua trasferta al S.Elia”, “Zola fai godere la Vecchia Signora”, “Juventino sardo sei un bastardo” (Ca-Juve 04/05); “(Per ora) da parte nostra nessuna contestazione…da parte vostra massima decisione oltre il 90°”, “Indomabile anche da lassù, ciao Michele” (Ca-Roma 04/05); “Diego non mollare”, a favore di un capo-ultrà bresciano in difficoltà in quel periodo (04/05); “Nel nostro cielo sereno o variabile volerai sempre ciao Davide!” (Ca-Livorno 05/06), “Occultare le prove non pulirà le vostre mani”, “Stanchi di questa presidenza, con Arrigoni l’ennesima incoerenza” (Ca-Lazio 05/06); “La Sardegna: un popolo di uomini liberi, basta sequestri” (Torino-Ca 06/07), “Autori di un impresa, noi con voi…grazie!”, “L’avete onorata”, coreografia con cartoncini plastificati bianchi, rossi e blu a formare una maglia gigante (Ca-Reggina 07/08); “All’attacco!!!”, coreografia (Ca-Fiorentina 07/08), “Ciao Claudia, angelo dal cuore rossoblù” (Ca-Udinese 08/09), “Grazie ai tuoi consigli…cresceremo più forti, ciao zio Tonino!!” (Ca-Roma 09/10), “25-04-10: non scendiamo a compromessi” (Ca-Udinese 09/10, riferito allo squallido 0-0 della settimana prima a Napoli), “In ogni caso non collaboriamo” (Ca-Catania 09/10), “Fabio sempre presente” (Ca-Inter 10/11), “Da 24 anni sempre gli stessi, senza chiedere permessi”, per il compleanno degli Sconvolts (Ca-Juventus 10/11); “Onore a te Roberto esperto navigatore” (Ca-Bologna 10/11), “Ed ora…37 finali” (Ca-Novara 11/12), “Ciao zia Maria salutaci Davide e tutti gli Sconvolts”, riferito ad una storica figura del tifo cagliaritano, scomparsa in quei giorni (Ca-Siena 11/12); “Profondo sdegno per uno stadio indegno!”, “Basta promesse…solo certezze: stadio nuovo” (Ca-Palermo 11/12); “’L’ingratitudine’ il tuo mestiere, rispetto per le bandiere!” (Ca-Parma 13/14).

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