Riprenderà martedì il lavoro degli azzurri. Dopo la bellissima ed emozionante vittoria ottenuta sabato sera contro la Cremonese, il gruppo di Guido Pagliuca avrà quindi a disposizione due giornate di riposo più che meritate. Alla ripresa si andranno innanzitutto a capire le condizioni di Duccio Degli Innocenti, di fatto assente fin dal primo giorno di ritiro, ma anche quelle di Salvatore Monaco, che aveva accusato qualche problema muscolare prima della gara con i grigiorossi e non era riuscito nemmeno a sedersi in panchina. Poi si inizierà a guardare alla prossima gara, quella di Mantova contro una squadra che, proprio come l’Empoli, ha iniziato il campionato con una vittoria e che sicuramente si è migliorata molto rispetto alla formazione dello scorso anno. Ma quello che più conta sarà capire come l’Empoli vivrà questa settimana. Perché se Pisa aveva già lasciato delle sensazioni molto positive per come la squadra si era comportata nei novanta minuti, offrendo una prestazione interessante e di spessore, con la Cremonese siamo andati oltre, visto che è arrivato anche il successo. Il canovaccio, a grandi linee, è stato quello già visto a Pisa. Una squadra consapevole di dover soffrire, di dover sopperire con il sacrificio e la volontà anche a qualche gap qualitativo rispetto ad alcuni avversari. E così il gruppo di Pagliuca si è messo dietro, aspettando e lasciando sfogare il giro palla della Cremonese, ma andando costantemente a chiudere tutte quelle vie che la formazione di Marco Giampaolo provava a costruire. E poi, sempre con quella tenacia, con quella voglia, ma potremmo utilizzare anche il termine rabbia, si ripartiva come dei treni, cercando di sfruttare al meglio ogni varco lasciato dagli avversari. In questo è arrivato anche il gol che, per come si è sviluppata l’azione, ha portato con sé anche un po’ di fortuna. Ma la fortuna spesso bisogna andare a trovarsela e così Shpendi, che sappiamo essere un giocatore fondamentale e importante per questa categoria, era al posto giusto nel momento giusto. Quel gol è stato poi difeso in maniera davvero encomiabile. La cartina tornasole della partita dell’Empoli la troviamo dal sessantesimo minuto fino al triplice fischio, quando gli azzurri sono rimasti in dieci per l’espulsione di Ceesay, che ha steso l’ex Elia. Poteva cambiare tutto e invece, fondamentalmente, non è cambiato niente.

Il canovaccio è rimasto esattamente lo stesso, con la Cremonese a fare quel giro palla asfissiante. I numeri finali parlano di un 71% di possesso per i grigiorossi contro il 29% dell’Empoli, ma fondamentalmente con un Seghetti impegnato pochissime volte e una retroguardia che si è mossa davvero con grande sincronismo. I complimenti, in questi casi, vanno ampliati a tutta la squadra, perché anche il centrocampo ha giocato con fosforo e qualità, riuscendo a sviluppare entrambe le fasi in maniera davvero interessante. La bravura principale dell’Empoli è stata quella di non far giocare la Cremonese: annichilirla, toglierle ogni punto di riferimento, renderla quasi spiazzata rispetto magari alla partita che aveva in testa. E non possiamo non dare meriti all’allenatore, che proprio grazie alla sua caratterialità sta cercando di infondere tutti quei valori che saranno fondamentali nella lotta che ci aspetta in questo campionato di Serie B. È chiaro che dobbiamo essere misurati, ponderati e non permetterci nessun volo pindarico. È una prima giornata, le squadre sono ancora in evoluzione e in costruzione, e non sappiamo quali possano essere le condizioni fisico-atletiche dei vari gruppi di lavoro. L’Empoli sembra essere abbastanza leggero e avere un atletismo spiccato in questo momento. Non è detto che, per esempio, la stessa Cremonese viaggi come noi e magari tra qualche settimana possa mettere tre marce in più. Però quell’abnegazione, quel voler essere squadra, che è un po’ quello che è mancato lo scorso anno, lo stiamo vedendo e lo stiamo raccontando fin dai primissimi allenamenti. C’è da tenere un profilo basso. C’è da mantenere questo mood di squadra che deve conquistarsi ogni punto con il coltello fra i denti, che quest’anno guarda sinceramente al mantenimento della categoria e che giocherà tante partite contro il favore dei pronostici. Ma se lo spirito, l’atteggiamento, l’attitudine e l’applicazione saranno queste, l’Empoli sarà una bella mina vagante.

Poi si apre un altro discorso che ancora per qualche giorno dovremo fare ed è quello legato al calciomercato, che potrebbe in qualche modo stravolgere ulteriormente il volto dell’Empoli. Abbiamo già citato Stiven Shpendi. Un giocatore come lui, tra averlo e non averlo, fa indubbiamente la differenza. E sappiamo perfettamente che, semmai il mercato — e questo non è l’augurio — dovesse portarcelo via, difficilmente oggi sembrano esserci le forze e le risorse per prendere un attaccante di pari livello, o addirittura più forte. Per questo è bene essere felici, goderci questo momento, ma rimanendo molto misurati nei giudizi. L’errore di sentirci già forti e di guardare a quello che non siamo non verrà assolutamente commesso. Dobbiamo continuare a essere quell’Empoli che durante l’estate ha fatto mugugnare più di qualche persona, che ha continuato magari a creare anche qualche scetticismo, ma che per adesso sul campo sta trasformando il lavoro in qualcosa di davvero interessante e produttivo. I primi tre punti sono arrivati contro uno di quegli avversari che tutti stanno indicando come una delle potenziali protagoniste di questo campionato. Ed è questo quello che dobbiamo prendere e quello che dobbiamo portare a casa oggi.

Guardando alle prove dei singoli, c’è da fare i complimenti a tutti i ragazzi che hanno preso parte alla gara, chi dall’inizio e chi è subentrato. Andrebbero menzionati uno per uno e a tutti va fatto un complimento specifico e speciale. Ci ripetiamo su un concetto che ormai ci accompagna da qualche giorno: l’interpretazione e l’atteggiamento che la squadra ha fatto vedere ieri sono di quelli che ci piacciono. Nei commenti a caldo abbiamo utilizzato un termine che ci è venuto in mente di getto: un Empoli operaio. Un Empoli che deve davvero saper fare di necessità virtù, rinunciando a qualche leziosismo ma mettendo dentro praticità, sacrificio e tanta, tanta volontà. Dovendo fare dei nomi più specifici, come nostro solito in questo tipo di articolo del giorno dopo, ci piace evidenziare la prova di Marco Curto. Lo scorso anno è stato uno di quei calciatori che, salvo alcune specifiche partite, è stato molto criticato e messo seriamente in discussione. Ieri ha giocato con un’attenzione e una precisione davvero importanti e di fronte non c’erano certamente gli ultimi arrivati. Poi il reparto difensivo è stato tutto superlativo, Magnino continua a sorprendere in quella posizione di braccetto. Certo, è un braccetto diverso da quello che anche con lo stesso Pagliuca si vedeva lo scorso anno. Non ci sono quelle scorribande lungo la fascia che poi ti mettono in difficoltà quando devi recuperare, ma in quello che ci sta facendo vedere il capitano c’è davvero quella meticolosità e quell’attenzione che si richiedono a una squadra che deve fare del sacrificio la sua virtù maggiore. Ottimo anche l’esordio da titolare di Cauz, che tra l’altro ha dato anche la spizzata per il pallone vincente di Shpendi. Un debutto importante per il nuovo arrivato, inserito subito in una partita di questo peso. Come non nominare Yepes, che in mezzo al campo ha giganteggiato, facendo vedere un’intelligenza calcistica davvero di prim’ordine, ma anche in questo caso giocando la fase di non possesso in maniera quasi da far vedere alle scuole calcio.

Qualcosina forse lo si è fatto di meno in avanti, gol a parte, ma sapevamo che il tipo di partita sarebbe stato questo. E quindi anche i vari Saporiti e Distefano hanno giocato con davvero un grande senso di appartenenza, facendo un lavoro molto sporco, correndo con quattro, cinque polmoni aggiuntivi e aiutando tantissimo la squadra nella fase di ripiegamento. E poi Biondini: che dire? Un ragazzo che ha saltato a piè pari la categoria Primavera, passando dagli Under 17 direttamente in prima squadra, e lo ha dimostrato. Ci può stare, eccome. Per chiudere, Egan. Lo avevamo scritto in un articolo ad hoc quest’estate: sarebbe stato forse quello più pronto di tutti per giocarsi le sue carte in Serie B. Ieri lo ha fatto vedere ancora una volta, sia con il pallone tra i piedi sia quando doveva mordere. E poi c’è Guido Pagliuca. Un tecnico che arriva portandosi dietro quel malcontento che tanti avevano espresso nel momento in cui si era ventilata l’ipotesi di rivederlo a Empoli per il suo secondo mandato. È un Pagliuca diverso sotto tanti aspetti rispetto allo scorso anno, anche se ieri, in partita, una caratterialità forte l’ha tirata fuori e l’ha fatta vedere. Si è preso anche un cartellino giallo, ma questo è Guido Pagliuca. E se si vuole Guido Pagliuca, si deve apprezzare anche questo tipo di caratterialità forte che mette dentro. Lo fa, come tutti noi, essendo un essere umano e sbagliando, ma per il bene della squadra, perché Guido Pagliuca vuole vincere e non vuole certamente perdere. Ma quest’anno, ad oggi, la sua più grande bravura è stata quella di creare un gruppo davvero coeso, infilare dentro ogni singola testa di ogni singolo giocatore quelle che sono le motivazioni, quelli che sono i compiti e quelli che sono gli obiettivi.

È una squadra diversa da quella dello scorso anno. Partiamo con degli obiettivi diversi, c’è sicuramente anche una sorta di leggerezza che ci permette magari di avere meno pressione e questo Pagliuca lo ha evidenziato come una positività. Ma il tecnico di Cecina sta davvero tirando fuori da ognuno dei ragazzi il meglio, capendo quello che si deve fare e capendo come lo si può fare. E la squadra lo riporta fedelmente in partita. Come detto, non sarà sempre festa. Ci sarà da soffrire, arriveranno le sconfitte e lì poi si dovrà essere bravi tutti, mister in primis, nella gestione. Ma il lavoro fatto fino a oggi, mettendo quindi l’asticella alzata in maniera stringente, dobbiamo dire che è davvero molto, molto positivo. Quello che poi il futuro ci dirà lo vivremo, lo racconteremo e lo analizzeremo. Ma ad oggi siamo davvero contenti di questo Empoli operaio che per molti poteva essere spacciato e forse meno degno di scendere in campo a Pisa, ieri contro la Cremonese, e che invece ha riportato i risultati che ha riportato. E sappiamo che, nella lotta salvezza, ogni singolo punto ha un peso davvero importante.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

9 Commenti

  1. Ieri ho visto lo Stadio in condizioni pietose , il terreno di giuoco completamente perso, i seggiolini dello stadio mancanti specie nel settore ospiti, non è bello da vedere .
    Il tappeto per non fare vedere la pista completamente usurato .
    Spendeteli un migliaio di euro per renderlo più decente

  2. tutto in malora…sembra d’esser una società amatoriale con autofinanziamento ed un custode che ogni tanto da una cenciata agli spogliatoi ma voliamo basso la serie B è lunga e pericolosa

  3. E se ci si fa sentire un po’ tutti forse si danno una mossa ?
    Chiedo senza fare il presuntuoso perché mi spacciate che sono ripetitivo , la forza la fanno i numeri se siamo in tanti mena oggi, mena domani vedrai a qualcuno gli incomincia a tremare le gambe , i tifosi i super che si vantano cosa fanno ?
    Si rendono conto che e 36 anni che non viene messo mano , la tettoia meglio non rammentarla perche fino a che credi e poi vieni a sapere che non era vero il problema delle falde, io da ignorante ci avevo creduto veramente !

  4. Bell articolo. Complimenti. La strada è lunghissima e tortuosa. La B é subdola, inaffidabile, non catalogabile. Ma se riusciamo tutti insieme a comprendere la particolarità e l atipicitá di questo campionato, ci divertiremo. La nostra piazza per questo è la n. 1. 💙

  5. D’accordissimo con l’analisi del giornalista, dopo “la bellissima ed emozionante vittoria di sabato sera”, un elogio a tutta la squadra e a Pagliuca; non pensavo che questi ragazzi giovani potessero ripetere, anzi migliorare la gara di Pisa. Certamente la Cremonese ha giocato sotto ritmo, probabilmente ha fatto una preparazione per entrare in forma un po’ più avanti, al contrario dell’Empoli che invece aveva bisogno di partire subito forte e mettere fieno in cascina, con una preparazione probabilmente più leggera, e quindi con più velocità fin dall’ inizio; da una parte mi è sembrato di rivedere il “blasonato” Empoli dell’anno scorso lento, impacciato e inconcludente, quasi sempre in difficoltà con la velocità e l’aggressività degli avversari. A parte questo va anche detto e sottolineato che certe vittorie, seppur all’inizio, non possono arrivare se non hai anche una certa qualità. Mi aspetto che in questo finale di calcio mercato, la società riesca a far arrivare quei 2/3 giocatori esperti che possano completare la squadra.

  6. Ma non hai ancora capito che tu hai scassato Enrico anti stadio….iscriviti come portavoce a quelli del comitato che sono tutti contro l’Empoli. E poi NOI A SERRAVALLE SI VUOLE (anzi…si sarebbe voluto perché ormai non lo fanno più) il NUOVO STADIO e perché non chiedi alla gente se è contenta di quella cag…ta del Beat che ha stravolto la vita di un quartiere e contro il quale ci sono state davvero migliaia di lamentele e firme….ma su questo tutto tace!!!

  7. Esatto, è stata proprio una bella sorpresa. Proprio per questo non bisogna illudersi che la squadra sia a posto così, servono rinforzi per la salvezza.

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