Grave
L’autolesionismo degli azzurri assume a Cesena dimensioni quasi tragiche, se non si parlasse di un evento sportivo. Una sorta di grottesco suicidio che vale la quinta sconfitta nelle ultime sei gare. Inutile recriminare sulla sfortuna o sugli episodi avversi. Una squadra a questi livelli non può comettere così tante ingenuità che, sommate a quelle già tristemente vissute in questo primo scorcio di torneo, rendono estremamente difficile intravedere qualche segnale di ottimismo. Si dice spesso: non è mancato l’impegno. Ma in fondo che significa? Perché dovrebbe venire meno l’impegno a un manipolo di ragazzi che lotta per la sopravvivenza in serie B? Nessuno mette in dubbio la volontà di provare a dare il meglio di sé e invertire una rotta rovinosa. Il problema è che la volontà non basta se non è sostenuta da concentrazione e una corretta applicazione mentale. Ciò che preoccupa è la crescente fragilità di una squadra che fatica a ritrovare sé stessa, dopo un avvio per certi versi incoraggiante.
Lento
In tempi non sospetti era stato coniato il felice concetto empolese “con poco si fa tanto”. Adesso lo slogan potrebbe essere mutuato in “con poco si sbaglia quasi tutto”. Il momento delicato che sta attraversando la società in termini di disponibilità finanziarie non può diventare un alibi, né giustificare una lunga sequenza di errori sul piano delle scelte tecniche e gestionali. L’aspetto più preoccupante, se si vuole, non è la carenza di risorse. È la carenza di idee. È proprio in certi passaggi delicati della nostra storia che sono maggiormente emerse soluzioni lungimiranti e felici intuizioni che hanno garantito la continuità e la credibilità di un progetto tecnico. Adesso dobbiamo sforzarsi di non vedere tutto scuro e rialzare la testa con orgoglio e dignità. Possibilmente evitando di regalare agli avversari: cali di concentrazione, espulsioni, carambole, autoreti grottesche, eccetera. A fine ottobre, con quasi trenta partite da disputare, potrebbero sembrare minuzie. Eppure, se l’Empoli avesse due punti in più in classifica, equivalenti ai pareggi con Arezzo e Cesena, e le citate dirette avversarie due punti in meno ciascuna, la classifica assumerebbe un aspetto significativamente diverso.
Adagio
Trasformare la rabbia in energia positiva. La delusione in coraggio e sfrontatezza. Magari puntando sulla freschezza e la spontaneità di alcuni giovanissimi presenti in rosa. Ogni riferimento a Biondini, Egan, Indragoli, Bembnista e compagnia non è puramente casuale. All’interno della rocambolesca e dolorosa sconfitta dell’Orogel Stadium sono emersi alcuni aspetti sui quali coltivare i germogli della rinascita. I giovani lanciati da mister Andreoletti nel secondo tempo possono dare sostanza a un reparto difensivo perennemente corto di risorse. Edoardo Saporiti, se messo nelle condizioni di incidere, può rappresentare un valore aggiunto. L’elemento in grado di determinare il risultato con le sue giocate. Siamo, nello stesso tempo, convinti che Stiven Shpendi saprà fare tesoro dei peccati di gioventù commessi in occasione della sfida con la sua ex squadra per ritrovare il gol e rivelarsi l’uomo più decisivo della rosa azzurra. Certe serate-no possono capitare e, proprio passando attraverso di esse, si possono trovare le risorse per crescere ulteriormente. Anche se mancano quasi trenta partite alla fine, il tempo stringe. E le risposte devono arrivare nell’immediatezza.
















Ma non vi è venuto il dubbio che la squadra sia formata da “scarti” degli altri e di “giovani” non pronti? …. l’impegno non è in discussione, ma le capacità tecniche si; mancano le basi della scuola calcio: stop, passaggio, posizione, visione di gioco che o ci sono o è difficile allenarle…. la Società Empoli è in totale confusione, mancano idee, manca il colpo di genio di chi probabilmente è arrivato al capolinea…. ecco, si faccia un passo indietro…. mai stato per l’accanimento terapeutico!!!! Rimedio? Frugarsi in tasca e prendere tre svincolati buoni e rimetterli in carreggiata alla svelta!!!
Tutto giusto e sono d’accordo su tutto, però per sintetizzare il periodo negativo della squadra si può ricorrere ad un altro proverbio la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”.
Mancanza di idee? Forse, ma io a parte insistere sulla vero patrimonio della società, cioè il settore giovanile, non vedo altre soluzioni se il contesto rimane quello che è.
A Cesena in difesa miglioramenti si sono visti proprio grazie ai più giovani.
Certo, la rosa ha i giocatori contati ma qualche aggiustamento- soprattutto a centrocampo- si può fare e qui tocca all’allenatore dimostrare realismo e fantasia.
Teniamo conto però che si sapeva che questo sarebbe stato un anno difficile: ora si tratta di riprendere fiato con una vittoria. La classifica in coda è ancora corta, niente è scontato, tempo ce n’è. Basta non sprecarlo