Ringraziamo per l’aiuto prezioso all’articolo il match analyst Fabio Maniscalco
Quella di sabato non sarà soltanto una partita contro una squadra che gioca con un determinato modulo. E forse è proprio questo il primo aspetto da tenere in considerazione quando si prova a leggere la Cremonese di Marco Giampaolo, prossima avversaria dell’Empoli nella prima giornata di campionato. Perché la squadra grigiorossa può partire da un 4-2-3-1, come mostrato nella sfida di Coppa Italia vinta 2-0 contro la Sampdoria, ma durante la partita può trasformarsi, cambiare riferimenti e occupare gli spazi in maniera completamente diversa. Ed è proprio nelle trasformazioni, più che nel modulo scritto sulla distinta, che si trova una parte importante del calcio di Giampaolo. Contro la Sampdoria la Cremonese si è presentata con Fulignati in porta, Vogliacco, Bianchetti, Luperto e Pezzella in difesa, Gerli e Pontisso in mezzo al campo, Collocolo, Bonazzoli e Vandeputte alle spalle di Stuckler. Una struttura apparentemente semplice: quattro difensori, due mediani, tre giocatori dietro alla punta. Ma guardando oltre la fotografia iniziale, la lettura cambia. Giampaolo vuole una squadra capace di costruire, di attirare la pressione avversaria e poi di trovare l’uomo libero. Per questo la Cremonese può modificare la propria disposizione senza perdere identità. La linea difensiva può diventare a tre, un esterno può stringere dentro al campo, un trequartista può abbassarsi e una mezzala può attaccare lo spazio. Il risultato è una squadra meno prevedibile di quanto possa raccontare il semplice 4-2-3-1. E questo, per l’Empoli, rappresenta già una prima chiave della partita.
Se c’è un giocatore che può spiegare bene il calcio che Giampaolo vuole proporre, è Vandeputte. Il belga può partire largo, ma non necessariamente per rimanere largo. La sua tendenza è quella di ricevere sulla corsia, puntare l’uomo e poi cercare la giocata verso l’interno. È lì che può diventare particolarmente pericoloso, perché da esterno si trasforma rapidamente in un giocatore capace di occupare il mezzo spazio e di combinare con i compagni. Per l’Empoli il problema sarà quindi non soltanto “fermare Vandeputte”, ma decidere chi dovrà prenderlo quando si sposterà dalla sua posizione di partenza. Se il quinto esce troppo presto, si può aprire spazio alle sue spalle. Se invece lo si lascia entrare dentro al campo, la Cremonese può creare superiorità tra le linee. È il classico movimento che costringe la difesa a prendere una decisione. Ed è proprio nelle decisioni che si costruiscono i vantaggi offensivi. Bonazzoli, invece, può essere il giocatore che collega i reparti. Non va letto semplicemente come il trequartista del 4-2-3-1. Può abbassarsi, venire incontro, giocare di sponda, occupare il mezzo spazio e attaccare successivamente l’area. E quando si muove lui, si aprono possibilità per gli inserimenti degli altri. Collocolo, per esempio, può partire largo e poi comportarsi quasi da mezzala offensiva, attaccando la zona centrale e arrivando in area. Ecco perché la Cremonese può diventare difficile da leggere: non perché faccia qualcosa di rivoluzionario, ma perché più giocatori possono cambiare posizione senza che la squadra perda equilibrio.
Per l’Empoli, quindi, una delle priorità sarà impedire alla Cremonese di giocare con troppa facilità centralmente. Gerli, e con lui le eventuali alternative rappresentate da giocatori come Grassi o Thorsby, sono fondamentali per dare ordine alla squadra. Se riescono a ricevere frontalmente, con tempo e spazio, la Cremonese può iniziare a costruire la propria partita. Se invece l’Empoli riesce a sporcare quelle ricezioni, obbligando i grigiorossi a giocare più spesso verso l’esterno, il discorso può cambiare. La pressione, però, dovrà essere intelligente. Non servirà correre dietro agli avversari. Servirà soprattutto indirizzarli. Una possibile chiave potrebbe essere proprio quella di accompagnare la costruzione della Cremonese verso la fascia e poi chiudere lo spazio con più uomini: quinto, mezzala e braccetto. Una sorta di trappola laterale nella quale recuperare palla e provare immediatamente ad attaccare lo spazio lasciato alle spalle. Perché è proprio nella fase successiva alla perdita del pallone che la Cremonese potrebbe concedere qualcosa. Una squadra che vuole costruire e portare tanti uomini nella metà campo avversaria può lasciare campo alle proprie spalle. E l’Empoli dovrà avere il coraggio di sfruttarlo. 3-4-2-1 o 3-5-2? Qui si apre il capitolo più interessante per Guido Pagliuca. L’Empoli potrebbe riproporre il 3-4-2-1 visto in Coppa Italia contro il Pisa oppure tornare al 3-5-2. Entrambe le soluzioni hanno una logica.
Il 3-4-2-1 permetterebbe ai due giocatori alle spalle della punta di lavorare tra le linee e di andare a disturbare la costruzione della Cremonese. Ma soprattutto consentirebbe all’Empoli di avere due riferimenti offensivi negli spazi intermedi, proprio dove Giampaolo non vorrebbe concedere libertà. Il 3-5-2, invece, garantirebbe maggiore densità centrale e la possibilità di pareggiare numericamente il centrocampo avversario. La domanda, quindi, non è soltanto quale modulo scegliere. La domanda è dove Pagliuca vorrà giocare la partita. Perché contro questa Cremonese concedere troppo spazio dentro al campo potrebbe essere rischioso. Molto più interessante potrebbe essere indirizzare il gioco verso le corsie, accettando l’ampiezza ma togliendo alla squadra di Giampaolo la possibilità di combinare con facilità tra le linee. E poi c’è la profondità della rosa. Djuric, che non sarà disponibile per squalifica, avrebbe rappresentato un riferimento completamente diverso rispetto a Stuckler. Sanabria può invece dare qualità nel gioco associativo, mentre De Luca rappresenta un’opzione più orientata all’attacco della profondità. In mezzo al campo Thorsby, Grassi, Barbieri ed Elia permettono a Giampaolo di cambiare caratteristiche senza necessariamente cambiare principi. Ed è un aspetto da non sottovalutare.
L’Empoli non dovrà prepararsi contro undici giocatori, ma contro una squadra che può modificare il proprio modo di stare in campo durante i novanta minuti. Il lato positivo, però, è che anche la Cremonese dovrà fare i conti con una squadra azzurra che può essere molto pericolosa quando riesce a recuperare palla e attaccare rapidamente. La partita potrebbe decidersi proprio lì. Nel momento in cui una delle due squadre perde equilibrio e l’altra riesce a riconoscerlo prima. Per questo la prima di campionato potrebbe essere una sfida meno “bloccata” di quanto suggerisca il semplice confronto tra due squadre ancora alla ricerca della propria identità. Giampaolo chiederà alla Cremonese di ragionare, associarsi, muovere gli avversari e trovare l’uomo libero. Pagliuca dovrà invece provare a rompere quei meccanismi senza farsi trascinare fuori posizione. E forse la chiave dell’intera partita è proprio questa: non sarà decisivo capire se la Cremonese partirà con un 4-2-3-1 o con un 3-5-2. Sarà decisivo capire chi riuscirà a controllare gli spazi quando il modulo, inevitabilmente, cambierà. Per l’Empoli, la prima sfida della stagione comincia già da lì.
















Torna anche il mezzettone pezzella che è nella categoria più adatta a lui.
Scartato da tutti, dove ha fatto il titolare Empoli e cremonese, facendo disastri poi la squadra è retrocessa.
Qui è stato da molti considerato un giocatore valido a dimostrare della mediocrità che ormai vi ha inculcato monteboro spacciandovela per roba valida.
Ricordo che con i 10 milioni di parisi fu preso lui.
non mi sembra che Parisi una volta andato via abbia spaccato il mondo. Due stagioni molto anonime a Firenze. Solo anno scorso ha fatto bene. Tutto è relativo. La mediocrità è che noi siamo l Empoli e quindi i Pezzella sono la ns regolarità ma dai tempi di Tosto, Bonetto, Cupi, Laurini, Vertova. Non è che ce l hanno inculcato adesso. È sempre stato così. Per Roberto Carlos andare a Milano o Madrid.