Curva Ospiti | I tifosi della… Fiorentina

Curva Ospiti | I tifosi della… Fiorentina

Fonte: Claudio “Freccia” . Gruppo principale: Unonoveduesei Curva Fiesole . Altri Gruppi esistenti: Aficionados, Marasma, Fiorenza, Fedelissimi, Settebello, Vieusseux, Ciclone Viola, 0566 Follonica, Campi (ex-Alcool Campi prima e Campi 999 poi), Alterati-Firenze nel Nord, Bomber Group, Gruppo Quinto

Fonte: Claudio “Freccia”

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Gruppo principale: Unonoveduesei Curva Fiesole

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Altri Gruppi esistenti: Aficionados, Marasma, Fiorenza, Fedelissimi, Settebello, Vieusseux, Ciclone Viola, 0566 Follonica, Campi (ex-Alcool Campi prima e Campi 999 poi), Alterati-Firenze nel Nord, Bomber Group, Gruppo Quinto 1989, Vessillo Viola, San Frediano Viola, Gruppo Stressato, Gruppo Signa, Scugnizzi, Firenze Ovunque, Gruppo Roma (1990), Banda Veleno 1926, Gruppo Sicilia, Pazzi di Lei, Vacillo ma non crollo, Docg, Gruppo Chioppa, Impruneta ne’ pazzi, Galluzzo Ultras, Gruppo Biondino.

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Siti Internet: www.alterativiola.itwww.vacillomanoncrollo.ithttp://violaclubgrupporoma.xoom.itwww.settebello.orghttp://xoomer.virgilio.it/violaultraswww.cicloneviola.com

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Settore: Curva Fiesole (Nord) e Curva Ferrovia (Sud)

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Tifosi Fiorentina 3
Una storica coreografia dei tifosi viola

Gemellaggi/amicizie: Verona: gemellaggio forte e duraturo nonostante le diverse idee politiche; vecchissimo, nasce infatti nel 76/77. Veramente innumerevoli le visite reciproche che le due tifoserie si sono fatte lungo l’arco di tutti questi anni. In Fiorentina-Verona 13/14 furono esposti gli striscioni “A qualsiasi ora venga giocata questa partita…l’unico ricordo sarà una sbronza infinita!!!” e “La nostra passione abbatterà la repressione, avanziamo schierati per gli amici diffidati!!!”. In Fiorentina-Verona 91/92 la Fiesole accolse i veronesi con una coreografia improntata in onore delle Brigate Gialloblù Verona, per il loro scioglimento. Torino: gemellaggio solido, forte e duraturo. E’ in atto dalla metà degli anni ‘70 circa, anche se i rapporti tra le due società esistono già dal tempo della tragedia di Superga, ed il motivo del legame va oltre la semplice rivalità con la Juventus: è un’amicizia legata da mille vicende vissute in comune e da una storia calcistica che ha visto per entrambe momenti difficili. Innumerevoli davvero le visite reciproche, ad esempio pezza “Collettivo” in Torino-Ancona 09/10. In Torino-Fiorentina 12/13 rinsaldato il gemellaggio con un giro di campo coi vessilli dei due clubs ed esposto lo striscione “La città gigliata saluta il popolo granata”. Gemellaggio rinnovato, sempre a Torino, anche nel 14/15, col consueto giro di campo coi bandieroni, la scritta “Forza Toro” nel settore ospiti e “Alè viola” nella curva “Primavera” granata. Catanzaro: nasce un gemellaggio spontaneo nell’82, vista l’accoglienza di fuoco che i catanzaresi agli ospiti juventini all’ultima giornata del campionato 81/82, quello del testa a testa per lo scudetto Fiorentina-Juve, con l’albergo che la notte prima della gara verrà assaltato più volte. Sporting Lisbona: un’amicizia ufficializzata nel 1996 tra il 7Bello, gruppo storico della Fiesole e la “Juventude Leonina”, prima, e il “Directvo Ultras”, poi, in seguito rafforzata con continui scambi di presenza. Nel 2010/11 in occasione di una gara di Coppa Uefa a Gent (Belgio), un bandierone della “Torcida Verde” venne regalato dai portoghesi agli ultras viola. Ultras lisbonesi in Fiorentina-Atalanta del dicembre 2011. Ujpest: gemellaggio stretto qualche anno fa. Un gruppo di ultras della squadra di Budapest partecipò agli scontri con gli juventini nel 2011. Inoltre ungheresi presenti in Tottenham-Fiorentina di Europa League 14/15 e in altre gare.

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Coreografia della Curva Fiesole

Ex-gemellaggi/amicizie: Sampdoria: dopo vecchie schermaglie, nasce nel ’75 un gemellaggio. Negli anni ’70 era addirittura un’amicizia a tre (Ultras Viola, Ultras Tito e Ultras Toro). Il comune denominatore era il rancore verso la Juve, anche se tra granata e doriani durò poco. Il gemellaggio Viola-Samp durò circa vent’anni. C’era un bel rapporto, condito da giri di campo coi bandieroni di ambedue le tifoserie sulla pista d’atletica, come usava spesso allora. Il gemellaggio si è poi trasformato in fiera rivalità. Inter: su proposta dei “Boys San” interisti nel ’78 viene siglato un gemellaggio, grazie all’avversione comune verso  milanisti e juventini, e alle similitudini di pensiero; pian piano le due tifoserie si sono allontanate, soprattutto per il caso Berti, forte giocatore passato dalla Fiorentina all’Inter nell’estate ’88, fra tante polemiche, e per un atteggiamento non proprio gradevole, assunto da alcuni gruppi viola, tipo l’Alcool Campi, nei confronti degli interisti, sempre legato all’affare-Berti, cosicché, dai primi anni ’90, le partite tra Fiorentina e Inter sono sempre state considerate a rischio. Livorno: siglato nel ’98, anche se c’erano stati molti contatti amichevoli negli anni precedenti, sin dagli anni ’80, non è però mai stato molto sentito, infatti si scioglie qualche anno più tardi, ufficialmente nel 2002, anche se almeno fino al 2004 rimarrà un‘amicizia, che riguarderà solamente la curva Ferrovia e alcuni gruppi della Fiesole (Campi 999, Gruppo Signa, 7Bello, Valdisieve). Molti dicono che da tempo alcuni gruppi in Fiesole, Marasma e Gruppo Piagge su tutti, premessero per la rottura dell’amicizia, preferendo il gemellaggio storico con Verona. Negli anni 1999, 2000, 2001 ci sono stati molti scambi di visite. Roma: sembra impossibile a pensarci adesso ma nei primi anni ’70 c’era un gemellaggio coi giallorossi…Modena: sciolto all’inizio degli anni 2000; innumerevoli gli scambi di cortesia e le reciproche visite coi fiorentini in passato. In particolare si ricordano quelle del Cav Sesto e del Cav Pistoia a Lucca negli anni 90, e quelle, sempre del Collettivo, a Cosenza e in Mo-Derthona 89/00. Empoli: gemellaggio negli anni ’80, mai troppo sentito, sfociato infatti in rivalità, anche forte, dalla seconda metà degli anni ’90. Atalanta: gemellaggio negli anni ’80, rotto si dice anche perché i fiorentini, all’ultima di campionato 86/87 esultarono per la salvezza dell’Empoli, vincente 1-0 a Como, mentre si giocava al “Comunale” di Firenze la gara Fiorentina-Atalanta, con la vittoria viola 1-0 che spinse gli orobici in Serie B. Alcuni capi ultras di Bergamo entrarono in Fiesole a discutere la questione-gemellaggio coi rappresentanti della tifoseria viola, non si sa se proprio quella volta.

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Altra coreografia della Curva Fiesole

Rivalità: Juventus: la rivalità per eccellenza, acerrima, aspra, un odio viscerale. Duri scontri già nel ’74 a Torino. Altri ancora negli anni ’70. Dopo il furto, secondo i viola, dello scudetto 81/82 la Juve diventa la squadra più odiata in assoluto, simbolo del “potere”. Tafferugli l’anno dopo a Firenze, con alcuni tifosi che cercano di penetrare nell’albergo che ospita la Juve, ma la polizia lo impedisce. A Torino quell’anno un tifoso viola viene accoltellato, non gravemente, ma vigliaccamente. Il 6 dicembre ’92 il “Gruppo Quinto” è coinvolto nel lancio di una bomba carta verso il curvino dei tifosi bianconeri. In Juve-Fiorentina 08/09 all’arrivo dei pullman viola un gruppo di tifosi juventini tenta il contatto, ma l’intervento delle f.d.o. smorza gli animi. Il Cav espone una bandierina dei Drughi, inoltre furto di alcune bandierine del Collettivo. Nel 2010/11 a Torino, 800 viola presenti nonostante il divieto di trasferta per i non tesserati. Reciproco lancio di oggetti con la Nord juventina, un cuscinetto di guardie evita che la situazione degeneri. Nei primi minuti vengono lanciate tra i viola tre bombe carta, in pratica ad ogni coro che fanno partire per il Liverpool. Gli scoppi causano il ferimento di un ragazzo che viene portato in ospedale, mentre un buon numero di fiorentini tenta di sfondare per entrare in campo. A Firenze nel 10/11 diversi focolai di tafferugli nei dintorni dello stadio, il più grave all’altezza del Saschall, quando un gruppetto di ultras viola si presenta con un fitto lancio di oggetti e poi riesce a fronteggiarsi e scontrarsi con gli stessi juventini, che scendono a caricare e far indietreggiare i viola, per poi subire entrambe le fazioni una pesantissima carica delle guardie, che porta diversi feriti e a 120 persone fermate, di cui 100 “gobbi”. In Fiorentina-Juve 12/13 nel pregara una 30ina di viola si fanno incontro agli juventini in arrivo, lanciando sassi da lontano; uno di questi frantuma un vetro e la reazione non si fa attendere, con i bianconeri che fanno fermare il pullman, inseguendo gli assalitori. La polizia carica le due fazioni riportando la normalità. Durante la gara lancio di oggetti e due bombe carta lanciate dai “gobbi” in Maratona in mezzo ai viola. Striscioni rubati agli juventini: “Fronte Bianconero”, esposto in Fiorentina-Juve 75/76; “Juventus Club G.Scirea”, esposto in Juventus-Fiorentina 89/90; “Area Bianconera”, esposto in Fiorentina-Juve 90/91; “Juventus Club Firenze”, esposto in Fiorentina-Juve 90/91; “Juventus Club Borgo Vittoria”, esposto in Fiorentina-Juve 91/92; “Juventus Club Vipiteno”, esposto in Fiorentina-Parma 91/92. Bologna: rivalità forte, per quello che viene comunemente detto Derby dell’Appennino; odio acerrimo fin dallo spontaneismo degli anni ’60, quando in una trasferta del tifo viola a Bologna, venne allestita una sorta di processione, con tanto di feretro rossoblù in testa. Già da allora si ricorda qualche coda pugilistica. Nel 1976 incidenti gravi a Bologna già durante il corteo; viene lanciato un razzo in un appartamento poi tutti corrono verso il “Comunale”, dove ci saranno scontri e tafferugli coi bolognesi ad avere la peggio. Incidenti a Bologna anche nel 78/79, coi tifosi viola all’attacco, ma che per poco non perdono lo striscione “Ultras” per questa leggerezza. Nell’89 il lancio di una molotov a Rifredi contro il 14enne bolognese Ivan Dall’Oglio, che rimane gravemente ustionato finendo in coma. Nella stagione di B 93/94 a Ravenna i bolognesi, gemellati coi locali ravennati, furono fronteggiati ma erano armati di coltelli e ben più numerosi, così i viola ebbero la peggio con due di loro che riportarono ferite d’arma da taglio. Milan: vecchio, sentitissimo odio. In occasione di Fiorentina-Milan, vittoriosa finale di Coppa Italia giocata a Roma, scoppiano degli incidenti coi rossoneri della Fossa dei Leoni e coi vecchi Commandos Tigre. Alla fine i manipoli rossoneri, schiumanti di rabbia, sono ricacciati indietro con gli amici laziali e perdono uno striscione. Gli anni dopo son sempre botte, come in una terribile domenica di fine ottobre 1978, quando a San Siro, trasferta affrontata in trenta poco più dagli Ultras, in un primo scontro coi milanisti della Fossa, nel secondo anello “terra di nessuno”, prima della partita, questi hanno la peggio. Galvanizzati dal primo “round” gli Ultras osano e tirano fuori lo striscione. I milanisti fanno il giro dell’anello, brandendo spranghe, catene e bottiglie rotte; i viola se li trovano addosso e vengono aggrediti dall’alto in basso. E’ un attimo rendersi conto che enorme è il divario numerico e di forza tra le parti. Tre ultras, tra cui il “Pompa”, vengono feriti gravemente e  portati al vicino ospedale “San Carlo”, dove tutti i viola accorrano per avere notizie degli amici. Tra i feriti c’è anche qualche sostenitore rossonero. Al “Pompa” applicano 41 punti di sutura. Al momento di venire via dall’ospedale, i viola sono circondati da un bel po’ di milanisti, ma con uno stratagemma riescono a passare e andare via. In futuro saranno tanti gli scontri con la Fossa dei Leoni, durante i quali i viola cercheranno di vendicare quella domenica. Contatto tra le due parti in Fiorentina-Milan 11/12 dopo la gara. Rubati striscioni “Milan Club Schiano” e altri, esposti in Milan-Fiorentina 87/88. Ascoli: nella prima trasferta ad Ascoli, stagione 75/76, gravissimi incidenti. I viola si sistemano nella curva più vicina alla fermata dei pullman, che, purtroppo per loro, è quella dei tifosi di casa, che ovviamente non gradiscono e si arrabbiano, facendosi minacciosi, per poi passare ai fatti: la rissa scoppia improvvisa, gli ascolani circondano i fiorentini, tamburi buttati sotto i gradoni, veri faccia a faccia. Una delle risse più lunghe della storia, che dura fino all’intervallo. L’assenza di polizia determina un alto numero di contusi da ambo le parti. Finita la partita arriva la polizia, ma, nonostante questo, gli ascolani danno vita a una fitta sassaiola e si riaccendono gli scontri. A fatica i fiorentini sono fatti salire sui pullman. Gli anni dopo i fiorentini ad Ascoli staranno più attenti. Roma: forte odio, rivalità vecchissima: fin dagli anni ’70 ogni incontro uno scontro. Nei primi anni ‘80 i romanisti sono famosi per le scorribande sempre più numerose e dannose in altre città, e Firenze non ne è immune. Ad esempio nell’81/82 i giallorossi partono la sera per arrivare in città in nottata e devastare le vetrine dei negozi, ma Firenze cerca di ribellarsi e fare qualcosa per questo, già tanto prima la gara l’atmosfera è elettrica, con risse varie un po’ ovunque, anche lontano dallo stadio, mentre durante la gara continui sono gli scambi d’insulti. Qualcuno dei fiorentini, in un clima incandescente, si sfoga dando fuoco ai cassonetti e scontrandosi coi rivali in zona Campo di Marte. Alla fine si contano decine di contusi e un fermo. Particolarmente cruenti gli incidenti del 13 dicembre ’83 (vedi sezione “Storia del tifo fiorentino”), con decine di accoltellati romanisti, che porteranno poi allo scioglimento degli Ultras Viola, braccati dalla polizia. Nel 2008/09 a Roma, la Sud giallorossa espone “Gabriele non hai rispettato C.A.V. ultrà di Stato”, riguardo alla presunta freddezza della Fiesole in occasione dell’uccisione del laziale Gabriele Sandri nel 2007. Prima di Fiorentina-Roma 08/09 si registrano tafferugli fuori dallo stadio. Striscione romanista “Magnamose sta Fiorentina!” esposto e poi bruciato in Fiorentina-Roma 01/02. Siena: rivalità antica, odio forte, regionale, tra i guelfi fiorentini e i ghibellini senesi, che si tramanda dalla battaglia di Montaperti del 1260, località pochi chilometri a sud di Siena. Livorno: odio forte, antico, fin dagli anni ’60, con frequenti scazzottate, poi la parentesi del gemellaggio (vedi sezione “Ex-gemellaggi”). Genoa: antico, forte odio. Violenti tafferugli, nell’inverno ’73, alla stazione di Genova  Brignole tra la Fossa dei Grifoni e i tifosi viola (Viesseux, club Pignone, Brigate Viola). Anche gli anni seguenti sono sempre casini, ad esempio nel ’78 e nell’81, il giorno dell’infortunio ad Antognoni, a Firenze, quando verrà bruciato uno striscione, ma i genoani cercheranno di vendicarsi rivendicando, a nome Fossa dei Grifoni, la paternità degli incidenti in casa propria la volta dopo. Pisa: vecchia, forte antipatia, soprattutto da parte pisana. Qualche domenica dopo l’infortunio ad Antognoni, nell’81, i pisani provocano i fiorentini, arrivando a intonare cori sull’infortunio, il che accende la scintilla con immediata rivolta della Fiesole. Risultato: curva Ferrovia svuotata, non solo di persone ma anche di striscioni nerazzurri. Incidenti anche nella stagione 82/83 con scontri a Campo di Marte e nel Viale dei Mille, tanto che solo l’intervento della polizia permette agli ospiti l’ingresso nello stadio. Rubato striscione “Desperados Pisa”, esposto in Fiorentina-Pisa 83/84. Atalanta: antico odio. A Bergamo nel ’96, ritorno finale di Coppa Italia, gli atalantini bersagliano i tifosi viola con pezzi di mattonelle, rubinetti, petardi e monetine; al fischio finale si riversano fuori dallo stadio e solo dopo un’ora di scontri con la polizia e il lancio di numerosi lacrimogeni gli ospiti escono per raggiungere i pullman e la stazione. Nel tragitto scontri, agguati, sassaiole e scene di guerriglia urbana, con le camionette della polizia a correre impazzite. Poche le auto che si salvano al passaggio dei tifosi viola, memori di quanto avevano combinato a Firenze i bergamaschi all’andata. Brescia: famosa la scazzottata, la più bella e leale del Collettivo, con appuntamento a Brescia nel ’94, dove se le dettero di brutto. Tra le due tifoserie c’erano dei pruriti ed avevano voglia di chiarirsi faccia a faccia, scegliendo sempre comunque un “copione” ultras: per una mezz’oretta volarono botte e pugni. Sampdoria: scontri già nel ’74 a Genova. L’anno dopo nasce il gemellaggio. Poi fiera rivalità. Striscione “Kausa Sampdoria” rubato, esposto in Fiorentina-Sampdoria 92/93. Cesena: forte, antico odio, rivalità molto sentita. Già nel 74/75, a Cesena, i romagnoli finiscono sotto una nuvola di petardi e fumogeni. Incidenti anche negli anni seguenti. Napoli: rivalità storica, un pò stemperatasi col tempo. Gravi incidenti in curva Fiesole nel 74/75 tra gli Ultras Viola, al centro della curva, e i napoletani, armati di aste che vogliono dettar legge come avevano fatto gli anni passati e portarsi via magari bandiere e striscioni. Quando il Napoli pareggia su rigore si accende una grande rissa, un violento corpo a corpo. Il “Pompa” viene colpito ripetutamente, ma lui non reagisce, resta immobile, fermo, poi d’improvviso, con gli altri Ultras frastornati e increduli, prende per il braccio un avversario, lo colpisce e lo catapulta sotto i gradoni della curva; un gesto che rivitalizza tutti i fiorentini, con la zuffa che si sposta fino a fuori lo stadio. I napoletani si rendono conto di aver fallito la “spedizione” e iniziano a scappare, sentendo il fiato addosso dei fiorentini, anche per mettere in salvo i loro vessilli: una vera e propria battaglia. Le forze dell’ordine hanno il suo bel d’affare, intervengono con gli idranti. Bilancio finale: 4 arresti, 8 denunciati, 11 feriti. Salernitana: rivalità esplosa (è proprio il caso di dirlo…) con l’episodio del lancio della bomba carta da parte campana nella gara di Coppa Uefa 98/99 in campo neutro a Salerno col Grasshopper, ma già a Firenze, un mese prima, vi erano stati tafferugli (vedi sezione “Storia del tifo fiorentino”). Lazio: rivalità forte, antica; le trasferte all’Olimpico non sono state quasi mai amichevoli e i rapporti sono stati sempre piuttosto tesi. Perugia: antica rivalità. Incidenti gravi a Perugia nel 78/79, addirittura già lungo il viaggio (rissa dopo petardi lanciati in un bar di Passignano). Dopo un rigore dell’ex Casarsa scoppiano incidenti con lancio di oggetti, la polizia risponde sparando lacrimogeni. La situazione degenera, complici alcune decisioni dell’arbitro. Un petardo lanciato dai perugini sembra colpire il portiere viola, Giovanni Galli. A quel punto esplode la situazione, con gli Ultras, delusi e arrabbiati che cercano di forzare i cancelli e invadere il campo ma vengono respinti a forza e anche fuori continuano le cariche. Un pomeriggio di fuoco, insomma. Cagliari: a Cagliari la Viola vede sfumarsi il sogno-scudetto 81/82, per uno 0-0 beffa; la rabbia, la delusione, l’amarezza sono tante e all’uscita dallo stadio scoppia il finimondo coi cagliaritani che intonano cori pro-Juve. Solo con l’uso dei lacrimogeni la polizia fa imbarcare i tifosi viola. Inter: il gemellaggio si trasforma in fiera rivalità. Esposto in Fiorentina-Inter 01/02 lo striscione rubato dei “Boys Frascati”. Empoli: dal gemellaggio targato anni ’80 a una rivalità sempre più sentita da ambo le parti. Pescara: vecchie ruggini. Incidenti nell’aprile ’78 a Pescara. Ternana: rivalità antica, assai stemperatasi col tempo. Scontri a Terni nel 74/75. Avellino: la città irpina, feudo juventino, è sempre stata contro i colori viola, e viceversa. Padova, Reggina, Palermo: vecchie ruggini, fiere rivalità.

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Tifosi Fiorentina 4
Altra storica coreografia della Curva Fiesole

Storia del tifo fiorentino: i prodromi del tifo viola si hanno con la nascita, nel ’65, del club “Vieusseux, in curva Ferrovia, e dei “Giovani Viola” e “Settebello”, in curva Fiesole. I Giovani Viola organizzano il tifo più vivace in Fiesole, ma sembrano perdere progressivamente smalto e forza, fino a passare il testimone al Settebello. Il Viesseux anima la Ferrovia con trombe, tamburi, bandieroni e striscioni. Nel ’69 il 7Bello viene investito da un vistoso cambiamento, con i soci più anziani che rimangono al loro posto, mentre i più giovani (al massimo sedicenni) fondano, vogliosi d’avere una loro autonomia, il 7Bello Junior. Sono loro a battersi per impedire uno dei fenomeni che più pesa ai fiorentini: le invasioni in massa di tifosi juventini e napoletani, che, quando arrivano a seguito delle loro squadre, invadono un po’ tutto lo stadio, costringendo i viola ad occupare posti sparsi, o addirittura a non andare allo stadio visto la pericolosità di tali tifoserie. Nasce una certa “mentalità ultras”, e, per mano di un gruppetto di ragazzi, lo striscione, in Fiesole delle “Brigate Viola, quindi il nuovo tifo organizzato, quello dei giovani, delle nuove generazioni. Ma dopo una tumultuosa trasferta a Genova (incidenti coi genoani) sorge spontanea la necessità di darsi un’organizzazione, in cui si sarebbero unite tutte le forze in campo in modo di creare un unico grande gruppo in Fiesole. Nascono così, dopo una riunione intensa, gli “Ultras”, nome scelto dal mitico “Pompa”, al secolo Stefano Biagini, da subito leader indiscusso del nuovo gruppo. Prima sede il “Viola club Coba”, vicino il quartiere San Frediano. Esordio dello striscione in Fiesole, nel gennaio del ’74, in un Fiorentina-Juventus. E’ l’inizio della “vera storia” della Fiesole. Le novità proposte (via eskimo, adottati maglietta con la scritta “Ultras” e baschi bordeaux) finiscono per contagiare tanti giovani della Ferrovia che, come attratti da una calamita, decidono di cambiare curva, irrobustendo gli Ultras. Difficile il campionato per la Fiorentina, e quindi anche per il neogruppo. Molte trasferte sono contraddistinte da scontri, tafferugli. Finito il campionato gli Ultras si danno un organizzazione più capillare e s’iscrivano al Centro Coordinamento Viola Club; la sede  è a Coverciano, al bar “Ciccio”, una seconda casa per tutti. Il Club sta diventando una grande famiglia, cementata da un forte spirito d’amicizia, e questo dà forza, coraggio, entusiasmo, sicurezza. Dopo gli incidenti col Napoli del 74/75 il Vieusseux decide di raggiungere gli Ultras in Fiesole. La stagione successiva vede il nascere di Fossa dei Gigliati, Boys, Fedayn e altre sigle, con vita più o meno lunga. La Fiesole si è trasformata in baluardo del tifo viola, i tifosi delle altre squadre, col rischio di trovarsi in situazioni poco piacevoli, pian piano non ci provano più a occupare quello spazio e si accomoderanno in Ferrovia, anche se resistono ancora un po’ napoletani e romanisti, ma poi la smettono anche loro. Nella mediocre stagione 75/76, in seguito a una sconfitta interna con la Sampdoria, scoppia feroce la contestazione e viene improvvisata un’incursione in tribuna centrale. I giocatori Desolati e Speggiorin escono a piedi e vengono affrontati da una folla inferocita. Volano spinte e ceffoni e i due attaccanti se la danno a gambe verso il Viale dei Mille; rifugiatisi in un garage, vengono salvati dalla polizia. Un’altra rivolta del tifo col Como, l’anno dopo, provoca un fitto lancio di oggetti. Un bullone colpisce il portiere del Como, Rigamonti, che stramazza a terra. Morale della favola: la Fiorentina vince sul campo 4-1 ma il Como ottiene la vittoria 2-0 a tavolino. Si respira aria di contestazione per tutto l’anno: cortei contro la conferma sulla panchina di Carlo Mazzone, aggressioni a Roggi e Della Martira, il presidente Ugolini additato. In una trasferta a Torino con la Juve, per il ferimento di un fan bianconero vengono arrestati quattro degli Ultras Viola, che, dopo qualche giorno, vengono radiati dal Centro di Coordinamento. Questa volta inizia una dura campagna contro i gruppi della Fiesole, le cui difficoltà aumentano a dismisura, ritrovandosi isolati. Così, dopo una lunga riunione, viene deciso di uscire come club dal Centro Coordinamento, con la spinta anche degli amici dei radiati. Biglietti e pullman verranno procurati dalla società Viola; Fiorentina e Ultras collaborano senza vincoli reciproci: niente viene concesso gratis e gli Ultras restano liberi e autonomi. In quegli anni, intorno al ’78, visto che non sempre le forze dell’ordine garantiscono una loro continua presenza, capita in alcune città, dove è più forte la rivalità, che il corteo dei supporters fiorentini sia guidato da un gruppetto, capofila il “Pompa” e altri decisi e coraggiosi, con in testa caschi da motociclista per proteggersi da sassi e colpi che i nemici potevano tirare. Nella primavera del ’78, durante la solita riunione settimanale degli Ultras, alcuni soci esprimono insoddisfazione nei confronti del direttivo, cosicché iniziano i primi mugugni. Accade che, dopo averne discusso, un gruppo di ragazzi decide di uscire dal club per fondarne, pochi giorni dopo, uno nuovo: il Collettivo Autonomo Viola. Vorrebbero sistemarsi in Ferrovia, invece accettano i consigli e restano in Fiesole, sistemandosi, col loro striscione, nel curvino, per poi spostarsi qualche tempo dopo alla destra degli Ultras. Ma col tempo affiora qualche problema, come quello per i fumogeni o per il fatto che sparlino degli Ultras con i vari gruppi gemellati. Col passar del tempo questi attriti finiscono per sfociare in inevitabili violente discussioni e qualche scazzottata, col risultato che il gruppo, “indesiderato”, venga allontanato e messo ai margini della Fiesole. In seguito all’uccisione del laziali Vincenzo Paparelli in un derby capitolino del ’79, viene potenziato il servizio d’ordine della polizia, sia dentro che fuori gli stadi, e banditi nomi sugli striscioni come, Fedayn, Commandos, Ultras. Gli Ultras Viola esibiscono di conseguenza lo striscione “Fiorentina Orgoglio Nostro”. Nel 79/80 i Pontello, salutati da tanto calore e entusiasmo, prendono la presidenza della Fiorentina. Durante l’estate 1981 realizzano una campagna acquisti degna di Firenze e del gioiello Antognoni, fino a allora trattenuto a stento: arrivano giocatori come Graziani, Pecci, Vierchowod, Monelli e Massaro e la Fiorentina, dopo un avvio un po’ stentato inizia a volare, ingaggiando un testa a testa entusiasmante con la rivale di sempre, la Juventus. I tifosi sono su di giri, ma purtroppo, il 22 novembre 1981, in Fiorentina-Genoa, Antognoni si infortuna gravemente alla testa in uno scontro terribile col portiere rossoblù Silvano Martina. E’ un momento di grande drammaticità: “Antonio” rimane a terra, immobile, inerme, bava alla bocca, sembra proprio morto, lo stadio ammutolisce impietrito. Il massaggiatore viola Raveggi gli pratica una respirazione bocca a bocca che gli salverà la vita. Nonostante tutto questo, la Viola è campione d’inverno. Dopo il terribile incidente Antognoni rientra col Cesena, marzo ’82, e la sua curva gli fa trovare lo striscione “Antonio: l’inferno è finito…il Paradiso ci attende”. La Fiorentina riprende la sua marcia, ma il match-clou con la Juve del 6 aprile, che tutti considerano la partita dell’anno, non va oltre lo 0-0. All’ultima giornata le due squadre sono a pari punti. La Juve va a Catanzaro (clima infuocato) e vince con un rigore discusso di Brady a un quarto d’ora dalla fine. La Viola ingoia amaro e tristezza a Cagliari, coi locali che si devono salvare, non andando oltre lo 0-0, anche per un gol non si sa perché annullato a Graziani: il sogno sfuma, la recriminazione è tanta, gli adesivi tipo “Meglio secondi che ladri” andranno a ruba. L’anno dopo, gli incidenti coi pisani prima della gara di Firenze sono visti con imbarazzo dai capi degli “Ultras” che avevano partecipato a una cena con loro ad un ristorante di Lastra a Signa, voluta dalle due società intermediarie, in primis l’a.d. della Fiorentina, Italo Allodi, e il presidente del Pisa, Romeo Anconetani, e il gruppo si divide. La Fiorentina, per questo motivo, tronca ogni rapporto con gli “Ultras”, che non possono contare più sul suo appoggio. E’ un periodo duro, nessuno noleggia i pullman per le trasferte, la sede del bar “Centostelle” chiude, si perde per droga o altro qualche importante elemento. Il 18 dicembre 1983 si gioca Fiorentina-Roma e la gente, stufa del comportamento dei romanisti che arrivano sempre di notte per far razzìe di danni ovunque, è in allerta. Si decide di trovarsi tutti sabato notte nei pressi della stazione: si forma un gruppo di almeno 400 persone, ma di bandiere giallorosse non c’è traccia, e anche la mattina dopo allo stadio pochi sono i romanisti in giro, con qualche tafferuglio qua e là. Il peggio, dopo una calma e un clima surreale arriva a fine gara, quando si sparge la voce che a causare 14 feriti tra i romanisti sia stato un gruppo di Ultras Viola, ritenuto anche colpevole di aver accoltellato 7 sostenitori giallorossi. La sera stessa la polizia perquisisce e mette i sigilli alla sede degli Ultras. Alle due di notte con un blitz in simultanea vengono prelevati 13 ragazzi, tra i quali il presidente del gruppo: gli Ultras subiscono un colpo devastante e si ritrovano isolati e messi al bando. I ragazzi finiscono in carcere un mese, compreso le feste di Natale. Il colpo è duro: il Centro Coordinamento prende le distanze, così come la società viola che arriva a negare di aver avuto rapporti con gli Ultras, i ragazzi della curva salgono sul banco degli imputati, divengono l’argomento del giorno su giornali e tv private. Gli altri gruppi della Fiesole sono gli unici a mostrare amicizia e solidarietà. Nella successiva gara interna con l’Avellino, niente slogan né striscioni: l’incredibile silenzio viene rotto ogni tanto da qualche coro a favore degli Ultras e da conseguenti fischi dal resto dello stadio. Daniel Bertoni si espone così tanto da dedicare il suo gol-vittoria ai ragazzi in carcere, suoi amici da tempo. La curva sbanda, gli Ultras sono stanchi, il gruppo tira avanti un altro po’, poi, anche braccato dalla polizia, decide di sciogliersi, nel maggio 1984, senza l’antico ardore e neanche più una sede. L’anno dopo, per rispetto nei confronti del club, non sarà esposto alcun striscione al centro della curva. Dopo un anno la zona centrale viene occupata dai “Giovani della Fiesole”, al cui interno rientrano anche alcuni esponenti degli Ultras, ma il gruppo, pur di rispetto, non ha le stesse potenzialità del precedente, e il 9 novembre 1986, per Fiorentina-Ascoli, coloro che si trovano nella zona sovrastante ai G.d.F. decidono di insorgere e, una volta scesi, spazzano tutti i leader, non condividendo la linea di condotta, ma rispettando comunque i vecchi Ultras. A questo punto entra in scena il Collettivo, dal 1978, che si stabilisce nel cuore della Fiesole. In esso confluiscono vari gruppi tra cui l’Alcool Campi, nato nell’estate ’86, da ragazzi di Campi Bisenzio. Ci sono anche alcuni elementi dei vecchi Ultras. L’Alcool Campi è un gruppo provocatorio, ”particolare”, che fa parlare di sé in giro per l’Italia, anche se l’entusiasmo e i buoni propositi iniziali vengono contrastati dai problemi personali dei singoli iscritti, invischiati in guai giudiziari e di droga, che alla lunga lasceranno segni indelebili sul gruppo. Lo striscione del gruppo all’inizio non viene collocato al centro della curva, ma spostato verso la Tribuna. Poi nell’86 avviene una rissa coi Giovani della Fiesole per la leadership della curva, ma lo striscione “Alcool Campi” resta a centrocurva solo due domeniche, sostituito da quello del “Collettivo”, gruppo che diventa sempre più importante, che va a occupare la balaustra centrale. L’Alcool comunque riesce velocemente a meritarsi il rispetto di tutti, arriva 5 minuti prima della partita e tutti gli lasciano il posto. Nel maggio ’89 viene organizzata l’unica cena del club, al quale partecipa tutta la squadra, con Baggio e Dunga che si lasciano andare ubriachi: mai come in quel periodo il legame squadra-tifosi è stato così forte. Col passar del tempo problemi di droga e di soldi minano il gruppo e, proprio nel momento che si pensa al rilancio del gruppo, dopo la crisi, l’Alcool Campi è costretto a sciogliersi, per colpa del lancio di una bomba molotov che trasposta i tifosi bolognesi a Firenze. “Pitone”, uno dei leader, ne viene coinvolto, anche se durante il processo confessa ammettendo le sue colpe. Nel Collettivo intanto entrano elementi importanti come Stefano Sartoni “Passarella”, Baldi, “Darietto”, l’”Egiziano” ecc. Nascono diverse sezioni, come quelle di Sesto, Galluzzo, Quinto, Calenzano. Il 5 dicembre ’87, grave lutto in casa viola: muore uno dei migliori dirigenti di sempre, Piercesare Baretti, in un incidente aereo. Nel frattempo, nella primavera dell’85, la Fiorentina aveva acquistato dal Vicenza il 18enne Roberto Baggio, talento cristallino, tecnicamente fantastico ed elegante, ma bersagliato dagli infortuni. Durante i mesi della sua convalescenza si consolida il rapporto coi ragazzi della curva, del Collettivo: è uno di loro. Firenze crede in lui, lo adotta, lo circonda di calore, ed è la sua salvezza professionale. Ma i Pontello non costruiscono la squadra intorno a lui che i fiorentini vorrebbero e cedono tutti i pezzi più pregiati. Durante la stagione 89/90 nasce la vicenda-Baggio, che pare destinato ad andare alla Juve. I tifosi sono allo sbando e allora nasce il “Comitato della Curva Fiesole”, a organizzare manifestazioni per trattenere Baggio a Firenze e cacciare Pontello. Nel novembre ’89 viene fatto un corteo notturno a Sesto sotto l’abitazione del giocatore; nell’occasione vengono aperti gli striscioni “Roberto siamo orgogliosi di te”, “Forza Roby: Firenze ti ama” e avviene un colloquio col giocatore. Ma le manifestazioni per trattenere Baggio non finiranno certo lì, come ad esempio l’assemblea infuocata, circa 500 persone di tutte le età in una Casa del Popolo; si inventa la disoccupazione di uno stadio: tutti fuori dalla Fiesole, e molti anche dalla Maratona per la partita del 28 gennaio col Napoli; i ragazzi della Fiesole improvvisano un sit-in. Entrano i primi dissidenti: sono cori e sfottò. Viene steso uno striscione: “Gonfi le tasche di chi ti prende in giro, servo dei Pontello”; un altro lungo recita: “Pontello senza coraggio né ambizione, Firenze vuol tornare grande anche senza di voi”. Poi arriva il sindaco Morales, saluta gli scioperanti, ma rifiuta di star fuori. All’esterno circa 10mila persone mentre in curva l’atmosfera è surreale: nessun canto e neppure uno striscione di supporto. La manifestazione si chiude alle 16,15 sotto la tribuna d’onore con nuovi slogan contro i Pontello. La stanchezza monta, la curva, consapevole d’aver vinto, stila un comunicato stampa in cui si dice indignata per il comportamento scorretto della società, che ha venduto un numero elevato di biglietti di curva Fiesole ai napoletani pur di non rinunciare all’incasso. La tifoseria non vuole rassegnarsi a perdere il suo campione e il 18 febbraio organizza un’altra clamorosa manifestazione civile e corretta contro la famiglia Pontello: oltre 4mila scendono di nuovo in piazza per una svolta; due ore di traffico bloccato, ma nessuno protesta. Viene improvvisato un sit-in sotto casa del Conte Pontello; non si va più in là di un breve lancio di uova. Indimenticabile sarà l’avventura di Coppa Uefa nella stagione 89/90, quando la Fiorentina raggiungerà la finale con la sempre più odiata Juve. A causa dell’indisponibilità del “Franchi”, che si deve rifar bello per Italia ’90, le partite interne vengono giocate al “Curi” di Perugia. Incidenti a Madrid, con l’Atletico: dalle tribune dove sono assiepati i 2mila tifosi viola qualcuno lancia pezzi di gradinata nel settore sottostante, e all’uscita incidenti con la polizia a cavallo. Incidenti anche a Sochaux coi gendarmi francesi che usano spray urticante. E’ presente il vecchio striscione “Ultras” a salutare il ritorno in Europa. In semifinale col Werder Brema, a Perugia, prima che inizia il secondo tempo due tifosi entrano in campo e per mettere una sciarpa viola alla rete del portiere avversario lo spintonano, cosicché l’Uefa comminerà la squalifica del campo e per la finale di ritorno la viola sarà mandata a giocare nel feudo juventino di Avellino, decisione dell’Uefa che scatenerà polemiche e proteste, perché l’allora presidente federale Matarrese, non fa niente per intervenire a favore dei viola. I tifosi viola invadono Torino per la gara d’andata; sono gli anni d’oro del movimento ultras, in cui si può far maggior “casino”, e nel capoluogo piemontese i viola dettano legge cercando il contatto con gli juventini, dopo aver tirato il freno a mano di un convoglio ed essere scesi a Porta Susa, anziché alla stazione centrale. Tutta la tifoseria arriva prestissimo al “Comunale” e, appena aperti i cancelli, s’impossessa della gradinata centrale dove prima c’erano solo juventini. La partita finirà 3-1 per i “gobbi” con alcune decisione quantomeno discutibili. Al ritorno ad Avellino l’impresa appare ardua, ma bisogna esserci, e si presentano in 12mila i viola, nella speranza di un miracolo che non si realizza. La rabbia per gli striscioni avellinesi accanto a quelli bianconeri, il gol di Baggio, frastornato da continue voci di mercato, fallito, fanno salire la rabbia dei gigliati, che si scatenano in violenti scontri contro tutto e tutti, che la polizia non riesce ad arginare: può solo limitare i danni, che saranno ingenti. Intanto due tifosi viola, tra cui Valter Tanturli, presidente del Vieusseux, incontrano, rimanendone ben impressionati, quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il nuovo patròn della Fiorentina, Mario Cecchi Gori. Contro l’Atalanta i tifosi scoprono un nuovo modo di contestare, dando le spalle alla tribuna e cantando “Guardaci le spalle, oh Pontello guardaci le spalle”. Il 18 maggio i Pontello sciolgono ogni riserva sul futuro di Baggio, che è della Juventus per 25 miliardi. Una folla di tifosi, che vuole capire il perché della cessione e pretende spiegazioni, s’accalca sotto la sede della Fiorentina in Piazza Savonarola. La rabbia dei tifosi esplode, consumando in furia cieca un pomeriggio di ordinaria follia: scagliati sassi e monetine contro la sede, intervengono le forze dell’ordine e la situazione degenera. L’intera città insorge, sentendosi privata di un campione che tanto avrebbe fatto comodo. La polizia carica coi manganelli, i portoni delle varie abitazioni si aprono per i tifosi che vogliono sfuggire alla sua furia. Baggio getta benzina sul fuoco dicendo di essere stato costretto ad ubbidire alla dirigenza. Per due notti di fila migliaia di tifosi si riversano sotto i Pontello urlando la loro rabbia, minacciando in coro “Tutte le sere, torniamo tutte le sere”. E’ un momento difficile per Firenze, per la Fiorentina e per la Nazionale che si raduna proprio a Coverciano, quartiere fiorentino, per il ritiro pre-mondiali Italia ’90. Il giorno del raduno vengono prese a calci le auto dei giocatori juventini, soprattutto quella di Schillaci e la notte continuano gli incidenti nella zona del centro tecnico. Agli allenamenti, all’ordine del C.T. Azeglio Vicini, sono solo fischi: Baggio è a pezzi. Il 6 aprile 1991 torna a Firenze come avversario, nel primo anno della gestione-Cecchi Gori. I tifosi sono divisi: fischi al suo ingresso, ma anche applausi. Nel secondo tempo l’arbitro concede un rigore alla Juve, ma Baggio, rigorista designato, rifiuta di calciarlo, lasciando l’incarico a De Agostini. Il fantasista viene sostituito dopo una scialba e anonima prestazione e, mentre si dirige verso gli spogliatoi, raccoglie una sciarpa viola lanciata dalla tribuna. Anche qui l’opinione pubblica si divide. Nel settembre 1992, a causa di una malattia incurabile, la Fiesole perde il suo leader indiscusso, il “Pompa”. I milanisti, suoi acerrimi rivali, gli dedicheranno lo striscione “Onore a Pompa”, mentre i fiorentini a Milano esporranno “Pompa vive…grazie”. Nel 1993 arrivano la retrocessione in B dopo 54 anni, “grazie” anche all’inopinato, vista la buona posizione di classifica, esonero a gennaio di Gigi Radice, e la morte, il 5 novembre, dell’amatissimo presidente Mario Cecchi Gori (25mila fiorentini al suo funerale). Il 20 gennaio 1993 si gioca a Firenze l’amichevole Italia-Messico e dalla Fiesole partono fischi e cori soprattutto contro Baggio e Matarrese. Fin dai tempi di Antognoni la Nazionale non è amata a Firenze e anche quel giorno la Fiesole non si smentisce. Intanto i viola scivolano sempre di più in classifica, anche se nessuno osa pensare alla malaugurata ipotesi che avverrà nonostante una bella vittoria con la Juve, che porterà anche la squalifica del campo, per una bomba carta lanciata nel settore ospiti, cosicché il turno casalingo successivo i viola giocheranno a Verona a porte chiuse contro il Cagliari, dove si presenteranno 1000 tifosi viola attaccati ai cancelli. La Fiorentina vince, ma non svolta e anche l’esonero di Agroppi non basta a evitare ko come quello di Bergamo, al rientro della quale la squadra viene fortemente contestata. Quindi il 6-2 tennistico interno col Foggia del 6 giugno 1993, ultima di campionato, è di sapore effimero e beffardo. I risultati dagli altri campi non portano alla fine buone notizie; da Roma viene a sapersi che Carnevale sbaglia un gol a porta vuota graziando l’Udinese sua futura squadra. A fine gara la gente è incredula e arrabbiata. Succede il finimondo: cassonetti bruciati, decine di cariche della polizia, lacrimogeni, giocatori assediati, il cinema Ariston di Cecchi Gori preso di mira…Nell’anno di (dis)grazia 1993 vengono a mancare altre due “anime” della Fiesole come “Pitone” e Marco di Campi, a cui verrà dedicato il gruppo “Brigata Marco Ballerini”. Al ritorno in Serie A cambia la geografia della Fiesole: il Vieusseux torna in curva Ferrovia, dopo animata discussione col Collettivo, e ritrova il suo antico splendore al centro di quella che viene ribattezzata la “Marione”, cui si annette l’Onda d’Urto. Nel 1996 il Collettivo vive la sua prima vera crisi, con la direzione che perde progressivamente molti dei suoi leader. Un ricambio generazionale vero e proprio: i giovani bussano alle porte; una migrazione naturale, che vede salire anche la generazione di mezzo.

Tifosi Fiorentina 5
Altra coreografia dei viola

Sartoni decide di passare la mano e il Collettivo inaugura una nuova stagione, col programma, semplice, di essere Ultras sempre e comunque. I primi tempi non sono facili. “Passarella” Sartoni vuole formare un nuovo gruppo (Vecchio Cav), ma i giovani dicono di no. La frattura si allarga e si vivono momenti di tensione in curva e davanti allo stadio. Poi la situazione si normalizza fino al giorno di Fiorentina-Juve, quando la squadra bianconera viene attaccata in pullman da gruppetti di tifosi viola, sulla via del “Franchi”: i vetri vengono infranti con pietre e monetine, i giocatori, impauriti, si nascondono fino a sdraiarsi sul fondo del pullman. Inizia così una vera caccia all’uomo, visto che c’è un buon materiale fotografico e, si dice, una “gola profonda” che guida identificazioni e fermi. Il tutto, giorno dopo giorno, si trasforma in una sorta di maxiretata. Sembra di essere ad un passo dalla vicenda che riguardò gli Ultras Viola nell’83 per gli scontri coi romanisti: partono denunce e Daspo e l’intero direttivo del Collettivo viene decapitato. Ma quando sembra che debba chiudere definitivamente i battenti, sono i vecchi leader ad opporsi. Una delle molle che convince la precedente leadership a riprendere in mano il Collettivo è rappresentata dalla vicinanza dei festeggiamenti per il ventennale, così “Passarella” torna in prima fila, anche se rimane dell’esperienza del gruppo di giovani una scia di rimpianti e di sedimentati rancori; è stata messa in discussione anche l’amicizia. I giovani lamentano di esser stati lasciati soli nel momento più difficile, i vecchi imputano ai giovani un certo avventurismo e mancanza di rispetto. La repressione intanto si è fatta durissima, le trasferte si sono trasformate, i controlli sono sempre più rigidi. Si cerca di ricucire le fratture all’interno del Collettivo, ma la morte del “Tucano”, uno degli ultimi collanti del gruppo, è un durissimo colpo, anche se per un paio di mesi dalla sua morte, sembra tornare l’amicizia di un tempo, è solo un illusione, la realtà non è cosi, le diverse filosofie riemergono e la rottura è definitiva. Dietro a Sartoni rimangono pochi vecchi leader, se ne vanno in tanti, anche gran parte dei ragazzi dell’ultima generazione. Ciononostante il 1996 rimane un anno indimenticabile vista la conquista della quinta Coppa Italia a Bergamo. Per la semifinale a Milano con l’Inter si smuovono tanti personaggi del passato.  Vista l’occasione viene organizzato un pullman di vecchi Ultras viola e rifatte le sciarpe del vecchio club. A Bergamo viene esposto il vecchio striscione “Ultras”; la trasferta è costellata da gravi incidenti. Sarà festa grande, così come a San Siro col Milan in una calda serata d’agosto, quando la Fiorentina vince la Supercoppa Italiana, grazie ad una spettacolare doppietta di Batistuta. Intanto non è facile il ritorno di “Passarella” e il Collettivo non è più quello di un tempo. Nascono nuovi gruppi, in Fiesole ma anche in Ferrovia, curva in continua crescita. Finalmente Firenze ha due voci, due curve che fanno eco l’una con l’altra. Nel 1997 avviene una svolta clamorosa, si assiste alla nascita di una nuova, originale struttura: l’A.t.f. (Associazione Tifosi Fiorentini). Già 5 anni prima si era parlato di un coordinamento delle due curve, o comunque dei clubs della Fiesole, ma forse, all’epoca, l’idea era troppo innovativa, mentre a fine ’97 le condizioni appaiono decisamente diverse, con Giancarlo Nencioni, ultimo presidente del Coordinamento Viola Club, spesso vicino agli ultras, che funziona da calamita e da garante, ed accetta il ruolo di presidente garante. Nell’Atf confluiscono: il Collettivo, il Fiorenza, i Tipi Strani, il Signoria (ex Corsari), i Gladiatori, l’ex Alcool Campi, ora Campi 999; il Marasma, legato alla realtà di Scandicci; Il Bomber Group, il 7Bello, la Vecchia Guardia, i Fedelissimi e, della Ferrovia, Vieusseux, Viola Korps, Onda d’Urto, Malborghetto e Direttivo. L’Atf, pur tra mille difficoltà, cresce a livello organizzativo. Nel 1998 la Fiorentina torna a disputare la Coppa Uefa. Qualcosa però sciupa la festa dei tifosi, col “Franchi” che è squalificato 2 turni per lancio di oggetti in campo, nella sfortunata semifinale di Coppa Coppe col Barcellona dell’anno prima. Il primo “campo neutro” è, a sorpresa, Bari, per la prima gara contro l’Hajduk Spalato. Si va a Bari facendo buon viso a cattivo gioco, visto che è la città dei Matarrese. Archiviata la pratica, tocca il Grasshopper Zurigo e per la seconda gara in campo neutro, viene scelta la nemica Salerno, dopo la bocciatura di Bari (cattive condizioni del terreno di gioco) e Catanzaro, indicata come sede ideale dai rappresentanti della Fiesole, in virtù del gemellaggio fra le tifoserie; la società però fa di testa propria e conferma Salerno, nonostante i tafferugli a Firenze coi campani, che ebbero la peggio, di un mesi prima, dichiarando di devolvere l’intero incasso alle popolazioni colpite dall’alluvione di Sarno, bel gesto “ripagato” da una serie di minacce e avvertimenti che giungono a pochi giorni dalla gara. Il 3 novembre la Viola scende in campo con la tranquillità d’esser già approdata al terzo turno, visto il 2-0 di Zurigo. Il primo tempo finisce 2-0 con doppietta di Oliveira, ma mentre i giocatori viola si dirigono soddisfatti verso gli spogliatoi, viene lanciata una bomba carta dalla tribuna, che ferisce il quarto uomo e fa scoppiare il finimondo. Cala il silenzio sullo stadio mentre negli spogliatoi ci si consulta sul da farsi tra dirigenti, delegati Uefa e forze dell’ordine. Dopo minuti interminabili, in un’attesa snervante anche per i pochi tifosi viola ammutoliti, l’arbitro sospende la partita per motivi di sicurezza: aleggia lo spettro della sconfitta a tavolino, che sarebbe una immeritata beffa. La parola passa alla giustizia sportiva. Il verdetto di primo grado è di condanna, in virtù dell’anacronistico principio della responsabilità oggettiva. La Fiorentina viene lasciata sola a combattere la propria battaglia legale, anche se a parole le sono tutti solidali, bravi tutti a scagliarsi contro l’Uefa, ma nessuno muove un dito. La sentenza del Gran Jury d’Appel è definitiva e scioccante: i viola sono riconosciuti vittime dell’attentato, ma la condanna è confermata e il “Franchi” diffidato. La Fiorentina tira fuori l’orgoglio e riprende il suo cammino in campionato laureandosi campione d’inverno. Ma il girone di ritorno è condizionato dall’infortunio di Batistuta, la “carnevalata” di Edmundo e la “panchina corta”: il sogno scudetto svanisce di nuovo. Rimane la Coppa Italia contro il Parma dell’ex Malesani, ma è l’anno dei sogni infranti e, dopo l’1-1 al “Tardini”, il 5 maggio ’99 a Firenze, nonostante un “Franchi” intero a spingere i suoi all’ultima impresa, il Parma agguanta il 2-2 e vince la Coppa. Arriva terza la Fiorentina e si qualifica per la Coppa Campioni. Nonostante il girone difficile (Arsenal, Barcellona, Aik Solna), l’avventura è esaltante e nell’ultima trasferta di Londra, la Fiorentina, con 4mila tifosi al seguito, espugna il mitico Wembley e passa il turno. Sarà eliminata nel durissimo secondo girone. Nel 2000/01 la Fiorentina vince la sua sesta Coppa Italia, vincendo in finale col Parma coi risultati di 1-0 al “Tardini” e 1-1 in un “Franchi” ribollente di folla e di tifo.  Le due curve, coi ducali, sono unite dallo stesso slogan: “Solo per Firenze e la Fiorentina”. I tifosi festeggiano fino a tarda notte, da piazzale Michelangelo ai viali. Ma il declino della gestione Cecchi Gori è inesorabile, i tifosi iniziano a contestare. In ogni trasferta viene portato lo striscione “Cecchi Gori vattene!”, ed anche in tutte le gare casalinghe i tifosi contestano, con striscioni come “Vittorio è la tua occasione: vendi la Fiorentina nel rispetto della tradizione”, “I tifosi contestano…i creditori protestano!”, “Vittorio strappa i biglietti all’Arlecchino”, “Vittorio sei la vergogna di Firenze”, ecc. La società versa in grave crisi economica ed è costretta a cessioni eccellenti, come quelle di Batistuta, Rui Costa e Toldo. Nell’estate 2001 il tribunale civile di Firenze avvia una procedura di fallimento a carico della Fiorentina e il 13 luglio in 8.000 si danno appuntamento allo stadio per dare l’addio al capitano, Manuel Rui Costa, riempiendo la maratona, tra le lacrime del protagonista e della folla. I tifosi contestano sempre più duramente Cecchi Gori, lasciando anche vuota la Fiesole, dopo la provocazione di Vittorio di mettere i biglietti a un euro in un Fiorentina-Milan di inizio 2002. Svariati gli striscioni di protesta in quel campionato, come “Se andiamo in B vi facciamo un culo così” e “’Fratello’ Mancini sei stato nominato” (da una famosa frase del noto programma televisivo “Il grande fratello”, Roberto Mancini era l’allenatore). Il 18 aprile 2002 viene organizzata la “Fiaccolata viola”, una manifestazione che si conclude in Piazza Signoria, a cui partecipano circa 40mila persone. In quella difficile situazione finanziaria, nel 2001/02 la Fiorentina arriva penultima e retrocede in B. A causa dei mancati pagamenti degli stipendi ai giocatori e dell’impossibilità di fare sforzi economici per iscriversi al campionato successivo, la società viene in seguito dichiarata fallita. Dopo il fallimento e la fondazione di una nuova società il 1° agosto 2002, denominata “Fiorentina 1926 Florentia”, si riparte dalla C2, col nuovo nome di “Florentia Viola”, con l’importante novità dell’acquisto da parte dei Della Valle, Diego e Andrea. I gigliati vincono il campionato e, in seguito al pastrocchio del caso Catania, vengono promossi direttamente tra i cadetti, grazie ai meriti sportivi e al bacino d’utenza. Il 15 maggio 2003 riacquista i colori e il marchio della vecchia Fiorentina, e, alcuni giorni dopo, torna a chiamarsi col suo vecchio nome. Al termine della stagione la squadra viola torna in Serie A, dopo un doppio spareggio col Perugia, il 16 giugno in Umbria (megatrasferta e vittoria 1-0), il 20 a Firenze (1-1), col “Franchi” gremito da oltre 43mila persone e ribollente d’entusiasmo, infuocato da tantissime torce, con Mondonico allenatore e il bomber Christian Riganò. L’anno di Serie A 2004/05 è assai tribolato e vede succedersi in panchina Mondonico, Buso e Zoff. Due episodi, come le due espulsioni in 9 minuti contro la Fiorentina decretate dall’arbitro Dondarini in Sampdoria-Fiorentina, e il fallo di mano di Zauri davanti la linea di porta non visto (?) dall’arbitro Rosetti in Lazio-Fiorentina, inducono Zoff ad affermare “Ho cattivi pensieri sugli arbitraggi…”. Alla fine è solo 16° posto. L’anno dopo mister Cesare Prandelli e il direttore generale Pantaleo Corvino riportano la squadra la squadra in Europa, facendola arrivare al quarto posto, però la Fiorentina viene declassata al nono per il coinvolgimento della società nella scandalo di Calciopoli, scoppiato nel 2006. Si scatena l’ira dei tifosi viola che spacca l’Italia: un migliaio di persone occupa per ore per protestare contro la sentenza i binari della stazione di Campo di Marte, con decine di treni bloccati.  Bilancio: 2 feriti e 30 denunciati. Dalla stagione 2006/07 si assiste all’affacciarsi del gruppo d’elite “Firenze Ultras”, composto tra l’altro da alcuni ex-soci del Settebello, che assumerà in breve periodo una certa importanza, poi si scioglierà per, si presume, contrasti col Collettivo. Nel 2006/07, nonostante i 15 punti di penalizzazione la Fiorentina arriva 6^ e si qualifica per la Coppa Uefa. Nel 2007 arrivano due lutti per il calcio italiano: a Catania, la sera del 2 febbraio, in seguito a scontri tra palermitani e catanesi, rimane ucciso il 38enne Ispettore di polizia Fabrizio Raciti; l’11 novembre, all’Area di servizio di “Badia al Pino”, viene ucciso mentre dormiva, senza motivo, dopo una breve colluttazione tra alcuni laziali e juventini, il 27enne ultrà della Lazio Gabriele Sandri, dall’agente Luigi Spaccarotella. Nel 2008 la Fiorentina si qualifica per la Champions, arrivando quarta, con un gol di Osvaldo a Torino coi granata. Purtroppo viene eliminata dalla Coppa Uefa in semifinale ai rigori ad opera dei Rangers Glasgow, in un “Franchi” gremitissimo. Anche il 2009 è un anno fortunato, con la Fiorentina che si piazza di nuovo al quarto gradino del campionato di A, ma non va oltre la fase a gironi di Champions. L’anno 2009/10 è avaro di soddisfazioni in Italia, arriva solo un 11° posto, ma in Champions League la Fiorentina è autrice di una bella cavalcata che porta fino agli ottavi di finale, con autentiche invasioni di tifo viola a Lione e a Monaco di Baviera. Sono anni di crisi però per il movimento ultras italiano in generale e di quello fiorentino in particolare, aggravata dall’introduzione della famigerata Tessera del tifoso, nel 2010, obbligatoria dall’anno successivo per sottoscrivere l’abbonamento alle partite interne e partecipare alle trasferte. Come paladino del movimento antitessera fiorentino si fa largo il gruppo “Parterre 1926”, già da qualche anno affacciatosi nella geografia ultrà viola. All’inizio come gruppo di rottura. A Bari, per esempio, per l’ultima giornata del campionato 2009/10 si presentano con lo striscione “No fax” e le pezze “1926” e “Nostalgia Canaglia”. Il gruppo, dal campionato successivo comincia ad esporre nel settore di Parterre della Fiesole, numerose, belle e accattivanti pezze, come “…Per lei facciam di tutto”, “Spirito Guerriero”, “26 agosto 1926”, “Pompa vive”, “Via Bellini”, “X Sempre”, la già citata “Nostalgia Canaglia”, “Old Soccer Lovers”, “Ingrato Popolo Maligno Marchese Luigi Ridolfi”, “Oltre ogni limite” e altre ancora. Approfittando della crisi del Collettivo, il gruppo assume sempre più importanza e rilevanza, accentrandosi, grazie anche a campagne antitessera, volantini ecc., ed è da lì che praticamente parte il tifo viola. Per Fiorentina-Parma e altre partite del 2010/11 in curva viene esposto il solo striscione “Noi non tesserati”: siamo alla frattura decisiva e aperta. La maggior parte dei gruppi della Fiesole non si tessera, a differenza del Collettivo che sceglie diversamente. Messo in minoranza il Collettivo verrà scalzato dal “Parterre” e il 5 febbraio 2011 si scioglie dandone l’annuncio con un comunicato ufficiale. Una scelta coraggiosa e probabilmente dovuta per un gruppo che aveva perso se stesso, smarrendosi, diventando solo il fantasma del suo glorioso passato ultras. Sembrava aver perso quella forza e quei motivi che lo avevano contraddistinto. Fattori questi che, uniti all’avanzare degli anni, hanno determinato la parola fine. Dalla stagione 2011/12 il “Parterre” prende posto alla balconata centrale della Fiesole dov’era il Collettivo, per coordinare meglio il tifo della curva, ma gli scarsi risultati della squadra portano un deludente 13° posto e anche il tifo ne risente, e parecchio. Ciò che tiene uniti e accomuna i ragazzi del Parterre è la condivisione di valori antichi e lo stesso irrazionale, incondizionato amore per la propria città e maglia. Il “Gruppo Piagge” resta nel parterre disponibile a salire a centrocurva insieme a gli altri gruppi se dovesse servire per il bene della Fiesole. Nonostante l’avvicendamento alla guida della curva, e i buoni risultati della squadra, che si piazza, dal 2012 al 2015, sempre al quarto posto in campionato, la curva Fiesole raramente sprigionerà negli ultimi anni tutto il suo potenziale, pur rimanendo una delle più graffianti, ironiche e suggestive d’Italia. Manca, a ragion veduta, una vera e propria guida centrale, che smorzi le frizioni che vi sono all’interno della curva. Il tifo purtroppo non è più lo stesso di qualche anno fa.

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Tifosi Fiorentina 6
Uno scorcio della Curva Fiesole

Curiosità: -Clamorosa protesta, organizzata in settimana, da parte della curva Fiesole a Empoli il 10 maggio 2015, dove è rimasta fuori dallo stadio ritenendo il prezzo del biglietto, 35 euro, troppo elevato per uno stadio, a detta dei ragazzi della Fiesole, “fatiscente”. Una protesta per molti ridicola visto che anche altrove in quanto a prezzi esosi non si scherza. I ragazzi sono andati a Empoli con bandiere, stendardi e fumogeni, facendosi anche sentire col tifo, ed esibendo striscioni come “35 euro…meglio darli all’Algida”. -Clima rovente nel ritorno della semifinale di Europa League 2014/15 al “Franchi” col Siviglia, nel maggio scorso, che non basta però a ribaltare lo 0-3 dell’andata. Un gruppetto di ultras viola assale alcuni tifosi ospiti (presenti in circa 1500) che si trovano in un bar di Firenze, il giorno prima della gara. All’andata, causa incendio a Fiumicino, sono tantissimi i viola che sono costretti a rinunciare al volo per l’Andalusia. Nonostante questo si presentano in buon numero al “Pizjuan” e provano a farsi sentire nella bolgia biancorossa. -Bella trasferta quella di Europa League a Londra col Tottenham, per la quale erano stati richiesti 6000 tagliandi, ma la società inglese ne manda a Firenze poco più di 1800. Bel tifo per la Fiesole in trasferta con tutti i gruppi al gran completo. Bello il tifo anche al ritorno al “Franchi”, con una spettacolare sciarpata e la visita di numerosi gemellati. -Trasferta massiccia nel marzo scorso per l’andata dei Quarti di finale di Coppa Italia 14/15 a Torino con la Juve, dove si presentano ben 1700 fiorentini a sostenere la squadra, a bordo di 35 pullman e tantissime macchinate. Esaltati dalla doppietta di Salah che fissa il risultato sull1-2, sono autori di un bel tifo ed espongono pezze di merito per Ricky di San Frediano, Maio e il Biondino. Scarso invece il numero per la sfida del 29 aprile ’15 in campionato, dove saranno sì e no 150, deludendo parecchio. -Nel derby con l’Empoli del 21 dicembre 2014 esposti gli striscioni “Empoli, Livorno e Siena: ma quale derby di regione per voi nessuna considerazione” e “Nessuna data particolare, stoffa bomboletta e due amici da ricordare, Maio, Tucano”, oltre a un ricordo in portoghese della “Torcida Verde”, gruppo dello Sporting Lisbona, per il “Pompa”. -Nella sentitissima sfida con la Juve del 7 dicembre ’14 viene organizzata una bellissima scenografia dedicata ai diffidati, con la scritta “Questa è per voi…amici non mollate”. Inoltre vengono esposti gli striscioni “Canto per chi va a firmare diffidato non mollare!”, “Ultras, amico fidato, sempre in prima linea con forza e cuore la tua Firenze ti rende onore! Bollo vive” e “Gobbo albanese…stipendiato a fine mese!”. -Imperiosa la coreografia della Fiesole per Fiorentina-Juve 13/14, la famosa partita in cui la Viola perdeva 2-0 ed era spacciata e rimontò, fino a vincere 4-2, nel giro di pochi minuti, con la scritta in basso “Bastano i nostri colori a farvi sentire inferiori”. -Per Fiorentina-Catania 13/14 la Fiesole saluta il presidente dell’Atf Valter Tanturli, scomparso a soli 63 anni, con gli striscioni “Valter Tanturli presente”, “Ciao Valter fratello viola” e “Per sempre uno di noi” (vedi anche sezione “Liberi pensieri”). -Altri lutti in curva sono stati quelli della morte di Bollo, salutato in Roma-Fiorentina, e col Dnipro in casa in Europa League, nel 2013/14, con la scritta “Ciao Bollo ribelle per sempre”, e di Fabrizio Taddei, meglio conosciuto come “Taddo”, grande tifoso viola, il 23 aprile 2015. Stava lottando contro una terribile malattia. A lui, conosciutissimo in curva, in Fiorentina-Cesena del 3 maggio ‘15 sono stati dedicati gli striscioni “Un amico, un guerriero, un fratello…con la tua fede hai scritto la storia, con il tuo onore hai riempito il nostro cuore. Ciao Taddo, la tua Fiesole” e “Fratello Taddo canterai per sempre con noi”. -In Fiorentina-Lazio 14/15 ricordato Lorenzo del Gruppo Roma a 10 anni dalla sua scomparsa, con lo striscione “Il tuo ricordo riecheggia da 10 anni…Lollo presente”. -In occasione di Fiorentina-Lazio del marzo 2014, per le decisioni arbitrali che hanno inasprito molto il clima a Firenze, sono diverse le iniziative prese. Appesi fuori dal “Franchi” molti cartelli inneggianti la rivolta popolare contro la classe arbitrale e contro le istituzioni che avrebbero preso di mira la squadra viola; all’interno dello stadio cartoncini contro il designatore arbitrale “Braschi vogliamo rispetto” e molti altri striscioni di dissenso. Inoltre la Fiesole e gran parte dello stadio decidono di rimanere fuori per i primi 10 minuti di gara in segno di protesta, poi in curva appare lo striscione “Se voi suonerete le vostre trombe…noi suoneremo le nostre campane” (bello anche il copricurva in onore del “Tucano”), “La discriminazione territoriale è quella della classe arbitrale” e “Anche il silenzio è parola”. -Per Fiorentina-Chievo del marzo 2014 si ricorda la scomparsa del famoso ultrà Maio con diversi striscioni, tra cui “Nella tua eccentricità non sei mai venuto meno a valori come amicizia e lealtà…ciao Maio” e “Maio ultras per sempre”. Esposti inoltre “Ciao Maghero curva Fiesole” e “Verità e giustizia per Riccardo Magherini”, ultrà della Fiorentina ucciso molto probabilmente in una notte di botte dalle guardie a Firenze, una fine che ricorda quella del più noto Stefano Cucchi, tifoso romanista. -In Juve-Fiorentina 13/14 non è stato fatto entrare lo striscione “Maio con noi”, deceduto il giorno dopo. -Bellissime le scenografie di Fiesole e, soprattutto, Maratona in Fiorentina-Juventus di Europa League 2013/14, oltre a essere esposto lo striscione “Maio lotterà per sempre con gli ultrà”. -In Fiorentina-Juve 2010/11 striscioni ironici quali “Firenze bianconera? Né ora né in un’altra era” e “Nel tuo museo pluridecorato hai dimenticato lo striscione ricomprato!!!” e cori di sfottò verso i “gobbi”, oltre all’esposizione per la seconda volta dello striscione “Firenze bianconera”, rubato a detta degli juventini da una proprietà privata, e per questo rifatto ed esposto lo stesso ma con caratteri diversi nel settore ospiti. -Aria di contestazione a Firenze nel 2010 dopo l’addio di Prandelli. Due striscioni firmati “Parterre della Fiesole” recitano “Della Valle ora tocca a voi…andatevene!!!” e “Calciopoli…bugie, ricatti…speculazione…lo stile Della Valle!! Ora basta!”. -Proteste anche con l’Atalanta nel dicembre 2011, con gli ultras che perdono la pazienza e si presentano in buon numero agli spogliatoi, pronti a far valere le loro ragioni aspettando i giocatori. -Per Fiorentina-Siena 11/12 la Fiesole decide di rimanere fuori dallo stadio lamentandosi per l’assenza di dialogo tra la dirigenza e la città, per il poco attaccamento alla maglia dei giocatori, l’esoso prezzo di 18 euro del biglietto in curva e per le forti leggi repressive. Fuori lo stadio lo striscione “Giocatori e dirigenza…non meritate la nostra presenza”. -In Fiorentina-Milan 10/11 i ragazzi del Parterre stanno fuori scioperando per l’aumento del prezzo del biglietto per far cassa imposto dalla società. -Per Fiorentina-Cagliari 2010/11 si sono celebrati i 45 anni del Settebello, con un copricurva col simbolo del club e lo striscione “Nati su questi gradoni 45 anni di cori e striscioni”. -45 ingiuste diffide furono emesse nel 2011 nei confronti del “Parterre 1926” in occasione di una partita del campionato Primavera “per aver acceso fumogeni ed esploso un petardo”. Successivamente vennero annullate quasi tutte. -Prima di Fiorentina-Bari 10/11 la Fiorentina rende omaggio a Giancarlo Antognoni che l’11 ottobre 2010 era stato insignito a Montecarlo del prestigioso premio “Golden Foot”. L’ex numero 10 viola compie un giro di campo soffermandosi sotto la sua curva Fiesole, dove alcuni ultras gli consegnano un riconoscimento, mentre viene esposto lo striscione “Antonio i nostri cuori sono uniti da un legame invisibile ma indistruttibile. La tua Curva Fiesole”; tanti i cori e le pezze in segno di affetto e stima per il campione. Due ragazzi del Parterre saranno diffidati per l’accensione di alcuni fumogeni e una torcia. -Quelli del Parterre prima di Fiorentina-Lecce 2010/11 distribuiscono diversi volantini che esprimono il loro pensiero sul tifo della Fiesole e sulla tessera del tifoso ed espongono gli striscioni “2011 scudetto nello spazio”, a ironizzare su Della Valle che parlava di scudetto, e “Fiorentina-Lecce 17 €.? Facciamo 20 ma con consumazione”. Esposto, sempre in quel periodo, dal Settebello fuori lo stadio lo striscione “Si è esiliato Dante poeta divino, figuriamoci te illustre ciabattino”, sempre verso Della Valle. -Nel 2011 accorsero al “Franchi” per l’andata della finale di Coppa Italia primavera oltre 12mila persone. -In Fiorentina-Milan 06/07, la Fiesole accoglie le due squadre col bellissimo striscione “Invidiata dal mondo, non scalfita nel tempo, orgogliosi di viverla: Firenze siamo noi” e sopra tanti cartoncini bianchi e viola a formare il Ponte Vecchio, una delle meraviglie della città. -Tra gli spettacoli, tutti suggestivi, della curva, va ricordato prima di tutto quello di Fiorentina-Juventus del 1991, quando attraverso un’innumerevole serie di cartoncini vengono riprodotti i più bei monumenti di Firenze. I ragazzi avevano in mente di realizzare qualcosa di straordinario e ce l’hanno fatta alla grande grazie alla straordinaria organizzazione e all’aiuto fondamentale del pubblico, aiutato da un volantino dove erano stampate tutte le istruzioni. Poi c’è la statua a Batistuta. Gabriel nella stagione 1995/96 vince la classifica cannonieri con 26 reti, ma al termine non gli viene assegnato alcun riconoscimento. Ci pensano i sostenitori viola a festeggiare il loro capitano, ai quali viene l’idea di realizzare una statua di resina e cartapesta che ritrae il bomber argentino esultante alla bandierina, con alla base la frase “Guerriero mai domo, duro nella lotta, leale nell’animo”. Si gioca Fiorentina-Lazio, la statua viene coperta da un panno, 40 minuti prima dell’incontro la squadra effettua il riscaldamento; Batistuta viene invitato davanti alla statua e quando il panno viene tolto il giocatore rimane estasiato, senza parole. Un’altra grande opera è la riproduzione del poster in curva dei giocatori della Fiorentina vestiti da calcianti del calcio storico fiorentino. -Nel 2004, in uno dei piloni interni della Fiesole, è stata posta una targa dedicata a Stefano Biagini, che recita così: “A Stefano Biagini ‘Pompa’ grazie alla tua passione ed al tuo attaccamento ai colori viola, è nato qui, in curva Fiesole, il ‘cuore’ dei tifosi della Fiorentina. Firenze, novembre 2004. I TUOI ULTRAS”. -L’indiano raffigurato sullo striscione del Collettivo era un personaggio della serie del famosissimo fumetto “Tex”, più precisamente un indiano della tribù dei “Navajos”, non un “Apache” come molti credono, il cui nome era “Hamal”.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’60: Giovani Viola (’65, striscione di 20 mt.), Settebello Junior.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’70: Collettivo Autonomo Viola, Ultras Viola, Superstar, Brigate Viola, Fossa dei Gigliati, Boys, Fedayn, Rangers, Furie Viola, Warriors, Commandos.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’80: Supporters, Giovani della Fiesole, Alcool Campi, Club 1984 Curva Fiesole, Orgasmo Gigliato, Flip Out, Gruppo Chiava, Legione Viola, Rifredi Autonoma, Panthers, Squilibrati, Uragano, Vecchia Guardia (sciolta nel ‘03/04), Eternamente Viola, Unione Viola, Gioventù Gigliata, Rebels, Brigata Zeffirelli, Roxy, Stoned, Granducato, Teste Matte, Fossa dei Gigliati, Girls, Irriducibili (il gruppo più destrorso mai esistito a Firenze), Gioventù Viola, Violet Power, Viking, Armata Viola, Impero, Orgoglio Gigliato.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’90: Onda d’Urto (nasce nel ’90, in parte da esponenti dell’Alcool e si scioglie nel ’01), Direttivo Firenze (sciolti nel luglio 2005 per problemi di autofinanziamento, dopo 10 anni in Ferrovia), Crazy Group, Apaches, Nuova Guardia Malborghetto Viola, Gruppo Storico Ultras Viola Stefano Biagini ’93, Corsari, Signoria, Tipi Strani, Gladiatori, Campi 999, Direttivo Firenze, Gruppo Marcio, Bandane Viola (sciolti nel ‘04/05), Quelli Che il Chianti ’99, Incorreggibili, Viola Korps, Sindrome Viola, Guelfi (sciolti nel ‘04/05 erano formati da alcuni ex-soci della Signoria, gran parte di essi formano poi l’Urban Crew), Hooligans, Diabolik Group, Campi Spregiosa, Clan, Bati Group, Kaos, Eagles, Purple Sharks, Principato.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni 2000: Firenze Ultras, Brigata Marco Ballerini 2001, I’ Branco (si sciolgono nel ‘03/04, formato da ragazzi di Montelupo F. e dintorni), Stati Liberi del Tifo, Head Out, Gruppo Briachi, Urban Crew (’04), Inviolabili, Gruppo Ska.

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Gruppi scomparsi, nati negli anni ’10: Svalviolati, Degenero Viola, Intoccabili.

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Politica: apolitici, con correnti sia di destra che di sinistra.

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Veduta aerea di una coreografia della Curva Fiesole per un Fiorentina-Juventus

Liberi pensieri: “Dalla curva Fiesole con tutto il cuore, i tuoi Ultras” (1981/82), “Magath sempre sia lodato per averci vendicato” (83/84; giocatore dell’Amburgo che sconfisse con un suo gol la Juve nella finale di Coppa dei Campioni di Atene nell’83), “Colpirne uno per educarne cento” (Fi-Roma 83/84),“Conte, neanche i ponti reggono la tua ipocrisia: forza Antonio, nessuna tempesta ti ha mai abbattuto” (Antognoni sta cercando di rientrare in squadra, ma i dirigenti lo frenano; Inter-Fiorentina 85/86); “Il codice penale ce lo ha insegnato: uccidere un gobbo non è reato” (Fi-Juve 85/86), “Firenze famosa nel mondo dell’arte grazie a Michelangelo, nella letteratura grazie a Dante, nel genio grazie a Leonardo, nello sport grazie a te, Antonio” (Fi-Atalanta 86/87, per dare l’addio a Giancarlo Antognoni); “Se i conigli avessero le ali, Como sarebbe un aeroporto” (Como-Fi 86/87), “Voi comaschi, noi con le femmine”, striscione storico diventato famoso (Como-Fi 87/88), “Cambiate nome, cercate gloria, ma son le fughe la vostra storia” (Fi-Juve 88/89), “Ma quanto tempo è passato!” (Bologna-Fi 88/89), “Giorgi sì…ma Eleonora”, nei giorni della contestazione a mister Bruno Giorgi (89/90); “Il cuore viola batte ancora, grazie Mario” (coreografia che accoglie il nuovo presidente Mario Cecchi Gori in Fi-Sampdoria 90/91); “Tanti cori, tanti striscioni, ma dalle fughe vi schianteranno i polmoni” (Fi-Juve 90/91), “Il male è alla Radice” (contestazione a Gigi Radice, Fi-Parma 91/92); “Registi assenti…attori svogliati…la Fiorentina non è un set!” (nell’epoca di Cecchi Gori, Fi-Lazio 91/92); “Non ci piegherete. Colpiti nel cuore e negli affetti più cari. Su la testa Firenze” (Torino-Fi 92/93, dopo la bomba agli Uffizi); “Noi figli di Nerone” (Fi-Roma, Coppa Italia 92/93), “Per noi è solo un caso, per voi un’abitudine” (Fi-Pisa 93/94 e altre del solito anno); “Sudditi: fate largo a Firenze” (Lucchese-Fi 93/94), “Non ci somigliate per niente”, “Ma quanto costano le banane a Palermo? (battute tratte dal film “Johnny Stecchino” di Benigni, Fi-Palermo 93/94); “Da noi avrete sempre qualcosa da imparare: Serie B, brutte partite, stadio pieno. Grazie Firenze” (Fi-Lucchese 93/94), “Questo campionato non ha più pretese: W l’Italia dei Matarrese” (Fi-Padova 93/94), “Il calcio è un gioco. Ma per chi?” (Fi-Bari 93/94), “Da lassù ci seguirai sempre con passione e amore…ciao vero fiorentino la tua nobiltà d’animo resterà scolpita nella nostra storia” (Fi-Ravenna 93/94), “L’abbiamo scritto sulla sabbia perché il vento lo portasse in cielo: Marione non ti dimenticheremo mai” (Fi-Cesena 93/94), “In cielo c’è una stella che brillerà sempre su di noi…Ciao Mario” (Fi-Venezia 93/94, striscioni dopo la morte dell’amatissimo presidente Mario Cecchi Gori); “Per fare una grande squadra, non bastano buoni giocatori, ci vuole anche una grande società”, “Dopo Luna…le due”, dedicato all’amministratore delegato Luciano Luna, “Grazie ragazzi, in Europa con Alpitour”, “Lazio-Fiorentina 8-2, Fiorentina-Reggiana 1-1, Fiorentina-Juve 1-4, Fiorentina-Foggia 1-2: abbiamo dato tutto…non potevamo dare di più” (Fi-Milan 94/95); “Giornalisti…occhio alle penne” (Fi-Cagliari 94/95), “Ridicoli: essere umiliati senza reagire significa non avere rispetto neanche di se stessi” (Fi-Reggiana 94/95), “Più Bacardi, meno Biscardi” (Fi-Milan 95/96), “Ranieri sì, ma…la sorbetteria”, “Ranieri, facci un’ultima magia, sparisci”, ultima contestazione a mister Ranieri, “Rispetto dei ruoli, programmazione, umiltà…, società assente!”, “Firenze città d’arte, va in culo a chi viene e a chi parte” (Fi-Reggiana 96/97); “Totò, Peppino e la Serie B” (Fi-Napoli 97/98), “Per la tua storia hai scritto 100 pagine, per la nostra 100 Batigol” (Fi-Sampdoria 97/98, alla vigilia del 100° gol di Batistuta in maglia viola); “1926 nasce la storia-1999 continua la fede” (Fi-Juve 98/99, coreografia); “Vattene”, coreografia contro Vittorio Cecchi Gori (Fi-Atalanta 00/01); “Firenze città da Serie A, voi uomini da Serie B” (Fi-Bologna 01/02), “La nostra dignità non la ripescherete mai” (Lucchese-Fiorentina 02/03), “Pè Kakà ci vuol Pazienza…e Potenza”, gioco di parole tra il fantasista del Milan e i due giocatori viola, “La vostra repressione la nostra forza” (Fi-Milan 06/07); “Voi scaricatori di porto…noi caricatori di fihe” (FI-Livorno 06/07), “Ciao Ugo la tua Fiorentina per sempre scolpita nella nostra storia” (Fi-Livorno 07/08, dedicato all’ex dirigente viola Ugo Poggi scomparso in quel periodo), “Che lo stadio sia la vostra piazza, che l’erba sia la vostra sabbia” (Fi-Roma 08/09), “11-11-07 giustizia x Gabriele” (Fi-Lazio 09/10), “L’unico popolo viola siamo noi!”, “Società con la solita competenza e cuore, noi con fiducia e voce, uniti verso un’unica metà” (Fi-Inter 09/10); “Frey è una garanzia, Domenici mandatelo via”, il portierone viola e il sindaco di Firenze (Fi-Parma 09/10); “18.3.10: complimenti avete calato un bel Fulham d’assi”, ironico contro gli odiati bianconeri, “Champions: vissute magiche emozioni che nessuno mai ci potrà rubare…grazie lo stesso! E ora come a Napoli sempre la stessa grinta” (Fi-Genoa 09/10); “Bagna sempre presente” (Fi-Parma 10/11), “11-11-2007/11-11-2010, in ricordo di Gabriele Sandri…cittadino italiano”, “U.C. ’73 non mollate”, a favore dei gemellati di Catanzaro (Fi-Cesena 10/11); “Tessera del tifoso fallimento clamoroso” (Bologna-Fi 10/11), “33 anni tra amicizie fraterne, spettacoli unici e km percorsi…onore al Collettivo: per sempre ‘a beautiful band’”, “33 anni di storia non si dimenticano…fieri di essere stati con voi”, per lo scioglimento del C.A.V. (Fi-Inter 10/11); “1/3/84 – 1/3/11 Furlan vive” (Fi-Catania 10/11), “O tutti dentro o tutti fuori, solidarietà agli ultras del Toro!” (Bari-Fi 10/11), “Più grande è la sofferenza, più forte è il nostro amore, forza Emiliano sangue fiorentino” (Fi-Genoa 10/11, riferito alla brutta malattia che aveva colpito l’ex mister, tifoso della Fiorentina Emiliano Mondonico in quei giorni); “De Sica: con l’ultimo ‘Amici miei’ hai offeso Firenze, ora io con degli amici miei offendo Roma” (Fi-Roma 10/11), “Milan: se ‘Ruby’ non vale” (Fi-Milan 10/11), “Io viola, nato perfetto, tifoso corretto non protesto e non contesto ma esigo rispetto” (Fi-Bologna 10/11), “Juve da scudetto? Tanto di ‘toupet’”, “Qui di Conte si conosce solo ì Mascetti”, “Conte: ieri Creatina oggi Crescina”, si ironizza sull’allenatore della Juve Antonio Conte e i suoi capelli (Fi-Juve 11/12); “Girando l’Italia di casello in casello di stazione in stazione perché il nostro destino è di starti vicino” (Fi-Bologna 11/12), “X colpa tua serbo…rancore!”, “Miha sei permaloso?” riferito al mister serbo Sinisa Mihajlovic, prossimo all’esonero (Fi-Genoa 11/12); “18.12.83 onore agli Ultras”, “15 minuti a bocca chiusa per protestare contro chi abusa. C.Ferrovia non mollare” (Fi-Atalanta 11/12); “Ciao Duccio, lo immaginiamo come il tuo viaggio più bello”, “Raccolti 26000 € l’Emilia ringrazia il popolo viola” (Fi-Udinese 12/13); “Il pretesto lo sai quattro dischi e un po’ di whisky…”, parafrasando una nota hit di Renato Zero (Fi-Catania 12/13); “Conte stasera la tua postazione è assegnata a Sollicciano dietro un’inferriata”, “La Vecchia Signora s’inchina alla Repubblica Fiorentina”, coreografia (Fi-Juve 12/13); “1992-2012 auguri Gruppo Piagge” (Fi-Cagliari 12/13), “Onore a Schicchi. La Campi hard” (Fi-Siena 12/13), “28-2-93: nessuna notte è così profonda da impedire al sole di sorgere. Ciao fratello”, per Marco Ballerini (Fi-Chievo 12/13); “Ma chi tromba ogni morte di Papa…salta ì turno?!”, avvicendamento alla Santa Sede a Roma tra il dimissionario Papa Reitzeger e Papa Bergoglio, “Forza piccola Sofia tutta Firenze è con te”, per una bimba in lotta con una gravissima e rara malattia (Fi-Genoa 12/13); “-vigili…+sexy shop” (Lazio-Fi 12/13), “E adesso ruggisci in cielo vecchio leone viola, ciao Valter”, riferito alla scomparsa a soli 63 anni per una malattia del presidente dell’Atf e storico presidente del Vieusseux Valter Tanturli (presentazione Fiorentina 13/14); “Che l’avete preso il sapone a Marsiglia?!” (Fi-Napoli 13/14), “Senese & bolognese il gemellaggio di chi le ha sempre prese!!!” (Fi-Bologna 13/14), “…Il vento soffia ancora”, “Ciao Joe cuore granata”, per la scomparsa del leader ultrà torinista Salvatore Genova detto “Joe” (Fi-Grasshopper, Europa League 13/14); “Verona 28-3-’93: c’è più dignità a star fuori dai cancelli che in televisione a fare gli zimbelli”, “La repressione la combattete in televisione?”, “Prima ‘Bravi Ragazzi’, ora ‘Ribelli’, ci siamo presi qualcosa?”, ironico sul susseguirsi di nomi di gruppi ultrà juventini (Fi-Juve 13/14); “Un brindisi all’ennesima vittoria…e ricorda che del calcio è tua la storia!” (Fi-Roma 13/14), “Ciao Alfredo Martini uomo vero”, ricordata la scomparsa dell’ex c.t. della nazionale di ciclismo (Fi-Genoa 14/15); “Che puzzo, c’è aroma di merda” (Fi-Roma 14/15).

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Clubs principali: Viola Club Siena, Valdisieve, Viola Club Radda in Chianti, Valdarno.

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